FARA83

Questo fucile ispirato al Galil. Il FARA che sta per FUCILE-AUTOMATICO DELLA REPUBBLICA ARGENTINA; fu sviluppato per l’esercito argentino. Il progetto iniziò alla metà degli anni 80′; il primo prototipo fu progettato nel 1981 ma la produzione iniziò 84′; furono prodotti più di mille fucili nel 1986, ma poi la produzione calò per via della crisi economica. Nel 1990 il Fara venne utilizzato come fucile secondario, e terminò anche la produzione in quell’anno. La carabina in questione è in calibro 5,56x45mm con un peso di 4kg(e quasi due a vuoto); ha un caricatore a 30 colpi(uguale al beretta 70/90), ha un sistema a pistone a gas che era dotato di una valvola che permetteva il lancio di granate; il fucile misura 1000mm aperto completamente e 750mm a calcio abbattuto; ha un rateo di fuoco di 750 colpi al minuto e una velocità alla bocca di 980metri al secondo.

DT11(beretta)

Questo nuovo fucile ideato dalla fabbrica d’armi Pietro Beretta è il successore del fucile DT10 che fece un grande successo; il modello qui in descrizione ha particolarità e uno stile molto elegante infatti a differenza del modello precedente la bascula si presenta più larga dando un forte senso di stabilità, la bindella è in carbonio che è un materiale molto più leggero ed efficiente del metallo; il calcio è in legno pregiato(noce nazionale di alta qualità) con zigrinatura fatta a mano sia sul calcio che sul astina. Il sistema d’arma è a chiavistello passante e come tutti i sistemi Beretta è molto affidabile; camerato per il calibro 12 (18,5) con camera da 70mm, ma il pezzo forte di questo fucile è la canna fatta in acciaio trilegato che prende il nome inglese di STEELIUM PRO, che conferisce maggiore stabilità nel tiro e maggior precisione; in ultimo abbiamo lo scatto con mono grillo regolabile in funzione della mano del tiratore(ovviamente lo scatto è velocemente sostituibile ed estraibile).

Che dire un ottimo fucile con un peso del tutto accettabile cioè vicino ai 4kg; direi quasi un opera d’arte e visto che mi pare non sia in serie secondo me adotta pure un demoblock integrale vista la perfezione maniacale sui dettagli e sulla meccanica, comunque per il fucile che è costa anche poco, mi pare si aggiri sui 10 mila euro e niente a voi la scelta…..

TZ-45

Verso la fine della seconda guerra mondiale, due progettisti italiani in collaborazione con un altra fabbrica d’armi decisero di costruire il loro primo fucile mitragliatore; costruito verso la fine della seconda guerra mondiale e di facile produzione( visto che il fucile era in lamiera stampata in acciaio); con un funzionamento a massa battente, la particolarità di quest’arma era appunto la sicura automatica che esisteva già, ma in armi corte come esempio la famigerata Colt 1911; questa sicura alternativa permetteva di bloccare la corsa dell’otturatore se l’arma non era impugnata a dovere, ma non era l’unica sicura perché era dotato anche di selettore di tiro e quindi di una sicura meccanica al percussore oltre che la scelta se sparare in semiautomatico o automatico.

Il TZ-45 come nell’immagine sopra presenta caratteristiche anche riportate in altri similari esistenti oggi come il PM12 della Beretta, infatti si nota l’otturatore tubolare con molla assistita dal guidamolla; il percussore che a prima vista è lanciato(cioè senza l’ausilio del cane); un altra caratteristica è il calciulo che essendo retrattile ricorda l’M3.

L’arma è camerata per il calibro 9x19mm; il caricatore può ospitare fino a 40 cartucce, la sua precisione è limitata a circa 80 metri; i colpi al minuto sono 800 con un tiro utile di 150m.

UNA COPIA CON CARATTERISTICHE INTERESSANTI(RUBI PISTOL)

Quest’arma che ha come base la famosa pistola semiautomatica, progettata da J.M.BROWNING cioè la M1903; e a mio parere simile se non quasi uguale alla BERETTA 1915 ma comunque tanti produttori presero spunto dalla 1903; ma questa in particolare fu veramente la copia della copia, ma nonostante tutto aveva molti lati positivi uno tra tutti la facilità d’uso perché molto intuitiva; un altro lato positivo era la capienza del caricatore che date le dimensioni era notevole(9 colpi), però qui casca l’asino perché qui in Italia arrivavano solo quelle a 7 colpi ( che in effetti era l’arma originale).

La Rubi era la copia spudorata della Victoria, con molti più difetti di produzione e con un sistema di sicurezza per nulla preformante (infatti la maggior parte era difettata); ma nonostante tutto fu molto utilizzata in Francia per poi sparire del tutto quando la produzione finì nel 1958.

348 WINCHESTER

Questo calibro introdotto nel 1936 fu sviluppato per un fucile a leva, prodotto da Browning in produzione limitata( parliamo del modello 71); la cartuccia appunto sviluppata proprio per fucili a leva, il modello in questione aveva infatti un impugnatura a pistola appunto per diminuire il rinculo (che era molto rilevante)ed avere più controllo dell’arma stessa; la munizione comunque è impressionante a corto raggio infatti è molto usata in nord africa per la caccia; grazie alla sua lenta espansione le uccisioni degli animali saranno molto pulite e l’efficacia a breve distanza è ottima; e anche la potenza che sono circa 4.000joule( che sono una badilata!!?).

Il 348 WINCHESTER è una cartuccia di tipo semi-rimmed , caricata a 250grani raggiunge velocità di 750m/s ; il calibro deriva dal 50-110WCF che è un vecchio calibro infatti si nota ancora la dose di povere nera nella denominazione; però oltre al rinculo abbiamo un altro difetto che è il diametro del fondello, essendo un diametro grande svantaggia il caricatore( parliamo di calibri mastodontici come il 450N.E, ecco il fondello è molto simile ).

PS: QUANDO PRIMA HO SCRITTO CHE E’ LA DOSE DI POLVERE NERA VUOL DIRE CHE IN UN METODO ANGLOSSASONE IN GENERE ABBIAMO: LA DISTANZA DEI PIENI DI RIGATURA, SEGUITI DAL NOME DEL PRODUTTORE (NELLA MAGGIOR PARTE DELLE VOLTE); NEL CASO DI VECCHI CALIBRI ES. 30-06 LA PRIMA CIFRA E’ IL QUANTITATIVO DI POLVERE NERA, E L’ATRA OVVIAMENTE E’ LA DATA DI PRODUZIONE.

POI E’ ANCHE VERO CHE NEL CALIBRO CHE HO CITATO NEL ESEMPIO PUO’ AVERE ANCHE L’ALTRO METODO CHE DA I SEGUENTI DATI: 7,62 CHE E’ LA DISTANZA TRA I PIENI DI RIGATURA E 63 CHE E’ L’ALTEZZA DEL BOSSOLO A VUOTO.

30.06 SPRINGFIELD

Questa cartuccia introdotta dagli Stati Uniti, deriva dalla cartuccia 30.03 che uscì col fucile che andò a camerarla, che era lo Springfield 1903; il 30.03 era una cartuccia molto performante e molto potente, con velocità che toccava i 700m/s ma venne sostituita dal 30.06 perché causava problemi alla canna in particolare alla rigatura erodendola.

Con l’avvento del 30.06 il fucile Springfield gli furono apportate modifiche, sia alla camera di cartuccia che alla canna, accorciandola; e altre modifiche in modo da ridimensionare il fucile per renderlo idoneo a ospitare la nuova cartuccia; che poi rimase in servizio per 50 anni.

Oggi questa cartuccia anche se ancora in commercio; viene usata da pochi amatori per uso caccia e per altri è considerata obsoleta soprattutto con l’avvento del famigerato calibro 5,56x45mm oggi in uso anche dall’esercito Italiano.

TYPE 64 CINESERIE

QUESTO FUCILE MITRAGLIATORE CON SILENZIATORE INCORPORATO, INTRODOTTO NEL 1964 NON SI BASA SU NESSUNA ARMA CORTA DI CALIBRI MINORI; L’ARMA FU PROGETTATA PER L’EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI FURTIVE IL SILENZIATORE E’ SIMILE A QUELLO PROGETTATO DA HIRAM MAXIM NEL 1909; IL SU FUNZIONAMENTO A MASSA BATTENTE A CORTO RINCULO ISPIRATO AL FUCILE MITRAGLIATORE PPS-43 E SISTEMA DI SCATTO PRESO DAL FUCILE BREN ( UTILIZZATO DALL’ ESERCITO BRITANNICO NEGLI ANNI 30 FINO AGLI INIZI DEGLI ANNI 90).

IL TYPE 64 FU CAMERATO PER LA CARTUCCIA 7,62X25 ( E’ UNA CARTUCCIA RUSSA CHE FU MOLTO UTILIZZATA DA RUSSIA E CINA PER POI ESSERE SOSTITUITA COL 9X18 MAKAROV); IL FUCILE ADOTTA UN CARICATORE DA 30 COLPI , PESA 3,8 KG E FU TENUTO ALLUNGO IN PRODUZIONE DALLA NORINCO.

LA BREN TEN

FINALMENTE LA MIA SEMIAUTOMATICA PREFERITA.

La Bren Ten è una pistola semiautomatica realizzata da Dornaus&Dixon, questi due progettisti per ideare il progetto andarono a chiedere consiglio a uno degli esperti dell’epoca cioè JEFF COOPER un comandante famoso per essere il padre del tiro a segno; il progetto iniziò prendendo una CZ75 modificandola pesantemente rendendola molto robusta e anche potente; Cooper insistette per la scelta del calibro, che doveva essere camerata in un calibro da fucile riadattato per arma corta denominato 40Special per poi rinominarlo 10mmAUTO come il nome dell’arma stessa che in principio si chiamava COMBAT SERVICE che dopo la nomina di 10mm auto divenne ufficialmente BREN TEN.

La Bren Ten fu la prima semiautomatica a camerare il 10x23mm o 10mm auto; adotta un funzionamento di tipo Browning Modificato; il sistema di sicura è molto simile a quello adottato da CZ in pratica grazie a una levetta posta sul fusto dell’arma quando è inserita blocca la catena di scatto e di conseguenza il grilletto( questo tipo di sicura permette di portare l’arma a cane armato con sicura inserita);avendo il cane esterno l’arma funziona sia in singola che in doppia azione, le guancette sono in nylon(credo non rimovibili) e le mire sono fisse.

L’arma prese nomea in Italia anche grazie alla serie MIAMI VICE, il calibro invece venne usato per la creazione di un altro calibro molto famoso che è il 40S&W(anche perché il 10mm è un calibro molto aggressivo e l’arma era difficilmente gestibile per la sua enorme potenza).

SE SIETE INTERESSATI ALLE SERIE TV E SAPERNE DI PIU’ SU MIAMI VICE ANDATE NEL SITO DI LUCIUS ETRUSCUS…..GRAZIE

FUCILE E PISTOLA MANCEAUX 1862

Sia il fucile che la pistola furono prodotti dalla MAC manifacture d’armes de Chatelleraut e testati dall’esercito francese fino al 1864, anche il calibro è lo stesso cioè 12mm come il sistema d’otturatore girevole, avevano tutte due un livello tecnico eccellente per quei tempi infatti i due grandi innovatori in campo armiero di quei tempi erano Chasseport con un sistema più pratico e quindi facile la costruzione in serie infatti vinse; poi c’era Manceaux che a livello tecnico era imprendibile sia a livello balistico, e poi la vita dell’arma era più longeva perché si incrostava meno sia la canna che il sistema otturatore però le tolleranze per la costruzione erano molto strette e difficili da rispettare se in serie, quindi Manceaux fu respinto all’inizio della guerra, il novembre del 1867.

(LA PISTOLA FU PRODOTTA IN 12 COPIE NEL CALIBRO 12MM, OGGI E’ MOLTO DIFFICILE DA TROVARE IL SUO PREZZO SI AGGIRA INTORNO AI 9000 EURO).

BERETTA 93R

Questa pistola automatica prodotta dalla fabbrica d’armi Pietro Beretta negli anni’70; nata per sostituire la vecchia Beretta M951R. L’arma è palesemente derivata dal modello 92; con anche lo stesso funzionamento a blocchetto oscillante ad azione singola con rigatura destrorsa a 6 principi; freno di bocca sulla volata forato a 6 fessure per ridurre il rinculo, tutti i comandi dell’arma sono sul lato sinistro del fusto compresa la sicura, che come nella 92 c’era la possibilità di tenerla in sicura col cane armato in tutta sicurezza; il caricatore è da 20 colpi ma può ospitare caricatori da 15 colpi della 92 l’arma è in calibro 9×19 parabellum con un tiro utile da 50 a massimo 100m.

La 93R dispone di una raffica di tre colpi con selettore di tiro e una seconda impugnatura davanti al grilletto per gestire meglio l’arma durante la modalità automatica; anche se uno dei difetti di questa pistola era proprio che la raffica era difficile da gestire.

QUEST’ARMA ENTRO’ IN PRODUZIONE NEL 1979 E TERMINO’ NEL 1993 E FU IDEATA PER LA LOTTA AL TERRORISMO.

FN MAG

Questa mitragliatrice in cui MAG sta per MITRALLEUSE- D’APPUI- GENERAL; fu progettata da Ernesto Vervier negli anni 50 per poi essere completata nel 1957 e adottata dal esercito Belga un anno dopo. Quest’arma prese varie denominazioni(GPMG,MG240,L7A2); ed è disponibile in 3 versioni cioè 60/20-60/30-60/40 prodotta per oltre 50 anni e utilizzata in 70 paesi di cui 25 come arma standard; funziona solo in modalità automatica e per consentire il fuoco continuo è possibile il cambio rapido della canna, l’arma pesa 7,5kg e con l’aggiunta di treppiede arriva a un peso di 10,5kg; la mitragliatrice è lunga complessivamente 1260mm e la canna solo lei ne misura 54cm. La FN MAG adotta il calibro 7,62×51 le munizioni vengono introdotte nella parte superiore dell’arma da una cinghia, che può essere da 50 fino a 250 colpi con una cadenza ciclica di 650 al minuto; nei vecchi modelli il calcio e l’impugnatura a pistola erano in legno ed ora sono in materiali composti; è dotata di slitta piccatinny MIL-STD 1913 con la possibilità di montarci un ottica.

L’arma in questione è stata valutata come la mitragliatrice migliore al mondo e ne furono prodotte più di 200 mila.

UN ACCENNO ALL’ARTIGLIERIA

Quando parliamo di artiglieria si parla di armi come obici o cannoni, le prime bocche di fuoco subito dopo la polvere furono una vera e propria rivoluzione andando a sostituire macchine sempre con un azione meccanica ma senza la combustione, come possono essere baliste e catapulte; che anche loro come obici e cannoni avevano un tiro diretto con una visuale sgombra esistono anche testi sull’argomento risalenti al 1700 di un matematico di nome Marzagaglia. In conclusione un altro nella storia che un grande passo per quanto riguarda l’artiglieria fu Luigi XIV che cominciò a differenziare calibri d’assedio con i calibri da campagna.

IL DISCORSO E’ MOLTO PIU’ LUNGO MA NON ESSENDO PROPRIO PER TUTTI HO DECISO DI FARE SOLO UN ACCENNO.

palla incamiciata

La palla incamiciata cosi chiamata perché in fase di costruzione il lamierino che li fa da camicia viene fissato al nucleo del proietto rivestendo il rame così da avere meno dispersione di piombo, e nel caso delle armi corte che camerano piccoli calibri la camicia evita l’impiombamento della canna; favorendo anche l’espansione della palla se mandate ad alta velocità. Queste munizioni prendono l’acronimo inglese di soft-point o punta molle perché il rivestimento in questo caso riveste solo il contorno della palla lasciando la punta scoperta; una funzione molto utile della camiciatura è appunto sulle mitragliatrici cioè armi con grande capacità ciclica, perché evita la deformazione della palla e favorisce l’alimentazione delle cartucce in camera.

Nelle munizioni da guerra abbiamo uno standard approvato in 11 paesi, che è quello Nato e la loro conformità per essere omologate devono avere il simbolo dell’ intercambiabilità che è il quadrifoglio ed in fine il simbolo nato cioè il cerchio con la croce sul fondello.

275H&H

Questa cartuccia deriva dal primo calibro al mondo BELTED(o cinturato); il 275H&H fu una delle prime cartucce con denominazione magnum( questa denominazione nasce dalle bottiglie di alcolici da 2/4 di vino); la prima a utilizzarla su calibri da fucile, fu appunto la H&H per distinguere i grossi calibri. La cartuccia uscì nello stesso periodo del 375H&H ; inoltre in quel periodo era anche in sviluppo il calibro per il leggendario fucile LEE-ENFIELD, che è il 276Enfield.

Come cartuccia il 275H&H a termini di prestazioni è molto simile al 7mm Remington magnum, nasce nel 1912 ed è stato concepito per fucili ad otturatore Mauser con otturatore girevole scorrevole, anche detto funzionamento di tipo stabile.

L’ARMA DA FUOCO “APPROFONDIMENTO”

Come già scritto nel precedente articolo l’arma da fuoco è una macchina termobalistica che grazie all’energia sprigionata dal espansione dei gas e da carica di lancio sono in grado di scagliare dei proiettili; all’ inizio di uno sparo abbiamo un movimento dell’otturatore che è quasi contemporaneo con il moto del proiettile, da una parte abbiamo la pressione che agisce sul intero corpo del proietto “MASSA” del carrello; invece dall’altra la resistenza della molla di recupero, quest’ultima fa si che a fine azione l’arma torni in posizione iniziale invece la pressione generata in camera fa si che il bossolo rimanga in posizione facendolo aderire alla camera stessa.

Come già spiegato in altri articoli durante l’azione di sparo abbiamo il rinculo, che non è altro che il movimento retrogrado compiuto dall’arma al momento dello sparo che principalmente ha due fasi: l’espansione dei gas quando il cane colpisce l’innesco e poi l’effetto razzo all’uscita della volata; inoltre il rinculo può essere sia lungo cioè per tutta la lunghezza del bossolo oppure corto cioè per tre quarti la sua lunghezza.

Inoltre per un corretto funzionamento abbiamo un sistema di scatto e di percussione che è il fulcro principale per l’azione di sparo; in sintesi: la percussione è data dal cane che è unita con un sol pezzo al percussore; poi abbiamo la molla che da l’energia al percussore per poi tornare in posizione originaria( tutto questo grazie alla pressione sulla leva di scatto o più comunemente grilletto che di solito lo vediamo protetto da un paramano, protezione per quest’ultimo in caso di caduta.

Partendo dal presupposto che la più grande sicura è l’attenzione voglio darvi qualche appunto su come valutare se l’oggetto che avete davanti è potenzialmente sicuro:

l’impiego deve essere quasi naturale e la posizione tenuta al momento dello sparo deve essere comoda( in caso di fucile la linea di mira deve essere perpendicolare a alla pupilla del tiratore di modo da intravedere il bersaglio

il funzionamento non deve avere impuntamenti ma deve essere fluido e soprattutto il grilletto deve porre resistenza perché nel caso fosse alleggerito troppo si rischiano spari accidentali

in ultimo ma non poco importante se ricaricate non siate tirchi perché se il bossolo è mezzo vuoto rischiate autoaccensione oppure doppia accensione che è ancora peggio.

GYROJET MBA 13MM

Gyrojet è una famiglia di armi da fuoco sviluppate negli anni ’60 e uniche nel suo genere; comprende: FUCILE, PISTOLA, CARABINA, MITRAGLIATRICE LEGGERA. Il nome Gyrojet deriva dalla stabilizzazione giroscopica del proietto( dal suo metodo per essere precisi); l’arma spara piccoli razzi e il suo rinculo è minimo, questi razzi chiamati microjet che a breve distanza la potenza è scarsa; ma a distanze di lunga gittata hanno una potenza 50 volte superiore a un 45 acp anche se con scarsa precisione.

Questa famiglia di armi da fuoco, progettate da ROBERT MAINHARDT E ARTE BIEHL, avevano tutte un azione a massa battente, la canna era pesante e molto resistente, per resistere alle alte pressioni sviluppate al momento dello sparo; nella pistola la canna era leggera perché serviva solo per dare direzione al proietto; e forata ai lati per lo sfiato del razzo all’ inizio della deflagrazione.

ANCHE SE INTRODOTTE NEGLI ANNI ’60 E CON SCARSO SUCCESSO QUESTE ARMI SEGNARONO UN INIZIO DI UNO SVILUPPO RADICALE IN QUESTA CATEGORIA.

Oggi hanno un valore di mercato di circa 1000 dollari.

LOCKEED F104 STARTFIGHTER

il lockeed  startfighter  è un aereo monomotore ad alte prestazioni è stato sicuramente uno degli aerei da caccia più importanti del dopoguerra rimase in servizio negli USA dal 1958 al 1969 e nel 1951 il famoso progettista  Jhonson apporto una serie di modifiche perché potesse surclassare qualsiasi nemico , si mise subito al lavoro e il primo volo ufficiale avvenne nel 1954 con un motore J65. la versione finale divenuta poi aeritalia per l aeronautica militare dotata di missili ARIA-ARIA AIM-7. alla fine del 1960 insieme con la fiat aviazioni sviluppò una versione avanzata F104S impiegava radar R21-G. lo startfighter fu anche il primo ad adottare una nuova arma il cannone Vulcan M61 da 20 mm, a sei canne rotanti tipo minigun  con la cadenza di fuoco di 6000 colpi al minuto. il cannono montato sulla parte inferiore sinistra della fusoliera era alimentato con un tamburo da 725 colpi; il cannone veniva istallato in tutte le versioni anche monoposto tra cui aerei da ricognizione . lo startfighter è stato il primo aereo da guerra a superare i 2 mach , la sua velocità massima e prestazione rimangono degni di nota per lo standard di un tempo. lo startfighter aveva un autonomia di volo molto limitata cosi come di carico e di componenti elettronici molto essenziale per un costo complessivo di 1.7 milioni di dollari.untitled

FIAT REVELLI

La Fiat 1914 fu una mitragliatrice, usata nella prima guerra mondiale; nacque su un progetto ideato nel 1910 di ABIEL REVELLI su delle modifiche apportate alla mitragliatrice PIERINO 1908. Questa mitragliatrice aveva una caratteristica interessante, che era rappresentata dal otturatore prismatico a sezione quadra, il quale durante la corsa nella parte posteriore era sotto forma di maglia di armamento; la fiat 1914 aveva un funzionamento di tipo metastabile a chiusura geometrica, ed un congegno di alimentazione costituito da una sorta di serbatoio a 10 scomparti che ciascuno dei quali conteneva 5 cartucce.gerobe

Questa mitragliatrice aveva un alimentazione ad acqua, la pompa in dotazione alla 1914 aveva una capacità di circa 12 litri, il suo peso a vuoto era di circa 6,5kg; in poche parole era un recipiente in lamiera con una pompa rotativa comandata da una manovella esterna, la mitragliatrice era dotata di 2 tubi per la circolazione dell’acqua da inserire nel manicotto(in caso di rottura della pompa il tubo poteva essere usato per lo sfogo di vapore).I componenti dell’arma erano limitati per un totale di 27,nella versione migliorata il sistema ad acqua fu sostituito con quello ad aria, e quindi eliminando il bidone che solo lui pesava 18kg (per contenere l’acqua)semplificarono il porto dell’arma.

Questa mitragliatrice fu un misto di idee uniche trovate in pochissime armi da fuoco anche se con un po’ di difetti tipo il peso eccessivo e il sistema ad acqua e alimentazione poco efficienti, ma a parte questo fu la mitragliatrice più usata e diffusa nella grande guerra, nel calibro standardizzato del CARCANO M91 ovvero il 6,5×52 montata su treppiede di tipo CIRIE’. Fu prodotta in 37.500 pezzi e 100.000 dalla fiat e dalla società metallurgica Bresciana; e la prima consegna fu il 10 maggio 1915 dopo la rivalutazione della stessa(la causa fu un ritardo di consegna di 920 mitragliatrici Maxim e l’ immediato bisogno di fuoco di copertura)

spandau mod 08/15

Questa mitragliatrice è praticamente un riadattamento della mitragliatrice Maxim, con raffreddamento ad acqua che avevamo già visto nella mitragliatrice italiana della fiat(Revelli 1914 ); molto più leggera della precedente e progettata per un utilizzo in squadra di 4 persone; fu costruita in varie versioni di cui la copia cinese che è il tipo 24 entrata in servizio dopo il modello “originale” cioè ben 3 anni dopo; il modello in questione entrò in servizio nel 1908 fino al 1945; un altra versione di questa mitragliatrice è quella per i velivoli che di solito veniva montata sull’ala fissa; la versione più devastante secondo me era quella anticarro cioè MG08 TUF camerata per il calibro 13,2x92mm. L’arma aveva un funzionamento a corto rinculo con una cadenza di 500colpi al minuto, alimentata con nastri di tela da 100 e 250 colpi in calibro 7,92x57Mauser; dotata di supporto a 3 piedi e mirino nudo con la possibilità di montarci un ottica periscopica. Il nome Spandau deriva dall’luogo di produzione ma soprattutto dal arsenale governativo che era quello di Spandau, e da li il nome; invece la sigla tedesca MG è l’abbreviativo di MASCHINENGEWER E 08 è LA DATA DI PRODUZIONE. Nel 1915 fu apportata una modifica per rendere più fluida la raffica che appunto sembrava una museruola e da li venne soprannominata come il richiamo della museruola; difatti era talmente dirompente che fece una vera e propria carneficina durante la guerra tanto che i soldati dovettero scavare delle trincee per ripararsi dalla moltitudine di colpi sparati; e divenne anche la mitragliatrice più usata nella prima guerra mondiale.

MITRAGLIATRICE VILLAR PEROSA 1915

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Questa mitragliatrice con la denominazione ufficiale FIAT MOD.1915; progettata da ABIEL BELTHEL RAVELLI in Italia. Quest’arma sparava munizioni da pistola il 9×19 GLINSENTI e univa la cadenza di fuoco di una mitragliatrice all’arma portatile con la sua evoluzione che fu ottenuta montando la canna e la culatta su un moschetto in legno, che poi fu il primo mitra della storia. La mitragliatrice aveva un funzionamento a chiusura labile ritardata a otturatore rinculante, era priva di disconnettore quindi impossibile fermare la raffica se non alla fine dei colpi nel caricatore che duravano un paio di raffiche. La fiat mod 1915 aveva dei limiti evidenti sia in difensivo che in offensivo(es. scarsa potenza delle munizioni, gravi problemi di raffreddamento, capacità  del caricatore limitato); un altro difetto era il rumore allo sparo che venne soprannominata pernacchia, le canne erano in acciaio nichelato a 6 righe destrorse lunghe 320mm in grado di sostenere raffiche da centinaia di colpi con pause di pochi minuti(l’usura della canna si aveva dopo 24mila colpi); si aumentò la fiducia dell’arma applicando uno scudo a livello offensivo che poi venne eliminato per il troppo peso. Questa mitragliatrice benché avesse molti difetti ebbe un ruolo molto importante a livello mondiale anche se mai compresa a pieno.

WILDEY

Questa semiautomatica mastodontica a presa a gas, a funzionamento metastabile fu progettata nel 1973 da Wildey J. Moore per la caccia; e fatta per camerare diversi calibri come il 45Winchester e il 475 Wildey magnum, il caricatore è a 7 colpi ed è interamente realizzata in acciaio inossidabile.

L’ARMA FUNZIONA SIA IN DOPPIA CHE IN SINGOLA AZIONE, IL SUO UNICO GRANDE DIFETTO E’ IL PESO CHE SI AGGIRA QUASI A 2KG; MA DATA LA POTENZA E’ ANCHE COMPRESIBILE SE PENSIAMO CHE LA DESERT EAGLE NE PESA 2,3KG E HA UN FUNZIONAMENTO IDENTICO E ANCHE IL CALIBRO 50(A.E), E’ MOLTO SIMILE AL 475 WILDEY; UN ALTRO DIFETTO DI QUEST’ARMA E’ IL PREZZO CHE NON E’ PROPRIO A BUON MERCATO.

UN CHIARIMENTO SULLA PAROLA “ARMA”

Quando si parla di arma, le persone(la massa) la identificano subito come una pistola o un fucile e in un certo senso è pure vero; però è anche sbagliato sotto certi punti di vista perché l’argomento è molto più ampio e se ci pensiamo bene tutto quello che abbiamo intorno, in un momento di bisogno può diventare un arma ( così detta ARMA IMPROPRIA: un oggetto che non nasce per offendere, ma in caso di bisogno può farlo ” un cacciavite se usato impropriamente può offendere o addirittura essere letale” infatti se tu fai un lavoro dove i cacciaviti sono necessari lo lasci sul sedile del passeggero a portata di mano; e sei in giro per strada e ti fermano le forze dell’ordine al 98% dei casi potrebbero avere qualcosa da dire).

Se invece si parla di arma propria; lei nasce proprio per quell’utilizzo cioè offendere( l’esempio più classico è il coltello se portato sulla persona senza un motivo valido) che può essere anche il lavoro che svolgete tutti i giorni.

Poi ci sono le armi da fuoco o da sparo che non è la stessa cosa!!

LE ARMI DA FUOCO SONO MACCHINE TERMOBALISTICHE CHE GRAZIE ALL’ENERGIA CINETICA GENERATA DALL’ ESPANSIONE DEI GAS E DA UNA CARICA DI LANCIO SONO IN GRADO DI SCAGLIARE UN PROIETTILE.

LE ARMI DA SPARO INVECE NON USANO UNA VERA E PROPRIA COMBUSTIONE COME AVVIENE IN QUELLE DA FUOCO, MA IL PROIETTO VIENE SCAGLIATO VERSO IL BERSAGLIO GRAZIE AD ARIA COMPRESSA O GAS COMPRESSI.

Poi ci sarebbero altre sotto classi da definire nella parola arma; un esempio può essere armi corte o lunghe.. ma ne parlerò in un altro articolo se no diventa eccessivamente lungo.

45ACP

LA CARTUCCIA 45ACP E’ UNA CARTUCCIA IN OTTONE DI TIPO RIMLESS CHE VENNE IDEATA INSIEME ALLA COLT 1905. QUESTA CARTUCCIA, HA UN POTENTE POTERE D’ARRESTO E UN BUON RINCULO; IN ITALIA VISTO CHE CONSIDERATO CALIBRO DA GUERRA, NON E’ STATA PERMESSA LA VENDITA FINO AL 1996. UNO DEI DIFETTI DEL 45 ACP E’ CHE LE SUE PRESTAZIONI BALISTICHE/TERMINALI SCENDONO IN MANIERA DECISA, CON BANALI RIDUZIONE DELLA CANNA E DEL ARMA IMPIEGATA; FU SVILUPPATA NEL ARSENALE DI FRENKFORD NEL 1904, PARTENDO DALLA CARTUCCIA COMMERCIALE DAL DIAMETRO DI 12MM E LUNGO 22,85, E CARICATO CON PALLA DA 12,95. LA 45ACP E’ LA CARTUCCIA USATA DA BROWNING PER LA SUA 1911, E INA CARUCCIA MOLTO APPREZZATA DAGLI AMERICANI PER LE SUE MUNIZIONI DI FACILE REPERIBILITA’ E DI RICARICA..45_ACP

COLT NAVY MODELLO 1851

QUESTO REVOLVER COLT NAVY (CHE NAVY DERIVA PROBABILMENTE DALLE GUERRE NAVALI CHE IN ALCUNI ESEMPLARI ERANO INCISE SUL TAMBURO; DI CUI I PRIMI MODELLI ERANO MARCHIATI “LONDON COLT”.

IL MODELLO IN QUESTIONE FU PROGETTATO DA SAMUEL COLT TRA LA FINE DEL 1840 E GLI INIZI DEL 1850; LA PRODUZIONE INIZIO’ PRESSO LA COLT-PATENT-FIREARMS, ENTRO’ IN SERVIZIO IN MARINA MILITARE IN CALIBRO 36 DAL 1850 E USCI DI PRODUZIONE NEL 1873.

IL SISTEMA DI QUESTO REVOLVER AD AZIONE SINGOLA FU IL PRIMO GRANDE SUCCESSO DI COLT; IL SUO SISTEMA ERA COSTOSO E DELICATO E PRESENTAVA PURE PROBLEMI STRUTTURALI INFATTI VENIVA CARICATO CON DOSI MOLTO LIMITATE DI POLVERE NERA; PER EVITARE CHE DOPO UN CONTINUATO USO IL TRAVERSINO SOPRA IL TAMBURO SI DEFORMAVA ANCHE SE POTEVA ESSERE FACILMENTE RIPARATO O ALL’OCCORRENZA SOSTITUITO.

L’ARMA AVEVA UNA CANNA ESAGONALE LUNGA 189MM ED UNA LUNGHEZZA TOTALE DI 330MM; ED UN PESO DA SCARICA DI 1190 GRAMMI. IL COLT NAVY 1851 DATE LE DIMENSIONI LO RENDEVA UN ARMA PORTATILE A TUTTI I TIPI DI UTENTI E FU IL MODELLO PIU’ USATO NELLA GUERRA DI SECESSIONE.

COLT TROOPER

Questo revolver introdotto nel 1953 come alternativa meno costosa; fu venduto a civili e forze dell’ordine in pratica era una versione pesante del modello match, basato su un telaio con misura intermedio cioè il telaio E ; che poi colt dopo un po’ di tempo che il revolver era in circolazione l’anno più o meno era verso la metà degli anni ’60 se non ricordo male; fu introdotto il telaio I per i modelli in calibro 357 magnum e 38 Special, invece il 22LR rimase col telaio E.

Nel 1955 uscì un modello colt che poi fece storia che era la colt python; anche dopo l’uscita di questo fantastico revolver, il trooper continuò a vendere bene fino all’ 1985 che usci di produzione.

Questo revolver era disponibile in due versioni una acciaio e carbonio e l’altra placcata nickel; il tamburo poteva contenere 6 cartucce; la canna era da 4 o da 8 pollici e rispetto a molti altri revolver come lui aveva il pregio di un rinculo contenuto; l’arma in se era molto ben bilanciata e affidabile; e secondo me un ottima arma a un prezzo contenuto ; rispetto a revolver tipo SMITH&WESSON o altri produttori di revolver di ottima fattura ma con prezzi molto più alti.

FORT-12

Questa pistola semiautomatica di origini Ucraine, prodotta dalla RPC FORT e progettata negli anni 90 da PIETRO EAYETS; e adottata verso la fine degli anni 90 dall’ ministero degli interni.

L’arma è camerata per il calibro 9×18 Makarov è molto simile dal mio punto si vista ad una SIG-SAUER 220; è fatta in acciaio e polimero, ha un peso a vuoto di 840g e a caricatore pieno inserito pesa poco meno di un kg; la sua lunghezza è contenuta come si vede dall’immagine e si aggira intorno i 180mm e la canna ne misura 96mm; il caricatore bifilare da 12 o 24 colpi; ne fu furono prodotte diverso varianti di cui quella con silenziatore amovibile; poi nel 2011 furono dotate di torcia sotto la canna.

NAGANT M1895

Questo storico revolver fu progettato dalla fabbrica d’armi, èmile e LEON NAGANT e prodotta dal 1895 al 1899; il brevetto di questa pistola è qualcosa di innovativo ed è anche una risoluzione significativa per i revolver di quel tempo; in pratica si basava nella spinta avanti del tamburo al momento che il cane veniva armato tramite una camma per evitare la fuoriuscita dei gas tra il tamburo e la canna.

Quest’arma prodotta in singola e poi in doppia azione partendo dagli inizi degli anni ’20; erano caratterizzate da un marchio con una freccia dentro un triangolo, la canna ha una lunghezza di 114mm con principi a quattro linee destrorse, il sistema a molle dell’arma è messo in funzione dal ponticello del grilletto facilitando lo smontaggio e il rimontaggio; l’impugnatura in legno di bakelite con un anello alla fine dell’impugnatura per attaccare un cordino; che attaccato alla cintura faceva in modo che non venisse persa.

L’arma ha una lunghezza totale di 230mm; era in calibro 7,62x38mmR, il peso si aggira intorno ai 750 grammi (questo revolver era uno dei pochi di quel epoca che poteva montare un silenziatore; ma vista l’epoca la vedo dura). IL REVOLVER FU USATO NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE E DAI RUSSI IN UNIONE SOVIETICA FINO IL 1930.

mcem-2 il prototipo

QUESTO FUCILE SPERIMENTALE, REALIZZATO VERSO LA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE DAL PROGETTISTA POLACCO VIRZY PODSEDKOWSKY; FU UNO DEI PRIMI MITRAGLIATORI CON UN OTTURATORE CHE AVVOLGEVA LA CULATTA, E UN CARICATORE INTRODOTTO NEL IMPUGNATURA DELLA PISTOLA MITRAGLIATRICE (IDEA COPIATA DA UN FUCILE POLACCO CHE AVEVA LO STESSO DESIGN ERA IL FUCILE WZ.MORS). LA SIGLA MCEM STA PER MACHINE CARBINE EXPERIMENTAL MODEL; QUESTO PROTOTIPO APRI LA STRADA PER LA CREAZIONE DI PISTOLE MITRAGLIATRICI COSTRUITE MOLTO DOPO ESEMPIO IL WZ61 O MEGLIO CONOSCIUTA COME SKORPION OPPURE L’UZI; EBBE PURE DEI DERIVATI COSTRUITI DOPO LA GUERRA COME IL MCEM-4 E L’MCEM-6 MA ORA PARLIAMO DI LEI…….

L’MCEM-2 E’ UNA PISTOLA MITRAGLIATRICE A MASSA BATTENTE, CON UNA BUONA MANEGGEVOLEZZA E STABILITA’ NEL TIRO GRAZIE AL CARICATORE NEL IMPUGNATURA, E L’APPLICAZIONE DI UN SISTEMA DI RIDUZIONE DI VELOCITA’ DI TIRO INCORPORATA NEL UNITA’ DI INNESCO; NELLA MODALITA’ AUTOMATICA CHE RIDUCEVA LA CADENZA DI FUOCO DA 1000 COLPI A 600 COLPI AL MINUTO. QUEST’ARMA E’ DOTATA DI SELETTORE IN 3 POSIZIONI( SEMIAUTOMATICA/AUTOMATICA/SICURA); IL SELETTORE E’ POSTO DAVANTI AL GRILLETTO VICINO AL SISTEMA DI SCATTO, HA UN CARICATORE DA 30 COLPI IN CALIBRO 9X19MM E UNA FONDINA CHE FUNGE ANCHE DA CALCIO, TUTTAVIA DOPO QUALCHE ANNO FU SOSTITUITA COL FUCILE STERLING-PATCHETT.

PARLIAMO DI PENTRITE(ESPLOSIVO)

QUESTO ESPLOSIVO E’ UNO DEI PIU’ PRODOTTI; FU SCOPERTO NEL 1821 DA TOLLS E WIGLAND, SI PRESENTA COME UNA POLVERE BIANCA CRISTALLINA E SOLITAMENTE VIENE USATO COME ESPLOSIVO SECONDARIO ASSOCIATA COL TNT CHE HA UN URTO MECCANICO ED ESSENDO MOLTO SENSIBILE AD ESSO DETONA FACILMENTE; UNA SUA CARATTERISTICA NOTA E’ CHE LA PENTRITE PERMETTE DI DETONARE PIU’ CARICHE ALLO STESSO TEMPO(NELL’ARIA BRUCIA E PUO’ DETONARE CON MASSE DI POCO DIAMETRO).

IL BILANCIO DI OSSIGENO DI QUESTO ESPLOSIVO E’ NEGATIVO CIOE’ ASSORBE OSSIGENO QUINDI L’OSSIDAZIONE E’ INCOMPLETA; LA FORMULA BRUTA E’ LA SEGUENTE C(CH2ONO2)4

LA MICCIA IMPIEGATA E’ IL PRIMACORD, IN CAMPO MILITARE VIENE FATTA DETONARE CON UNA CORDA DI GROSSE DIMENSIONI CHIAMATA(VIPERA BOFOS) CHE VIENE PROIETTATA SUL CAMPO MINATO QUESTO SPECIALE RAZZO CHE ESPLODEVA A CONTATTO DEL SUOLO PER SIMPATIA.

QUESTA SOSTANZA E’ TOSSICA PER L’UOMO E CAUSA ABBASSAMENTO DI PRESSIONE E NON E’ SOLUBILE IN ACQUA.

UN APPROFONDIMENTO SUL CALIBRO

Come già detto il calibro è la distanza tra i pieni di rigatura, però quando parliamo di armi da fuoco possiamo distinguere due metodi:

Il primo è quello europeo che viene normato dal CIP(Commissione Internazionale permanente per le armi da fuoco portatili); e qui in pratica abbiamo la distanza tra i pieni di rigatura X l’altezza del bossolo a vuoto che di solito viene misurato in millimetri; un esempio può essere il 9x19mm

Il secondo invece è quello anglosassone, anche qui la misura è sempre presa tra i pieni di rigatura ma non è più in millimetri come la precedente; infatti in questo metodo vengono usati i millesimi di pollice seguiti dal nome del produttore( nella maggior parte dei casi) un esempio è il 338 Lapua magnum.

4,85x49mm Britannico

Questo calibro venne realizzato e testato per il sistema d’arma L/64-L/65; infatti i primi fucili in questo calibro facevano parte della generazione definita come WEAPON SISTEM che poi fu modificata in ENFIELD WEAPON, quando la munizione fu camerata ne fucile SA80 le vennero apportate delle modifiche per ospitare questo calibro, e una di queste è il cambiamento del selettore di tiro. In origine questa munizione nacque come BOAT-TAIL con un peso palla di 3,6 grammi, inoltre si incentrarono anche su un altra munizione sperimentale che era il 280 britannico .

La cartuccia è di tipo rimless basata sul famoso calibro 5,56x45mm o SS109 e come velocità è anche superiore a quest’ultimo , ma pur essendo prodotte in quantità non rilevanti e consegnate agli inizi degli anni 70′ per i vari test; c’è anche da dire che esistono diverse versioni di questo calibro esempio la versione tracciante utilizzata nei vari test NATO o anche la versione totalmente camiciata, non fu mai adottata da nessun esercito perché secondo i loro standard la cartuccia SS109 era migliore anche se più lenta e con un rinculo leggermente più aggressivo.

DSR PRECISION DSR1

Questo fucile di precisione, progettato in Germania da Ingolf Reuter; è un arma lunga a otturatore girevole scorrevole( di tipo mauser) camerato per varie cartucce di diversi calibri come il 308 WIN; il caricatore come si vede nella foto è posto sul retro anche se può sembrare che ce ne fosse uno anche davanti al grilletto; ma invece è il congegno di sicura in 3 posizioni che si attiva tramite un tasto posizionato sopra la leva di scatto( o più semplicemente grilletto); l’ otturatore è dotato di sei alette di bloccaggio, e all’estremità della canna o meglio in volata troviamo un freno di bocca( nel caso dell’immagine sopra no, perché credo sia la versione per munizioni subsoniche).

La canna del fucile è flottante( il temine flottante vuol dire che la canna non ha nessun aggancio meccanico); ovviamente è anche intercambiabile e con le dovute modifiche il fucile può sparare munizioni 12,7x99mm o 50BMG.

L’arma ha un peso di 6kg, ed un tiro utile di 800m entrò in produzione nel 2000 e per 4 anni fu commercializzato dalla DSR-precision GmbH come fucile per la polizia; inoltre fu anche adottato da squadre speciali e di antiterrorismo.

Mauser SP66

Questo fucile fu sviluppato verso la metà degli anni 70 destinato a forze di polizia e esercito, si basa su un modello civile che è il 66 SUPER-MACH; ebbe origine in Germania. La versione SP è quella militare che è anche in dotazione ai carabinieri, fu prodotto dal 1976 al 1985 fu il primo fucile ad adottare il sistema Mauser(otturatore girevole scorrevole); l’SP66 ha un autonomia di 4 colpi, con un meccanismo di sollevamento delle cartucce all’interno dell’caricatore simile al Garand ; la canna ha una lavorazione di rotomartellatura a freddo molto confortevole allo sparo, ha una portata di 800 metri in calibro 7,62×51(308 win); pesa circa 6kg e mezzo. Fu sostituito dal SR86 (per la creazione del nuovo SR86 presero spunto dal sp66 durante la progettazione).

SPRINGFIELD 1903

Il fucile Springfield 1903 fu la sostituzione del vecchio modello KRAG-JORGENSEN calibro 30-40 conosciuto come caliber 30; adotta un sistema MAUSER a otturatore girevole scorrevole. Questo fucile ha vissuto praticamente tutte due le guerre, e nella prima li fu apportata una modifica al calcio da dritto a impugnatura di pistola nel 1929; durante le guerre fu prodotto in larghissima scala c’è anche da dire che nella prima guerra mondiale fu usato dai cecchini con silenziatore montato “a volte”. L’M1903 ha un tiro utile di 1000 metri si alimenta tramite stripper clip a 5 cartucce, e monta anche ottiche nella modalità cecchino, malgrado fosse un fucile un fucile molto apprezzato per affidabilità e precisione aveva dei difettucci tipo la diottra che era troppo distante dagli occhi per essere usata in maniera precisa. Il fucile pesava 3,92kg e poteva montare una baionetta M1905; oggi viene usato per il maneggio delle armi alle reclute.

La P38

Nel 1937 la Walther mise appunto una pistola a doppia azione in 9mm (nello stesso anno venne adottata dal esercito tedesco col nome di P38 da pistole 38)  e venne distribuita nel 1940 . Divenne anche la pistola d ordinanza ,del esercito svedese con la sigla di M39 ) la scelta di questa pistola fu motivata da 2 ragioni : la prima consisteva ,che molti ufficiali e sottoufficiali nel nuovo esercito provenivano dalla wehrmacht  e avendola usata nel conflitto appena concluso. E la ritenevano ancora idonea per l ‘uso operativo; e il secondo erano i fondi limitati e i tempi troppo lunghi che servivano per un nuovo progetto. La P38 può essere descritta come pistola con chiusura a blocchetto oscillante a scatto con azione singola/doppia a cane esterno ,a mire fisse e castello aperto . Il progetto della P38/1 che in quei tempi aveva un meccanismo molto avanzato, a confronto della maggior parte delle pistole che erano ad azione singola e non presentavano sicure al percussore. la Walther durante la guerra produsse 583000 P38. Nel 1942 la mauser sostituì la produzione della P08 con quella della P38 , il codice mauser era “BYF” seguito dalle ultime due cifre del anno di produzione . La mauser produsse fino al 1945 340000 pistole col codice “CYQ” e il successivo “CVQ” riguardò invece la produzione della SREE-WERKE di Berlino che realizzò 285000 P38 dalla fine del 1942 al aprile del 1945. La manurhin più tardi lanciò la propria produzione di P38 e continuò fino al 1997 in calibro 22LR 7,65(32ACP) e 9mm e capacità del serbatoio di 8 colpi.hj

UN PICCOLO SGUARDO AL ST-18

QUESTO FUCILE DI PRECISIONE DENOMINATO ST-18, FU PROGETTATO NEL 2017 CON CARCASSA OTTENUTA PER TORNITURA E FRESATURA DAL PIENO, OTTURATORE A 3 TENONI DI CHIUSURA CON UNA CANNA CON TOLLERANZE MOLTO STRETTE IN DUE MISURE DI LUNGHEZZA 510MM E 610MM; CON UN DIAMETRO DI VOLATA DI 22 MM( LA RIGATURA E’ IMPRESSA TRAMITE ROTOMARTELLATURA A FREDDO); L’ESTRATTORE A GHIGLIOTTINA SUPPORTA COMPLETAMENTE IL FONDELLO DELL’ BOSSOLO.

QUESTA CARABINA BOLT- ACTION CON OTTURATORE DI TIPO MAUSER CIOE’ GIREVOLE SCORREVOLE(LA MANETTA E’ INTERCAMBIABILE) VENDUTA IN 308 WINCHESTER CON CARICATORE A 5 CARTUCCE, E CON UN PESO DI SCATTO TARATO SUI 600 GRAMMI ; IL CALCIO E’ ABBATTIBILE E COMPATIBILE CON FUCILI D’ASSALTO TIPO M4.

QUEST’ARMA DI CASA SABATTI E’ STATA PROGETTATA PER IL TIRO AL POLIGONO O A LUNGA DISTANZA E’ RESISTENTE PRECISA E MOLTO VERSATILE…

BREDA PG 1935

Questo fucile progettato nel 1931 che andò a sostituire il Carcano 91′ è un arma semiautomatica con sistema metastabile a presa a gas( infatti PG sta proprio per presa a gas); e fu anche uno dei primi fucili ad avere il limitatore per la raffica a 4 colpi; fu prodotto in due versioni prima quella automatica poi uscì la versione semiautomatica; il calcio è fisso e al suo interno è contenuto un kit per la pulizia; può montare una baionetta che nel suo caso è quella del GEWEHR 93; ha una cadenza di fuoco di 600 colpi al minuto il mirino è regolabile; ha un caricatore da 20 colpi che per la versione del Costarica prodotta in 400 esemplari tra il 1943 e il 1945 era in calibro 7×57 Mauser; in questa versione l’arma adotta un selettore di tiro; e oltre il limitatore di colpi c’è anche la raffica libera fino a svuotamento del caricatore.

Quest’arma prettamente italiana uscì di produzione nel 1935; e oltre al pregio di essere una delle prime col limitatore di colpi nella raffica era molto pesante e complicata nella realizzazione; ma comunque rimane sempre un arma che ha detto la sua nella seconda guerra mondiale e inoltre era pure innovativa; e un ottimo spunto per armi nuove ed efficaci.

UN CONFRONTO TRA 3 FUCILI MITRAGLIATORI TEDESCHI

Il primo fucile è il PZB 38 costruito intorno la munizione 7,92x94mm (progettata appositamente); quest’arma fu costruita nello stabilimento di Werke Gusloff, ma siccome la sua difficoltà nel produrlo anche in piccole quantità, decisero di migliorarlo anche se di molto poco; e così nacque il PZB39, questa miglioria adottava lo stesso calibro e anche la stessa performance nel tiro solo che il peso era ridotto, e la canna era leggermente più lunga e poteva montare due caricatori sul lato posteriore dell’arma( i caricatori non alimentavano la camera autonomamente visto che l’arma aveva un funzionamento simile al sistema Mauser cioè a otturatore girevole scorrevole e quindi serviva l’ausilio del tiratore); il PZB39 rimase operativo fino al 1944 dopo di che furono apportate modifiche per renderlo più efficiente dando alla luce il GRB39 che poteva montare la stesso lanciagranate del KAR98K.

PSL (UN DRAGUNOV CHE NON E’ UN DRAGUNOV)…..

Questo fucile semiautomatico(considerato più un fucile tattico che un vero e proprio cecchino; per la portata che non è paragonabile a fucili di precisione nati per quell’utilizzo).

Il PSL pur essendo molto simile al Dragunov SVD e adottando la stessa munizione cioè il 7,62x54R(la munizione in questione fu progettata appositamente per il Mosin Nagant, ed è in servizio dalla fine del 1800); il funzionamento è diverso all’SVD ma assomiglia molto a quello della linea AK, infatti si basa sul AKM e anche l’impostazione alta del fucile ricorda molto il Kalashnikov anche per il materiale usato è l’acciaio stampato(con la stessa manetta di armamento di tipo Anson, ( a differenza di quello mauser è solo scorrevole); il grilletto è simile a quello AK, il caricatore ha una capienza di 10 colpi la canna è dotata di freno di bocca per smorzare un po’ il rinculo; la canna ha una lunghezza di 16 pollici(che sono circa 40cm) per una lunghezza totale di 45 pollici(114cm circa).

Parlando del suo funzionamento che è metastabile a presa a gas; come nel AK ma modificato per il fucile in questione, un altra differenza con l’SVD sono le parti che non sono intercambiabili. Il PSL fu prodotto in due versioni, una uscì nel 1976 che era la versione militare( la produzione avvenne nel arsenale di Cugir in Romania); e poi nel 1996 usci anche la versione civile( ma nel mercato rumeno c’era già nel 1970).

IL FUCILE VIENE VENDUTO CON LA STESSA OTTICA DEL PSO-1 CIOE’ LA LPS 4X6 TIE2.

SIG210

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Questa pistola semiautomatica ad azione singola, anche soprannominata la ” ROLLS-ROYCE” delle semiautomatiche e rimasta in produzione fino al 1975 dal esercito svizzero. La SIG denominata 47/8 nella versione commerciale della 210, la versione 47/8 ebbe un seguito con la versione definitiva, che fu adottata definitivamente nel 1948 con la denominazione ufficiale di MOD49( il modello 47/8 venne accompagnata dalla sigla SP cioè SELBSLADE-PISTOLE, ANNO 1947 E CARICATORE DA 8 COLPI). La pistola venne progettata dall’ ingegnere Petter, il sistema di chiusura Petter che poi non è altro una variante del sistema BROWNING brevettato in Francia/svizzera sul modello 35; che nacque per sostituire il vecchio revolver d’ordinanza 1892. La 47/8 nacque per rimpiazzare la Luger che secondo l’esercito svizzero era troppo esile come potere d’arresto e inadeguata per l’utilizzo bellico.

mil-mi 24

lo sviluppo del mil-mi24 inizia quasi contemporaneamente a quello della concorrenza del occidente, il bell- h1 cobra alla metà degli anni 60 quando entrambi gli schieramenti compresero la necessità di disporre di elicotteri da combattimento pesanti in grado di infliggere gravi danni al nemico. la prima versione del mil-24 denominata dalla nato hind-A e stata osservata in gran numero di esemplari nella Germania orientale nel 1974 e si pensa perciò che il primo volo al incirca nel 1968. la nato ha assegnato a questo nuovo elicottero il nome hind ,la prima versione di produzione su vasta scala hind-A  ha un rotore di coda molto simile a quello serie mi-8 ma in tutte le versioni e posto verso sinistra del piano di deriva , cosi da produrre un effetto trazione anzi che spinta. l armamento classico ha un peso complessivo di 1275 kg , il tipo di mitragliatrice non e noto in occidente ma si tratta certamente di un arma a fuoco rapido a 4 canne valutato pari al 12,7. questa prima versione che non dispone tutta via dei sensori per volo notturno e per il volo a qualsiasi condizione di tempo costituisce per altro un punto di riferimento del progetto base per i successivi modelli di base. l ultima di molte varianti è un elicottero da combattimento con un bel muso aereodinamico dalla quale e scomparsa una mitragliatrice e al suo posto troviamo sulla fiancata destra al di sotto del portello del abitacolo del pilota un lungo involucro contenente un cannoncino gsh-23 a canne binate che viene puntato sul bersaglio come avviene negli aerei da caccia grazie agli spostamenti del che il pilota impone al velivolo. il modello mi-24 modificato denominato A-10 è stato utilizzato in diversi tentativi record del mondo velocità e tempo di sacità . l elicottero è stato modificato per ridurre il peso una misura e stata rimuovere l albero del mozzo. la fusoliera de MIL-24 è pesantemente corazzata tanto da resistere ad attacchi di mitragliatrice 12,7 da tutte le angolazioni. l industria si concentrò sulla produzione di un velivolo capace di svolgere anche il ruolo di trasporto truppe d assalto e dimensioni maggiori rispetto al BELL-H1 COBRA.

 

 

 

 

ingram2000

Con lo scioglimento della ex Jugoslavia nel decennio 1990 molti dei paesi che si staccarono dalla federazione si ritrovano ad avere una capacità industriale nel campo della produzione degli armamenti decisamente ridotta insufficiente per le capacità belliche degli anni seguenti, in quasi tutti i paesi del ex Jugoslavia ; dunque furono progettate armi che potessero essere prodotte a livello locale e decentralizzato anche in officine di piccole dimensioni dotate di macchinari modesti. le Ingram 2000 e Ingram 2002, di produzione croata  sono tra queste, si tratta di pistole-mitragliatrici prodotti su scala modesta sui primi anni di guerra tra la Serbia e la Croazia. alla fine della guerra nonostante gli ordini delle autorità giudiziarie Croate abbiano portato alla distruzione di molti esemplari il grosso della produzione fini sul mercato nero europeo. le pistole-mitragliatrici Ingram 2000 e Ingram 2002, progettate dal ingegnere Mirko Vugrek , che sono le varianti delle stesso design, ispirate in parte alle assault pistols molto in voga sul mercato U:S:A nel decennio 1980, anche se la Ingram 2002 differisce significativamente dal modello precedente dal punto di vista estetico. la costruzione piuttosto semplice nonostante l aspetto in un certo qual modo “futuristico” di ambedue i modelli , si basa sul impiego di tubi metallici per i castelli superiori, lamiera stampata e di plastiche pressofuse per i semi castelli inferiori. i caricatori del modello Ingram 2000 in lamiera stampata sono caricatori da 20/30 colpi calibro 9×19 e sono forniti di una sorta di minigonna inferiore in plastica mentre la Ingram 2002 e camerata x lo stesso calibro e impiega caricatori stile Uzi. il selettore di tiro posizionato sul lato sinistro, raggiungibile col pollice della mano forte consente la selezione di tre posizioni s x=sicura, 1x=fuoco semiautomatico , rx=raffica.

LA MAUSER HSC

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La mauser HSC ( HAhn-selbstspannel C)è una pistola a doppia azione , progettata da ALEX SEIDEL ed è una delle pistole più belle del decennio 1930/40. Concorrente diretta della PPK e PP e dalla 38H per impiego delle forze di polizia; questa pistola si differenzia dalle altre per un particolare: ogni volta che viene sparato l’ultimo colpo, il carrello indietreggia e rimane aperto fino a che non si inserisce un nuovo caricatore, indifferentemente da che sia pieno o vuoto; se messo pieno il colpo verrà camerato automaticamente.cxz

L’impugnatura ben dimensionata con una vite a lato, poi verrà messo in centro in centro per questione di fragilità del bordo. La HSC utilizzata per tutto il corso della guerra e anche dopo; il sipario calerà verso la metà degli anni 60, per poi essere prodotta solo in serie limitata per collezionisti e appassionati. Ha un sistema di sicurezza, che blocca il congegno di scatto cosi l’arma anche premendo il grilletto, il cane appoggia sul castello senza nessuna reazione. L’ARMA HA UN CARICATORE MONOFILARE DA 8 COLPI(32ACP) E 7 COLPI (380ACP) ESISTE PIO UNA VARIANTE CHE E’ LA HSC SUPER CAMERATA PER IL 9X17 O 380ACP.

 

FULL-AUTO/ MODALITA’ AUTOMATICA

Le armi automatiche sono quelle armi che tenendo premuto il grilletto riescono a sparare in successione tutti i colpi contenuti in un caricatore o una serie di questi; si sente questo termine usato in modo improprio esempio come una Colt 1911 automatica ecco no! la 1911 è semiautomatica cioè ogni pressione del grilletto equivale a un colpo sparato, poi è vero in queste armi corte ogni volta viene camerato un colpo prima della fine del processo di sparo; appunto per avere l’arma pronta ed è proprio per questo che viene definita semiautomatica e ora qualche appunto…

Le mitragliatrice a grande velocità ciclica come può essere la Browning M2 hanno un sistema di raffreddamento ad aria proprio per le temperature molto alte che si generano in camera, le prime esempio la Purkley avevano un raffreddamento ad acqua proprio per evitare il surriscaldamento di cui sono molto soggette, inoltre in termini di progettazione ci sono molti dettagli da tenere in considerazione uno di questi è la stabilità per evitare l’impennamento( ricordiamo il MAC10 nato in 45acp gli fu montato un silenziatore per far si che l’arma si potesse usare in full-auto perché senza era ingestibile, ed essendo una munizione subsonica il silenziatore è ideale). I problemi che si possono riscontrare in questa modalità sono parecchi, un altro di questi è il peso; si perché un sistema molto adatto a questa modalità è quello a massa battente come ad esempio il fucile mitragliatore beretta PM12 in dotazione alle forze dell’ordine.

In fine possiamo trovare due tipi di modalità full-auto, quella a slot che di solito comprende 3 colpi in successione, esempio la beretta 93R che era dotata pure di selettore di tiro in tre posizioni; oppure totale cioè che svuota totalmente il caricatore solamente tendo premuto in grilletto in un tempo molto ridotto.

Bell H1 cobra

 Un elicottero d attacco a turbina, con rotore a due pale progettato e costruito in America. E frutto di un programma di emergenza finanziato da una società privata per trovare un alternativa al modello H-56A, l AH 1 è stato il componente fondamentale della flotta di elicotteri di attacco del US-ARMY fino a quando l esercito statunitense  lo ha sostituito con AH-64 apache.390px-Ah-1cobra_1
Fin dal primo volo del prototipo, effettuato il 7 dicembre 1965 fu basato sul modello 204,il modello 209 presentava una fusoliera originale sottile e slanciata con la cabina del pilota dello stesso tipo degli aerei da caccia.La storia e lo sviluppo, del BELL H-1 è strettamente connessa a quella del UH-1 il primo elicottero moderno di successo. Introdotto nel 1962 nella guerra del Vietnam fino a farne un icona del conflitto. l AH-1G HUEY-COBRAM iniziò a essere prodotto in serie nel 1966, nei primi 4 anni successivi ne furono consegnati mille unità ,la versione AH-IJ SEA-COBRA fu la prima versione a motori gemellari destinata ai marines americani.

CARATTERISTICHE

Tipo: elicottero controcarro, capacità di trasporto: pilota e copilota/cannoniere  sistema di propulsione: a turboalbero AVCO lymcoming  T53-703 da 1800HP (1343KV),armamento: otto missili TOW al esterno della fusoliera per gruppi di 7 o di 19 di uno qualsiasi dei 5 tipi di razzi da 69,9mm torretta general elettric sotto il muso della mitragliatrice M197 da 20mm a 3 canne ,PRESTAZIONI: velocità da 333 a 227km/h ,507km autonomia a pieno carburante. peso a vuoto 2939 kg.330px-AH-1Gs_USMC_NAN4-69

UN APPUNTO SUL (7,92X57MM MAUSER)

Questo calibro nato ai tempi dell’impero tedesco intorno la fine del 1800; venne ideato per essere camerato in fucili con sistema di tipo stabile cioè che serve l’intervento dell’uomo per un corretto funzionamento, come per esempio un classico è il sistema Mauser( girevole scorrevole o meglio conosciuto come Bolt-Action); di queste cartucce ne esistono di due varianti: una con la denominazione IS cioè INFATERIE SPITZER e l’altra con la denominazione I cioè INFATERIE. La parola SPITZER ricordo che viene dal tedesco e significa acuminato; tra queste due versioni non cambia solo la denominazione ma la differenza è rilevante in quanto quella IS fu concepita per aumentare la capienza del bossolo e di conseguenza avere una maggiore carica; ma non è tutto siccome nel fucile che la camera la canna è ridotta sono andati a lavorare anche sui vuoti di rigatura aumentandoli così da avere un appoggio omogeneo al momento del throad( quando la palla entra nella rigatura). In fine la cartuccia IS visto che è quella migliorata ed anche quella leggera oltre che la denominazione prende il nome di M88, ed è un bossolo rimmles a tutti gli effetti con un innesco di tipo large( quindi con un foro di vampa normato dal C.I.P di 0.80 pollici).

H&K433

Questo fucile d’assalto modulare; a sistema metastabile a presa a gas a otturatore rotante, fu progettato nel 2017 con caratteristiche già note nel famoso fucile G36 e del 416 sempre della casa Henckler&Koch.

H&K433 adotta un selettore di tiro in 3 posizioni(sicura/simiauto/auto); lo spegni fiamma in volata ricorda molto quello dell’M16, e l’impugnatura molto simile al precedente fucile 416, il calcio è abbattibile e la canna intercambiabile; le slitte piccatinny MIL-STA1913 possono montare torce tattiche e laser; il caricatore è uno stanag 4694 e può ospitare 30 colpi.

Il fucile è in calibro 5,56×45, ma esistono versioni in altri calibri come il 7,62×39 o il 7,62x51mm. Quest’arma viene usata e collaudata in tutto il mondo.

AR-18

AR-18 fu prodotto dalla Armalite in California (progettato da Arthur MILLER e Eugene STONER), e sviluppato da Smith&Wesson per competere con l’M16; e anche come alternativa all’AR-15. Questo fucile d’assalto ha un sistema a pistone a gas, molto resistente ad incrostazioni (la stessa configurazione a sette alette di bloccaggio molto simile all’ar15); però rispetto all’ar15 grazie all’utilizzo di lamiera e acciaio stampato per formare la carcassa e il corpo dell’arma, aveva più tolleranze meccaniche. La produzione dell’ AR-18 iniziò nel tardo 1970, non fu mai adottato da eserciti o forze armate come fucile standard in qualsiasi nazione; nel mercato civile entrò con la denominazione di AR-180 tra il 1969 e il 1975; questo fucile era molto meno costoso di un M16, e in certi versi anche più performante, anche se su certe cose hanno preso spunto tipo l’impugnatura che era simile all’M16 ma solo più inclinata. Il fucile è in calibro 5,56x45mm con canna realizzata con un processo di nitro carburazione ferrica, ha una rigatura della canna a 6 linee destrorse un alimentazione del caricatore da 20 a 40 colpi; una cadenza di tiro di 750 colpi al minuto. In pratica l’ar-18 era una versione ridotta dell’m16 (quest’arma allo stato di prototipo si verificarono problemi di alimentazione e rotture dei componenti).Fu usata una versione a calcio pieghevole da ARNOLD-SCHWARZENEGGER nel film Termination.

M16

ideato dal progettatore Eugene Stoner fu prodotto inizialmente dalla fabbrica armalite con la sigla iniziale di Ar-10  che adottava il calibro 7,62 poi con l adozione del fireball  5,56 il risultato fu l Ar-15. la ricerca della munizione intermedia è iniziata nella seconda GUERRA MONDIALE con la messa appunto del calibro 7,92×33 Kurz utilizzato nel STG44 tedesco proseguita 7,62 sovietico e il 308 americano per poi arrivare al 5,56×45 pio diventato nato per la variante SS109 belga. gli stati uniti furono i primi ad adottare questo calibro utilizzando il fucile AR-15 ottenuto alleggerendo l AR10. nel 1966 nacque M16A1 in seguito l aggiunta del bloccaggio del otturatore dopo la guerra del Vietnam e fu considerato come l AK47 del occidente. il sistema di ricupero del M16 e diverso da quelle delle armi a presa indiretta , agisce sul complesso del otturatore in varie maniere operandone sullo svincolo della culatta ; nel M16 i gas vengono semplicemente spinti al interno del porta otturatore  per ,mezzo di un tubetto in acciaio inox i gas una volta introdotti in una camera e si espandono spingendo indietro operando cosi su una camma che fa ruotare la testa del otturatore e la sblocca dalla posizione di chiusura. la pressione del grilletto causa lo sgancio del cane dal dente d arresto , il cane quindi spinto dalla sua molla agisce colpendo sul innesco e determinandone lo sparo.

41 ACTION EXPRESS

Questa cartuccia di tipo REBATED o in italiano ribassato cioè il collarino ha un diametro inferiore al corpo della cartuccia al quale si riconnette al bordo superiore troncoconico dell’corpo della stessa; il 41 ACTION EXPRESS che è la cartuccia in questione fu progettata verso la fine degli anni ottanta e basata sulla munizione 41 magnum(10.4x33mmR) riducendone la potenza; il calibro è balisticamente molto simile al 40S&W infatti anche i manuali di ricarica elencano più o meno gli stessi dati, la sua velocità alla volata dell’arma è di 300/340m/s con una pressione massima in bar di 2550.

MAUSER ZIG-ZAG

Questo revolver fu un alternativa a revolver già esistenti pressoché tutti uguali; le caratteristiche diciamo uniche di questo fantastico revolver sono sostanzialmente due; una era la leva di bloccaggio situata davanti al grilletto che permetteva di aprire verso l’alto il tamburo e far cadere i bossoli spenti(nei revolver Platter l’eiettore a stella permetteva di espellere i bossoli spenti quando il revolver era aperto).

Un altra caratteristica di questo revolver un po’ particolare è la molla del cane che è fatta ad aspirale e sta tra il cane e il tamburo.

Lo Zig-Zag(chiamato Mauser zig-zag per via del tamburo scanalato molto vistosamente) fu progettato da Paul Mauser(questo revolver fu il primo progetto di revolver di Paul Mauser e credo anche l’unico); e fu la prima arma portatile tedesca ad adottare cartucce metalliche; e andò a sostituire i vecchi revolver a spillo di Leuchefax, come revolver era funzionale e semplice, il tamburo poteva contenere sei cartucce; le mire erano fisse, l’estrattore era sotto la canna con un peso complessivo dell’arma di 1150 grammi ed era uno dei pochi revolver che il cane poteva essere rimosso togliendo una vite che lo faceva stare in sede; fu in servizio dal 1878 al 1918. Lo smontaggio richiedeva solo l’ausilio di un cacciavite per smontarla completamente; invece quello da campo non servono attrezzi.

7x57MAUSER

freq

Il 7x57mm MAUSER, deriva dal 8×57(che poi il 8×57 è anche la cartuccia del fucile 1888). La nuova cartuccia 7×57 a innesco Berdan, rimase in servizio fino al 1945.

vouti

Questa cartuccia oggi usata in campo venatorio caricata con polvere da 110 a 175 grani, in passato aveva prestazioni balistiche eccezionali, tanto da far diventare obsoleto quasi subito il 30-40 KRAG-JORGENSEN. Quando la spagna adottò questo performante calibro l’America aveva appena adottato il 30-40 KRAG-JORGENSEN, tanto da subire notevoli perdite durante la guerra ISPANO-AMERICANA; gli Americani dopo la guerra finita nel 1898 decisero di creare una nuova cartuccia e nacque il 30-03 e subito dopo l’evoluzione nel 30-06 camerato nel famoso fucile Springfield 1903.