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Introduzione
Gli insetti fitofagi rappresentano una delle principali minacce per la salute degli alberi in ambito urbano, agricolo e forestale. Tra i metodi più innovativi per il loro contenimento spicca l’iniezione al tronco, una tecnica che consente l’applicazione mirata di fitosanitari o biostimolanti direttamente all’interno del sistema vascolare della pianta. Questo approccio risulta particolarmente efficace contro patologie indotte o facilitate da insetti xilofagi e minatori, che agiscono nei tessuti interni delle piante e sono spesso inaccessibili ai trattamenti convenzionali.
Come agiscono gli insetti fitofagi
Gli insetti fitofagi si nutrono dei tessuti vegetali, causando danni diretti (rosure, defogliazioni, scavi nei tessuti conduttori) e indiretti, come la trasmissione di fitopatogeni o l’apertura di vie d’ingresso a funghi e batteri. Alcuni esempi emblematici sono:
- Scolitidi come Ips typographus, vettori di funghi patogeni nei coniferi.
- Cerambicidi come Anoplophora chinensis, che scavano gallerie nei tronchi di latifoglie.
- Tignole del leccio o minatori fogliari, che indeboliscono gli alberi rendendoli vulnerabili a stress ambientali.
- Psille, afidi e cocciniglie, che danneggiano i tessuti giovani e trasmettono virus alle piante ospiti.
Quando il danno si localizza nei tessuti interni, il trattamento per contatto o irrorazione fogliare perde di efficacia. In questi casi l’iniezione rappresenta una strategia radicale ma selettiva.
Cos’è l’iniezione al tronco e quando si utilizza
L’iniezione al tronco (tree trunk injection) è una tecnica che consiste nell’introdurre una soluzione formulata direttamente nei vasi xilematici dell’albero, utilizzando dispositivi che forano il tronco in punti strategici. Questa metodologia è indicata quando:
- È necessario limitare l’impatto ambientale (no deriva, no residui sul terreno).
- Il parassita agisce internamente o in zone protette.
- L’albero si trova in aree sensibili, come parchi pubblici, scuole o centri storici.
- Si desidera una protezione sistemica prolungata.
Le sostanze iniettate possono essere insetticidi sistemici, fungicidi, biostimolanti, induttori di resistenza, o miscele complesse a rilascio lento.
Tipologie di formulati: caratteristiche e funzioni
1. Insetticidi sistemici
Gli insetticidi sistemici sono i più utilizzati contro gli insetti fitofagi interni. Dopo l’iniezione, la molecola si distribuisce attraverso i vasi xilematici raggiungendo foglie, rami, germogli e radici. Tra i principi attivi più usati:
- Abamectina: efficace contro minatori fogliari, psille, tripidi e afidi.
- Imidacloprid: neonicotinoide che agisce sul sistema nervoso degli insetti. Buona efficacia su cocciniglie, afidi e aleurodidi.
- Acetamiprid: impiegato in aree urbane, meno persistente ma più selettivo.
- Emamectina benzoato: molto attivo contro lepidotteri minatori e larve defogliatrici.
Questi prodotti offrono copertura prolungata (da alcune settimane a diversi mesi) e una distribuzione uniforme nella chioma.
2. Fungicidi iniettivi
Quando l’insetto agisce come vettore di malattie fungine (es. Ophiostoma trasmesso da scolitidi), l’iniezione di fungicidi sistemici può bloccare la progressione del patogeno. Esempi:
- Propiconazolo: triazolo sistemico utilizzato contro patogeni vascolari.
- Tebuconazolo: adatto per contenere infezioni in fase iniziale.
- Fosfonati di potassio: con azione preventiva e stimolante del sistema immunitario vegetale.
In molti casi si usano combinazioni di fungicidi + insetticidi per una doppia azione mirata.
3. Biostimolanti e induttori di resistenza
Formulati a base di aminoacidi, alghe marine, silicio o microrganismi benefici vengono talvolta utilizzati per:
- Migliorare la risposta immunitaria dell’albero.
- Ridurre lo stress ossidativo dovuto all’attacco degli insetti.
- Potenziare la ripresa vegetativa dopo un attacco parassitario.
Questi prodotti non eliminano direttamente gli insetti, ma riducono la suscettibilità delle piante agli attacchi e alle infezioni secondarie.
Vantaggi dell’iniezione al tronco rispetto ad altri trattamenti
- Precisione: il principio attivo raggiunge esattamente i tessuti target.
- Assenza di deriva: fondamentale in ambienti sensibili (parchi giochi, centri abitati).
- Lunga durata: alcuni trattamenti garantiscono copertura per 6–12 mesi.
- Ridotto impatto ambientale: non contamina suolo, acqua o insetti non target.
- Effetto sistemico: protegge anche le nuove emissioni fogliari.
Limiti e rischi della tecnica
- Invasività: la foratura del tronco può creare vie d’ingresso per patogeni se non eseguita correttamente.
- Difficoltà tecnica: richiede operatori formati, strumenti adeguati e conoscenze fisiologiche avanzate.
- Costi: generalmente superiori rispetto a irrorazioni convenzionali.
- Tempi di azione: l’assorbimento non è immediato e varia in base a specie, stato idrico e stagione.
Insetti bersaglio e casi di applicazione pratica
Scolitidi su conifere
L’iniezione con fungicidi e insetticidi sistemici si è dimostrata utile nel contenere l’espansione di infestazioni da Ips typographus e Tomicus destruens. Il trattamento va eseguito prima del volo nuziale.
Cerambicidi su latifoglie
In città o giardini privati infestati da Anoplophora chinensis, l’iniezione con emamectina benzoato ha mostrato risultati notevoli, proteggendo la chioma per oltre una stagione vegetativa.
Minatori fogliari
In parchi pubblici colpiti da Cameraria ohridella (ippocastani), l’abamectina iniettata ha permesso di ridurre le infestazioni senza trattamenti aerei, migliorando l’aspetto estetico e la salute dell’albero.
Psille del pero e del platano
L’iniezione è stata adottata in centri storici e viali alberati per contenere Cacopsylla pyri e Corythucha ciliata, riducendo anche i disagi causati ai residenti (es. melata e caduta foglie).
Tecniche di somministrazione
Le tecniche di iniezione si dividono principalmente in due categorie:
- Pressione negativa (traspirazione naturale)
- Il formulato viene assorbito lentamente dalla pianta attraverso la pressione radicolare.
- Vantaggi: meno dannoso per il tronco, più fisiologico.
- Limiti: assorbimento lento, dipendente da condizioni climatiche.
- Pressione positiva (pompa o siringa a pressione)
- Il prodotto viene spinto attivamente nel sistema vascolare.
- Vantaggi: assorbimento rapido, efficace anche in condizioni di bassa traspirazione.
- Limiti: potenziale stress meccanico sul legno.
Periodo ottimale per il trattamento
L’efficacia dipende fortemente dalla stagione. In generale:
- Primavera: ideale per iniezioni preventive e sistemiche.
- Estate: buona risposta se l’albero è in piena attività vegetativa.
- Autunno: utile per rafforzare le difese in vista dell’inverno.
- Inverno: sconsigliata a causa della bassa attività vascolare.
È fondamentale evitare trattamenti durante periodi di siccità prolungata o stress radicale.
Considerazioni agronomiche
Prima dell’intervento occorre valutare:
- Lo stato fitosanitario dell’albero (carie, cavità, marciumi).
- L’età e la specie vegetale.
- La stagione e il clima.
- La presenza del bersaglio biologico (monitoraggio con trappole o osservazione diretta).
- Il volume fogliare per dosare correttamente il principio attivo.
Dispositivi per l’iniezione
I dispositivi professionali possono essere:
- Manuali: siringhe, flaconi a gravità.
- Meccanici: pompe a stantuffo o compressori.
- A rilascio controllato: capsule a lento assorbimento da inserire nel tronco.
Le perforazioni devono essere sigillate dopo il trattamento per evitare infezioni fungine secondarie.
Normativa e autorizzazioni
Molti formulati utilizzati per iniezione non sono autorizzati per uso amatoriale. In ambito urbano o pubblico è necessaria:
- Autorizzazione comunale o regionale.
- Presenza di personale con patentino fitosanitario.
- Registrazione del trattamento nel quaderno di campagna o analogo registro.
Inoltre, va sempre considerata l’opzione del metodo integrato, che prevede anche l’uso di antagonisti naturali o strategie agronomiche preventive.
Conclusioni
L’iniezione al tronco rappresenta una delle strategie più efficaci e rispettose dell’ambiente per proteggere alberi di pregio da insetti fitofagi e dalle malattie ad essi collegate. È una tecnica che richiede competenza, attenzione e una corretta diagnosi del problema, ma che offre grandi vantaggi in termini di efficacia, durata e sostenibilità. Con il continuo sviluppo di nuovi formulati e dispositivi, questa pratica si sta rapidamente affermando come standard nelle cure arboricole professionali.
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