🇦🇹🇬🇧🇦🇹🇬🇧🇦🇹🇬🇧🇦🇹

Entomological species in degraded urban environments: adaptation, selection, and the failure of planning
Introduzione / Introduction
Le aree urbane degradate rappresentano uno dei contesti più sottovalutati e fraintesi nello studio dell’entomologia moderna. Questi spazi, spesso descritti come biologicamente poveri o irrimediabilmente compromessi, ospitano in realtà comunità entomologiche stabili, adattate e funzionali. La loro esistenza mette in discussione non solo i modelli ecologici tradizionali, ma anche le narrazioni dominanti sul degrado urbano.
Degraded urban areas are among the most underestimated and misunderstood contexts in modern entomological studies. Often described as biologically poor or irreversibly compromised, these spaces actually host stable, adapted, and functional insect communities. Their existence challenges not only traditional ecological models but also dominant narratives surrounding urban degradation.
Il degrado urbano come filtro selettivo
Urban degradation as a selective filter
Il degrado non agisce come una forza distruttiva indiscriminata, bensì come un potente filtro ecologico. Temperature elevate, frammentazione estrema degli habitat, scarsità di risorse “naturali” e presenza costante dell’uomo selezionano specie dotate di plasticità comportamentale, tolleranza fisiologica e cicli vitali rapidi. In questo contesto, la città degradata diventa un ambiente selettivo più efficace di molti ecosistemi naturali.
Degradation does not act as an indiscriminate destructive force, but as a powerful ecological filter. High temperatures, extreme habitat fragmentation, scarcity of “natural” resources, and constant human presence select for species with behavioral plasticity, physiological tolerance, and rapid life cycles. In this context, degraded cities become more selective environments than many natural ecosystems.
Comunità invisibili ma strutturate
Invisible yet structured communities
Contrariamente alla percezione comune, le specie entomologiche che abitano aree urbane degradate non sono presenze casuali o temporanee. Esse formano comunità strutturate, con relazioni trofiche definite, competizione intra- e interspecifica e adattamenti stabili nel tempo. L’assenza di vegetazione ornamentale o di habitat “qualificati” non implica assenza di ecologia, ma la presenza di un’ecologia diversa, spesso ignorata.
Contrary to common perception, insect species inhabiting degraded urban areas are neither random nor temporary. They form structured communities with defined trophic relationships, intra- and interspecific competition, and long-term stable adaptations. The absence of ornamental vegetation or “qualified” habitats does not imply ecological absence, but rather the presence of a different, often ignored ecology.
Specie sinantrope e specie opportuniste: una falsa semplificazione
Synanthropic and opportunistic species: a false simplification
La classificazione delle specie urbane come semplicemente sinantrope o opportuniste riduce eccessivamente la complessità del fenomeno. Molte specie presenti in contesti urbani degradati mostrano adattamenti che non possono essere spiegati solo dalla vicinanza all’uomo. Esse sfruttano microhabitat artificiali, materiali di scarto, gradienti termici e cicli di disturbo costante, sviluppando nicchie ecologiche autonome.
Classifying urban species as merely synanthropic or opportunistic excessively reduces the complexity of the phenomenon. Many species present in degraded urban contexts display adaptations that cannot be explained solely by proximity to humans. They exploit artificial microhabitats, waste materials, thermal gradients, and constant disturbance cycles, developing autonomous ecological niches.
Il paradosso della resilienza urbana
The paradox of urban resilience
Le aree urbane degradate dimostrano che la resilienza biologica non coincide con la qualità percepita dell’ambiente. Insetti capaci di sopravvivere in questi contesti tollerano livelli di stress incompatibili con molte specie considerate “indicatori” di buona qualità ambientale. Questo paradosso mette in crisi l’idea che biodiversità e naturalità siano sempre sovrapponibili.
Degraded urban areas demonstrate that biological resilience does not coincide with perceived environmental quality. Insects capable of surviving in these contexts tolerate stress levels incompatible with many species considered indicators of good environmental quality. This paradox challenges the assumption that biodiversity and naturalness are always aligned.
Fallimento della pianificazione urbana ed entomologia ignorata
Urban planning failure and ignored entomology
La presenza stabile di specie entomologiche negli ambienti urbani degradati evidenzia un fallimento strutturale della pianificazione urbana. Le città vengono progettate senza considerare i processi ecologici reali che inevitabilmente emergono. L’entomofauna non viene eliminata dal degrado, ma riorganizzata secondo logiche proprie, spesso in conflitto con gli obiettivi umani.
The stable presence of insect species in degraded urban environments highlights a structural failure in urban planning. Cities are designed without considering the ecological processes that inevitably emerge. Entomofauna is not eliminated by degradation, but reorganized according to its own logic, often in conflict with human objectives.
Implicazioni per l’entomologia applicata
Implications for applied entomology
Studiare le specie che vivono in aree urbane degradate non è un esercizio accademico marginale, ma una necessità applicativa. Questi insetti rappresentano modelli estremi di adattamento, anticipatori di scenari futuri legati a urbanizzazione crescente e cambiamento climatico. Ignorarli significa perdere informazioni chiave sulla direzione evolutiva delle comunità entomologiche.
Studying species living in degraded urban areas is not a marginal academic exercise, but an applied necessity. These insects represent extreme models of adaptation, anticipating future scenarios linked to increasing urbanization and climate change. Ignoring them means losing key information about the evolutionary trajectory of entomological communities.
Conclusione / Conclusion
Le specie entomologiche che abitano aree urbane degradate non sono anomalie ecologiche, ma il prodotto coerente di pressioni selettive intense e continue. Esse non testimoniano il fallimento della natura, bensì il fallimento delle categorie con cui l’uomo interpreta l’ambiente urbano. Comprenderle significa accettare che l’ecologia non segue criteri estetici o morali, ma funzionali.
Entomological species inhabiting degraded urban areas are not ecological anomalies, but coherent products of intense and continuous selective pressures. They do not testify to nature’s failure, but to the failure of the categories through which humans interpret urban environments. Understanding them means accepting that ecology follows functional, not aesthetic or moral, criteria.

Rispondi