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Introduzione
Orthotomicus erosus è un piccolo coleottero appartenente alla famiglia Curculionidae, sottofamiglia Scolytinae, comunemente noto come bostrico minore del pino. Originario delle regioni mediterranee, è oggi considerato un fitofago di rilevanza forestale, soprattutto in aree soggette a stress idrico, incendi o eventi meteorologici estremi.
Descrizione Morfologica
L’adulto è lungo circa 2,5–3,5 mm, di colore marrone scuro o nerastro, con corpo cilindrico e antenne clavate. Le elitre presentano striature longitudinali, e l’estremità dell’addome appare leggermente incavata, con bordi dentellati. Le larve sono biancastre, apode, ricurve e con capo brunastro.
Ciclo Biologico
Orthotomicus erosus compie generalmente 2–3 generazioni all’anno a seconda del clima. Gli adulti emergono in primavera e attaccano piante stressate, preferibilmente pini (Pinus spp.). Le femmine scavano una galleria madre longitudinale sotto la corteccia, dalla quale si diramano gallerie larvali laterali.
Il ciclo completo può durare 6–8 settimane in condizioni favorevoli. L’inverno è trascorso allo stadio di adulto, generalmente nelle camere pupali o sotto la corteccia.
Piante Ospiti
Le principali piante ospiti comprendono:
- Pinus pinaster (pino marittimo)
- Pinus sylvestris (pino silvestre)
- Pinus nigra (pino nero)
- Altri conifere in contesti ornamentali o forestali
Danni e Sintomi
Orthotomicus erosus attacca preferibilmente piante deboli o già danneggiate, ma in caso di sovrappopolazione può colpire anche soggetti sani. I danni principali includono:
- Gallerie sotto la corteccia che interrompono i flussi linfatici
- Produzione di segatura rosacea all’esterno dei fori d’uscita
- Disseccamento progressivo della chioma, con ingiallimento degli aghi
- Morte dell’albero in caso di attacco massivo
Inoltre, il coleottero può veicolare funghi simbionti (come Ophiostoma spp.), che aggravano lo stato sanitario dell’albero.
Fattori Favorenti
- Periodi di siccità prolungata
- Eventi di tempesta che causano caduta di alberi
- Tagli forestali intensivi
- Incendi e altri disturbi ambientali
- Piantagioni monospecifiche e con scarsa diversità
Monitoraggio
Il monitoraggio di Orthotomicus erosus può avvenire tramite:
- Trappole a feromoni specifici (feromoni aggregativi)
- Ispezione visiva di piante indebolite o morenti
- Osservazione dei segni di attività (fori, segatura, disseccamento)
Strategie di Controllo
Prevenzione:
- Favorire la biodiversità nelle aree forestali
- Ridurre la densità delle piantagioni di pino
- Rimozione rapida di alberi abbattuti o secchi
- Evitare lo stoccaggio prolungato di legname infestato
Controllo diretto:
- Uso di trappole a feromoni per cattura massale
- Rimozione meccanica degli alberi infestati
- Eventuale bruciatura o cippatura del legname contaminato
Controllo biologico:
- Alcuni studi segnalano predatori naturali come Thanatus spp. o Parassitoidi Braconidi, ma la loro efficacia è limitata.
Distribuzione e Diffusione
Originario dell’area mediterranea, Orthotomicus erosus si è diffuso anche in Sudafrica, Australia, Sud America e Nord America, con impatti significativi nelle zone forestali in stress. In Italia è presente soprattutto in:
- Liguria
- Toscana
- Sardegna
- Pianura Padana, in contesti urbani e periurbani
Impatto Ecologico e Forestale
L’attività di Orthotomicus erosus rappresenta un serio fattore di degrado per le pinete mediterranee, soprattutto in un contesto di cambiamento climatico e siccità ricorrente. L’indebolimento e la mortalità delle piante aprono la strada a:
- Erosione del suolo
- Perdita di biodiversità
- Aumento del rischio incendi
- Alterazione degli equilibri ecosistemici
Conclusione
Orthotomicus erosus è un nemico silenzioso ma letale delle foreste di conifere. La sua gestione richiede una combinazione di prevenzione, monitoraggio e interventi mirati, con un occhio sempre attento alle dinamiche climatiche e al ruolo dell’uomo nella frammentazione degli habitat.
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