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Periodo delle mele? Arrivano i calabroni! Come gestire questi predatori in giardino

😶‍🌫️😶‍🌫️😶‍🌫️ Introduzione: quando le mele attirano più dei golosi Con l’inizio della maturazione delle mele, a fine estate e inizio autunno, non solo gli esseri umani si preparano al raccolto: anche insetti opportunisti e predatori come i calabroni (Vespa crabro) attendono questo periodo con particolare interesse. Attirati dal profumo zuccherino…


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Introduzione: quando le mele attirano più dei golosi

Con l’inizio della maturazione delle mele, a fine estate e inizio autunno, non solo gli esseri umani si preparano al raccolto: anche insetti opportunisti e predatori come i calabroni (Vespa crabro) attendono questo periodo con particolare interesse. Attirati dal profumo zuccherino dei frutti maturi, i calabroni possono diventare ospiti fissi di frutteti, giardini, orti e perfino balconi. Ma perché proprio ora si fanno vedere? E come comportarsi per gestire la loro presenza senza mettere a rischio la biodiversità?


Chi sono i calabroni? Predatori, impollinatori e… buongustai

Il calabrone europeo, Vespa crabro, è il più grande rappresentante delle vespe autoctone in Europa. Appartiene alla famiglia Vespidae, sottofamiglia Vespinae, ed è ben riconoscibile per le sue dimensioni imponenti (fino a 3,5 cm per le regine), il colore brunastro con bande gialle e il ronzio profondo.

A differenza di quanto si crede, non è un insetto aggressivo, se non disturbato. È un predatore entomofago, si nutre cioè principalmente di altri insetti: mosche, bruchi, cavallette, ma anche altre vespe. Tuttavia, in certi periodi dell’anno — e in particolare nel periodo della frutta matura — si converte volentieri a una dieta ricca di zuccheri, attratto da frutti maturi e fermentati.


Perché i calabroni si avvicinano alle mele (e ad altri frutti)?

Quando la frutta giunge a piena maturazione, il profumo che sprigiona — soprattutto se danneggiata — diventa irresistibile per molti insetti, calabroni compresi. La fermentazione degli zuccheri produce composti volatili che attraggono fortemente questi imenotteri. Il periodo clou va da fine agosto a ottobre, con picchi legati al clima e alla varietà delle piante da frutto.

Non si tratta solo di un’opportunità alimentare: i calabroni raccolgono zuccheri per nutrire se stessi, mentre continuano a cacciare insetti proteici da portare alle larve nella colonia. È un momento critico della stagione in cui devono accumulare energie prima della fine del ciclo vitale della colonia, che si estinguerà con l’arrivo dell’inverno, lasciando solo le regine fecondate.


I calabroni fanno male alle piante o al raccolto?

Direttamente no. I calabroni non bucano le mele o gli altri frutti: si nutrono solo di quelli già danneggiati, caduti o aperti da altri animali. Non sono paragonabili ai veri fitofagi come le larve di carpocapsa o di mosca della frutta.

Tuttavia, la loro presenza può scoraggiare la raccolta o infastidire chi lavora nel frutteto o nel giardino. In alcuni casi, disturbano uccelli e altri impollinatori, e possono perfino occupare nidi di uccelli per costruire il proprio favo. In aree urbane, la loro presenza può causare allarme tra i residenti.


Differenze tra calabroni autoctoni e calabroni asiatici

È importante non confondere Vespa crabro con la Vespa velutina, il calabrone asiatico invasivo arrivato in Italia da pochi anni. Mentre il primo è parte dell’equilibrio ecologico naturale, il secondo è una specie aliena invasiva, più aggressiva e pericolosa per le api. Caratteristica Calabrone europeo (Vespa crabro) Calabrone asiatico (Vespa velutina) Dimensione Più grande Più piccolo Colore Giallo-bruno Nero con fascia gialla Nido In cavità All’aperto su alberi alti Pericolo per l’uomo Basso se non disturbato Più aggressivo vicino al nido Impatto ecologico Naturale equilibrato Dannoso per api e impollinatori


Rischi per l’uomo: vero pericolo o paura ingiustificata?

Contrariamente alla credenza popolare, i calabroni non attaccano senza motivo. Le punture possono essere dolorose, ma solo in soggetti allergici possono provocare reazioni gravi. Il rischio reale è la vicinanza accidentale al nido, che li rende difensivi.

Durante il periodo della frutta, il rischio di punture è maggiore solo se si cerca di scacciarli con gesti bruschi. In generale, sono molto più pacifici di quanto si immagini.


Come comportarsi in giardino o frutteto

Cosa fare:

  • Raccogliere tempestivamente i frutti maturi o caduti a terra.
  • Potare correttamente le piante per evitare aree troppo fitte dove si nascondono i nidi.
  • Osservare da lontano il comportamento degli insetti prima di avvicinarsi.
  • Installare trappole selettive, solo se strettamente necessario e solo a fine stagione.

Cosa non fare:

  • Non usare insetticidi generici: danneggiano l’ecosistema e altri insetti utili.
  • Non colpire o scacciare i calabroni con violenza.
  • Non distruggere nidi senza l’intervento di professionisti.

Trappole sì o no? Quando è il caso di intervenire

L’uso delle trappole fai-da-te, spesso a base di birra o zucchero fermentato, è controverso. Raramente sono selettive: catturano anche api, farfalle, sirfidi e altri insetti utili. Le trappole possono avere senso a fine estate, quando la colonia ha già raggiunto la sua dimensione massima e il rischio di nidificazione è ridotto. Anche in questo caso, devono essere:

  • Collocate lontano da aree di passaggio
  • Controllate frequentemente
  • Rimosse al termine della stagione

Gestione dei nidi: quando serve l’intervento umano

Il nido del calabrone europeo si trova quasi sempre in cavità chiuse: alberi cavi, tettoie, camini, scatole elettriche. Se il nido è vicino a casa o in una zona frequentata, non intervenire da solo. Rivolgiti a:

  • Disinfestatori professionisti
  • Vigili del fuoco (in caso di pericolo per persone)

In molti casi, se il nido non rappresenta un pericolo, si può lasciarlo in pace fino all’autunno, quando la colonia si estinguerà naturalmente.


I calabroni sono anche utili: predatori naturali di parassiti

Spesso ignorato, il calabrone europeo svolge un ruolo ecologico positivo: controlla popolazioni di insetti infestanti, come:

  • Bruchi defogliatori
  • Mosche
  • Cavallette
  • Altre vespe aggressive

In un’ottica di gestione integrata del verde, la presenza di calabroni può aiutare a limitare l’uso di pesticidi. Anche se non sono veri impollinatori, visitano fiori e contribuiscono alla biodiversità.


Soluzioni per il manutentore del verde

Per chi si occupa professionalmente di parchi, orti, frutteti e giardini, ecco alcune buone pratiche:

  • Educare il cliente sulla reale pericolosità (spesso molto bassa) dei calabroni.
  • Segnalare eventuali nidi in zone a rischio.
  • Applicare principi di entomologia applicata, favorendo gli equilibri naturali tra insetti predatori e prede.
  • Integrare le tecniche di raccolta frutta con strategie preventive.
  • Utilizzare mappe e calendari fenologici per prevedere il picco di presenza.

Conclusioni: equilibrio e convivenza

I calabroni non sono i “cattivi” del giardino. Al contrario, rappresentano un anello importante della catena trofica. Come in ogni ecosistema ben funzionante, anche in un frutteto urbano o in un orto domestico è possibile convivere con la loro presenza, con le dovute precauzioni e la giusta informazione.

Nel periodo delle mele, è naturale vederli volare tra i rami. Invece di allarmarsi, è meglio osservare, capire e agire con consapevolezza. La natura non è mai un fastidio, ma un segnale da interpretare.


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