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Agricoltura intensiva e biodiversità entomologica: effetti a lungo termine sulla stabilità degli agroecosistemi

🫩🫩🫩🫩 ITALIANO L’agricoltura intensiva rappresenta uno dei principali fattori di trasformazione degli ecosistemi terrestri in Europa e nel mondo. Sebbene abbia consentito un aumento significativo della produzione alimentare, questo modello produttivo ha esercitato una pressione crescente sulla biodiversità entomologica, compromettendo progressivamente la stabilità ecologica degli agroecosistemi. Gli insetti agricoli non…


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ITALIANO

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L’agricoltura intensiva rappresenta uno dei principali fattori di trasformazione degli ecosistemi terrestri in Europa e nel mondo. Sebbene abbia consentito un aumento significativo della produzione alimentare, questo modello produttivo ha esercitato una pressione crescente sulla biodiversità entomologica, compromettendo progressivamente la stabilità ecologica degli agroecosistemi. Gli insetti agricoli non sono semplicemente organismi associati alle colture, ma componenti strutturali dei sistemi produttivi, in grado di influenzarne resilienza, fertilità e sostenibilità nel lungo periodo.

La semplificazione degli agroecosistemi costituisce uno degli effetti più evidenti dell’agricoltura intensiva. Monocolture estese, rotazioni ridotte o assenti e la rimozione di elementi semi-naturali come siepi, fossati e bordure fiorite determinano una drastica riduzione della diversità entomologica. In tali contesti, solo poche specie generaliste riescono a sopravvivere e proliferare, mentre le specie specializzate, spesso fondamentali per l’equilibrio biologico, scompaiono. Questa perdita di diversità funzionale rende il sistema agricolo intrinsecamente più fragile.

L’uso sistematico di fertilizzanti chimici e fitofarmaci accentua ulteriormente il problema. I pesticidi non agiscono in modo selettivo e colpiscono anche insetti utili come impollinatori e predatori naturali dei parassiti. La riduzione di questi organismi altera le reti trofiche, favorendo paradossalmente l’insorgenza di infestazioni ricorrenti, che richiedono trattamenti chimici sempre più frequenti. Si instaura così un circolo vizioso che aumenta la dipendenza da input esterni e riduce l’autoregolazione biologica degli agroecosistemi.

Nel lungo termine, la perdita di biodiversità entomologica influisce anche sulla qualità del suolo. Insetti detritivori e fitofagi del suolo svolgono un ruolo cruciale nella frammentazione della materia organica e nella stimolazione dell’attività microbica. La loro riduzione compromette i processi di formazione dell’humus e la struttura del suolo, con effetti negativi sulla ritenzione idrica e sulla disponibilità di nutrienti per le piante coltivate.

Un ulteriore aspetto critico riguarda la resilienza degli agroecosistemi ai cambiamenti ambientali. Sistemi agricoli poveri di biodiversità entomologica mostrano una minore capacità di adattamento a stress climatici, come siccità o ondate di calore. Al contrario, un’elevata diversità di insetti contribuisce a stabilizzare le funzioni ecosistemiche, riducendo la probabilità di collassi produttivi improvvisi.

Negli ultimi anni, numerosi studi hanno evidenziato come pratiche agricole alternative, quali l’agricoltura biologica, l’agroecologia e la gestione integrata dei parassiti, possano mitigare gli effetti negativi dell’agricoltura intensiva sugli insetti. Il ripristino di elementi naturali nel paesaggio agricolo e la riduzione degli input chimici favoriscono il ritorno di comunità entomologiche più complesse, migliorando al contempo la sostenibilità economica e ambientale delle produzioni.

Fonti principali:
Tscharntke et al., 2012, Landscape moderation of biodiversity patterns and processes, Ecology Letters.
Geiger et al., 2010, Persistent negative effects of pesticides on biodiversity and biological control potential, Basic and Applied Ecology.
Tilman et al., 2002, Agricultural sustainability and intensive production practices, Nature.


ENGLISH

Intensive agriculture and entomological biodiversity: long-term effects on agroecosystem stability

Intensive agriculture represents one of the most significant drivers of ecosystem transformation in Europe and worldwide. While it has enabled substantial increases in food production, this production model has exerted growing pressure on entomological biodiversity, progressively undermining the ecological stability of agroecosystems. Insects within agricultural landscapes are not merely crop-associated organisms but structural components of productive systems, capable of influencing resilience, soil fertility, and long-term sustainability.

One of the most evident effects of intensive agriculture is the simplification of agroecosystems. Large-scale monocultures, reduced or absent crop rotations, and the removal of semi-natural elements such as hedgerows, ditches, and flowering margins lead to a sharp decline in insect diversity. Under these conditions, only a limited number of generalist species can persist and proliferate, while specialized species, often essential for biological balance, disappear. This loss of functional diversity makes agricultural systems inherently more vulnerable.

The systematic use of chemical fertilizers and pesticides further exacerbates the problem. Pesticides act non-selectively, affecting beneficial insects such as pollinators and natural enemies of crop pests. The decline of these organisms disrupts trophic networks, paradoxically promoting recurrent pest outbreaks that require increasingly frequent chemical treatments. This creates a vicious cycle that intensifies dependence on external inputs and reduces the capacity for biological self-regulation within agroecosystems.

Over the long term, the loss of entomological biodiversity also affects soil quality. Detritivorous and soil-dwelling insects play a crucial role in fragmenting organic matter and stimulating microbial activity. Their decline compromises humus formation processes and soil structure, negatively impacting water retention and nutrient availability for crops.

Another critical aspect concerns the resilience of agroecosystems to environmental change. Agricultural systems with low insect biodiversity exhibit a reduced capacity to adapt to climatic stresses such as droughts or heatwaves. In contrast, high insect diversity contributes to the stabilization of ecosystem functions, lowering the risk of sudden productivity collapses.

In recent years, numerous studies have shown that alternative agricultural practices, including organic farming, agroecology, and integrated pest management, can mitigate the negative effects of intensive agriculture on insect populations. Restoring natural elements within agricultural landscapes and reducing chemical inputs promote the recovery of more complex insect communities, while simultaneously enhancing the economic and environmental sustainability of agricultural production.

Main references:
Tscharntke et al., 2012, Landscape moderation of biodiversity patterns and processes, Ecology Letters.
Geiger et al., 2010, Persistent negative effects of pesticides on biodiversity and biological control potential, Basic and Applied Ecology.
Tilman et al., 2002, Agricultural sustainability and intensive production practices, Nature.


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