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Erebia ligea: a glacial relict butterfly of European forests
🇮🇹 Versione italiana
Erebia ligea è una specie che racconta una storia molto più grande di lei: quella delle glaciazioni quaternarie, delle foreste fredde post-glaciali e della frammentazione degli habitat montani europei. Appartiene alla famiglia Nymphalidae, ma per comportamento e habitat viene spesso percepita come una “notturna forestale”, nonostante sia tecnicamente una farfalla diurna.
La sua distribuzione è tipicamente disgiunta e frammentata, un chiaro segnale di relitto glaciale. Durante le ere glaciali, Erebia ligea era ampiamente diffusa nelle pianure europee; con il ritiro dei ghiacci e l’aumento delle temperature, la specie è stata progressivamente confinata alle aree montane e subalpine, dove il microclima rimane più fresco e stabile.
Oggi la si ritrova principalmente nelle Alpi, nei Carpazi, nei Balcani e in alcune zone dell’Europa orientale, sempre associata a foreste mature, umide e poco disturbate, spesso con presenza di conifere o faggete ombrose.
Dal punto di vista ecologico, Erebia ligea è una specie stenoterma: tollera male le alte temperature e necessita di forti escursioni termiche giornaliere. Questo la rende estremamente sensibile al riscaldamento climatico, che sta già causando una risalita altitudinale delle popolazioni e la perdita di nuclei periferici.
La larva si nutre di graminacee forestali che crescono in ambienti ombrosi e freschi. Il ciclo vitale è lento, spesso biennale nelle aree più fredde, un ulteriore adattamento a condizioni ambientali stabili ma poco produttive.
Dal punto di vista comportamentale, l’adulto vola soprattutto nelle ore fresche del mattino e del tardo pomeriggio, evitando l’irraggiamento diretto. Il volo è basso, lento, quasi “furtivo”, tipico delle specie forestali relitte che devono minimizzare l’esposizione ai predatori.
Erebia ligea non è un’impollinatrice primaria né una specie invasiva: è piuttosto un indicatore biologico di foreste antiche, con continuità ecologica elevata. La sua presenza segnala ambienti poco alterati, dove il bosco non ha subito tagli intensivi recenti.
La sua regressione è silenziosa ma costante, legata non solo al clima ma anche alla semplificazione forestale, alla gestione produttiva e alla perdita di sottobosco strutturato.
🇬🇧 English version
Erebia ligea tells a story far greater than its size: the story of Quaternary glaciations, post-glacial cold forests, and habitat fragmentation across Europe. Although taxonomically a diurnal butterfly (family Nymphalidae), its ecology and behavior closely resemble those of forest moths.
Its distribution is fragmented and disjunct, a classic hallmark of a glacial relict species. During glacial periods, Erebia ligea was widespread across lowland Europe. As temperatures rose, populations retreated to mountain and subalpine zones, where cooler microclimates persisted.
Today, it is found mainly in the Alps, Carpathians, Balkans, and parts of Eastern Europe, strictly associated with mature, humid, and structurally complex forests, often dominated by conifers or shaded beechwoods.
Ecologically, Erebia ligea is stenothermal, poorly tolerant of high temperatures. This makes it highly vulnerable to climate warming, which is already forcing upward altitudinal shifts and local extinctions at lower elevations.
Larvae feed on shade-adapted forest grasses, and development is slow—often taking two years in colder regions—reflecting adaptation to stable but low-energy environments.
Adults fly mainly during cool morning and late afternoon hours, avoiding direct sunlight. Their flight is low, slow, and discreet, typical of forest relict species adapted to predator avoidance.
Erebia ligea is neither a pest nor a major pollinator. Instead, it functions as a bioindicator of ancient forests, signaling long-term ecological continuity and minimal disturbance.
Its decline is gradual but persistent, driven by climate change, forest simplification, intensive management, and loss of understory complexity.

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