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Il ritorno della Cydia pomonella: la falena silenziosa che minaccia i nostri frutteti

🐛🦠🪱 The comeback of Cydia pomonella: the silent moth threatening our orchards Introduzione Conosciuta anche come carpocapsa del melo, Cydia pomonella è un lepidottero che da secoli accompagna l’uomo nei frutteti. Questo piccolo insetto notturno è responsabile di una delle più note e temute infestazioni dei frutti: le “mele bacate”.…


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The comeback of Cydia pomonella: the silent moth threatening our orchards


Introduzione

Conosciuta anche come carpocapsa del melo, Cydia pomonella è un lepidottero che da secoli accompagna l’uomo nei frutteti. Questo piccolo insetto notturno è responsabile di una delle più note e temute infestazioni dei frutti: le “mele bacate”. Ma dietro a questa fama si cela un mondo affascinante fatto di strategie riproduttive, adattamenti sorprendenti e battaglie invisibili tra agricoltura e natura.


Morfologia dell’adulto
L’adulto di Cydia pomonella misura circa 1 cm e presenta ali anteriori grigio-marroni con bande scure e una caratteristica macchia ramata all’estremità. Le ali posteriori sono più chiare e bordate di frange. La mimetizzazione è perfetta: da fermo, il lepidottero si confonde con la corteccia degli alberi.


Ciclo biologico
Il ciclo di vita della Cydia pomonella si articola in 4 stadi: uovo, larva, pupa e adulto.

  • Le uova vengono deposte sulla buccia dei frutti giovani o su foglie vicine.
  • La larva, una volta schiusa, penetra nel frutto scavando gallerie che danneggiano irreparabilmente la polpa.
  • Dopo aver completato la nutrizione, si lascia cadere al suolo e si pupa sotto la corteccia o nel terreno.
  • L’adulto emerge dopo qualche settimana (o la primavera successiva) pronto a ricominciare il ciclo.

Danni alle colture
Il danno maggiore è causato dalla larva: la classica “galleria nel frutto”, accompagnata da escrementi visibili all’esterno. Questo rende il frutto invendibile e vulnerabile a marciumi. La Cydia non colpisce solo il melo, ma anche pero, noce, susino e albicocco.


Distribuzione e adattamento
Presente in Europa, Asia, Africa e Americhe, Cydia pomonella è riuscita ad adattarsi a numerosi climi, soprattutto grazie alla diapausa larvale che le consente di superare inverni rigidi o estati torride in forma di pupa.


Strategie di lotta biologica
Sempre più agricoltori optano per metodi ecologici per controllare la popolazione di Cydia.

  • Trappole a feromoni: attirano i maschi impedendo l’accoppiamento.
  • Insetti antagonisti: come il Trichogramma, un imenottero che parassitizza le uova della carpocapsa.
  • Virus granulosi: specifici per le larve, senza impatti su altri insetti.
  • Confusione sessuale: diffusione di feromoni sintetici in campo per disorientare i maschi.

Ruolo negli equilibri naturali
Anche se è un fitofago temuto, Cydia pomonella fa parte della rete trofica. È preda di uccelli, pipistrelli, ragni e insetti predatori. Un’agricoltura sostenibile può convivere con essa riducendo i trattamenti chimici e favorendo la biodiversità.


Tecnologie moderne per il monitoraggio
Le nuove tecnologie hanno migliorato il monitoraggio delle popolazioni di Cydia:

  • Sensori digitali nelle trappole
  • App per l’identificazione delle larve
  • Reti neurali per prevedere i voli adulti
    Tutti strumenti utili per decidere quando e come intervenire, minimizzando l’impatto sull’ambiente.

Curiosità

  • Ogni femmina può deporre fino a 120 uova!
  • In condizioni favorevoli si possono avere fino a 3 generazioni all’anno.
  • Il suo nome latino “pomonella” deriva da “pomum”, cioè frutto.

Conclusione

La Cydia pomonella è molto più di un parassita agricolo. È un esempio lampante di come anche i più piccoli insetti siano in grado di modificare interi ecosistemi e strategie di produzione. Conoscere a fondo il suo comportamento e sfruttare metodi innovativi e sostenibili è la chiave per gestirla senza rinunciare al rispetto della natura.


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