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The hygienic city as a biological illusion: ecological limits of urban control
Introduzione / Introduction
L’idea di una città completamente igienica, controllata e biologicamente neutra rappresenta uno dei pilastri della pianificazione urbana moderna. Strade pulite, superfici sterilizzate, verde “ordinato” e assenza visibile di fauna vengono spesso assunti come indicatori di qualità ambientale. Tuttavia, da un punto di vista biologico, questa visione non solo è irrealistica, ma strutturalmente incompatibile con il funzionamento degli ecosistemi.
The idea of a fully hygienic, controlled, and biologically neutral city represents one of the pillars of modern urban planning. Clean streets, sterilized surfaces, “orderly” green spaces, and the visible absence of fauna are often assumed to be indicators of environmental quality. From a biological perspective, however, this vision is not only unrealistic but structurally incompatible with ecosystem functioning.
Igiene urbana e semplificazione ecologica
Urban hygiene and ecological simplification
Il concetto di igiene urbana si fonda sulla riduzione della complessità biologica. Eliminare organismi, ridurre nicchie ecologiche e interrompere cicli naturali viene percepito come un miglioramento funzionale dello spazio urbano. In realtà, tale semplificazione produce sistemi fragili, incapaci di autoregolarsi e dipendenti da interventi continui. Un ambiente ecologicamente semplificato non è più sano, ma più instabile.
The concept of urban hygiene is based on the reduction of biological complexity. Removing organisms, reducing ecological niches, and interrupting natural cycles are perceived as functional improvements of urban space. In reality, such simplification produces fragile systems incapable of self-regulation and dependent on continuous intervention. An ecologically simplified environment is not healthier, but more unstable.
La sterilità come obiettivo irraggiungibile
Sterility as an unattainable goal
Dal punto di vista biologico, la sterilità ambientale è un’utopia. Ogni spazio abitato, attraversato o utilizzato dall’uomo genera flussi di energia, materia organica e microhabitat che vengono immediatamente colonizzati. Tentare di eliminare insetti e altri organismi equivale a contrastare un processo inevitabile di ricolonizzazione, che avviene indipendentemente dalla volontà gestionale.
From a biological standpoint, environmental sterility is a utopia. Every space inhabited, crossed, or used by humans generates flows of energy, organic matter, and microhabitats that are immediately colonized. Attempting to eliminate insects and other organisms means opposing an inevitable recolonization process that occurs regardless of management intent.
L’effetto selettivo delle pratiche igieniche
The selective effect of hygienic practices
Le pratiche urbane orientate all’igiene non eliminano la fauna, ma la selezionano. Interventi ripetuti, standardizzati e ad alta intensità favoriscono organismi capaci di sopravvivere a condizioni estreme, di riprodursi rapidamente e di sfruttare risorse residuali. Il risultato non è l’assenza di insetti, ma la dominanza di poche specie altamente adattabili, spesso percepite come problematiche.
Urban practices oriented toward hygiene do not eliminate fauna but select it. Repeated, standardized, high-intensity interventions favor organisms capable of surviving extreme conditions, reproducing rapidly, and exploiting residual resources. The result is not the absence of insects but the dominance of a few highly adaptable species, often perceived as problematic.
Il paradosso dell’ordine urbano
The paradox of urban order
L’ordine visivo e funzionale imposto agli spazi urbani viene spesso confuso con equilibrio ecologico. In realtà, un ambiente eccessivamente ordinato riduce la diversità biologica e interrompe le relazioni ecologiche che limitano naturalmente le proliferazioni. L’assenza apparente di vita non indica equilibrio, ma perdita di resilienza.
Visual and functional order imposed on urban spaces is often confused with ecological balance. In reality, an excessively ordered environment reduces biological diversity and disrupts ecological relationships that naturally limit population explosions. The apparent absence of life does not indicate balance but loss of resilience.
Insetti come risposta inevitabile al modello urbano
Insects as an inevitable response to the urban model
La presenza di insetti in città non rappresenta un fallimento del controllo, ma una risposta coerente al modello urbano stesso. Finché le città continueranno a produrre rifiuti organici, microclimi artificiali e disturbo costante, gli insetti continueranno a occupare gli spazi disponibili. Non si tratta di un’anomalia, ma di una conseguenza diretta della struttura urbana.
The presence of insects in cities does not represent a failure of control but a coherent response to the urban model itself. As long as cities continue to produce organic waste, artificial microclimates, and constant disturbance, insects will continue to occupy available spaces. This is not an anomaly but a direct consequence of urban structure.
Ripensare l’igiene come gestione ecologica
Rethinking hygiene as ecological management
Superare l’illusione della città igienica non significa rinunciare alla salute pubblica, ma integrare criteri ecologici nella gestione urbana. Un ambiente che tollera una certa complessità biologica è più stabile, più prevedibile e meno soggetto a emergenze entomologiche. L’obiettivo non dovrebbe essere l’eliminazione della vita, ma la sua organizzazione funzionale.
Moving beyond the illusion of the hygienic city does not mean abandoning public health, but integrating ecological criteria into urban management. An environment that tolerates a degree of biological complexity is more stable, more predictable, and less prone to entomological emergencies. The goal should not be the elimination of life, but its functional organization.
Conclusione / Conclusion
La città igienica, intesa come spazio biologicamente controllato e privo di insetti, è un’illusione incompatibile con i principi dell’ecologia. Continuare a perseguirla significa alimentare un conflitto permanente con processi naturali inevitabili. Riconoscere i limiti biologici del controllo urbano non è una sconfitta, ma il primo passo verso città più resilienti e meno dipendenti dalla repressione continua della vita.
The hygienic city, understood as a biologically controlled and insect-free space, is an illusion incompatible with ecological principles. Continuing to pursue it means fueling a permanent conflict with inevitable natural processes. Recognizing the biological limits of urban control is not a defeat, but the first step toward more resilient cities less dependent on continuous repression of life.

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