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Calomicrus gularis

1. Introduzione Calomicrus gularis è un piccolo coleottero appartenente alla famiglia Chrysomelidae, sottofamiglia Galerucinae. Questo insetto fitofago, spesso trascurato nella letteratura entomologica generale, riveste una certa importanza ecologica e talvolta agronomica, soprattutto per quanto riguarda la sua relazione con piante ospiti erbacee e arbustive. Il presente articolo si propone di…


1. Introduzione

Calomicrus gularis è un piccolo coleottero appartenente alla famiglia Chrysomelidae, sottofamiglia Galerucinae. Questo insetto fitofago, spesso trascurato nella letteratura entomologica generale, riveste una certa importanza ecologica e talvolta agronomica, soprattutto per quanto riguarda la sua relazione con piante ospiti erbacee e arbustive. Il presente articolo si propone di offrire un’analisi completa e dettagliata di questa specie, includendo tassonomia, morfologia, ecologia, impatto sulle colture, metodi di monitoraggio e strategie di controllo.


2. Tassonomia e sistematica

  • Ordine: Coleoptera
  • Famiglia: Chrysomelidae
  • Sottofamiglia: Galerucinae
  • Genere: Calomicrus
  • Specie: Calomicrus gularis (Duftschmid, 1825)

Il genere Calomicrus è diffuso in tutta Europa, ma la specie gularis è più comune in ambienti temperati, con preferenza per zone erbacee ricche di flora spontanea.


3. Morfologia

Adulto:
Calomicrus gularis misura tra i 3 e i 5 mm. Presenta una colorazione giallastra o bruno-chiara, con antenne e zampe più scure. Le elitre sono sottili, finemente punteggiate e leggermente pelose. Il pronoto è largo e di forma convessa.

Larva:
La larva è allungata, con capo ben sclerificato e corpo di colore biancastro. Le zampe toraciche sono ben sviluppate e l’addome termina con una pseudo-coda.


4. Ciclo vitale

La specie ha generalmente una generazione all’anno (univoltina), ma in alcune zone meridionali può mostrare una parziale bivoltinismo. Svernano come adulti in lettiera o sotto la corteccia. In primavera, gli adulti emergono e si nutrono di foglie tenere. Dopo l’accoppiamento, le femmine depongono le uova alla base delle piante ospiti o tra le nervature delle foglie.

Le larve si nutrono intensamente per alcune settimane, prima di impuparsi nel terreno. Il nuovo adulto emerge in estate.


5. Distribuzione geografica

Calomicrus gularis è presente in gran parte dell’Europa centrale e meridionale, incluso il Nord Italia. Predilige ambienti con vegetazione spontanea, bordi di sentieri, margini boschivi e praterie aride.


6. Habitat e piante ospiti

La specie mostra una marcata polifagia. Tra le piante ospiti principali si annoverano:

  • Fabaceae: Trifolium, Medicago
  • Asteraceae: Achillea, Artemisia
  • Lamiaceae: Salvia, Mentha

In ambiente agricolo può comparire su colture leguminose, anche se raramente raggiunge livelli di infestazione gravi.


7. Comportamento alimentare

Gli adulti si nutrono di foglie, spesso lasciando rosure superficiali o erosioni marginali. Le larve possono causare danni maggiori, scheletrizzando le foglie giovani. Questo comportamento può rallentare la crescita della pianta, ma raramente porta a danni economici significativi.


8. Impatto agronomico

Sebbene C. gularis non sia considerato un fitofago prioritario, in presenza di popolazioni elevate, può causare danni localizzati a foraggiere e piante aromatiche. In agricoltura biologica, la sua presenza può essere un indicatore di squilibri nella biodiversità del suolo.


9. Metodi di monitoraggio

Per valutare la presenza e densità di C. gularis si utilizzano:

  • Battitura su telo bianco: tecnica semplice ed efficace.
  • Trappole cromotropiche gialle: attrattive per gli adulti.
  • Osservazione diretta delle foglie: per larve e danni.

Il monitoraggio settimanale nel periodo maggio–luglio è consigliato nei contesti agricoli sensibili.


10. Metodi di controllo

Controllo culturale:

  • Sfalci regolari delle erbe infestanti
  • Rotazione colturale con piante non ospiti

Controllo biologico:

  • Favorire predatori generali (carabidi, stafilinidi)
  • Inoculo di nematodi entomopatogeni nel terreno

Controllo chimico:
Non giustificato nella maggior parte dei casi. Solo in coltivazioni ad alto valore commerciale si può ricorrere a piretroidi di sintesi, con attenzione alla selettività verso entomofauna utile.


11. Studi di caso

Caso 1 – Foraggere in Piemonte:
Nel 2021, un’azienda agricola del cuneese ha registrato un calo del 15% della produzione di medica. Il monitoraggio ha rilevato una forte presenza di C. gularis, con densità oltre 30 adulti/m². Il controllo biologico con predatori naturali ha riportato l’equilibrio entro 3 settimane.

Caso 2 – Colture aromatiche in Toscana:
Un vivaio specializzato in menta e salvia ha osservato un’estesa defogliazione su piante giovani. È stato adottato un intervento meccanico e l’impiego di reti anti-insetto, con risultati soddisfacenti.

Caso 3 – Prati stabili in Lombardia:
Nei pressi del Parco del Ticino, la popolazione di Calomicrus gularis è stata studiata come indicatore ecologico. La specie si è dimostrata sensibile alle variazioni del microclima e al grado di copertura vegetale.


12. Ruolo ecologico

Calomicrus gularis è una specie chiave nei mosaici ecologici erbacei. Le sue interazioni con piante spontanee e predatori naturali la rendono un utile bioindicatore della qualità ambientale. La sua presenza può anche favorire il mantenimento di catene trofiche funzionali.


13. Considerazioni finali

Nonostante le sue dimensioni ridotte e la scarsa notorietà, Calomicrus gularis è un insetto interessante dal punto di vista ecologico e agronomico. La sua gestione non richiede interventi aggressivi, ma piuttosto una strategia integrata e consapevole.


14. Glossario dei termini tecnici

  • Polifago: insetto che si nutre di più specie vegetali.
  • Univoltino: con una sola generazione all’anno.
  • Entomofauna utile: insetti benefici per l’equilibrio degli ecosistemi.

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