🐝 Tropilaelaps mercedesae: an invisible threat to honey bees
Introduzione
🇮🇹 Italiano
Tropilaelaps mercedesae è un acaro parassita altamente invasivo che colpisce le colonie di api mellifere, rappresentando una minaccia emergente per l’apicoltura in molte parti del mondo. Originario del Sud-Est asiatico, questo parassita ha caratteristiche biologiche che lo rendono particolarmente pericoloso per la salute delle api e per l’economia legata alla produzione di miele e all’impollinazione.
🇬🇧 English
Tropilaelaps mercedesae is a highly invasive parasitic mite that affects honey bee colonies, representing an emerging threat to apiculture in many parts of the world. Native to Southeast Asia, this parasite has biological traits that make it especially dangerous to bee health and to the economy linked to honey production and pollination.
Tassonomia e origine
🇮🇹 Italiano
- Regno: Animalia
- Phylum: Arthropoda
- Classe: Arachnida
- Ordine: Mesostigmata
- Famiglia: Laelapidae
- Genere: Tropilaelaps
- Specie: T. mercedesae
Originariamente parassita dell’ape gigante asiatica (Apis dorsata), ha poi colonizzato con successo anche Apis mellifera, specie ampiamente allevata in tutto il mondo.
🇬🇧 English
- Kingdom: Animalia
- Phylum: Arthropoda
- Class: Arachnida
- Order: Mesostigmata
- Family: Laelapidae
- Genus: Tropilaelaps
- Species: T. mercedesae
Originally a parasite of the Asian giant honey bee (Apis dorsata), it has successfully adapted to infest Apis mellifera, the most commonly kept honey bee worldwide.
Morfologia
🇮🇹 Italiano
Gli acari adulti sono lunghi circa 0,7 mm, di colore brunastro e dotati di un corpo allungato. Sono visibili a occhio nudo, ma facilmente confondibili con detriti nell’alveare. Si muovono molto velocemente e si annidano all’interno delle celle contenenti covata.
🇬🇧 English
Adult mites measure about 0.7 mm in length, are brownish, and have an elongated body. They are visible to the naked eye but can easily be mistaken for debris in the hive. They move quickly and hide inside brood cells.
Ciclo biologico
🇮🇹 Italiano
T. mercedesae si riproduce esclusivamente nella covata opercolata. La femmina depone le uova accanto alla larva d’ape, e le neanidi si sviluppano nutrendosi dell’emolinfa delle larve ospiti. Il ciclo completo può durare 5-7 giorni, rendendolo estremamente rapido rispetto ad altri parassiti come la Varroa.
Senza covata, gli acari non possono riprodursi ma possono sopravvivere alcuni giorni sugli adulti.
🇬🇧 English
T. mercedesae reproduces exclusively in capped brood. The female lays eggs next to the bee larva, and the nymphs feed on the host’s hemolymph. The full cycle takes 5-7 days, much faster than other parasites like Varroa.
Without brood, mites cannot reproduce but can survive a few days on adult bees.
Sintomi e danni alle colonie
🇮🇹 Italiano
- Riduzione della vitalità della covata
- Larve deformate e morte prematura
- Api adulte con ali malformate o carapace mal sviluppato
- Aumento della mortalità della colonia
I danni possono risultare più rapidi e devastanti rispetto a quelli della Varroa, specialmente in climi tropicali dove la covata è presente tutto l’anno.
🇬7 English
- Decreased brood vitality
- Deformed larvae and premature death
- Adult bees with malformed wings or underdeveloped exoskeleton
- Increased colony mortality
Damage may be faster and more devastating than that caused by Varroa, especially in tropical climates where brood is present year-round.
Diagnosi e monitoraggio
🇮🇹 Italiano
- Ispezione visiva della covata
- Uso di celle trappola
- Prelievo di covata opercolata e osservazione al microscopio
- Osservazione di sintomi indiretti come api adulte malformate
🇬7 English
- Visual inspection of brood
- Use of trap cells
- Sampling of capped brood and microscopic examination
- Observation of indirect symptoms such as malformed adult bees
Metodi di controllo
🇮🇹 Italiano
Tecniche biologiche e gestionali
- Interruzione temporanea della covata
- Uso di gabbie per regine
- Selezione genetica di api più resistenti
Trattamenti fisici e chimici
- Acido formico o lattico (con cautela)
- Trattamenti termici controllati
- Sostanze acaricide registrate (dove legalmente disponibili)
🇬7 English
Biological and managerial techniques
- Temporary brood interruption
- Use of queen cages
- Genetic selection of more resistant bees
Physical and chemical treatments
- Formic or lactic acid (used with care)
- Controlled thermal treatments
- Registered acaricides (where legally available)
Prevenzione e contenimento
🇮🇹 Italiano
- Controlli doganali rigorosi
- Quarantena per nuove colonie o sciami
- Informazione agli apicoltori su diagnosi precoce
- Evitare lo scambio di favi e attrezzature non disinfettate
🇬7 English
- Strict customs controls
- Quarantine for new colonies or swarms
- Informing beekeepers about early diagnosis
- Avoiding the exchange of frames and unclean equipment
Rischi ecologici e impatto economico
🇮🇹 Italiano
T. mercedesae non minaccia solo l’apicoltura, ma può alterare profondamente gli equilibri ecologici locali, riducendo le popolazioni di api selvatiche e domestiche. Ciò comporta:
- Calo dell’impollinazione
- Perdita di biodiversità vegetale
- Riduzione dei raccolti agricoli
L’impatto economico può essere drammatico in zone dove la produzione di miele o la coltivazione dipende fortemente dall’attività impollinatrice.
🇬7 English
T. mercedesae not only threatens apiculture but may deeply affect local ecological balances, reducing wild and domestic bee populations. This leads to:
- Decline in pollination
- Loss of plant biodiversity
- Reduced agricultural yields
The economic impact can be dramatic in areas heavily reliant on pollination for honey production or crop cultivation.
Conclusione
🇮🇹 Italiano
La gestione di Tropilaelaps mercedesae richiede un approccio integrato e proattivo che combini monitoraggio costante, buone pratiche apistiche e tecniche di contenimento biologico. L’informazione e la cooperazione tra apicoltori, ricercatori e autorità sanitarie sono fondamentali per prevenire la diffusione incontrollata di questo acaro altamente invasivo.
🇬7 English
Managing Tropilaelaps mercedesae requires an integrated and proactive approach combining constant monitoring, good beekeeping practices, and biological containment techniques. Information and cooperation among beekeepers, researchers, and health authorities are key to preventing the uncontrolled spread of this highly invasive mite.
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