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Eriosoma lanigerum (Hausmann, 1802): biologia, ciclo vitale e interazione fisiologica con il melo

🫩🫩🫩🫩 Un modello di adattamento fitofago e risposta vegetale negli Afidomorfi 1. Introduzione Eriosoma lanigerum, noto comunemente come pidocchio lanigero del melo, è un insetto fitofago appartenente all’ordine Hemiptera, sottordine Sternorrhyncha, famiglia Aphididae, sottofamiglia Eriosomatinae. Sebbene frequentemente trattato nella letteratura agronomica come semplice fitofago dannoso, questo insetto rappresenta in realtà…


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Un modello di adattamento fitofago e risposta vegetale negli Afidomorfi


1. Introduzione

Eriosoma lanigerum, noto comunemente come pidocchio lanigero del melo, è un insetto fitofago appartenente all’ordine Hemiptera, sottordine Sternorrhyncha, famiglia Aphididae, sottofamiglia Eriosomatinae. Sebbene frequentemente trattato nella letteratura agronomica come semplice fitofago dannoso, questo insetto rappresenta in realtà un modello biologico complesso, utile per comprendere i meccanismi di interazione tra insetti succhiatori e tessuti vegetali legnosi.

L’interesse scientifico per E. lanigerum non si limita al danno diretto arrecato alle piante di melo (Malus domestica), ma riguarda soprattutto la risposta fisiologica della pianta ospite, che porta alla formazione di ipertrofie e proliferazioni cellulari anomale. In questo senso, l’insetto non può essere interpretato come agente isolato, bensì come innesco di un processo di crescita vegetale alterata, regolato da segnali ormonali e risposte meristematiche.

Questo lavoro analizza Eriosoma lanigerum come parte di un sistema biologico integrato, superando la visione riduzionista di “parassita agricolo” per inserirlo in un contesto evolutivo ed ecologico più ampio.


2. Inquadramento sistematico e caratteristiche generali

Dal punto di vista tassonomico, Eriosoma lanigerum appartiene a un gruppo di afidi caratterizzati da una forte specializzazione ecologica e da cicli biologici complessi. Gli Eriosomatini si distinguono dagli afidi fogliari classici per la tendenza a colonizzare tessuti legnosi, apparati radicali o strutture permanenti, piuttosto che organi temporanei come le foglie giovani.

L’adulto aptero di E. lanigerum presenta dimensioni ridotte, con corpo globoso e colore variabile dal brunastro al violaceo. Una caratteristica distintiva è la produzione di abbondanti secrezioni cerose filamentose, che conferiscono all’insetto il tipico aspetto “lanoso”. Questa copertura non è un semplice sottoprodotto metabolico, ma svolge un ruolo fondamentale nella protezione contro predatori, parassitoidi e condizioni microclimatiche avverse.

L’apparato boccale pungente-succhiante è altamente adattato alla penetrazione dei tessuti corticali e radicali, consentendo all’insetto di alimentarsi su floema e tessuti parenchimatici profondi.


3. Distribuzione geografica e origine

Eriosoma lanigerum è originario del Nord America, dove convive da lungo tempo con specie di Malus selvatiche e coltivate. In questo contesto, il rapporto insetto–pianta si presenta relativamente equilibrato, con danni limitati e piante in grado di tollerare la presenza dell’afide.

L’introduzione accidentale in Europa, avvenuta tra il XVIII e il XIX secolo, ha determinato un rapido aumento della sua importanza fitosanitaria. Le varietà europee di melo, non avendo coevoluto con l’insetto, mostrano una risposta fisiologica meno efficiente, con sviluppo di ipertrofie persistenti e maggiore suscettibilità a infezioni secondarie.

Questo schema ricalca fedelmente quanto osservato in altri casi di introduzione di fitofagi esotici, come Viteus vitifoliae sulla vite, rafforzando il concetto di coevoluzione incompleta.


4. Ciclo biologico e strategie riproduttive

Il ciclo biologico di Eriosoma lanigerum è caratterizzato da una forte flessibilità, che consente all’insetto di adattarsi a differenti condizioni ambientali e colturali. Nelle regioni temperate, la specie si riproduce prevalentemente per partenogenesi, con successione di generazioni aptere che si sviluppano durante l’intera stagione vegetativa.

Le colonie possono insediarsi:

  • su rami e tronco,
  • nelle ferite di potatura,
  • sull’apparato radicale, spesso sotto il livello del suolo.

La forma radicale è particolarmente insidiosa, poiché sfugge all’osservazione diretta e può mantenere popolazioni attive anche in condizioni climatiche sfavorevoli.

In alcune aree, il ciclo può includere una fase sessuata, con produzione di uova svernanti, ma questa modalità riproduttiva è spesso secondaria rispetto alla partenogenesi, che garantisce rapidità di colonizzazione.


5. Interazione con il melo: la risposta vegetale come elemento centrale

Uno degli aspetti più rilevanti dell’interazione tra Eriosoma lanigerum e il melo è la formazione di ipertrofie tumoriformi sui tessuti colonizzati. È fondamentale chiarire che tali strutture non sono prodotte dall’insetto, ma rappresentano una risposta di crescita della pianta innescata dall’attività trofica dell’afide.

L’alimentazione prolungata provoca:

  • alterazioni nei flussi di auxine e citochinine,
  • stimolazione della divisione cellulare locale,
  • perdita della normale architettura dei tessuti.

Il risultato è la formazione di nodosità spugnose, ricche di cellule parenchimatiche, che offrono all’insetto un ambiente protetto e nutrizionalmente favorevole.


6. Le secrezioni cerose: funzione biologica e adattamento

La caratteristica “lanosa” di Eriosoma lanigerum è spesso descritta superficialmente come curiosità morfologica, ma riveste in realtà un’importanza adattativa primaria. Le secrezioni cerose:

  • riducono la disidratazione,
  • ostacolano l’attacco di predatori,
  • interferiscono con l’ovideposizione dei parassitoidi,
  • creano un microambiente stabile attorno alla colonia.

Questa strategia difensiva è particolarmente efficace in ambienti aperti come frutteti e vivai, dove l’esposizione agli agenti atmosferici è elevata.


7. Impatto ecologico e ruolo nei sistemi coltivati

Dal punto di vista ecologico, Eriosoma lanigerum non è un organismo “distruttivo” in senso assoluto. I danni gravi si manifestano principalmente in:

  • impianti giovani,
  • piante già stressate,
  • contesti di monocultura intensiva.

Nei sistemi più complessi, la presenza di antagonisti naturali, in particolare il parassitoide Aphelinus mali, contribuisce a mantenere le popolazioni sotto controllo, dimostrando come l’equilibrio biologico sia possibile anche in presenza dell’insetto.


8. Significato evolutivo e confronto con altri afidi galligeni

Il caso di Eriosoma lanigerum si inserisce in un quadro più ampio di afidi in grado di indurre risposte morfogenetiche nella pianta ospite. A differenza di specie strettamente galligene, come Sacchiphantes, l’afide lanigero induce proliferazioni meno strutturate, ma altrettanto significative dal punto di vista fisiologico.

Questo evidenzia come:

  • la manipolazione vegetale non sia un fenomeno binario (galla sì / galla no),
  • esista un continuum di risposte vegetali,
  • l’insetto agisca come modulatore, non come “architetto”.

9. Conclusioni

Eriosoma lanigerum rappresenta un eccellente modello di studio per comprendere le interazioni tra insetti succhiatori e piante legnose. Analizzarlo esclusivamente come parassita agricolo significa perdere di vista il valore biologico ed evolutivo di un sistema complesso, in cui insetto e pianta contribuiscono entrambi al risultato finale.

La comprensione di questi meccanismi consente non solo una gestione più razionale delle colture, ma anche una visione più ampia delle dinamiche che regolano la coevoluzione tra fitofagi e piante ospiti.


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