458SOCOM.ORG ENTOMOLOGIA A 360°

Zecche invasive africane: una nuova minaccia infettiva in Europa

🌏🌏 Introduzione: le zecche non autoctone che preoccupano l’Europa Negli ultimi anni, l’arrivo di zecche invasive provenienti dall’Africa ha sollevato forti preoccupazioni tra entomologi, veterinari e operatori della salute pubblica. In particolare, specie come Hyalomma marginatum e Hyalomma rufipes sono state identificate in varie zone del sud e centro Europa,…


🌏🌏

🤔🤔

Introduzione: le zecche non autoctone che preoccupano l’Europa

Negli ultimi anni, l’arrivo di zecche invasive provenienti dall’Africa ha sollevato forti preoccupazioni tra entomologi, veterinari e operatori della salute pubblica. In particolare, specie come Hyalomma marginatum e Hyalomma rufipes sono state identificate in varie zone del sud e centro Europa, inclusa l’Italia. Queste zecche non solo si adattano facilmente a climi temperati, ma sono anche vettori di malattie infettive potenzialmente gravi, alcune delle quali non erano mai state osservate prima sul nostro territorio.


Chi sono le zecche del genere Hyalomma?

Le zecche del genere Hyalomma si distinguono dalle più comuni Ixodes ricinus (zecca dei boschi) per alcune caratteristiche morfologiche evidenti:

  • Corpo più allungato
  • Zampe striate di bianco
  • Grande mobilità (possono inseguire attivamente l’ospite)
  • Preferenza per ambienti secchi e assolati

Originarie di regioni calde come il Nord Africa e il Medio Oriente, sono state segnalate in crescita soprattutto grazie ai cambiamenti climatici e alla migrazione degli uccelli, che fungono da vettori involontari.


Le malattie trasmesse: febbre emorragica di Crimea-Congo e non solo

Tra le infezioni più pericolose veicolate dalle zecche Hyalomma, la più preoccupante è la febbre emorragica di Crimea-Congo (CCHF). Questa malattia virale ha un tasso di mortalità che può superare il 30% e non esiste ancora una cura definitiva.

Oltre alla CCHF, le Hyalomma possono trasmettere:

  • Rickettsiosi (febbre bottonosa)
  • Anaplasmosi
  • Borreliosi differenti da quelle europee
  • Virus simili alla febbre del Nilo occidentale

Espansione in Italia: segnalazioni in crescita

Dal 2021 si sono moltiplicate le segnalazioni di Hyalomma in regioni italiane come Puglia, Sicilia, Lazio e Toscana. La zecca può attaccare l’uomo, ma anche animali da allevamento e fauna selvatica, rappresentando un rischio per l’intera catena ecologica e sanitaria.

In alcuni casi, esemplari adulti sono stati trovati su cani da caccia, cavalli e bovini, mentre le larve e le ninfe spesso si sviluppano su piccoli uccelli migratori durante le rotte primaverili.

🤔🤔

Cosa fare: prevenzione, segnalazione e sorveglianza

Per contrastare la diffusione delle zecche invasive africane, è fondamentale attuare strategie coordinate:

  • Sorveglianza entomologica nelle zone a rischio
  • Segnalazione degli avvistamenti tramite app o portali scientifici
  • Informazione agli agricoltori, escursionisti e allevatori
  • Controlli periodici su animali da pascolo

Chi opera nella manutenzione del verde, nei parchi o in contesti rurali deve prestare particolare attenzione durante i mesi caldi (aprile-ottobre), quando le Hyalomma sono più attive.


Conclusione: una sfida entomologica e sanitaria

L’arrivo delle zecche africane in Europa è un campanello d’allarme che richiede azione immediata. Non si tratta solo di un problema entomologico, ma di un vero e proprio rischio zoonotico. La conoscenza, la prevenzione e la collaborazione tra cittadini e specialisti saranno la chiave per evitare future epidemie e tutelare la biodiversità locale.


+

Rispondi

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.