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Introduzione
Nel vasto mondo degli insetti fitofagi, ovvero quegli insetti che si nutrono delle piante, un ruolo centrale viene svolto dalle emissioni salivari. Questi secreti, spesso sottovalutati, sono veri e propri agenti biochimici capaci di alterare il metabolismo della pianta ospite. Quando un insetto perfora i tessuti vegetali per nutrirsi, la sua saliva non è mai neutra: contiene enzimi, tossine e composti bioattivi che modificano la fisiologia della pianta, provocando alterazioni visibili e invisibili in linfa, foglie e frutti.
In questo articolo approfondiamo in modo tecnico e divulgativo i meccanismi di azione della saliva degli insetti fitofagi, i danni associati a livello fisiologico e morfologico, e le strategie di adattamento delle piante. Un contenuto utile sia per chi lavora nel verde, sia per appassionati e studiosi autodidatti di entomologia.
1. Cos’è la saliva degli insetti fitofagi?
La saliva degli insetti fitofagi è una secrezione prodotta da ghiandole salivari specializzate che serve a:
- lubrificare i canali alimentari durante l’alimentazione,
- favorire la digestione extracellulare,
- modulare la risposta della pianta (difensiva o sistemica),
- in alcuni casi, bloccare i meccanismi di coagulazione della linfa o delle cellule vegetali.
Esistono due tipi principali di saliva:
- Saliva acquosa, contenente enzimi idrolitici (come pectinasi, amilasi, proteasi),
- Saliva gel, che forma una guaina protettiva attorno agli stiletti (tipica di afidi e cicaline).
2. Penetrazione e manipolazione della linfa
Molti insetti, come gli afidi, le cocciniglie, le cicaline e i tripidi, penetrano nei tessuti vegetali con stiletti sottili e iniettano saliva per raggiungere la linfa floematica o xilematica.
2.1 Linfa floematica
- Ricca di zuccheri, aminoacidi, sostanze regolatrici.
- Gli insetti inseriscono i loro stiletti finemente all’interno dei tubi cribrosi.
- La saliva blocca il sistema di chiusura delle cellule cribrose (callosità proteiche), impedendo la coagulazione del flusso linfatico.
- Alcuni insetti possono deviare la direzione del flusso linfatico a proprio vantaggio, sottraendo nutrienti in modo continuo.
2.2 Linfa xilematica
- Più povera di nutrienti, ma abbondante in acqua.
- Insetti come le cicaline e le cicadelle devono pompare grandi quantità di linfa xilematica, iniettando continuamente saliva per ridurre la resistenza idraulica dei tessuti.
2.3 Effetti collaterali
- Variazione della pressione interna delle cellule.
- Interruzione del flusso di nutrienti verso altre parti della pianta.
- Accumulo di sostanze tossiche o di enzimi indotti nella pianta stessa.
3. Alterazioni morfologiche delle foglie
Uno degli effetti più evidenti dell’azione salivare degli insetti fitofagi è l’alterazione delle foglie.
3.1 Ingiallimenti (clorosi localizzata)
- Causati dalla degradazione dei cloroplasti, in seguito a enzimi salivari o perdita di pressione cellulare.
- Classico esempio: afidi su piante ornamentali o ortaggi.
3.2 Necrosi puntiformi
- Tipiche dei tripidi, che raschiano la superficie fogliare e iniettano saliva tossica.
- Si formano macchie argentate o puntinature nere (escrementi).
3.3 Deformazioni e arricciamenti
- Alcuni fitofagi inducono iperplasia (aumento del numero di cellule) o ipertrofia (aumento del volume cellulare), modificando la crescita fogliare.
- Esempi:
- Afidi galligeni, che inducono galle fogliari.
- Psille, che deformano germogli e foglioline tenere.
3.4 Alterazioni sistemiche
- Alcuni insetti inoculano effettori salivari che alterano l’intera pianta, compromettendo lo sviluppo regolare anche in aree non direttamente colpite.
4. Danni ai frutti: diretti e indiretti
I frutti rappresentano un bersaglio primario per molti fitofagi, che si nutrono sia dei succhi che dei tessuti carnosi. La saliva gioca un ruolo chiave.
4.1 Maculature e scolorimenti
- Le punture salivari possono causare alterazioni del colore nei frutti immaturi o maturi.
- Esempio: Drosophila suzukii, le cui larve si sviluppano in frutti molli dopo la deposizione, ma la saliva inietta già modificatori tissutali.
4.2 Indurimenti e spaccature
- Alcune sostanze salivari inducono la lignificazione o necrosi delle cellule circostanti.
- I frutti possono risultare aspri, fibrosi, inestetici, o subire spaccature precoci.
4.3 Carie, marciumi e infezioni secondarie
- Le punture salivari spesso aprono la porta a funghi e batteri, causando marciumi.
- Frutti come uva, pomodori, fragole e mele sono particolarmente sensibili.
5. Vettori e saliva: veicolo di virus e fitoplasmi
Molti insetti fitofagi agiscono come vettori biologici di virus, batteri e fitoplasmi. La loro saliva, oltre a contenere sostanze proprie, trasporta agenti patogeni.
5.1 Infezione meccanica
- Gli stiletti veicolano il virus da pianta a pianta attraverso la saliva.
- Gli afidi sono tra i principali vettori di virus fitopatogeni.
5.2 Azione sinergica
- La saliva facilita l’infezione, creando condizioni favorevoli per il patogeno (es. abbassamento delle difese della pianta, necrosi localizzate).
5.3 Compromissione del raccolto
- Le piante infette presentano crescita stentata, frutti malformati, ingiallimenti diffusi e perdita di resa.
6. Risposte di difesa della pianta
Le piante non sono passive. Alcune rispondono in modo localizzato, altre con difese sistemiche attivate anche a distanza dal punto di attacco.
6.1 Produzione di fitoalessine
- Composti tossici per gli insetti, rilasciati come risposta immunitaria.
6.2 Callosità e necrosi indotte
- Le cellule attorno alla puntura salivare muoiono volontariamente, isolando l’agente patogeno o il fitofago.
6.3 Emissione di segnali volatili
- Alcune piante colpite da saliva salivare rilasciano sostanze volatili che attirano predatori naturali (vespe parassitoidi, coccinelle).
6.4 Meccanismi di tolleranza
- Alcune varietà sviluppano la capacità di compensare i danni senza subire cali produttivi rilevanti.
7. Implicazioni pratiche per la gestione del verde
7.1 Diagnosi precoce
- Riconoscere le alterazioni da saliva è fondamentale per intervenire tempestivamente.
- Arricciamento, puntinature, decolorazioni e crescita anomala sono segnali da monitorare.
7.2 Trattamenti mirati
- L’uso di insetticidi sistemici può ridurre la salivazione indirettamente, ma vanno valutati per il basso impatto su impollinatori.
- Biocontrollo: impiego di predatori e parassitoidi che interrompono il ciclo dell’insetto prima dell’alimentazione salivare.
7.3 Selezione varietale
- In contesto agricolo o urbano, preferire piante resistenti agli attacchi salivari, soprattutto nelle zone ad alta pressione entomologica.
8. Casi emblematici da conoscere
Afidi su rosacee
- Saliva inibisce lo sviluppo delle gemme, deforma foglie e compromette la fioritura.
Cicaline della vite (Scaphoideus titanus)
- Veicolano fitoplasmi che causano flavescenza dorata, con alterazioni profonde nella linfa.
Psylla del pero
- Inietta saliva fitotossica, causa necrosi marginali e caduta prematura dei frutti.
Tripidi su ortaggi
- Provocano punteggiature clorotiche, deformazioni e trasmissione di virus come il TSWV.
Conclusione
Le emissioni salivari degli insetti fitofagi rappresentano un sofisticato strumento di attacco che va ben oltre la semplice suzione o masticazione. La saliva agisce come un cocktail biochimico capace di modificare il comportamento della pianta, facilitando l’alimentazione dell’insetto e, spesso, aprendo la porta a infezioni secondarie o disfunzioni sistemiche.
Capire come agisce la saliva dei fitofagi è essenziale per una gestione intelligente e integrata del verde urbano, agricolo e ornamentale. La lotta agli insetti non può prescindere dall’analisi delle alterazioni salivari e delle risposte della pianta.
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