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Alterazioni di linfa, foglie e frutti causate dalle emissioni salivari degli insetti fitofagi

🇦🇹🇬🇧🇦🇹🇬🇧🇦🇹🇬🇧 Introduzione Nel vasto mondo degli insetti fitofagi, ovvero quegli insetti che si nutrono delle piante, un ruolo centrale viene svolto dalle emissioni salivari. Questi secreti, spesso sottovalutati, sono veri e propri agenti biochimici capaci di alterare il metabolismo della pianta ospite. Quando un insetto perfora i tessuti vegetali per…


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Introduzione

Nel vasto mondo degli insetti fitofagi, ovvero quegli insetti che si nutrono delle piante, un ruolo centrale viene svolto dalle emissioni salivari. Questi secreti, spesso sottovalutati, sono veri e propri agenti biochimici capaci di alterare il metabolismo della pianta ospite. Quando un insetto perfora i tessuti vegetali per nutrirsi, la sua saliva non è mai neutra: contiene enzimi, tossine e composti bioattivi che modificano la fisiologia della pianta, provocando alterazioni visibili e invisibili in linfa, foglie e frutti.

In questo articolo approfondiamo in modo tecnico e divulgativo i meccanismi di azione della saliva degli insetti fitofagi, i danni associati a livello fisiologico e morfologico, e le strategie di adattamento delle piante. Un contenuto utile sia per chi lavora nel verde, sia per appassionati e studiosi autodidatti di entomologia.


1. Cos’è la saliva degli insetti fitofagi?

La saliva degli insetti fitofagi è una secrezione prodotta da ghiandole salivari specializzate che serve a:

  • lubrificare i canali alimentari durante l’alimentazione,
  • favorire la digestione extracellulare,
  • modulare la risposta della pianta (difensiva o sistemica),
  • in alcuni casi, bloccare i meccanismi di coagulazione della linfa o delle cellule vegetali.

Esistono due tipi principali di saliva:

  • Saliva acquosa, contenente enzimi idrolitici (come pectinasi, amilasi, proteasi),
  • Saliva gel, che forma una guaina protettiva attorno agli stiletti (tipica di afidi e cicaline).

2. Penetrazione e manipolazione della linfa

Molti insetti, come gli afidi, le cocciniglie, le cicaline e i tripidi, penetrano nei tessuti vegetali con stiletti sottili e iniettano saliva per raggiungere la linfa floematica o xilematica.

2.1 Linfa floematica

  • Ricca di zuccheri, aminoacidi, sostanze regolatrici.
  • Gli insetti inseriscono i loro stiletti finemente all’interno dei tubi cribrosi.
  • La saliva blocca il sistema di chiusura delle cellule cribrose (callosità proteiche), impedendo la coagulazione del flusso linfatico.
  • Alcuni insetti possono deviare la direzione del flusso linfatico a proprio vantaggio, sottraendo nutrienti in modo continuo.

2.2 Linfa xilematica

  • Più povera di nutrienti, ma abbondante in acqua.
  • Insetti come le cicaline e le cicadelle devono pompare grandi quantità di linfa xilematica, iniettando continuamente saliva per ridurre la resistenza idraulica dei tessuti.

2.3 Effetti collaterali

  • Variazione della pressione interna delle cellule.
  • Interruzione del flusso di nutrienti verso altre parti della pianta.
  • Accumulo di sostanze tossiche o di enzimi indotti nella pianta stessa.

3. Alterazioni morfologiche delle foglie

Uno degli effetti più evidenti dell’azione salivare degli insetti fitofagi è l’alterazione delle foglie.

3.1 Ingiallimenti (clorosi localizzata)

  • Causati dalla degradazione dei cloroplasti, in seguito a enzimi salivari o perdita di pressione cellulare.
  • Classico esempio: afidi su piante ornamentali o ortaggi.

3.2 Necrosi puntiformi

  • Tipiche dei tripidi, che raschiano la superficie fogliare e iniettano saliva tossica.
  • Si formano macchie argentate o puntinature nere (escrementi).

3.3 Deformazioni e arricciamenti

  • Alcuni fitofagi inducono iperplasia (aumento del numero di cellule) o ipertrofia (aumento del volume cellulare), modificando la crescita fogliare.
  • Esempi:
    • Afidi galligeni, che inducono galle fogliari.
    • Psille, che deformano germogli e foglioline tenere.

3.4 Alterazioni sistemiche

  • Alcuni insetti inoculano effettori salivari che alterano l’intera pianta, compromettendo lo sviluppo regolare anche in aree non direttamente colpite.

4. Danni ai frutti: diretti e indiretti

I frutti rappresentano un bersaglio primario per molti fitofagi, che si nutrono sia dei succhi che dei tessuti carnosi. La saliva gioca un ruolo chiave.

4.1 Maculature e scolorimenti

  • Le punture salivari possono causare alterazioni del colore nei frutti immaturi o maturi.
  • Esempio: Drosophila suzukii, le cui larve si sviluppano in frutti molli dopo la deposizione, ma la saliva inietta già modificatori tissutali.

4.2 Indurimenti e spaccature

  • Alcune sostanze salivari inducono la lignificazione o necrosi delle cellule circostanti.
  • I frutti possono risultare aspri, fibrosi, inestetici, o subire spaccature precoci.

4.3 Carie, marciumi e infezioni secondarie

  • Le punture salivari spesso aprono la porta a funghi e batteri, causando marciumi.
  • Frutti come uva, pomodori, fragole e mele sono particolarmente sensibili.

5. Vettori e saliva: veicolo di virus e fitoplasmi

Molti insetti fitofagi agiscono come vettori biologici di virus, batteri e fitoplasmi. La loro saliva, oltre a contenere sostanze proprie, trasporta agenti patogeni.

5.1 Infezione meccanica

  • Gli stiletti veicolano il virus da pianta a pianta attraverso la saliva.
  • Gli afidi sono tra i principali vettori di virus fitopatogeni.

5.2 Azione sinergica

  • La saliva facilita l’infezione, creando condizioni favorevoli per il patogeno (es. abbassamento delle difese della pianta, necrosi localizzate).

5.3 Compromissione del raccolto

  • Le piante infette presentano crescita stentata, frutti malformati, ingiallimenti diffusi e perdita di resa.

6. Risposte di difesa della pianta

Le piante non sono passive. Alcune rispondono in modo localizzato, altre con difese sistemiche attivate anche a distanza dal punto di attacco.

6.1 Produzione di fitoalessine

  • Composti tossici per gli insetti, rilasciati come risposta immunitaria.

6.2 Callosità e necrosi indotte

  • Le cellule attorno alla puntura salivare muoiono volontariamente, isolando l’agente patogeno o il fitofago.

6.3 Emissione di segnali volatili

  • Alcune piante colpite da saliva salivare rilasciano sostanze volatili che attirano predatori naturali (vespe parassitoidi, coccinelle).

6.4 Meccanismi di tolleranza

  • Alcune varietà sviluppano la capacità di compensare i danni senza subire cali produttivi rilevanti.

7. Implicazioni pratiche per la gestione del verde

7.1 Diagnosi precoce

  • Riconoscere le alterazioni da saliva è fondamentale per intervenire tempestivamente.
  • Arricciamento, puntinature, decolorazioni e crescita anomala sono segnali da monitorare.

7.2 Trattamenti mirati

  • L’uso di insetticidi sistemici può ridurre la salivazione indirettamente, ma vanno valutati per il basso impatto su impollinatori.
  • Biocontrollo: impiego di predatori e parassitoidi che interrompono il ciclo dell’insetto prima dell’alimentazione salivare.

7.3 Selezione varietale

  • In contesto agricolo o urbano, preferire piante resistenti agli attacchi salivari, soprattutto nelle zone ad alta pressione entomologica.

8. Casi emblematici da conoscere

Afidi su rosacee

  • Saliva inibisce lo sviluppo delle gemme, deforma foglie e compromette la fioritura.

Cicaline della vite (Scaphoideus titanus)

  • Veicolano fitoplasmi che causano flavescenza dorata, con alterazioni profonde nella linfa.

Psylla del pero

  • Inietta saliva fitotossica, causa necrosi marginali e caduta prematura dei frutti.

Tripidi su ortaggi

  • Provocano punteggiature clorotiche, deformazioni e trasmissione di virus come il TSWV.

Conclusione

Le emissioni salivari degli insetti fitofagi rappresentano un sofisticato strumento di attacco che va ben oltre la semplice suzione o masticazione. La saliva agisce come un cocktail biochimico capace di modificare il comportamento della pianta, facilitando l’alimentazione dell’insetto e, spesso, aprendo la porta a infezioni secondarie o disfunzioni sistemiche.

Capire come agisce la saliva dei fitofagi è essenziale per una gestione intelligente e integrata del verde urbano, agricolo e ornamentale. La lotta agli insetti non può prescindere dall’analisi delle alterazioni salivari e delle risposte della pianta.


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