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Le Zecche in Italia: Identificazione, Ciclo di Vita, Habitat e Rischi Sanitari

😶‍🌫️😶‍🌫️ Introduzione Le zecche rappresentano una delle principali minacce per la salute pubblica e animale nei contesti rurali, urbani e forestali. Parassiti silenziosi ma pericolosi, questi artropodi ematofagi si nutrono del sangue di numerosi ospiti e sono noti per la capacità di trasmettere un ampio spettro di patogeni. In Italia,…


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Introduzione

Le zecche rappresentano una delle principali minacce per la salute pubblica e animale nei contesti rurali, urbani e forestali. Parassiti silenziosi ma pericolosi, questi artropodi ematofagi si nutrono del sangue di numerosi ospiti e sono noti per la capacità di trasmettere un ampio spettro di patogeni. In Italia, la loro presenza è in aumento a causa dei cambiamenti climatici, della frammentazione degli habitat e della crescente interazione tra fauna selvatica e aree antropizzate.


Le principali specie in Italia

Nel nostro territorio, la specie più diffusa e importante dal punto di vista sanitario è Ixodes ricinus, comunemente conosciuta come zecca dei boschi. È presente nella maggior parte delle regioni italiane, con una predilezione per le aree collinari e montane umide. Un’altra specie di rilievo è Rhipicephalus sanguineus, chiamata zecca del cane, che si adatta bene anche agli ambienti urbani e domestici, soprattutto nelle regioni meridionali e lungo le coste.

Esistono poi altre specie, meno frequenti ma comunque rilevanti, come Dermacentor marginatus e Hyalomma marginatum, presenti in aree più secche o mediterranee, spesso portate da uccelli migratori o da animali d’allevamento.


Morfologia e caratteristiche fisiologiche

Le zecche sono aracnidi appartenenti all’ordine Ixodida. Il loro corpo è appiattito, ovale, e diventa globoso dopo il pasto di sangue. Non hanno ali né antenne, ma sono dotate di un apparato boccale (rostro) adattato per penetrare la cute e succhiare il sangue della vittima. Questo apparato è dotato di uncini che rendono difficile la rimozione dell’esemplare una volta fissatosi sull’ospite.

Le dimensioni variano da meno di un millimetro (nello stadio larvale) a oltre un centimetro (femmina adulta dopo il pasto). Il colore cambia dal marrone chiaro al nero, e alcune specie presentano disegni caratteristici sul dorso.


Ciclo biologico della zecca dei boschi

Ixodes ricinus attraversa quattro stadi vitali: uovo, larva, ninfa e adulto. Ogni stadio, a partire dalla larva, richiede un pasto di sangue per potersi sviluppare e passare alla fase successiva.

  • Larva: appena schiusa, ha solo tre paia di zampe e si nutre di piccoli mammiferi, rettili o uccelli.
  • Ninfa: acquisisce la quarta paia di zampe. È spesso il vettore più pericoloso per l’uomo, in quanto molto attiva e difficile da individuare.
  • Adulto: la femmina adulta si nutre di grandi mammiferi, come cervi, cinghiali, cani e anche esseri umani. Dopo il pasto, si distacca, depone le uova nel suolo e muore.

Il ciclo completo può durare da due a tre anni, a seconda delle condizioni ambientali e della disponibilità di ospiti. Durante i lunghi periodi di digiuno tra un pasto e l’altro, la zecca resta inattiva nel terreno o nella lettiera del bosco.


Habitat e ambienti favorevoli

Le zecche prediligono ambienti umidi e ombreggiati, come i boschi di latifoglie, le siepi, i margini di foreste, i prati incolti e le aree periurbane con vegetazione spontanea. Necessitano di un microclima stabile, con umidità relativa superiore all’80%, per evitare la disidratazione.

Gli ambienti dove convivono diverse specie animali – come piccoli roditori, uccelli, rettili e ungulati – favoriscono il mantenimento del ciclo biologico della zecca e la diffusione dei patogeni. L’aumento della fauna selvatica, l’espansione urbana verso zone naturali e il riscaldamento globale hanno contribuito alla colonizzazione di nuove aree.

Anche i giardini, i parchi pubblici e i margini stradali ricchi di vegetazione spontanea possono ospitare popolazioni di zecche, soprattutto se frequentati da cani, gatti o fauna selvatica.


Comportamento e strategie di attacco

Le zecche non volano, non saltano e non si muovono attivamente verso la preda. Utilizzano una tecnica detta “questing”: si arrampicano sulle estremità delle erbe o dei rami bassi e, con le zampe anteriori distese, attendono il passaggio di un ospite. Quando questo sfiora la vegetazione, la zecca si aggrappa e cerca un punto adatto per pungere.

Prediligono le zone del corpo con pelle sottile, calda e umida: inguine, ascelle, collo, retro delle ginocchia o zona dietro le orecchie, sia negli animali che negli esseri umani.


Malattie trasmesse dalle zecche

Le zecche sono vettori di numerosi agenti patogeni: batteri, virus e protozoi. Una sola puntura può trasmettere più di un agente infettivo contemporaneamente.

Le principali malattie trasmesse in Italia includono:

  • Borreliosi di Lyme: causata da batteri del complesso Borrelia burgdorferi, provoca sintomi sistemici a partire da una lesione cutanea chiamata eritema migrante.
  • Encefalite da zecca (TBE): infezione virale che può colpire il sistema nervoso centrale, con casi gravi soprattutto in alcune aree del Nord Italia.
  • Anaplasmosi e ehrlichiosi: infezioni batteriche che colpiscono i globuli bianchi.
  • Babesiosi: causata da protozoi che infettano i globuli rossi, simile alla malaria.
  • Rickettsiosi: come la febbre bottonosa, possono causare febbre, eruzioni cutanee e sintomi gastrointestinali.
  • Sindrome alfa-gal: reazione allergica ritardata alla carne rossa, indotta da una molecola contenuta nella saliva delle zecche.

Prevenzione e controllo nei contesti verdi

La prevenzione delle punture di zecca è fondamentale, soprattutto per chi lavora o trascorre molto tempo in ambienti naturali. Alcune strategie di protezione includono:

  • Indossare abiti chiari, lunghi e aderenti.
  • Utilizzare repellenti specifici su pelle e abiti.
  • Camminare su sentieri battuti evitando il contatto con la vegetazione alta.
  • Ispezionare il corpo (e quello degli animali domestici) al ritorno da una zona a rischio.
  • Rimuovere le zecche con pinzette a punte sottili, senza schiacciarle.

Per quanto riguarda la gestione ambientale, si consiglia:

  • La sfalciatura regolare della vegetazione nei parchi, nei giardini e lungo i bordi stradali.
  • L’eliminazione di lettiere fogliari e aree umide inutilizzate.
  • La creazione di fasce di rispetto tra boschi e aree frequentate dall’uomo.

Rilevanza per il manutentore del verde

Chi lavora nella manutenzione del verde è particolarmente esposto al rischio di punture di zecca. Oltre alle misure personali di protezione, è importante conoscere:

  • I periodi di massima attività (primavera e inizio autunno).
  • Gli ambienti più a rischio (zone umide, bordi boschivi, prati incolti).
  • Le tecniche di disinfestazione e bonifica non invasive per l’ambiente.

Inoltre, un manutentore informato può svolgere un ruolo attivo nella sensibilizzazione del pubblico, suggerendo pratiche di gestione ecologica e prevenzione integrata nelle aree verdi.


Conclusioni

Le zecche rappresentano un problema crescente per la salute pubblica e ambientale. Comprendere il loro ciclo vitale, i meccanismi di diffusione e le malattie che possono trasmettere è fondamentale per affrontare il problema in modo efficace. La prevenzione è la prima arma a disposizione di cittadini e operatori del verde. Un approccio integrato, che combina buone pratiche ambientali, protezione personale e vigilanza sanitaria, permette di ridurre in modo significativo il rischio di esposizione a questi parassiti silenziosi ma insidiosi.


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