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Introduzione
Negli ultimi anni, il virus West Nile (WNV) ha attirato sempre più attenzione in Italia e in Europa per via della sua diffusione in ambienti urbani e rurali, con episodi anche gravi a carico della popolazione umana. In questo scenario, le zanzare giocano un ruolo fondamentale come vettori biologici. Comprendere quali specie sono coinvolte, dove si trovano e come agiscono è cruciale per chi si occupa di gestione del verde, disinfestazione, o semplicemente desidera proteggere la salute pubblica.
Cos’è il West Nile Virus?
Il virus West Nile è un arbovirus appartenente alla famiglia Flaviviridae. Colpisce principalmente gli uccelli, ma può infettare anche mammiferi come cavalli e esseri umani, che però rappresentano degli “ospiti terminali”, ossia non contribuiscono alla propagazione del virus. La trasmissione avviene tramite la puntura di zanzare infette, che si sono precedentemente nutrite su un ospite viremico (solitamente un uccello).
Il WNV può causare sintomi lievi, simili a quelli di una normale influenza, ma in casi più rari può portare a complicazioni neurologiche anche gravi, come meningite o encefalite.
Le Zanzare: vettori biologici del virus
Il ciclo del virus è mantenuto principalmente tra uccelli selvatici e zanzare. Tuttavia, quando alcune specie di zanzare pungono anche l’uomo o altri mammiferi, può verificarsi il cosiddetto “salto d’ospite”, con potenziali rischi per la salute pubblica.
Vediamo ora quali sono le specie sospettate o confermate come vettori competenti del virus West Nile in Italia e in Europa.
Culex pipiens: la principale sospettata
Identikit
Culex pipiens, nota anche come “zanzara comune”, è la principale sospettata e confermata vettore del virus West Nile in Europa e in Italia. Si tratta di una specie molto adattabile, presente sia in città che in aree rurali. Ama riprodursi in acque stagnanti e inquinate, anche in contenitori artificiali come tombini, grondaie, serbatoi e sottovasi.
Attività e comportamento
Attiva principalmente al crepuscolo e di notte, Culex pipiens è una zanzara ornitofila, ovvero predilige nutrirsi di sangue di uccelli. Tuttavia, alcune popolazioni si sono adattate a pungere anche mammiferi, uomo incluso. In particolare, esistono due forme ecologiche della specie: la forma pipiens, ornitofila e tipica delle aree temperate, e la forma molestus, più antropofila e adattata agli ambienti urbani sotterranei.
Ruolo nel ciclo del virus
Grazie al suo comportamento alimentare misto e alla sua abbondanza, Culex pipiens è considerata il principale vettore ponte, capace di trasmettere il virus dagli uccelli agli esseri umani.
Culex modestus: il vettore emergente
Dove si trova
Questa specie, un tempo considerata rara in Italia, è oggi in espansione. Si trova in ambienti umidi, come risaie, zone paludose, lagune e bacini artificiali, soprattutto nel Nord Italia.
Caratteristiche
Culex modestus è una zanzara robusta, che si riproduce in acque ricche di vegetazione. Ha una spiccata preferenza per uccelli acquatici, ma non disdegna mammiferi, inclusi cavalli e esseri umani.
Rilevanza epidemiologica
In vari focolai europei, Culex modestus è stata individuata come vettore competente per il WNV. La sua presenza nei pressi di allevamenti equini e aree naturalistiche la rende un pericolo in crescita.
Aedes albopictus: la zanzara tigre
Aspetti generali
Aedes albopictus, la famosa zanzara tigre, è già nota come vettore di virus come Dengue e Chikungunya. Originaria dell’Asia, si è diffusa in tutto il mondo e colonizza anche piccoli contenitori d’acqua nei giardini e negli spazi urbani.
È coinvolta nel West Nile?
La sua competenza per il virus West Nile è ancora oggetto di studio. Esperimenti in laboratorio hanno mostrato una trasmissibilità potenziale, ma in natura il suo ruolo è considerato marginale. Tuttavia, in contesti di alta densità e presenza di casi umani, non si può escludere un ruolo secondario.
Aedes caspius e Ochlerotatus detritus: i vettori palustri
Descrizione e habitat
Queste specie sono presenti in ambienti salmastri o paludosi, spesso in prossimità della costa o nelle valli da pesca. Possono svilupparsi in grandi quantità dopo eventi di marea o forti piogge.
Rischio sanitario
Anche se sono meno antropofile rispetto ad altre zanzare, queste specie possono occasionalmente fungere da vettori secondari in aree con forte attività virale tra uccelli.
Altre specie di interesse
Coquillettidia richiardii
Specie poco conosciuta dal pubblico, ma molto interessante dal punto di vista epidemiologico. Vive in ambienti acquatici con vegetazione sommersa, come canneti e paludi. È stata associata a focolai di WNV in diverse nazioni europee.
Anopheles spp.
Conosciute soprattutto come vettori della malaria, alcune specie di Anopheles possono occasionalmente infettarsi con il virus West Nile. Tuttavia, la loro importanza epidemiologica è marginale per questo arbovirus.
Ciclo stagionale e periodo di rischio
La trasmissione del West Nile Virus è strettamente legata all’attività stagionale delle zanzare. In Italia, il rischio comincia a salire in primavera e raggiunge il picco nei mesi estivi, tra luglio e settembre. Le prime zanzare infette vengono solitamente segnalate a giugno, mentre i casi umani emergono in estate inoltrata.
Le temperature elevate accelerano lo sviluppo larvale e la replicazione del virus all’interno del vettore. L’urbanizzazione e i cambiamenti climatici stanno prolungando la stagione di attività delle zanzare, con rischi che si estendono ormai fino a ottobre.
Zone d’Italia più colpite
Le regioni più colpite storicamente sono Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. In particolare, la Pianura Padana rappresenta un’area a rischio elevato per via della presenza simultanea di zone umide, coltivazioni irrigue, grandi popolazioni di uccelli e alta densità umana.
Nel Sud Italia i casi sono più sporadici, ma l’espansione del virus e dei suoi vettori rende necessaria una sorveglianza costante anche in queste aree.
Il ruolo del verde urbano e della manutenzione
Gli ambienti urbani e periurbani offrono moltissime opportunità di riproduzione per le zanzare. I tombini ostruiti, i vasi con acqua stagnante, le fontane non pulite e i contenitori dimenticati sono tra i luoghi preferiti da Culex pipiens e Aedes albopictus.
Per questo motivo, chi si occupa di manutenzione del verde gioca un ruolo cruciale nella prevenzione. Un corretto drenaggio delle acque, il controllo degli sfalci, la pulizia delle caditoie e l’uso mirato di larvicidi possono ridurre drasticamente il rischio.
Misure di prevenzione e controllo
- Eliminazione dei focolai larvali: svuotare contenitori, pulire grondaie e tombini, evitare ristagni d’acqua.
- Trattamenti larvicidi: applicare prodotti specifici a base di Bacillus thuringiensis israelensis nei luoghi critici.
- Sorveglianza entomologica: monitorare le popolazioni di zanzare attraverso trappole e catture periodiche.
- Educazione pubblica: sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione nei giardini privati.
- Protezione individuale: uso di zanzariere, repellenti cutanei, abiti lunghi e chiari.
Conclusioni
Il virus West Nile è ormai una realtà con cui dovremo convivere nei prossimi decenni. Le zanzare vettori non sono tutte uguali, e la loro identificazione è fondamentale per mettere in atto strategie efficaci di contenimento. Culex pipiens rimane la principale responsabile, ma non è sola. Anche altre specie stanno acquisendo un ruolo crescente nel panorama epidemiologico italiano.
Una buona manutenzione del verde, unita alla conoscenza degli ambienti frequentati da queste zanzare, può fare la differenza nel limitare la diffusione del virus e proteggere la salute umana e animale.
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