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Titolo: Acaro che uccide le api: Manuale definitivo

Introduzione Le api, fondamentali impollinatori del nostro ecosistema, stanno affrontando una minaccia crescente: un minuscolo parassita noto come Varroa destructor. Questo acaro è responsabile del declino di intere colonie di api mellifere in tutto il mondo. In questo manuale approfondito esploreremo l’origine, la biologia, i danni, la diagnosi e tutte…


Introduzione

Le api, fondamentali impollinatori del nostro ecosistema, stanno affrontando una minaccia crescente: un minuscolo parassita noto come Varroa destructor. Questo acaro è responsabile del declino di intere colonie di api mellifere in tutto il mondo. In questo manuale approfondito esploreremo l’origine, la biologia, i danni, la diagnosi e tutte le strategie disponibili per il controllo e la prevenzione della Varroa, fornendo un riferimento completo per apicoltori, tecnici e manutentori del verde.


1. Cos’è la Varroa destructor

1.1 Classificazione

Varroa destructor è un acaro appartenente alla famiglia Varroidae, un ectoparassita specifico dell’ape mellifera (Apis mellifera). In origine parassitava l’ape asiatica (Apis cerana), con la quale aveva raggiunto un equilibrio evolutivo. Tuttavia, il passaggio all’ape europea ha innescato un impatto devastante.

1.2 Morfologia

L’acaro ha un corpo ovale, largo circa 1-1,5 mm, di colore rosso-marrone. Le femmine adulte sono visibili a occhio nudo. I maschi, più piccoli e pallidi, vivono solo nella covata.

1.3 Ciclo vitale

Varroa si riproduce all’interno delle celle contenenti covata. Una femmina fertile penetra nella cella poco prima dell’opercolatura. Qui depone le uova, da cui nascono prima un maschio e poi più femmine, che si accoppiano tra loro prima che le femmine escano con l’ape adulta.


2. Modalità d’azione e danni

2.1 Parassitismo attivo

Varroa si nutre dell’emolinfa e dei tessuti grassi delle api adulte e delle larve, indebolendo il sistema immunitario dell’ospite.

2.2 Vettore di virus

L’acaro è il principale veicolo di trasmissione di virus devastanti come il DWV (Deformed Wing Virus), che causa ali deformate e morte precoce delle api. Altri virus trasmessi includono l’ABPV (Acute Bee Paralysis Virus) e il CBPV (Chronic Bee Paralysis Virus).

2.3 Effetti a livello di colonia

Le colonie infestate subiscono:

  • Calo della popolazione adulta
  • Diminuzione della capacità di allevare covata
  • Collasso totale nel giro di una o due stagioni

3. Diagnosi dell’infestazione

3.1 Ispezione visiva

La presenza di acari visibili su api adulte o nella covata opercolata è un segnale grave, ma spesso tardivo.

3.2 Metodi di rilevamento

  • Controllo del fondo dell’arnia: raccolta di acari caduti su un vassoio unto.
  • Metodo dello zucchero a velo: permette di staccare e contare gli acari dalle api adulte.
  • Metodo dell’alcol: più preciso, ma comporta la soppressione di un campione di api.

3.3 Soglie di intervento

In generale, si interviene quando la percentuale di infestazione supera il 2-3% nelle api adulte.


4. Strategie di controllo

4.1 Trattamenti chimici

  • Amitraz (es. Apivar): efficace ma può lasciare residui
  • Flumetrina e fluvalinate: rischio di resistenza
  • Acido ossalico: usato in assenza di covata, anche sublimato
  • Acido formico: penetra nelle celle, ma può essere rischioso se non dosato bene

4.2 Trattamenti biologici e alternativi

  • Timo e oli essenziali: effetto variabile ma utile come supporto
  • Acido lattico e acido acetico: soluzioni naturali meno aggressive

4.3 Tecniche meccaniche e biotecniche

  • Asportazione della covata maschile: Varroa predilige la covata a sviluppo lento
  • Interruzione della covata: blocco temporaneo della regina per sincronizzare i trattamenti
  • Gabbia per regina: permette il controllo mirato

4.4 Selezione genetica

L’allevamento di api resistenti alla Varroa è una strategia a lungo termine. Linee come VSH (Varroa Sensitive Hygiene) mostrano un comportamento di pulizia efficace.


5. Prevenzione e gestione sostenibile

5.1 Monitoraggio costante

Controlli regolari durante l’anno sono fondamentali per evitare infestazioni critiche.

5.2 Rotazione dei trattamenti

L’alternanza di principi attivi riduce il rischio di resistenza.

5.3 Formazione e aggiornamento

Gli apicoltori devono essere costantemente formati sulle nuove tecniche e prodotti.

5.4 Buone pratiche apistiche

  • Mantenere arnie pulite
  • Evitare il saccheggio tra colonie
  • Dividere colonie forti per evitare il collasso improvviso

6. Prospettive future

6.1 Nuove molecole

La ricerca è attiva nello sviluppo di acaricidi mirati che non interferiscano con la salute dell’ape.

6.2 Biotecnologie

Sistemi basati su RNA interference (RNAi) o interferenze genetiche promettono soluzioni più selettive.

6.3 Collaborazione tra apicoltori e istituzioni

La condivisione dei dati e l’approccio integrato tra regioni aiuta a contenere la diffusione dell’acaro.


Conclusioni

La Varroa destructor rappresenta una delle sfide più complesse per la sopravvivenza delle api e dell’apicoltura moderna. Solo attraverso un approccio integrato, informato e costantemente aggiornato è possibile garantire la sopravvivenza delle colonie e la sicurezza della produzione alimentare che da esse dipende. Questo manuale vuole essere uno strumento pratico e completo per affrontare questa minaccia con consapevolezza e competenza.

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