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Zygina rhamni: guida completa alla cicalina del limone

😲 Introduzione Zygina rhamni è una piccola cicalina appartenente alla famiglia Cicadellidae, spesso trascurata nella gestione del verde urbano e ornamentale, ma in grado di causare danni significativi, soprattutto su piante ornamentali e alberi da frutto. La sua diffusione è in crescita, complici i cambiamenti climatici e la movimentazione di…


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Introduzione

Zygina rhamni è una piccola cicalina appartenente alla famiglia Cicadellidae, spesso trascurata nella gestione del verde urbano e ornamentale, ma in grado di causare danni significativi, soprattutto su piante ornamentali e alberi da frutto. La sua diffusione è in crescita, complici i cambiamenti climatici e la movimentazione di piante infestate. Questo articolo offre una panoramica completa su Zygina rhamni, dalle sue caratteristiche morfologiche alla biologia, dai danni causati alle strategie di monitoraggio e contenimento.


Descrizione morfologica

Zygina rhamni è un insetto minuscolo, lungo circa 3 mm, ma facilmente riconoscibile da un occhio esperto. Gli adulti hanno un corpo slanciato e una colorazione che varia dal bianco crema al giallognolo, con due caratteristiche macchie rosse triangolari sulla parte dorsale dell’addome, visibili attraverso le ali. Queste macchie sono un tratto distintivo utile per la sua identificazione sul campo.

Le ali sono trasparenti, leggermente iridescenti, e tenute in posizione tettoide sul dorso. Le zampe posteriori sono adattate al salto, come tipico dei Cicadellidi. Le ninfe, invece, sono di colore biancastro e sprovviste di ali, ma già mobili e attive.


Ciclo biologico

Il ciclo vitale di Zygina rhamni è influenzato dalle condizioni climatiche. In ambienti temperati può compiere da 3 a 5 generazioni all’anno. Sverna come adulto, rifugiandosi tra le screpolature della corteccia, tra le foglie secche o sotto la vegetazione protettiva. Con l’arrivo della primavera, gli adulti svernanti tornano attivi e iniziano a nutrirsi e riprodursi.

La deposizione delle uova avviene nei tessuti fogliari, spesso inserite all’interno delle nervature. Dopo alcuni giorni, a seconda delle temperature, le uova si schiudono liberando le ninfe. Queste attraversano 5 stadi giovanili (detti “età”) prima di diventare adulti.

Le popolazioni possono crescere rapidamente nei mesi caldi, raggiungendo densità elevate e causando danni evidenti su piante sensibili.


Piante ospiti

Nonostante il nome comune “cicalina del limone”, Zygina rhamni non si limita agli agrumi. Le sue piante ospiti includono:

  • Rhamnus spp. (frangola, alaterno): la pianta ospite originaria, da cui deriva il nome specifico.
  • Citrus spp. (limone, arancio, mandarino): particolarmente colpiti nei giardini e vivai.
  • Salix spp. (salici): in prossimità di corsi d’acqua.
  • Ligustrum spp. e Cornus spp.: comuni in siepi ornamentali.
  • Piante ornamentali a foglia tenera: come rosa, ibisco, oleandro, melograno.

In ambito urbano, l’insetto può migrare da piante spontanee a quelle ornamentali, creando difficoltà di gestione nei giardini e nelle alberature stradali.


Danni alle piante

Il danno principale causato da Zygina rhamni è di tipo indiretto, dovuto all’attività trofica degli adulti e delle ninfe. Questo insetto si nutre pungendo le cellule mesofillari delle foglie, svuotandole del contenuto cellulare. A differenza degli afidi o di altri succhiatori floematici, non trasmette melata in grandi quantità, ma provoca danni meccanici diffusi.

I sintomi principali includono:

  • Depigmentazione fogliare: piccole macchie biancastre puntiformi che ricordano la “saltatura” da clorosi.
  • Ingiallimenti generalizzati: in caso di infestazioni pesanti.
  • Caduta anticipata delle foglie: specie su agrumi e fruttiferi.
  • Indebolimento generale della pianta: specialmente in esemplari giovani o stressati.

Esteticamente, la pianta colpita appare opaca, sbiadita, “mangiata” nella consistenza fogliare, con gravi ripercussioni sul valore ornamentale. Nei vivai può compromettere la commerciabilità delle piante.


Monitoraggio e soglie di intervento

Per una corretta gestione di Zygina rhamni, è fondamentale individuare precocemente la presenza dell’insetto. I metodi più efficaci includono:

  • Ispezione visiva: osservazione diretta delle foglie, cercando i caratteristici puntini chiari e le ninfe mobili sul lato inferiore.
  • Scuotimento su foglio bianco: colpendo i rami e raccogliendo gli insetti caduti.
  • Trappole cromotropiche gialle: efficaci soprattutto per il monitoraggio degli adulti.

Le soglie di intervento non sono universalmente codificate, ma si interviene di norma quando il 20–30% delle foglie mostra segni di decolorazione o si osservano numerosi individui per foglia.


Tecniche di contenimento

1. Controllo culturale

  • Potature mirate: eliminazione di rami infetti o piante spontanee ospiti come il frangolo (Rhamnus) nei pressi di aree sensibili.
  • Irrigazione e nutrizione equilibrata: per rafforzare la risposta vegetativa e ridurre lo stress.
  • Pacciamatura e gestione dell’habitat: riducono i rifugi per gli adulti svernanti.

2. Controllo biologico

Alcuni predatori e parassitoidi agiscono naturalmente contro le cicaline:

  • Coccinellidi (es. Coccinella septempunctata): predano uova e ninfe.
  • Neuritteri crisopidi (es. Chrysoperla carnea): molto efficaci sulle ninfe.
  • Ragnetti predatori (es. Amblyseius spp.): presenti in ecosistemi bilanciati.

L’introduzione di insetti utili è possibile in ambiente protetto o vivaistico, mentre in campo aperto si preferisce favorire la biodiversità attraverso la gestione dell’habitat.

3. Controllo chimico

L’uso di fitofarmaci va sempre valutato con attenzione per evitare effetti collaterali sugli insetti utili e la salute umana, soprattutto in contesti urbani.

I principi attivi impiegabili includono:

  • Piretroidi naturali (es. piretro): azione abbattente, ma effetto residuale limitato.
  • Insetticidi sistemici (es. acetamiprid): efficace, ma soggetto a restrizioni d’uso.
  • Oli minerali o paraffinici: utili per ridurre la mobilità delle ninfe e aumentare l’efficacia dei trattamenti.

È buona norma trattare nelle ore fresche, bagnando bene la pagina inferiore delle foglie, dove si concentrano ninfe e adulti.


Impatto ambientale e urbano

Nei contesti urbani, la presenza di Zygina rhamni può diventare un problema estetico e fitosanitario. Le piante ornamentali colpite, come ligustri, agrumi e oleandri, perdono la loro attrattiva e diventano più vulnerabili ad altri patogeni. L’accumulo di individui può anche disturbare i residenti, soprattutto nei giardini condominiali o nei viali alberati.

Inoltre, l’uso eccessivo di insetticidi può compromettere gli equilibri ecologici, favorendo l’insorgenza di resistenze e danneggiando gli impollinatori.


Differenze con altre cicaline simili

Zygina rhamni può essere confusa con altre cicaline presenti in giardini e frutteti, in particolare:

  • Empoasca vitis (cicalina verde della vite): verde brillante, più lunga, senza macchie rosse.
  • Erythroneura spp.: simili per dimensioni e forma, ma diverse per disegno alare.

L’osservazione delle macchie rosse dorsali, unite alla localizzazione su limoni e frangole, permette una diagnosi piuttosto affidabile.


Curiosità e diffusione geografica

Originaria dell’Europa meridionale, Zygina rhamni si sta espandendo verso nord e ad altitudini maggiori. Negli ultimi anni è stata segnalata con frequenza crescente anche nel nord Italia, soprattutto in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, spesso nei pressi di vivai e giardini pubblici.

Una curiosità interessante è la sua elevata capacità di dispersione, favorita da voli brevi ma frequenti, che consentono all’insetto di colonizzare velocemente nuove aree.


Conclusioni

Zygina rhamni è un insetto piccolo ma insidioso, che può causare danni significativi al verde ornamentale e agli agrumi. La sua crescente diffusione richiede una maggiore consapevolezza da parte dei manutentori del verde, dei vivaisti e degli agricoltori urbani. Il monitoraggio attento, la prevenzione e l’integrazione di metodi biologici sono le chiavi per contenerne l’impatto in modo sostenibile.

Conoscere questo insetto, saperlo riconoscere tempestivamente e adottare pratiche mirate può fare la differenza tra una gestione efficiente e una proliferazione incontrollata.


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