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Argas reflexus: La Zecca del Piccione che Infesta le Città

Introduzione Nel cuore delle città europee, tra sottotetti, campanili e solai, si nasconde un piccolo ma pericoloso parassita: Argas reflexus, noto anche come zecca del piccione. Sebbene poco conosciuta al grande pubblico, questa zecca molle rappresenta una minaccia reale per la salute umana e animale. Lontana dalle campagne e dai…


Introduzione

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Nel cuore delle città europee, tra sottotetti, campanili e solai, si nasconde un piccolo ma pericoloso parassita: Argas reflexus, noto anche come zecca del piccione. Sebbene poco conosciuta al grande pubblico, questa zecca molle rappresenta una minaccia reale per la salute umana e animale. Lontana dalle campagne e dai boschi, questa specie si è perfettamente adattata all’ambiente urbano, trovando rifugio vicino alle colonie di piccioni selvatici. In questo articolo esploreremo in profondità morfologia, ciclo vitale, comportamento, rischi sanitari e metodi di prevenzione di questa specie insidiosa.


Morfologia e caratteristiche generali

Argas reflexus appartiene alla famiglia Argasidae, le cosiddette zecche molli, che si distinguono dalle più comuni zecche dure (Ixodidae) per l’assenza di scudo dorsale e un corpo più appiattito. L’adulto misura tra i 5 e i 10 mm di lunghezza, è di colore grigiastro o brunastro e presenta un tegumento rugoso, quasi coriaceo.

Una caratteristica distintiva è la posizione dell’apparato boccale, non visibile dorsalmente, e la forma ovale e schiacciata del corpo. Le zampe sono robuste e artigliate, adattate a muoversi agilmente tra le penne degli uccelli e le fessure degli edifici.

La sua conformazione le consente di sopravvivere a lungo senza nutrirsi: in laboratorio, alcuni esemplari sono sopravvissuti oltre 10 anni in digiuno.


Habitat e distribuzione

Originaria dell’area mediterranea, Argas reflexus si è diffusa in molte città europee grazie alla sua stretta associazione con i piccioni (Columba livia), specie sinantropa largamente presente nei centri urbani.

Questa zecca predilige ambienti oscuri e riparati, spesso umidi, come:

  • Sottotetti
  • Solai
  • Campanili
  • Intercapedini dei muri
  • Nidi abbandonati di piccioni

In questi luoghi trova rifugio durante il giorno, mentre di notte esce per cercare ospiti da cui succhiare il sangue.


Ciclo vitale e riproduzione

Il ciclo vitale di Argas reflexus è complesso e altamente adattabile. Passa attraverso i seguenti stadi:

  1. Uovo
  2. Larva (unico stadio con 6 zampe)
  3. Ninfe (fino a 7 stadi)
  4. Adulto

Ogni stadio (eccetto l’uovo) necessita almeno di un pasto di sangue per evolversi. Le femmine adulte possono deporre centinaia di uova dopo un singolo pasto. La riproduzione avviene tipicamente nei nascondigli, lontano dalla vista.

Un aspetto preoccupante è la longevità della specie: le zecche adulte, in condizioni ideali, possono vivere più di 15 anni, contribuendo a infestazioni persistenti.


Comportamento e abitudini alimentari

Argas reflexus è attiva soprattutto di notte, periodo in cui esce dai rifugi per nutrirsi. Il suo ospite naturale è il piccione, da cui preleva rapidamente sangue in pochi minuti.

Tuttavia, in assenza di piccioni (per esempio dopo bonifiche dei nidi), questa zecca può rivolgersi all’uomo e ad altri mammiferi presenti negli edifici. Il morso è solitamente indolore, ma lascia una piccola lesione arrossata e pruriginosa. In soggetti sensibili può causare reazioni allergiche anche gravi.


Rischi per la salute umana

Argas reflexus è una delle poche specie di zecca documentate per la sua aggressività verso l’uomo in ambienti urbani. Le problematiche principali associate sono:

  • Reazioni allergiche locali: prurito, gonfiore, eritemi
  • Reazioni sistemiche: orticaria generalizzata, difficoltà respiratorie
  • Shock anafilattico: documentato in più casi, anche fatali

Il rischio aumenta di notte, quando le zecche escono alla ricerca di un ospite. Chi vive sotto un tetto infestato da piccioni può ritrovarsi esposto a queste punture ripetute.

Sebbene la trasmissione di malattie infettive sia meno documentata rispetto ad altre zecche, il potenziale patogeno di Argas reflexus è tuttora oggetto di studio. Alcuni studi hanno ipotizzato la possibile trasmissione di virus, batteri e micoplasmi.


Diagnosi dell’infestazione

Individuare la presenza di Argas reflexus non è semplice. La sua attività notturna e la capacità di nascondersi in crepe e fessure rendono difficile la diagnosi precoce. I segnali indiretti includono:

  • Presenza di piccioni o nidi nel sottotetto
  • Morso notturno senza presenza visibile di insetti
  • Macchie di sangue sui cuscini
  • Zecche morte trovate occasionalmente vicino a letti o pareti

Una diagnosi certa richiede spesso l’intervento di un entomologo o disinfestatore esperto.


Strategie di prevenzione e controllo

Il controllo di Argas reflexus si basa su un approccio integrato, che include:

1. Allontanamento dei piccioni

Eliminare la fonte principale del problema è essenziale. Ciò può essere fatto con:

  • Reti anti-volatili
  • Spunzoni metallici
  • Dispositivi ad ultrasuoni

2. Bonifica dei nidi

Rimozione manuale dei nidi con successiva pulizia e disinfezione. È consigliabile l’uso di DPI (guanti, mascherine) durante l’operazione.

3. Trattamenti acaricidi

Utilizzo di prodotti specifici (in polvere o spray) a base di piretroidi o regolatori di crescita. Le superfici devono essere trattate più volte, poiché le uova sono resistenti.

4. Sigillatura dei rifugi

Chiudere fessure, intercapedini e accessi ai sottotetti per evitare nuove colonizzazioni.

5. Monitoraggio a lungo termine

Dopo il trattamento, è importante controllare periodicamente i locali con trappole o ispezioni visive.


Considerazioni finali

Argas reflexus è un nemico silenzioso ma insidioso delle città moderne. La sua presenza in ambienti urbani dimostra come anche contesti lontani da foreste e animali selvatici possano nascondere pericoli entomologici. Per chi vive o lavora in edifici frequentati da piccioni, è fondamentale conoscere l’esistenza di questo parassita e adottare misure preventive tempestive.

La lotta a questa zecca richiede consapevolezza, collaborazione tra cittadini, amministrazioni e tecnici del settore. Solo così è possibile garantire ambienti salubri e sicuri, liberi da infestazioni che mettono a rischio la salute pubblica.


Articolo a cura di Armiere, appassionato divulgatore entomologico.

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