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Reticulitermes lucifugus: la termita sotterranea che minaccia legno e paesaggi urbani

😶‍🌫️😶‍🌫️😶‍🌫️ Introduzione: chi è Reticulitermes lucifugus Reticulitermes lucifugus è una specie di termita sotterranea originaria dell’area mediterranea, ed è oggi diffusa in molte regioni italiane, soprattutto nel centro e sud, con segnalazioni in aumento anche al nord. Nonostante le dimensioni ridotte, è considerata un insetto infestante altamente distruttivo per strutture…


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Introduzione: chi è Reticulitermes lucifugus

Reticulitermes lucifugus è una specie di termita sotterranea originaria dell’area mediterranea, ed è oggi diffusa in molte regioni italiane, soprattutto nel centro e sud, con segnalazioni in aumento anche al nord. Nonostante le dimensioni ridotte, è considerata un insetto infestante altamente distruttivo per strutture in legno, alberi, travi, mobili, pali e perfino libri e archivi cartacei.

Questa specie vive prevalentemente nel sottosuolo, formando colonie che possono raggiungere milioni di individui. La sua pericolosità sta nella capacità di agire inosservata per anni, scavando gallerie nel legno e compromettendo intere strutture senza dare segni visibili fino al collasso.

Aspetto morfologico e differenze tra caste

Come tutte le termiti, anche Reticulitermes lucifugus presenta una struttura sociale basata su caste:

  • Operai: biancastri, ciechi, lunghi circa 3–5 mm, responsabili della nutrizione, della costruzione delle gallerie e dell’accudimento della prole.
  • Soldati: simili agli operai ma con una grande testa pigmentata e potenti mandibole, deputati alla difesa della colonia.
  • Alati (riproduttori primari): di colore brunastro, dotati di ali trasparenti, emergono stagionalmente per sciamare e fondare nuove colonie.
  • Regina e re: i riproduttori fertili che vivono protetti all’interno della colonia e si occupano della riproduzione continua.

Una caratteristica distintiva è la mancanza di strozzatura tra torace e addome, che li differenzia dalle formiche alate. Inoltre, le antenne sono moniliformi (a forma di collana), mentre nelle formiche sono genicolate (a gomito).

Ciclo biologico e riproduzione

Il ciclo di vita di R. lucifugus è strettamente legato alla temperatura e all’umidità del suolo. La colonia nasce da una coppia di alati che, dopo uno sciame nuziale, perde le ali e si rifugia nel terreno o in anfratti legnosi per iniziare la costruzione del nido.

La regina può vivere oltre 10 anni e deporre migliaia di uova nel corso della sua vita. Le uova si schiudono in 1–2 settimane, dando origine a ninfe che si svilupperanno in operai, soldati o futuri alati in base ai bisogni della colonia.

Le sciamature avvengono in genere tra aprile e giugno, in giornate umide e miti. Gli alati abbandonano la colonia per formare nuove famiglie, ma la maggior parte non sopravvive.

Habitat: dove vive e come si insedia

Reticulitermes lucifugus predilige ambienti umidi, caldi e bui. È una specie tipicamente sotterranea, ma può colonizzare legno anche in altezza, purché connesso al suolo attraverso fessure, condotte o ponti di umidità.

Colonie possono insediarsi in:

  • Giardini, aiuole, orti e parchi urbani.
  • Tronchi cavi di alberi, specialmente latifoglie.
  • Strutture lignee in edifici (travi, solai, pavimenti).
  • Palizzate, pali di recinzione, pergolati.
  • Magazzini e depositi di legname.

La specie costruisce gallerie protette da tubuli di terra (detti “cordoni terrosi”) per muoversi al sicuro dalla luce e dai predatori. Questo comportamento criptico la rende difficile da individuare fino a quando i danni non sono già estesi.

Alimentazione: perché il legno è a rischio

La dieta di R. lucifugus si basa sulla cellulosa, principale componente delle fibre vegetali. Il legno secco, umido o morto rappresenta la fonte primaria di nutrimento, ma la termita può attaccare anche carta, cartone e tessuti contenenti cellulosa.

Le termiti hanno un apparato digerente ricco di protozoi simbionti e batteri in grado di scindere la cellulosa. Questo permette loro di nutrirsi di materiali poveri dal punto di vista nutritivo, ma estremamente diffusi nel nostro ambiente.

Le essenze più attaccate includono:

  • Quercia, castagno, pioppo, salice, faggio: legni teneri o mediamente duri.
  • Legno di conifere: se non trattato, è vulnerabile.
  • Pannelli truciolari e compensati: facilmente colonizzabili grazie alla porosità.

Danni e impatti su edifici, alberi e verde urbano

I danni provocati da Reticulitermes lucifugus possono essere devastanti e silenziosi. Tra gli effetti più rilevanti:

Su edifici:

  • Cedimenti strutturali invisibili fino all’ultimo momento.
  • Perforazione di travi, parquet e telai di porte/finestre.
  • Deterioramento di mobili antichi e archivi storici.

Su alberi:

  • Svuotamento del tronco dall’interno, causando instabilità.
  • Morte dell’albero in caso di attacco prolungato.
  • Diffusione silenziosa nei parchi e nei viali alberati.

Su infrastrutture verdi:

  • Rottura di pali, pergole, staccionate.
  • Compromissione di arredi da giardino.
  • Propagazione attraverso materiali vegetali stoccati (es. pacciame, legna da ardere).

Come riconoscere un’infestazione

Individuare un’infestazione attiva di R. lucifugus non è facile. Ecco i principali segnali da monitorare:

  • Presenza di ali trasparenti abbandonate vicino a finestre o porte.
  • Comparsa di cordoni di terra lungo pareti, travi o pavimenti.
  • Superficie lignea che appare integra ma risuona “vuota” al tatto.
  • Legno che si sfalda in sottili lamine o presenta gallerie interne.
  • Perdita di stabilità in strutture lignee senza apparenti motivi.

Un’osservazione attenta e periodica, soprattutto nelle zone a rischio, è fondamentale per rilevare le infestazioni in fase precoce.

Prevenzione: cosa fare per evitarla

La prevenzione è l’arma più efficace contro le termiti sotterranee. Alcune misure pratiche includono:

  • Isolare strutture lignee dal suolo: evitare che il legno sia in diretto contatto con la terra.
  • Utilizzare legno trattato con impregnanti specifici antitermiti.
  • Gestire correttamente l’umidità in cantine, intercapedini, giardini e strutture in legno.
  • Rimuovere legno morto o ceppaie nei giardini.
  • Conservare la legna da ardere sollevata da terra e lontano dalle abitazioni.
  • Sigillare crepe e fessure in muri, fondazioni, pavimenti.

Metodi di controllo e disinfestazione

Una volta insediata, la colonia di R. lucifugus è difficile da eliminare senza l’intervento di professionisti. I principali metodi includono:

Esche alimentari

Vengono posizionate nel terreno o in prossimità della colonia. Contengono principi attivi (come l’esaflumuron) che interferiscono con la muta degli insetti. Gli operai li portano nella colonia, avvelenando anche la regina. Sistema lento ma efficace e meno invasivo.

Trattamenti chimici

Impregnazione delle strutture con insetticidi specifici (es. permetrina, cipermetrina, imidacloprid). Richiede attenzione e personale esperto, specialmente in ambienti interni o vicino ad alberi vivi.

Barriere fisiche

Inserimento di strati impermeabili o reti metalliche nel sottosuolo per impedire l’accesso al legno. Più adatto a nuove costruzioni.

Monitoraggio professionale

Installazione di stazioni di controllo periodiche per valutare la presenza e il movimento delle colonie. Utile in giardini pubblici, parchi, zone vincolate.

Ruolo dell’entomologo e del manutentore del verde

Il riconoscimento precoce di R. lucifugus è fondamentale. L’entomologo ha il compito di identificare con certezza la specie, distinguendola da formiche alate o altre termiti meno aggressive. Il manutentore del verde, invece, gioca un ruolo centrale nella sorveglianza ambientale, nella gestione delle piante e nel monitoraggio dei materiali lignei.

Nel caso degli alberi, il tecnico del verde può:

  • Ispezionare tronchi cavi e ceppaie.
  • Segnalare anomalie nella stabilità degli alberi.
  • Riconoscere fori di uscita o segni superficiali nei cortecce.

Collaborare con specialisti consente un’azione rapida e coordinata.

Diffusione geografica in Italia

Reticulitermes lucifugus è storicamente presente in tutto il bacino mediterraneo, ma negli ultimi decenni ha esteso il suo areale anche a regioni più settentrionali, complici:

  • Riscaldamento climatico.
  • Scambi commerciali e trasporti (pallet, legname, mobili).
  • Urbanizzazione e presenza diffusa di giardini irrigati.

Oggi è considerata una specie a rischio elevato nelle città, nelle aree rurali, nei centri storici e nei vivai.

Conclusione: una minaccia invisibile, ma gestibile

La presenza di Reticulitermes lucifugus nei nostri ambienti rappresenta una sfida concreta. Non si tratta solo di un insetto infestante: è un nemico silenzioso, capace di compromettere strutture, paesaggi e alberature in modo irreversibile.

Ma con una corretta prevenzione, una sorveglianza attenta e interventi mirati, è possibile contenerne la diffusione e proteggere il patrimonio edilizio e vegetale. La chiave è la consapevolezza: sapere dove cercarla, come riconoscerla e quando agire fa la differenza tra danni trascurabili e disastri strutturali.


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