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Setole urticanti: confronto evolutivo tra processionaria e tarantola

🇦🇹🇦🇹🇦🇹 🤠 Due mondi biologici diversi, una stessa soluzione difensiva 1. Introduzione – Quando l’evoluzione sceglie il dolore Nel mondo animale esistono molte strategie difensive: fuga, mimetismo, corazze, tossine, comportamento sociale. Tra queste, una delle più affascinanti – e sottovalutate – è la difesa basata sull’irritazione meccanico-chimica, incarnata in modo…

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Due mondi biologici diversi, una stessa soluzione difensiva


1. Introduzione – Quando l’evoluzione sceglie il dolore

Nel mondo animale esistono molte strategie difensive: fuga, mimetismo, corazze, tossine, comportamento sociale. Tra queste, una delle più affascinanti – e sottovalutate – è la difesa basata sull’irritazione meccanico-chimica, incarnata in modo magistrale dalle setole urticanti.

Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) e tarantole del Nuovo Mondo (famiglia Theraphosidae) appartengono a rami evolutivi lontanissimi: insetti olometaboli sociali da una parte, aracnidi predatori solitari dall’altra. Eppure, entrambi hanno sviluppato strutture sorprendentemente simili per funzione: peli/setole capaci di provocare dolore, infiammazione, disagio intenso.

Questo articolo non confronta “chi fa più male”, ma perché queste due linee evolutive hanno convergito su una stessa soluzione, come funziona realmente, e perché l’uomo tende a fraintendere il pericolo.


2. Le setole urticanti come arma biologica: definizione funzionale

Le setole urticanti non sono veleni nel senso classico. Non sono aghi inoculatori come quelli degli imenotteri. Sono strutture passive o semi-attive che combinano:

  • danno meccanico
  • rilascio di sostanze irritanti
  • attivazione del sistema immunitario

La loro efficacia non deriva dalla potenza del singolo elemento, ma da:

  • numero
  • facilità di dispersione
  • difficoltà di rimozione
  • capacità di colpire mucose e vie respiratorie

Qui già emerge la prima differenza fondamentale tra processionaria e tarantola.


3. La processionaria: un’arma di massa biologica

3.1 Contesto ecologico

La processionaria è un lepidottero fitofago, la cui larva vive in gruppi numerosi, spesso esposti a predatori, parassitoidi e vertebrati.

Non può fuggire rapidamente. Non può mordere. Non può pungere.

La sua sopravvivenza dipende da una difesa preventiva e indiscriminata.

3.2 Struttura delle setole urticanti

Le setole della processionaria sono:

  • microscopiche
  • cave
  • fragilissime
  • con estremità appuntita e seghettata

Ogni larva ne possiede centinaia di migliaia. Alla minima sollecitazione:

  • si spezzano
  • diventano aerodisperse
  • penetrano in pelle, occhi, vie respiratorie

Non “attaccano”: contaminano l’ambiente.

3.3 Meccanismo di danno

Il danno è triplo:

  1. Meccanico: la setola si conficca come un arpione
  2. Chimico: rilascio di proteine urticanti (thaumetopoeina)
  3. Immunologico: reazione infiammatoria e allergica

Il risultato può essere:

  • dermatiti gravi
  • congiuntiviti
  • problemi respiratori
  • necrosi localizzate (nei casi animali)

4. La tarantola: difesa mirata, non ambientale

4.1 Contesto ecologico

La tarantola è:

  • predatore
  • solitario
  • territoriale
  • dotato di cheliceri e veleno

Le setole urticanti non sono la prima linea di difesa, ma una risorsa strategica.

4.2 Tipologia delle setole

Le setole urticanti delle tarantole:

  • sono più grandi
  • non cave
  • ricoperte di micro-uncini
  • localizzate sull’addome

Esistono diversi tipi (I–VII), con funzioni diverse: penetrazione cutanea, irritazione oculare, difesa da mammiferi.

4.3 Modalità di utilizzo

La tarantola:

  • strofina l’addome
  • oppure “lancia” le setole con movimenti rapidi

È una difesa:

  • direzionale
  • situazionale
  • limitata nello spazio

Non contamina l’ambiente per giorni come la processionaria.


5. Passivo contro attivo: due filosofie difensive

Caratteristica Processionaria Tarantola Tipo di difesa Passiva Attiva/semi-attiva Dispersione Ambientale Direzionata Persistenza Alta Bassa Rischio respiratorio Elevato Limitato Controllo dell’arma Nessuno Elevato

Qui sta il nodo centrale:
la processionaria non sceglie il bersaglio, la tarantola sì.


6. Perché la processionaria è sottovalutata

L’uomo percepisce il pericolo in base a:

  • dimensioni
  • comportamento aggressivo
  • immaginario culturale

La tarantola incute timore.
La processionaria no.

Eppure:

  • la processionaria colpisce inermi
  • colpisce senza contatto diretto
  • colpisce anche dopo l’assenza dell’insetto

È una delle poche difese animali che continua a funzionare senza l’animale presente.


7. Impatto su fauna, animali domestici e uomo

7.1 Animali domestici

I cani sono tra le vittime principali della processionaria:

  • necrosi della lingua
  • edema della glottide
  • morte per soffocamento

Con le tarantole, gli incidenti sono rarissimi.

7.2 Uomo

La processionaria rappresenta:

  • un problema sanitario
  • un problema forestale
  • un problema urbano

La tarantola rappresenta:

  • un problema culturale
  • una paura irrazionale

8. Convergenza evolutiva: stessa soluzione, motivi diversi

Questo confronto dimostra un punto chiave:

L’evoluzione non crea soluzioni eleganti, ma soluzioni efficaci.

Processionaria e tarantola arrivano entrambe alle setole urticanti perché:

  • funzionano
  • costano poco energeticamente
  • non richiedono combattimento diretto

Ma le applicano secondo logiche opposte:

  • una di massa
  • una selettiva

9. Chi è davvero più pericoloso?

Dipende dalla definizione di pericolosità.

  • Per l’ecosistema: nessuna delle due
  • Per l’uomo: processionaria
  • Per il predatore diretto: tarantola
  • Per chi non sa nulla: entrambe

Il vero pericolo non è l’animale, ma l’ignoranza del meccanismo.


10. Conclusione – Il dolore come linguaggio evolutivo

Le setole urticanti non sono un’anomalia, ma un linguaggio biologico:
“Non mangiarmi. Non toccarmi. Non avvicinarti.”

La processionaria urla questo messaggio all’ambiente intero.
La tarantola lo sussurra a chi insiste troppo.

Due strategie, un unico fine: sopravvivere.


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