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Merodon Equestris

Merodon equestris, comunemente noto come mosca del narciso, è una specie di dittero appartenente alla famiglia Syrphidae. Sebbene a prima vista possa sembrare un calabrone per il suo aspetto peloso e il volo rumoroso, in realtà è una mosca e presenta solo un paio di ali. Questo mimetismo rappresenta una…

Merodon equestris, comunemente noto come mosca del narciso, è una specie di dittero appartenente alla famiglia Syrphidae. Sebbene a prima vista possa sembrare un calabrone per il suo aspetto peloso e il volo rumoroso, in realtà è una mosca e presenta solo un paio di ali. Questo mimetismo rappresenta una strategia di difesa efficace contro i predatori.

Presente in gran parte dell’Europa e introdotto in diverse aree del mondo, Merodon equestris è noto per l’attività delle sue larve, che si sviluppano all’interno dei bulbi di piante ornamentali come narcisi, giacinti e amarillidi. Questa peculiarità lo rende un insetto di interesse sia per gli appassionati di entomologia sia per i professionisti del verde e i coltivatori.

Nel presente articolo verranno analizzati in modo approfondito vari aspetti della specie: la sua classificazione, la morfologia, il comportamento, il ciclo vitale, la distribuzione, i danni provocati in ambito orticolo, le strategie di difesa adottate dalla pianta e i possibili metodi di gestione.

2. Tassonomia e classificazione

Merodon equestris è un insetto appartenente all’ordine dei Ditteri, famiglia Syrphidae, sottogruppo noto per la presenza di molte specie mimetiche dei calabroni o delle api. Il genere Merodon è rappresentato da numerose specie, ma M. equestris è una delle più comuni e diffuse in Europa.

Il nome specifico “equestris” richiama l’aspetto elegante e possente dell’insetto adulto, che nel suo volo e nel portamento ricorda quasi un cavaliere.

3. Morfologia dell’adulto

L’adulto di Merodon equestris ha dimensioni comprese tra 10 e 15 mm. Il corpo è robusto, tozzo e ricoperto da fitta peluria. Il colore del torace e dell’addome varia notevolmente: alcune forme presentano bande gialle su fondo nero, altre sono completamente marroni o nerastre.

Le ali sono trasparenti e mostrano una venatura tipica che aiuta a distinguere il genere. Gli occhi sono grandi e sporgenti, con una separazione più marcata nei maschi. Le zampe posteriori presentano un ispessimento caratteristico, con espansioni utili a distinguere il genere da altri sirfidi mimetici.

La testa è piccola in proporzione al corpo e presenta antenne corte, tipiche dei Ditteri. L’apparato boccale è adattato alla suzione di liquidi, soprattutto nettare.

4. Variabilità cromatica

Una delle caratteristiche più affascinanti di questa specie è l’estrema variabilità del colore corporeo. Si conoscono decine di forme diverse, alcune con bande gialle molto evidenti, altre quasi totalmente nere. Questa variabilità ha probabilmente una funzione mimetica, permettendo all’insetto di imitare differenti specie di imenotteri pungenti a seconda dell’habitat.

La colorazione può inoltre dipendere da fattori genetici e ambientali, influenzata dalla temperatura, dall’umidità e dalla disponibilità di cibo nelle fasi larvali.

5. Ciclo vitale

Il ciclo vitale di Merodon equestris si compone di quattro stadi principali: uovo, larva, pupa e adulto. L’adulto emerge in primavera o all’inizio dell’estate e inizia subito la ricerca di fiori da cui nutrirsi e su cui deporre le uova.

Le femmine depongono le uova vicino alla base delle foglie o direttamente nei bulbi delle piante ospiti. Le larve, una volta schiuse, penetrano nel bulbo e si nutrono dei tessuti interni, causando marciumi e rallentando la crescita della pianta. Dopo diverse settimane, la larva si impupa nel terreno circostante e sverna come pupa.

In genere la specie ha una sola generazione all’anno, ma in climi più miti può essere bivoltina.

6. Distribuzione geografica

Originario dell’Europa, Merodon equestris è oggi presente in diverse aree temperate del mondo. Lo si ritrova nei prati, nei giardini, nei parchi e lungo i bordi delle strade, soprattutto laddove siano presenti fiori di bulbo.

In alcune aree è stato introdotto accidentalmente con il commercio di bulbi ornamentali e si è ben adattato all’ambiente locale, stabilendosi in maniera definitiva.

7. Comportamento e mimetismo

Il comportamento dell’adulto è simile a quello delle api: visita fiori per alimentarsi di nettare e polline, sorvola territori con movimenti rapidi e a tratti stazionari, emettendo un ronzio intenso. Questo comportamento, unito alla colorazione, serve a scoraggiare predatori come uccelli e piccoli mammiferi.

Il mimetismo bateseano è particolarmente sviluppato in questa specie: l’insetto inoffensivo assume l’aspetto di uno più pericoloso, come un’ape o un calabrone, beneficiando della reputazione negativa di quest’ultimo.

8. Danni alle piante ornamentali

Le larve di Merodon equestris sono fitofaghe e si sviluppano nei bulbi di diverse specie ornamentali. Il danno principale consiste nella decomposizione dei tessuti interni, che porta al deperimento della pianta e alla mancata fioritura.

I segni di infestazione includono ingiallimento fogliare, crescita stentata, e presenza di fori alla base della pianta. Il danno è spesso visibile solo al momento della dissotterramento del bulbo.

Piante colpite più frequentemente:

  • Narciso
  • Giacinto
  • Amarillide
  • Tulipano (più raramente)

9. Strategie di gestione e prevenzione

La gestione di Merodon equestris è complessa a causa della natura nascosta delle larve. Alcune strategie efficaci includono:

  • Ispezione dei bulbi prima della messa a dimora
  • Rotazione delle colture e rimozione delle piante infette
  • Conservazione dei bulbi a temperature inferiori ai 10 °C durante l’inverno
  • Utilizzo di reti anti-insetto nei periodi di ovideposizione

In casi gravi, si può ricorrere a trattamenti chimici mirati, benché l’utilizzo sia limitato per le coltivazioni ornamentali private.

10. Ruolo ecologico e importanza

Nonostante i danni che può causare, Merodon equestris svolge un ruolo ecologico significativo. Gli adulti contribuiscono all’impollinazione di diverse piante spontanee e coltivate. La loro presenza è un indicatore di biodiversità e di ambienti ricchi di fioriture.

Comprendere la biologia di questa specie consente un equilibrio tra tutela della biodiversità e difesa delle colture ornamentali. Una corretta gestione, basata su monitoraggio e prevenzione, è preferibile a interventi drastici.


Articolo originale redatto da Armiere

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