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Differenze tra il sistema nervoso degli insetti e quello dei mammiferi

Il sistema nervoso è il centro di controllo e comunicazione di ogni organismo animale. Negli insetti e nei mammiferi, pur assolvendo funzioni simili – come la percezione dell’ambiente, il controllo dei movimenti e la regolazione delle funzioni vitali – è strutturato in modi profondamente diversi. Queste differenze riflettono l’evoluzione divergente…


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Il sistema nervoso è il centro di controllo e comunicazione di ogni organismo animale. Negli insetti e nei mammiferi, pur assolvendo funzioni simili – come la percezione dell’ambiente, il controllo dei movimenti e la regolazione delle funzioni vitali – è strutturato in modi profondamente diversi. Queste differenze riflettono l’evoluzione divergente dei due gruppi, l’adattamento a scale corporee differenti e modalità di vita completamente distinte.

1. Origine e sviluppo embriologico

Una prima grande differenza emerge fin dallo sviluppo embrionale. Nei mammiferi, il sistema nervoso centrale si sviluppa da una struttura chiamata tubo neurale, che origina dal foglietto embrionale ectoderma. Negli insetti, invece, il sistema nervoso si sviluppa lungo il piano ventrale del corpo, in contrapposizione al piano dorsale nei vertebrati. Questo riflette la disposizione opposta dei principali assi corporei: negli insetti il cuore si trova dorsalmente, mentre nei mammiferi è ventrale.

2. Localizzazione e struttura del sistema nervoso centrale

Nei mammiferi, il sistema nervoso centrale è altamente centralizzato: encefalo e midollo spinale costituiscono un’unità strettamente integrata, protetta dallo scheletro osseo (cranio e colonna vertebrale).

Negli insetti, il sistema nervoso centrale è invece più decentralizzato. Comprende:

  • un cervello anteriore (ganglio sopraesofageo)
  • un ganglio subesofageo
  • una catena di gangli ventrali che percorre longitudinalmente il corpo

Ogni segmento corporeo può possedere un proprio ganglio autonomo, capace di gestire in parte indipendentemente i movimenti e le risposte a stimoli.

3. Il cervello: dimensioni e compartimenti

Nel cervello dei mammiferi troviamo strutture complesse come la corteccia cerebrale, i lobi cerebrali, il cervelletto e il sistema limbico, tutte associate a funzioni complesse come memoria, emozioni, pianificazione e ragionamento astratto.

Il cervello degli insetti è molto più piccolo in proporzione al corpo (anche se sorprendentemente efficiente) ed è suddiviso in tre lobi principali:

  • Protocerebro: associato alla visione e all’elaborazione sensoriale
  • Deutocerebro: connette le antenne e processa stimoli olfattivi
  • Tritocerebro: collega il cervello al sistema nervoso ventrale

Pur mancando una corteccia come nei mammiferi, gli insetti sono comunque capaci di apprendere, memorizzare e adattarsi grazie a strutture come i corpi fungiformi (mushroom bodies), particolarmente sviluppati in api, formiche e mosche.

4. Gangli nervosi: decentralizzazione e autonomia

Una caratteristica notevole del sistema nervoso degli insetti è l’autonomia dei gangli. Molti comportamenti, come il volo o la deambulazione, possono essere coordinati anche in assenza del cervello. Ad esempio, una cavalletta decapitata può continuare a camminare o a reagire a stimoli, grazie ai gangli toracici.

Nei mammiferi, invece, la perdita del collegamento con il cervello (come nel caso di una lesione spinale) compromette gravemente la funzione motoria, segno di un sistema molto più centralizzato.

5. Protezione fisica del sistema nervoso

Nei mammiferi, il cervello e il midollo sono protetti da strutture robuste:

  • Il cranio per l’encefalo
  • Le vertebre per il midollo spinale
  • Le meningi e il liquido cerebrospinale, che fungono da ammortizzatori e protezione chimica

Negli insetti, la protezione è più semplice: il cervello è racchiuso in una porzione ispessita dell’esoscheletro cefalico, mentre i gangli sono situati all’interno del corpo, protetti dal tegumento esterno. Non esistono meningi né liquido cerebrospinale, ma l’ambiente interno dell’emolinfa fornisce un certo grado di stabilità.

6. Tipologie di neuroni e velocità di trasmissione

I neuroni dei mammiferi sono altamente specializzati, con assoni mielinizzati che permettono una trasmissione degli impulsi nervosi molto rapida (fino a 120 m/s). La mielina è una guaina lipidica che isola elettricamente l’assone e permette la conduzione saltatoria.

Negli insetti, invece, la mielina è assente. La trasmissione avviene attraverso assoni non mielinizzati, ma alcuni di questi sono di calibro molto grande (neuroni giganti), permettendo comunque una trasmissione veloce. L’esempio più noto è quello del sistema di fuga delle blatte, che può attivarsi in meno di 40 millisecondi.

7. Elaborazione sensoriale: visione, olfatto e tatto

Negli insetti, il sistema sensoriale è estremamente sofisticato nonostante la semplicità apparente:

  • Occhi composti: composti da migliaia di ommatidi, offrono una visione a mosaico, molto sensibile al movimento e adatta a rilevare cambiamenti rapidi
  • Antenne: veri e propri centri di elaborazione olfattiva, termica, tattile e chimica
  • Peli sensoriali: distribuiti sul corpo per percepire vibrazioni, contatti e correnti d’aria

I mammiferi hanno una visione centralizzata tramite occhi a singola lente, una cavità nasale con recettori olfattivi, un udito raffinato basato su ossa dell’orecchio medio, e una pelle ricca di recettori tattili. L’integrazione multisensoriale è elaborata a livello corticale, rendendo possibile una percezione unificata e cosciente del mondo.

8. Comportamenti innati e appresi

Il comportamento degli insetti è fortemente basato su schemi innati, coordinati da circuiti nervosi fissi. Tuttavia, in molte specie (api, formiche, coleotteri) è stata dimostrata anche la capacità di apprendere, memorizzare percorsi, modificare la risposta a stimoli in base all’esperienza.

Nei mammiferi, l’apprendimento e la plasticità cerebrale sono molto più sviluppati, grazie a strutture complesse come l’ippocampo e la corteccia prefrontale. Il comportamento è spesso il risultato di una combinazione sofisticata di genetica, esperienza e ambiente.

9. Neurotrasmettitori e comunicazione sinaptica

Entrambi i sistemi usano segnali elettrochimici per comunicare tra neuroni, ma i neurotrasmettitori principali differiscono:

  • Nei mammiferi: acetilcolina, dopamina, serotonina, GABA, glutammato
  • Negli insetti: acetilcolina (sia nei gangli centrali che nelle giunzioni neuromuscolari), octopamina (simile alla noradrenalina), glutammato (eccitatorio nei muscoli), GABA (inibitorio)

Queste differenze rendono anche i farmaci e pesticidi altamente specifici: molecole neuroattive che colpiscono i recettori degli insetti spesso non hanno effetti sui vertebrati e viceversa.

10. Plasticità neurale e rigenerazione

Nei mammiferi adulti, la neurogenesi è molto limitata e la capacità di rigenerare tessuto nervoso danneggiato è quasi nulla. Solo alcune aree, come l’ippocampo, mostrano capacità di generare nuovi neuroni.

Negli insetti, pur non essendo in grado di rigenerare l’intero cervello, esistono alcune forme di plasticità funzionale anche in età adulta. Alcuni insetti, come le formiche operaie, mostrano cambiamenti nella struttura cerebrale in base ai compiti svolti, dimostrando una certa flessibilità.

11. Comunicazione e linguaggio

Nei mammiferi superiori, in particolare nell’essere umano, il sistema nervoso permette lo sviluppo di linguaggi complessi e comunicazione simbolica.

Negli insetti, la comunicazione è altrettanto avanzata, ma in forme diverse: danze delle api, segnali chimici (feromoni), vibrazioni e movimenti. Tutto questo è possibile con un cervello estremamente compatto, a dimostrazione dell’efficienza e della specializzazione evolutiva del loro sistema nervoso.

12. Consumo energetico e metabolismo cerebrale

Il cervello dei mammiferi, pur costituendo solo una piccola parte del peso corporeo, consuma una quota enorme dell’energia totale (fino al 20% nel caso dell’uomo). Ciò richiede un costante afflusso di glucosio e ossigeno.

Negli insetti, l’efficienza è sorprendente: il cervello consuma pochissima energia ed è perfettamente adattato a funzionare anche in condizioni di risorse limitate, grazie a un metabolismo nervoso ottimizzato per rapidità ed economia.


Conclusione: due sistemi, un solo scopo

Pur seguendo strade evolutive radicalmente diverse, il sistema nervoso degli insetti e quello dei mammiferi condividono la funzione fondamentale di interpretare l’ambiente e guidare il comportamento. Gli insetti, con il loro sistema decentralizzato, compatto ed efficiente, rappresentano un modello di economia e specializzazione. I mammiferi, al contrario, incarnano la complessità e la potenza di elaborazione.

Comprendere queste differenze non è solo un esercizio di confronto biologico: può ispirare nuove tecnologie (come i robot neurali ispirati agli insetti), arricchire la nostra visione della coscienza e fornire nuove prospettive in campo neuroscientifico, entomologico e persino filosofico.


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