Le larve di alcuni insetti rilasciano composti oppioidi per proteggersi dai predatori o modulare il dolore durante la metamorfosi. Un esempio? Alcune specie di falene tropicali emettono secrezioni contenenti alcaloidi con effetti sedativi!
Siamo sicuri che la farmacologia non abbia origini… con le ali? 🦋📚
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Alcune formiche tropicali raccolgono semi di piante contenenti alcaloidi psicoattivi. Non è chiaro se ne siano attratte per il sapore o se sviluppino una sorta di “dipendenza”, ma alcuni etologi hanno notato comportamenti alterati dopo l’ingestione!
Insetti tossicodipendenti? Il confine tra etologia e psicofarmacologia è sempre più sottile… 😵💫🧪
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Le larve di alcune mosche, come Lucilia sericata, non solo “pulisono” le ferite necrotiche ma secernono sostanze antibatteriche potentissime. La maggot therapy, usata già nella Prima Guerra Mondiale, oggi torna in auge contro i batteri resistenti agli antibiotici.
Chi l’avrebbe mai detto? Un piccolo verme contro i super-bug! 🧟♂️🦠
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Il veleno della Paraponera clavata, nota come formica proiettile, è così potente da essere studiato per effetti neurologici. Alcuni composti mostrano potenziali applicazioni nel trattamento del dolore cronico, simili alla morfina ma senza dipendenza.
Chi avrebbe detto che un insetto del sottobosco amazzonico potesse ispirare la medicina del futuro?
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Da secoli, alcune culture usano le formiche per aiutare la guarigione delle ferite. Il loro morso stimola la coagulazione e alcuni composti chimici presenti nelle formiche hanno proprietà antibatteriche. Oggi la ricerca farmaceutica sta analizzando queste sostanze per sviluppare nuovi antibiotici naturali.
Un piccolo morso, un grande aiuto medico!
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Il veleno di alcune specie di vespe contiene peptidi con proprietà antinfiammatorie e analgesiche. Studi recenti esplorano come queste molecole possano diventare base per nuovi farmaci contro il dolore cronico e le infiammazioni, offrendo alternative naturali ai medicinali tradizionali.
Un piccolo insetto, un grande potenziale terapeutico!
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Alcune specie di formiche coltivano funghi che producono sostanze antibiotiche per difendere il loro formicaio da agenti patogeni. Questa simbiosi è un esempio affascinante di come la natura abbia già sviluppato sistemi di protezione chimica, che oggi ispirano la ricerca farmacologica per combattere le infezioni resistenti agli antibiotici.
La natura, come sempre, insegna!
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Il veleno delle vespe contiene una miscela complessa di proteine e peptidi con proprietà antivirali, antibatteriche e antinfiammatorie. La farmacologia studia questi composti per sviluppare nuovi trattamenti medici, dimostrando che anche un piccolo insetto può diventare fonte di grandi scoperte.
Chi avrebbe mai pensato che un pungiglione potesse nascondere una farmacia?
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Le formiche non solo costruiscono supernidi, ma producono anche sostanze antibiotiche per proteggere la colonia da batteri e funghi. Questi composti naturali sono fonte d’ispirazione per nuovi farmaci antimicrobici.
Chi l’avrebbe detto che le formiche sono anche medici in miniatura?
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Oggi ho approfondito come il veleno d’api contiene potenti enzimi e peptidi tossici. Interessante è che alcune sostanze naturali, come la mielina, hanno effetti antidolorifici e antinfiammatori simili a farmaci moderni.
La farmacologia e l’entomologia si incrociano in un alveare!