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SISTEMA ANSON&DEELEY

Questo sistema fu brevettato nel 1875 da due tecnici di una ditta celebre cioè la Westley Richard; il sistema è relativamente semplice anche perchè basato su un sistema BOXBLOCK a differenza di un sistema SIDERLOCK come può essere quello Holland&Holland che tutta la meccanica è montata su cartelle laterali, inoltre questo sistema ha pure un grande difetto: in pratica le stanghette a V di sicurezza vanno a intercettare il percussore e questo fa si che il colpo parta senza che quest’ultimo venga sollecitato. Ma tornando al sistema ANSON&DEELEY che permette di realizzare fucili solidi e in maniera semplice, questo sistema monta batterie a molla o a lamina ed essendo dietro i piani della bascula quest’ultima può risultare un pò indebolita e questo potrebbe essere un difetto; ma i lati positivi sono molti uno tra tutti è che può essere assemblato anche da piccoli artigiani senza bisogno di grandi macchinari iper-costosi, ma come lo riconosco? beh…semplice se il sistema è a mezze cartelle è per forza questo.

IL SUO FUNZIONAMENTO: partendo dal cane che è di tipo Hammless(il percussore in questo caso è solidale sia col cane che con le stanghette a cui sono montate due molle, montate sui lati della bascula a lato dei tenoni che poi andranno a chiudere); cioè senza cane, nell’ arma è mantenuto da un perno al quale gira( ovviamente la bascula costituisce il suo asse di rotazione); ciascuno dei grilletti è imperniato sulla parte anteriore( la leva di armamento anche lei trattenuta da un perno che attraversa la bascula per tutta la sua larghezza); quello che da la spinta è una molla fatta a V da cui la parte superiore contro la bascula e quella inferiore c’è il dente che disimpegna il cane al momento opportuno(insomma lavora un pò come un disconnettore in una qualunque semiautomatica).

PS: I produttori per una questione di semplicità produttiva usano batterie corte azionate da una molla, o più molle di forma a spirale situate sopra il ponticello del grilletto.

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1882 SCHERIFF VS COLT NAVY

Questo revolver diretto discendente dello storico 1873 SAA( single action army); fu prodotta in diverse varianti, e si differenzia dalla sua discendente per la carcassa o telaio dell’arma stessa( dove veniva impresso il numero di matricola), il revolver uscì con canna corta da 4 pollici in calibro 44-40 che fu introdotta da Winchester per il fucile a leva modello 1873; in pratica la munizione è un insieme tra il 45LONG COLT e un 45-70winchester; è di tipo semi-rimmed ( un appunto che voglio fare è proprio sulla denominazione del calibro cioè 44-40 in pratica indica la dose di polvere nera ed il calibro espresso in millesimi proprio come nel metodo anglosassone; poi possiamo avere anche una denominazione metrica cioè 10,8x33mm e in questo caso abbiamo la distanza tra i pieni di rigatura seguiti da una X e a seguire l’altezza del bossolo a vuoto).

QUESTO REVOLVER COLT NAVY (CHE NAVY DERIVA PROBABILMENTE DALLE GUERRE NAVALI CHE IN ALCUNI ESEMPLARI ERANO INCISE SUL TAMBURO; DI CUI I PRIMI MODELLI ERANO MARCHIATI “LONDON COLT”. IL MODELLO IN QUESTIONE FU PROGETTATO DA SAMUEL COLT TRA LA FINE DEL 1840 E GLI INIZI DEL 1850; LA PRODUZIONE INIZIO’ PRESSO LA COLT-PATENT-FIREARMS, ENTRO’ IN SERVIZIO IN MARINA MILITARE IN CALIBRO 36 DAL 1850 E USCI DI PRODUZIONE NEL 1873. IL SISTEMA DI QUESTO REVOLVER AD AZIONE SINGOLA FU IL PRIMO GRANDE SUCCESSO DI COLT; IL SUO SISTEMA ERA COSTOSO E DELICATO E PRESENTAVA PURE PROBLEMI STRUTTURALI INFATTI VENIVA CARICATO CON DOSI MOLTO LIMITATE DI POLVERE NERA; PER EVITARE CHE DOPO UN CONTINUATO USO IL TRAVERSINO SOPRA IL TAMBURO SI DEFORMAVA ANCHE SE POTEVA ESSERE FACILMENTE RIPARATO O ALL’OCCORRENZA SOSTITUITO.

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APPROFONDIMENTI SUL 450ADAMS

Questa cartuccia è una diretta derivata del 450 Boxer;(non per nulla anche il 450adams è molto adattabile ai revolver, caratteristica nota del 450 Boxer), il bossolo era in ottone con il fondello in ferro, con all’interno della carta pressata per rinforzare le parti di congiunzione; il bossolo aveva una profilatura di forma ogivale, il fondello aveva parte cava per sfruttare al massimo la spinta dei propellenti;( il fondello era stampigliato e la cartuccia ovviamente è di tipo rimmed; infatti la circonferenza del fondello è maggiore di quella del corpo della cartuccia e non presenta scanalatura per l’estrattore); col tempo subì alcune modifiche come quella al fondello del bossolo, che fu ridimensionato e altre subito prima della prima guerra mondiale.

La cartuccia è intercambiabile con altri calibri come il 476 ENFIELD per via del fondello che ha lo stesso diametro, però vige la stessa regola come per il 38special e il 357magnum, cioè il 38 può essere sparato da un 357 ma mai il contrario; perchè nel nostro caso il tamburo avrebbe grosse problemi ad accettare la munizione; un esempio può essere la cartuccia 455WEBLEY che dava problemi nel essere camerata in revolver SMITH&WESSON per via del diametro del fondello più piccolo.

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LA COMBUSTIONE

La combustione è definita come una reazione chimica che comporta l’ossidazione di un combustibile da parte di un comburente; ok giustissimo ma io parlo di armi da fuoco quindi possiamo parlare di combustione all’inizio di un processo di sparo quando il percussore picchia sul innesco, questo grazie una piccola detonazione(combustione supersonica) incendia la polvere; ma soffermiamoci sul termine deflagrazione che in se è una combustione o più precisamente combustione subsonica caratterizzata dalla diminuzione di densità e anche molto influenzata dagli agenti esterni; per fare un paragone con la detonazione che a differenza della combustione subsonica non è influenzata dall’ambiente circostante ed è anche un processo molto più veloce cosi detto effetto dirompente, anche questo si ha al momento dello sparo prima di avere una vera e propria deflagrazione che anche lei può essere suddivisa in fasi che sono 3, cioè la fase pirostatica quella pirodinamica ed in fine l’espansione.

Guardando la foto vediamo la fine di un ciclo di sparo cioè quando la palla lascia la canna, con il susseguirsi di una vampa che è appunto il risultato di un processo di combustione della polvere, da un espansione di gas ma soprattutto da una carica di lancio che da la possibilità di proiettare il proietto nel punto mirato.

Oltre a questo possiamo accennare anche un regime di combustione che tiene conto di due fattori, ma in questo articolo ne citerò solo uno che è la fiamma premiscelata ed in questo processo la combustione avviene all’interno di una miscela(vorrei ricordare che nella combustione abbiamo un processo omogeneo costituito da un reagente che sarà poi l’innesco per avere una combustione). Inoltre possiamo suddividere la combustione in due punti:

combustione completa: dove in questo caso l’ossigeno è in eccesso nei prodotti combusti di cui una parte è libera;( è la maggior parte dei casi sotto forma di azoto); questo tipo di combustione è molto lesiva nei confronti della nostra arma da fuoco per via di corrosioni, e il rilascio di sostanze solide dette incrostazioni nel caso di polvere nera,( è dato sapere che la polvere nera ha un potenziale di esplosione relativamente basso rispetto ad altri esplosivi); ed essendo altamente igroscopica come sostanza con effetti balistici relativamente basso è sconsigliato anche come esplosivo da lancio, avendo anche una forza dilaniante molto bassa. Tutto questo perchè la combustione completa genera un calore molto elevato, come nel caso della polvere nera in accensione supera i 200 gradi di molto.

combustione incompleta: qui invece l’ossigeno non è più in eccesso ma in difetto, è quindi una parte di potenzialità effettiva del esplosivo andrà perduta, però a differenza della combustione completa il calore è minore, e la vita dell’arma sarà maggiore e non si avranno tutti i problemi dati da una combustione completa.

esempio di caricamento con polvere nera

il cartoccio: usato nel antichità in armi sia corte che lunghe, non era altro che un involucro di carta, che veniva chiuso ai lati, e con l’aiuto di un pezzo di legno cavo all’interno veniva inserita la povere; per poi rimuovere il legno e richiudere ripiegando la carta. La carta è un elemento molto importante in questo caso, perchè funge anche da bora favorendo pure il forzamento in caso di armi ad anima rigata;( ma in questo caso più che la carta si usa un pezzo di stoffa con del grasso).

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ULTERIORI INFORMAZIONI SULLA MAUSER HSC E P38

La MAUSER HSC è una semiautomatica che comparve durante la seconda guerra mondiale; l’arma è una piccola pistola compatta con un funzionamento a massa battente a cane interno che agisce tramite una percussione inerziale, in pratica quando si tira il grilletto la barra di armamento si tira in avanti provocando l’alzamento del cane. La HSC fu camerata inizialmente per in calibro 9x17mm o 380A.C.P e poi anche in 7,65x17mm che sarebbe il 32ACP; la particolarità di quest’arma, che ricordo fu un tentativo di competere con la mitica Walther PP(di più facile produzione rispetto alla HSC); un altra caratteristica che ho notato forse per differenziarsi dalla Walther (che in effetti sono molto simili sul lato estetico); la particolarità è una sezione metallica di forma triangolare che collega il ponticello del grilletto con il carrello in volata.

LA PRODUZIONE INIZIO’ NEL 1940 E TERMINO’ NEL 1946, FU RIPRESA NEL 1965 IN SERIE LIMITATA.

P38 PISTOLA SEMIAUTOMATICA

Nel 1937 la Walther mise appunto una pistola a doppia azione in 9mm (nello stesso anno venne adottata dal esercito tedesco col nome di P38 da pistole 38)  e venne distribuita nel 1940 . Divenne anche la pistola d ordinanza ,del esercito svedese con la sigla di M39 ) la scelta di questa pistola fu motivata da 2 ragioni : la prima consisteva ,che molti ufficiali e sottoufficiali nel nuovo esercito provenivano dalla wehrmacht  e avendola usata nel conflitto appena concluso. E la ritenevano ancora idonea per l ‘uso operativo; e il secondo erano i fondi limitati e i tempi troppo lunghi che servivano per un nuovo progetto. La P38 può essere descritta come pistola con chiusura a blocchetto oscillante a scatto con azione singola/doppia a cane esterno ,a mire fisse e castello aperto . Il progetto della P38/1 che in quei tempi aveva un meccanismo molto avanzato, a confronto della maggior parte delle pistole che erano ad azione singola e non presentavano sicure al percussore. la Walther durante la guerra produsse 583000 P38. Nel 1942 la mauser sostituì la produzione della P08 con quella della P38 , il codice mauser era “BYF” seguito dalle ultime due cifre del anno di produzione . La mauser produsse fino al 1945 340000 pistole col codice “CYQ” e il successivo “CVQ” riguardò invece la produzione della SREE-WERKE di Berlino che realizzò 285000 P38 dalla fine del 1942 al aprile del 1945. La manurhin più tardi lanciò la propria produzione di P38 e continuò fino al 1997 in calibro 22LR 7,65(32ACP) e 9mm e capacità del serbatoio di 8 colpi.hj

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ESPLOSIONE VS DEFLAGRAZIONE

La verità è che confondersi è facile anche perchè negli esplosivi nel momento della loro detonazione si compongono in due fasi: la prima è la deflagrazione e l’altra è la detonazione; ma non sono sinonimi hanno due significati diversi ma tutto dipende dalla velocità di reazione; in una deflagrazione parliamo di centinaia di metri al secondo, invece in una detonazione è molto più veloce cioè migliaia di metri al secondo; tutto questo può generare un esplosione che non è altro che una razione chimico- fisica, che avviene sostanzialmente in due fasi:

La prima è la decomposizione degli elementi, e qui abbiamo una considerevole quantità di ossigeno tra le varie molecole; questo ossigeno viene fornito dal suo composto che quando si decompone lo libera.

La seconda è la combinazione di sostanze comburenti e combustibili e qui l’ossigeno è sempre presente ma in quantità minore, per via dell’azoto che ha una scarsa affinità, ma indispensabile perchè ha un massimo grado di ossidazione.

In fine vorrei fare un appunto, come già detto gli esplosivi vengono catalogati ma una cosa che vedo spesso, è usare come sinonimi ESPLODENTE ED ESPLOSIVI perchè di fatto non lo sono! Gli esplodenti hanno un livello di micidialità relativamente bassa, un esempio può essere la povere nera che è libera vendita, però cè un particolare quest’ultimo può essere micidiale se unito con altri componenti fino a dar vita ad un miscuglio però è un altro discorso…………….

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ALCUNI SISTEMI DI CHIUSURA(METASTABILI)

Il sistema di chiusura per definizione è quel vincolo meccanico fra otturatore e vivo di culatta della canna; nelle armi i sistemi di chiusura sono ideati per consentirne il corretto funzionamento.

In questo articolo farò degli esempi di chiusura metastabile conosciuta anche come a ritardo di apertura, un sistema interessante e abbastanza conosciuto è quello a presa a gas che sfrutta appunto quest’ultimi grazie alla loro pressione che si genera al momento dello sparo mantenendo l’otturatore chiuso, solitamente le armi che adottano questo tipo di sistema li viene praticato un forellino sull’anima della canna ed in base alla pressione che si vuole sfruttare il foro viene fatto più vicino o più lontano dalla camera di cartuccia( ovviamente maggiore sarà la distante il foro dalla camera di cartuccia e minore sarà la pressione), un altro esempio è il sistema a rulli composta da due parti, una libera di muoversi dalla posizione dei rulli l’altra rallenta l’apertura tra otturatore e canna.

Nelle armi corte invece abbiamo sistemi come quello di Browning modificato che a differenza del primo abbiamo la bielletta sotto la canna che ha il compito di disimpegnarla; un pò come nella Browning Hp35 una delle poche semiautomatiche che non ha bisogno di disconnettore perchè grazie a un gioco di piani inclinati riesce a disimpegnare il percussore dal sistema di scatto così da svincolare il carrello facendolo tornare in chiusura( quindi servirà ripremere il grilletto per espellere un altro colpo).

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7x57MAUSER

Il 7x57mm MAUSER, deriva dal 8×57(che poi il 8×57 è anche la cartuccia del fucile 1888). La nuova cartuccia 7×57 a innesco Berdan, rimase in servizio fino al 1945.

vouti

Questa cartuccia oggi usata in campo venatorio caricata con polvere da 110 a 175 grani, in passato aveva prestazioni balistiche eccezionali, tanto da far diventare obsoleto quasi subito il 30-40 KRAG-JORGENSEN. Quando la spagna adottò questo performante calibro l’America aveva appena adottato il 30-40 KRAG-JORGENSEN, tanto da subire notevoli perdite durante la guerra ISPANO-AMERICANA; gli Americani dopo la guerra finita nel 1898 decisero di creare una nuova cartuccia e nacque il 30-03 e subito dopo l’evoluzione nel 30-06 camerato nel famoso fucile Springfield 1903.

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SISTEMA SCHMIDT(APPROFONDIMENTI)

Inizialmente il produttore;( tale colonnello Schmidt ), partecipò attivamente ad alcuni progetti di revolver(perfezionando anche il revolver francese Chamelot- dalvigne; che era un revolver francese adottato anche in Italia nel 1874 in calibro 10,35); finché un giorno si propose per fabbricarne uno suo, per il motivo che voleva dare alla luce un revolver che non avesse i problemi riscontrati nei modelli precedenti che erano:

RINCULO TROPPO RILEVANTE, CHE DAVA PROBLEMI AL TIRATORE NEL TIRO MIRATO FACENDOLO RISULTARE IMPRECISO

I REVOLVER ERANO ECCESSIVAMENTE INGOMBRANTI, QUINDI SCOMODI DA PORTARE IN GIRO

IL PESO ELEVATO

LE CARTUCCE ERANO GROSSE, E IL CARICAMENTO RISULTAVA LENTO E SCOMODO.

L’arma del colonnello Schmidt, aveva un funzionamento a singola azione a percussione centrale, la rotazione del tamburo era fluida e comoda nel caricamento; l’arma adottava il sistema abadie;( lo sportellino abadie o chiamato anche sicurezza abadie si ottiene a cane a riposo, o abbattuto in pratica quando questo sportellino è aperto, il tamburo gira senza che il cane si armi di conseguenza; la sicura in un certo senso agevola anche il caricamento, perchè invece di girarlo manualmente basta premere la leva di scatto per passare alla camera successiva e caricarla o scaricarla di conseguenza); il cilindro o tamburo è a 6 camere in calibro 7.5mm. Questo revolver fu pensato per l’esercito svizzero andando a sostituire il vecchio modello 1878.

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IL LATO TECNICO DELLA P38

Una semiautomatica si potrebbe dire di importanza storica, e in grado di differenziarsi da tutte le altre semiautomatiche del tempo appunto per il sistema di funzionamento; che in un certo senso rese grande anche un altro brand che è quello di beretta; infatti il sistema a blocchetto oscillante fu ereditato da Walther per essere usato da Beretta per la prima volta nei modelli 51 e 52. Tornando alla P38 fu sviluppata prettamente per esigenze militari con lo scopo di dare un degno successore, alla semiautomatica già in uso che era la Luger p.08; la sostanziale differenza con le semiautomatiche di quel tempo era appunto il sistema di funzionamento stabile a blocchetto oscillante; che permette che la canna avendo una lavorazione molto pensata per il suo funzionamento che appunto l’arma dispone; nella parte inferiore ha due tenoni che agiscono insieme a un blocchetto oscillante, che essendo fulcrato al tenone anteriore, permette a questo blocchetto di avere un vincolo col carrello, questo fa si che è libera di rinculare insieme al otturatore per un breve tratto, per poi arrestarsi mandando in sblocco il carrello, che continua la sua corsa fino a tornare in posizione iniziale. La sicura è manuale posta sul lato sinistro del carrello; agisce mandando in blocco il percussore impedendoli di muoversi, contemporaneamente agisce sul sistema di scatto determinando l’arretramento del grilletto, con il susseguirsi del abbattimento del cane; ovviamente non avviene perchè è bloccato, però se togliamo la sicura l’arma sarà subito pronta al fuoco, sia in doppia che in singola azione.

NEL TEMPO QUESTO SISTEMA DI FUNZIONAMENTO FU PERFEZIONATO DA BERETTA E USATO NELLA 92 FS, PER CITARE UN ALTRO ESEMPIO.

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CZ75 CON QUALCHE CHIARIMENTO

La CZ75 fu una pistola che fece molto successo, sia nel esercito Cecoslovacco dove nasce( infatti all’inizio il suo utilizzo era prettamente militare); sviluppata dai fratelli Kuocky, l’arma adotta un sistema di tipo PETTER( che prevede un collegamento tra canna e carrello, e l’abbassamento del cane è provocato da un gioco di piani inclinati, che va a urtare il blocchetto opportunamente sagomato e fissato sul fusto); oltre al sistema che è una variante del sistema Browning, l’arma utilizza una sicura vista anche nelle armi Beretta che è la leva abbatticane( permette il porto in sicurezza con cane armato); le prime versioni di questa pistola non avevano sicura al percussore, e inoltre il primo colpo era in singola azione. La CZ75 fu adottata e camerata in diversi calibri tra cui il 7,65x25mm che è una cartuccia prodotta nel 1930 per l’esercito russo di tipo rimmles; questa munizione divenne famosa perchè fu camerata in una semiautomatica storica che è la Mauser C96, che inoltre esiste una variante interessante di origine spagnola, che condivide anche lo stesso calibro cioè l’Astra900.

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MAT49 VS MAC10

Questa pistola mitragliatrice; era fatta in lamiera e in pezzi di acciaio è dotata di un otturatore telescopico, la sua forma originale è data anche dal soppressore di suono o silenziatore prodotto dalla Sonics; e progettato da MICHELL WERBEL III. L’arma è molto robusta, è stata camerata in 45 A.C.P per il Mac 10 e in 9corto per la versione compatta che è il Mac11(ci fu anche una versione in 9×19)le versioni a colpo singolo erano prive di calciuolo ripieghevole. Il costo unitario del arma si aggirava intorno a 150$; il Mac si rivelò molto efficace e molto usata dalle forze speciali e dai criminali. Il Mac 10 è una pistola mitragliatrice, sub compatta prodotta dalla MILITARY ARMAMENT CORPORATION e progettata da GORDON INGRAM nel 1964.

MAT 49

Il MAT49 nasce in calibro 9×19 a funzionamento automatico; nel 1954 fu modificata con doppio grilletto e calcio in legno, e canna più lunga con selettore di fuoco semiautomatico e automatico; l’arma ha un funzionamento a massa battente con un peso da scarica di 3,5 kg e 4,17 kg da arma carica; gli organi di mira si regolano in due posizioni, il mirino anteriore è simile a quello dell’MP40. Il caricatore di quest’arma ha una capienza che va dai 20 ai 30 colpi ed una particolarità è che può essere ripiegato in avanti, ha una cadenza di fuoco di 600 colpi al minuto con una gittata utile di 200 metri; fu anche convertito in un altro calibro cioè il 7,62 Tokarev in Vietnam. Questa mitraglietta fu molto usata dall’esercito francese e anche nella guerra di Indocina e rimase in produzione fino al 1979.

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MAT-49

Il MAT(manufacture d’armes de tulle) fu considerato un esempio di design del dopoguerra; fu messo in produzione alla fine degli anni 40 nella prima versione il problema fu dell’accensione della cartuccia prematuramente, quando veniva spinta nella camera di cartuccia; questo problema fu risolto ingrandendo la testa dell’otturatore e allargare la camera di cartuccia, ed inoltre forare la canna per lo sfogo dei gas al momento dello sparo. Nel progetto, per tenere dimensioni contenute del castello l’otturatore è avvolgente; la produzione di quest’arma è semplice e veloce e visti i materiali è anche economica (fatta in lamiera stampata).

Il MAT49 nasce in calibro 9×19 a funzionamento automatico; nel 1954 fu modificata con doppio grilletto e calcio in legno, e canna più lunga con selettore di fuoco semiautomatico e automatico; l’arma ha un funzionamento a massa battente con un peso da scarica di 3,5 kg e 4,17 kg da arma carica; gli organi di mira si regolano in due posizioni, il mirino anteriore è simile a quello dell’MP40. Il caricatore di quest’arma ha una capienza che va dai 20 ai 30 colpi ed una particolarità è che può essere ripiegato in avanti, ha una cadenza di fuoco di 600 colpi al minuto con una gittata utile di 200 metri; fu anche convertito in un altro calibro cioè il 7,62 Tokarev in Vietnam. Questa mitraglietta fu molto usata dall’esercito francese e anche nella guerra di Indocina e rimase in produzione fino al 1979.

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MITRAGLIERA SCOTTI DA 20mm

Questa mitragliatrice, multiruolo che poteva essere usata sia da contraerei che da controcarro; progettata da Alfredo Scotti e sviluppata nel 1928 venne prodotta in 2 versioni( se movibile e fissa) e con un funzionamento a canna fissa a blocco geometrico; l’otturatore fu brevettato dallo stesso scotti. Nel 1932 il progettista Scotti vendette il brevetto alla svizzera Oerlikon, che poi produsse esemplari della mitragliatrice nella fabbrica di Oerlikon.

La Scotti, in pratica è la versione migliorata e alleggerita della mitragliatrice Breda ma con una prestazione minore,(quindi una brutta copia secondo me) e inoltre fu impiegata meno della stessa Breda; ed era anche meno affidabile benché usasse la stessa munizione, che poi era anche la stessa del Flak30. La munizione della Scotti è la 20x138mmB, che è una cartuccia a percussione centrale; con una velocità iniziale di 790m/s, inizialmente aveva un caricatore a tamburo da 40 colpi; il puntamento dell’arma è manuale con alzo a cannocchiale. La mitragliatrice ha un peso di 227kg in batteria, una canna da 8 righe destrorse; e una cadenza di fuoco da 230 colpi al minuto.

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CHAROLA ANITUA

Quest’arma progettata dal mitragliere Enrique Losada; fu la prima semiautomatica che risale a fine milleottocento spagnola, il suo sistema d’arma molto simile alla Mauser C96 ma molto più rozzo e semplificato; con una potenza molto limitata, data dal calibro della prima versione che era il 5mm(5x18mm) poi in seguito ne fecero una anche in 7mm.

La pistola fu prodotta in tre diversi lotti con differenza tra una versione e l’altra era la lunghezza di canna, il primo lotto comprendeva circa 950 esemplari; il secondo 900 ed in fine il terzo con 800 esemplari.

La commercializzazione di questa pistola semiautomatica avvenne dopo la scomparsa della ditta (CHAROLA ANITUA);i modelli commerciali erano composti da 2 versioni:

IL PRIMO AVEVA IL CARICATORE FISSO A 6 CARTUCCE( le cartucce venivano vendute in confezioni da 30 divise in stripper clips già pronte con le 6 cartucce da camerare) questo nella versione calibro 7mm

IL SECONDO AVEVA IL CARICATORE AMOVIBILE(per la versione calibro 5mm).

Questa pistola fu prodotta fino al 1903; era molto complicata da realizzare e i costi di produzione erano abbastanza alti, però fece lo stesso successo soprattutto in Russia negli altri paesi non tanto.

PS: L’azienda CHAROLA ANITUA per differenziarsi dalle altre incideva un marchio commerciale con le iniziali sulle cartucce(CURIOSITA’)

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Un articolo al giorno tutti i giorni…

L’arma del mio logo è una Brien ten: La Bren Ten fu la prima semiautomatica a camerare il 10x23mm o 10mm auto; adotta un funzionamento di tipo Browning Modificato; il sistema di sicura è molto simile a quello adottato da CZ in pratica grazie a una levetta posta sul fusto dell’arma quando è inserita blocca la catena di scatto e di conseguenza il grilletto( questo tipo di sicura permette di portare l’arma a cane armato con sicura inserita);avendo il cane esterno l’arma funziona sia in singola che in doppia azione, le guancette sono in nylon(credo non rimovibili) e le mire sono fisse….

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APPROFONDIMENTO E UN PO’ DI TECNICA COSTRUTTIVA SULLA MAUSER HSC

Questa pistola semiautomatica è molto interessante dal lato tecnico e anche dal lato estetico; infatti la Mauser HSC ha un impugnatura molto comoda, un grip buono dato dalle guancette in legno; prima di passare al lato tecnico dell’arma vorrei far notare un particolare, cioè l’unione di ponticello e carrello che parte dal ponticello arrivando fino sotto la volata(ciò che li unisce è un triangolo metallico). Arrivando al lato tecnico l’arma è a cane interno a percussione inerziale, la HSC essendo a massa battente sfrutta proprio l’inerzia dell’otturatore e grazie alla sua massa ed una molla( grazie a lei riporterà il carrello in posizione dopo aver espulso sul lato destro del carrello, in questo caso la cartuccia per poi tornare in posizione iniziale; camerando una nuova cartuccia);il rinculo invece fornisce l’energia necessaria appunto per il riarmo nominato prima. Ora arriviamo al calibro cioè il 7,65x17mm (32A.C.P):Questa cartuccia fu concepita da Browning alla fine dell’1800; per essere camerata nella pistola semiautomatica Belga FN1900; prodotta dalla FN e molto simile a cartucce come il 7,65x17SR Frommer Long, nasce come munizione con innesco Berdan per poi essere sostituito negli anni 80 con quello Boxer. Il 7,65 Browning è di tipo semi-rimmed, come prestazioni è superiore al 22LR e anche meno aggressiva perché il rinculo è molto lieve; quindi ideale per gente con poca manualità con le armi da fuoco; infatti fu un successo commerciale anche in Europa soprattutto per la difesa personale che è reputata ancora oggi ottima.

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MANURHIN MR73

Questo revolver francese di alta qualità; progettato nel 1973 da Manchin. Oggi viene prodotto dalla ditta francese, CHAPUIS ARMES in scala ridotta in 3 modelli che sono: quello classico fatto interamente in acciaio; la versione brunita; e infine quello della gendarmeria che questa variante a differenza delle altre ha i mirini sia posteriori che anteriori più grandi(il classico è in calibro 38 special invece sia la versione acciaio che la versione brunita è in calibro 357 magnum che genera una pressione massima superiore a quella consentita dal C.I.P).

MR73 che ha una capacità di colpi nel tamburo uguale a sei; con possibilità cambiando il tamburo di una conversione di calibro in 9x19mm; e capace di sparare 150 colpi a piena carica, con peso di innesco regolabile sia in doppia azione che in singola cosa che nessun altro revolver come lui può fare; forse anche per questo che costa quasi il 50% in più di altri revolver.

Il revolver ha una lunghezza di 196mm la versione classica; di 204mm quella acciaio o brunito; invece quella della gendarmeria 233mm, il peso varia da: 800g la versione da 2,5 pollici; 890g quella da 3 pollici; 950g quella da 4 pollici ; e 1030g quella da 5,25 pollici. Il telaio è tutto lucidato a mano in circa 12 ore; il grilletto è regolabile in trazione a preferenza del tiratore; sia il telaio che la canna sono realizzati in acciaio( la canna mediante una lavorazione per rotomartellatura a freddo);il telaio in versione K che è il più grande è leggermente più piccolo di un telaio SMITH&WESSON in versione L; il percussore ha un angolo di caduta di circa 42°; i mirini possono essere fissi o regolabili.

UNA CURIOSITA’ CHE QUESTO REVOLVER NELLA VERSIONE PIU’ GRANDE VIENE USATO PER LA PROTEZIONE DEI V.I.P.

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IL GRILLETTO (PICCOLO APPUNTO)

Il grilletto o leva di scatto è quella parte d’arma che fa partire il cinematismo di scatto arrivando poi allo sparo, questo elemento è imperniato nel ponticello e protetto dal paramano, il tiratore appoggia il dito sulla parte del grilletto chiamata coda, nelle armi basculanti il grilletto è fissato grazie a delle viti nella parte inferiore della bascula. Nel caso di arma bigrillo cioè con due grilletti il primo libera parzialmente il cane permettendo al tiratore di aggiustare la mira, il secondo invece le libera totalmente facendo partire il cinematismo e di conseguenza lo sparo.

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IL REVOLVER? ARGOMENTIAMO!

Il revolver è un arma corta della categoria dei basculanti; infatti possiamo tranquillamente definire il funzionamento del revolver stabile; in principio i primi revolver erano trappole infernali ovviamente ad avancarica( sono quelle armi che vengono caricato dal vivo di volata); in questa arma da fuoco abbiamo due funzionamenti: il primo è quello a singola azione, dove dobbiamo sempre agire sul cane per doppiare il colpo; e poi abbiamo la doppia azione dove non serve armare continuamente il cane ma per doppiare il colpo basta solamente premere la leva di scatto una seconda volta( oggi questo sistema è utilizzato per lo più in armi a cane interno; e inoltre solitamente sono dotate solo di sicura al percussore); ma il più diffuso in assoluto è l’azione mista dove puoi agire sia in singola che in doppia azione. Ok però adesso basta tecnicismi prendiamo in esame un revolver per capirci di più: prendendo come spunto il revolver modello 1895 ovviamente di fabbricazione Colt dove il tamburo è collegato al castello per mezzo di un astina ed una cerniera che permette al tamburo di basculare( in questo caso verso sinistra); questa astina ha il compito di fare anche da perno per permettere al tamburo di girare; dove all’estremità posteriore troviamo l’estrattore dotato di una molla che facendo resistenza permette allo stesso di tornare in posizione iniziale, in fine il tamburo è trattenuto nella carcassa del arma da una “chiave” non è altro che un incastro che lo tiene li quando è allineato alla canna, ma non influisce con la rotazione dello stesso… ovviamente il tamburo è dotato di blocchi di sicurezza e questi sono fondamentalmente tre: la prima è una molla inserita nel retro dell’estrattore di solito a stella, la seconda come nel nostro caso dove si blocca nel castello attraverso o un astina oppure la “chiave”; la terza sulla parte terminale del eiettore si blocca all’interno di un pistoncino insieme a un contrappeso sotto la canna( il più delle volte sono sistemi combinati).Però possiamo avere anche fucili con questo sistema, appunto chiamati con sistema a scoppio rotante su in perno; in pratica in questi abbiamo la culatta che funge da elemento separato però incernierata alla canna sul retro apposta per consentire la rotazione del tamburo e il caricamento.

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PX4STORM SEMIAUTOMATICA E FUNZIONAMENTO.

Questa pistola semiautomatica prodotta da Beretta( di cui le prime batch avevano un difetto, se non ricordo male al sistema di sicura e di riarmo); adotta lo stesso sistema rototraslante della Steyer 1912, quindi otre che un rilevamento minimo del rinculo( non è altro che il movimento retrogrado dato dall’arma al momento dello sparo ed è suddiviso in fasi: la fase iniziale cioè l’espansione dei gas al momento che il percussore picchia sull’innesco; generando quindi prima una detonazione data dall’innesco e poi una deflagrazione quando la polvere brucia, la seconda fase è quella dell’effetto razzo all’uscita della volata); inoltre questo rilevamento minimo è una conseguenza strutturale data da canna e otturatore, e ovviamente dal suo sistema di chiusura che funziona così: durante lo sparo la canna e il carrello sono vincolati insieme da tre tenoni, disposti a centoventi gradi, consentendone l’arretramento solidale; ed dall’altra parte il movimento rotatorio determina lo svincolo di canna e carrello;(che in precedenza erano vincolati), per poi continuare il processo di sparo fino a tornare in posizione iniziale pronta per il colpo successivo. I calibri per cui può essere camerata questa pistola semiautomatica sono quattro; come dice appunto il nome cioè 9x19mm(Questo calibro ideato da George Luger alla fine dell’800 e deriva dal 7,65 parabellum, il progetto fu di creare un calibro per le forze dell’ordine totalmente camiciato o a punta cava, il suo rinculo è moderato; ha una potenza di circa 520joule e un innesco sia di tipo Berdan (a due fori) e di tipo boxer(a un foro solo). Questo tipo di munizionamento è da ritenersi da guerra ma con le nuove normative lo è ma solo per arma corta; invece per arma lunga può essere usato pure dai civili per scopi ludici; il termine parabellum fu scelto dalla fabbrica DWM che in latino sarebbe ” vice a paceum a parabellum” che tradotto in italiano vuol dire” SE VUOI LA PACE PREPARA LA GUERRA”. Fu di rapida diffusione e adottata da varie nazioni dopo la 1° guerra mondiale e prodotta in 70 paesi(ne fu ideata una variante anche per silenziatore); 40S&W(Questo calibro deriva direttamente dal 10mm auto con l’idea sia di creare un compromesso tra un 9x19mm e un 45ACP(11,43X23MM); sia per avere una cartuccia potente e sufficientemente gestibile(cosa che il 10mm non lo è vista la sua elevata potenza); il 40S&W è leggermente più corta del 10mm per fare un paragone come dimensioni è identico al 38-40, con valori pressori uguali al 9×19. Il suo debutto che risale alla fine degli anni 80′ camerato in una semiautomatica sempre di casa Smith&Wesson cioè il modello 4006(arma corta con telaio in alluminio e acciaio inossidabile funzionante in doppia azione); la cartuccia è di tipo rimless ottima per la difesa domestica perchè affidabile, ma di contro ha il prezzo che è molto costosa);non spiegherò anche il 9×21 anche perchè il creatore è lo stesso, a livello pressorio siamo li , insomma cambia poco da un 9x19mm( almeno la maggior parte poi se andiamo su cartucce non convenzionali allora è un altro discorso). In quasi tutte le versioni l’arma è a doppia azione a corto rinculo;(questo sistema oggi è il più usato, un classico esempio può essere la 92FS della Beretta in pratica questo sistema a differenza del lungo, la canna e il carrello non percorrono un tratto uguale alla lunghezza della cartuccia; ma solo una breve parte quello che basta far ciclare l’arma correttamente; questo sistema stressa meno l’arma, e viene utilizzato delle pistole semiautomatiche a chiusura geometrica che sono quasi sempre a corto rinculo oggi. Tutto questo è permesso dalla pressione dei gas e della pressione che si esercita tra la faccia del carrello otturatore che lo costringe a andare indietro consentendogli di espellere il bossolo e camerarne uno nuovo prima di tornare in chiusura); infine la sicura è meccanica, proprio come quella della 92, ma non so se è dotata di leva abbatticane, quindi agisce così: andando ad azionare la sicura non si fa altro che disconnettere il percussore dal sistema di scatto, lasciando il grilletto libero di scorrere senza che vada ad agire sulla molla, e quindi il cane rimarrà a riposo finché il tiratore non la toglie, e a questo punto è abbastanza agire sulla leva di scatto per iniziare il processo di sparo.

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APPUNTI

La CZ75 fu una pistola che fece molto successo, sia nel esercito Cecoslovacco dove nasce( infatti all’inizio il suo utilizzo era prettamente militare); sviluppata dai fratelli Kuocky, l’arma adotta un sistema di tipo PETTER( che prevede un collegamento tra canna e carrello, e l’abbassamento del cane è provocato da un gioco di piani inclinati, che va a urtare il blocchetto opportunamente sagomato e fissato sul fusto); oltre al sistema che è una variante del sistema Browning, l’arma utilizza una sicura vista anche nelle armi Beretta che è la leva abbatticane( permette il porto in sicurezza con cane armato); le prime versioni di questa pistola non avevano sicura al percussore, e inoltre il primo colpo era in singola azione. La CZ75 fu adottata e camerata in diversi calibri tra cui il 7,65x25mm che è una cartuccia prodotta nel 1930 per l’esercito russo di tipo rimmles; questa munizione divenne famosa perchè fu camerata in una semiautomatica storica che è la Mauser C96, che inoltre esiste una variante interessante di origine spagnola, che condivide anche lo stesso calibro cioè l’Astra900.

PISTOLA SEMIAUTOMATICA

l origine della parola pistola sono piuttosto incerte l invenzione risale circa al 1515 le prime pistole sfruttavano il sistema a ruota che era delicato e molto costoso e non offriva ampie garanzie di affidabilità per cui gli artigiani del epoca sostituirono questo dischetto col cane. la prima pistola ad acciarino e non a miccia fu la pistola wheellock che fu anche la prima pistola portatile che si impugnava con una mano sola. anche per le pistole si sono fatti tutti i tentativi ed esperimenti per la rigatura , la ripetizione dei colpi contenuti nella culatta. un inventore fu Mariette Liegi un altro Sharp ma furono armi che non davano molta sicurezza al tiratore; questo problema lo risolse colt con la sua rivoltella munita di tamburo a 6 camere. in tutti i revolver moderni i due movimenti consistono in: quello intermittente che richiede uno sforzo minore sul grilletto che viene preferito a per il tiro mirato , e quello continuo quando la cadenza di colpi deve essere più elevata per il tiro stesso. la pistola venne rapidamente il mezzo preferito per uccisioni e ferimenti fu uno straordinaria opportunità per dare al debole l occasione di affrontare il più forte  sullo stesso piano se non superiore

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DUE PICCOLE CARTUCCE

Questa cartuccia a tutti gli effetti storica, messa appunto da Nicolas Flober nella seconda metà del 1800. Questa munizione è di tipo rimmed( quindi facendola breve il fondello funge pure come presa per l’estrattore); la percussione è di tipo anulare( detta anche Remfire dall’inglese cioè che la percussione avviene perifericamente dal bossolo); abbiamo due tipi di palla per questa cartuccia: una sferica per armi ad anima liscia e poi successivamente uscirono anche quelle con palla acuminata( quelle palle che vanno a formare un cono sono per alcune armi ad anima rigata oggi praticamente introvabili). Il rinculo in queste cartucce è pressoché percepibile, ma molto leggero però possono essere letali fino a una distanza di 16 metri; le migliori cartucce in questo calibro sono di fabbricazione tedesca, oggi anche se questo calibro è ancora esistente ci sono versioni moderne esempio il 17HMR. Il 380 a.c.p o 9×17, vide la luce nel 1908 fu un calibro costruito per armi a chiusura a massa(chiusura labile); cioè per armi di piccola taglia solitamente pistole “semiautomatiche”. Questo calibro ebbe un grande successo soprattutto in Italia, dove fino gli anni 80′ segnava un confine di calibro per arma da difesa domestica; il suo successo fu pari a quello del 7,65 BROWNING tanto che Colt decise di farci un modello dedicato in questo calibro cioè il modello 1903. Invece Beretta produsse il modello 34 appositamente camerato per il 9 corto, in dotazione alle forze dell’ordine per tutto il 900′. Il 380 a.c.p  è ritenuto uno dei calibri migliori per la difesa personale; fu usato anche dall’esercito in varie mitragliatrici, e nelle guerre di droga a Miami nella pistola mitragliatrice MAC11.

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UN FUCILE ED UNA CARTUCCIA DANESE

Questo fucile prodotto a seguito del invasione cecoslovacca da parte dei tedeschi, dal 1930 al 1938 e siglato secondo il calendario mussulmano cioè 1309 che equivale al nostro 1930. Questo fucile ad otturatore Mauser( girevole scorrevole);la meccanica è eccellente, camerato per il calibro 8x57mm(introdotta nel 1905 come 7,92×57), di questo calibro ne esistono due versioni una è di tipo Rimmless e l’altra rimmed; la sua variante fu prodotta anche in calibro 7x57mm( questa cartuccia oggi usata in campo venatorio caricata con polvere da 110 a 175 grani, in passato aveva prestazioni balistiche eccezionali, tanto da far diventare obsoleto quasi subito il 30-40 KRAG-JORGENSEN. Quando la spagna adottò questo performante calibro l’America aveva appena adottato il 30-40 KRAG-JORGENSEN, tanto da subire notevoli perdite durante la guerra ISPANO-AMERICANA; gli Americani dopo la guerra finita nel 1898 decisero di creare una nuova cartuccia e nacque il 30-03 e subito dopo l’evoluzione nel 30-06 camerato nel famoso fucile Springfield 1903). Il fucile ha un caricatore a 5 cartucce, un peso di scatto secondo me basso per l’arma che è visto che si aggira sui 2kg, l’espulsore credo sia a leva imperniato sulla testa dell’otturatore; ovviamente la versione rimmed è per fucili basculanti invece quella Rimmless è ottima anche per il sistema mauser che ricordo essere un sistema stabile come può essere un revolver esempio, sta a significare che ha bisogno del intervento del tiratore per concludere l’azione. La cartuccia Rimmless è ottima nei Bolt-action perchè avendo la scanalatura per l’estrattore è più fluida l’estrazione ad ogni colpo sparato.

LA CARTUCCIA DANESE

Questa cartuccia fu sviluppata in Danimarca nel 1888, e camerata a sua volta nel fucile M89. La munizione è di tipo rimmed( cioè il diametro del fondello è maggiore di quello del corpo e la scanalatura per l’estrattore è assente); il bossolo presenta un cambio di diametro tra il corpo della cartuccia e il fondello della stessa, quindi è detto a collo di bottiglia, in questo tipo di munizioni la spalla è presente( la spalla in poche parole è l’evidente cambio di diametro tra il colletto e il corpo della cartuccia uniti da un raccordo troncoconico; inoltre nel 8×58 ha un innesco di tipo berdan cioè bifocale, in questo tipo di innesco a differenza del innesco a percussione centrale, la sede viene ricavata dal pieno( quindi anche per questo che fu sostituito; la sua produzione voleva molto più lavoro per presentare il prodotto pronto all’uso). Nel 1900 gli fu apportato una modifica a questa cartuccia, rendendola più appuntita.

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APPUNTO TECNICO SULLA M1912

Questa semiautomatica sfrutta un sistema di chiusura che favorisce notevolmente la precisione, infatti adottato anche da altre case produttrici come Beretta con la 8000; il sistema in questione è quello rototraslante che funziona così: durante lo sparo la canna e il carrello sono vincolati insieme da tre tenoni, disposti a centoventi gradi, consentendone l’arretramento solidale; ed dall’altra parte il movimento rotatorio determina lo svincolo di canna e carrello;(che in precedenza erano vincolati), per poi continuare il processo di sparo fino a tornare in posizione iniziale pronta per il colpo successivo. Ovviamente questa semiautomatica è a corto rinculo di canna quindi la corsa del carrello sfrutta solo un quarto della lunghezza della cartuccia; a differenza del lungo rinculo è per l’intera misura della cartuccia; arriviamo dunque al difetto più grande di questa pistola, che benché il sistema di chiusura come già detto favorisca molto la precisione; la sua conformazione la svantaggia parecchio soprattutto l’impugnatura dritta perpendicolare all’asse della canna dando difficoltà se vuoi fare tiro mirato; ma non è tutto infatti pure la ricarica è parecchio scomoda e neanche molto intuitiva se dobbiamo paragonarla ad armi recenti;( avviene tramite stripper clip da otto colpi, questo per via del caricatore fisso integrato nell’arma).

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DUE CARTUCCE

La prima cartuccia è basata sul 222 Remington;( e qui un appunto cosi già da collegarmi e spiegare l’altra cartuccia in questione cioè il 222 rimmed, che essendo molto simile al 222 Remington e basata anche lei su questa, ha dei particolari interessanti cioè: essendo appunto rimmed e quindi avendo una base del fondello maggiore a quella del corpo, come può essere un 44 magnum anche lei rimmed; è ottima per fucili con meccanica di tipo martini monocolpo, inoltre se riadattiamo una cartuccia 357 visto che il corpo ha la stessa capienza di polvere, possiamo ottenere un 222rimmed “casalingo”). Tornando alla cartuccia di cui sono partito a parlarne cioè il 204 Ruger; è una munizione a percussione centrale di tipo Belted vedendo il fondello ma non sono sicuro, nasce dalla collaborazione tra due ditte, e non fu la prima ma la seconda perchè da questa collaborazione prima nacque anche il 408 Ruger; ebbe parecchio successo commerciale il 204 Ruger soprattutto qualche anno fa , a livello balistico è gemella al 22-250 della Remington con una cassa molto più capiente di una cartuccia calibro 22; e per la cartuccia che è rispetto alla cartuccia su cui si basa ha un rinculo molto meno accentuato, con una velocità del tutto rispettabile se caricata come solito a 30/40 grani può raggiungere una velocità ben oltre i 1000m/s.

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MECCANICHE ARMIERE ANTICHE

Questa semiautomatica si differenzia dalla celebre C96 per il ponticello del grilletto, che nella C96 è stondato… ma ora vediamo alcune modifiche del modello 1899:

ALZO: fu modificato rendendolo rimovibile e scorrevole verso l’impugnatura; cosi che con un movimento del dito (contrario) è possibile riportarlo in posizione iniziale;( la sua forma ha subito modifiche con lo scopo di poterlo rendere più facile da inserire e rimuovere).

PERCUSSORE: nel percussore invece è stata modificata la forma; di modo che rimanga nella sua sede duranti i movimenti avanti e indietro; e non possa uscire dalla sede. Il percussore con questa modifica invece di essere solo appoggiato, è tenuto li con una vite passante che fa presa anche sulla molla, così essendo ben saldi in fase di smontaggio possono essere rimossi contemporaneamente e con più facilità.

IL SOSTEGNO DEL GRILLETTO: qui in pratica il punto in cui il tiratore esercita una pressione per poter dare il via al processo di sparo, avvicinando taluna al suo asse e quindi rendendo lo scatto più dolce.

IL CASTELLO: questo è meno squadrato ed anche intuitivo per lo smontaggio, insomma più estetico e funzionale del modello precedente.

BODEO

Carlo Bodeo ottenne il primo brevetto per il suo revolver nel 1889; ed in questo progetto Bodeo volle unire idee innovative prendendo spunto da alcuni revolver già in uso. Di base il revolver Bodeo utilizza lo stesso sistema del revolver italiano Glinsenti; questo brevetto che fu il primo riguardava per lo più il sistema di sicura ABADIE ideata dallo stesso Bodeo modificandolo applicandoci una molla a V, questa molla è il risultato del miglioramento dello scatto del revolver CHAMELOT DALVIGNE(ricordo fu il primo revolver adottato dal esercito italiano); la molla era situata nel impugnatura per tenerla ferma quando il braccio spinge contro la superficie del cane, in poche parole il rilascio del grilletto andava on contrasto sia col cane che con la molla a V, interrompendo il collegamento tra il percussore e il sistema di scatto così da non far partire il colpo a sportellino aperto.

In questo revolver il sistema di espulsione avviene attraverso una bacchetta situata sotto la canna, allineata con la camera del tamburo, e bastava farla scorrere verso l’interno per provocare l’espulsione del bossolo vuoto.

IL REVOLVER E’ CAMERATO PER LA STESSA MUNIZIONE DEL MODELLO GLINSENTI; CIOE’ IL 10,35X20MM CHE E’ UNA MUNIZIONE A PERCUSSIONE CENTRALE CON INNESCO BOXER, DI TIPO RIMMED(OVVIAMENTE A POLVERE NERA).

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CARTUCCE OBSOLETE

La prima cartuccia fu introdotta dalla Holland & Holland, ideata allargando di un bel pò il colletto della cartuccia 270/230 Morris Long(poi sostituito dal 22LR); è una cartuccia di tipo Rimmed a percussione anulare, uscita in contemporanea con un altra cartuccia che è il 255 JEFFERI; un altra cartuccia da fucili da torre,( che sono fucili di piccolo calibro utilizzati per sparare alla selvaggina appunto dalla torre, un arma lunga di queste anche abbastanza famosa è il fucile MARTIN-GREENER, chiamato così per l’azione che è la stessa del fucile MARTIN- HERRY e una sicura di tipo greener); è il calibro 297/250 ROOK che se tagliato e ridimensionato si può arrivare ad ottenere un 25A.C.P; l’ultima cartuccia obsoleta che voglio nominare è il 300ROOK che anche quest’ultima fu modificata allargandoli il colletto, dando vita a una cartuccia ideata da CHARLES NEWTON nel 1915 cioè il 250 short magnum.

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MG15 UN PICCOLO APPUNTO!!

Questa mitragliatrice non è altro che l’evoluzione della precedente; fu adottata eliminando il raffreddamento ad acqua, sostituendolo con un manicotto forato, per appunto ottenere un raffreddamento ad aria; la mitragliatrice è in calibro 7,92x57mm( la 7,92×57 l mauser (chiamata anche 7,92x57j per l errore di trascrizione dal gotico al italiano . aveva un bossolo in ottone 67/33 presto sostituito dal più duttile 72/28 innesco berdan ed era caratterizzata dal assenza di bordo sporgente e dalla presenza della gola di estrazione da un corpo quasi cilindrico (conicità di 1:43) e da una spalla di 19 gradi con questa cartuccia viene introdotta la conformazione del bossolo con una gola di estrazione benché non fosse del tutto originale essendo stata sperimentata in svizzera dal maggiore Eduard Rubin a partire almeno dal 1985. il proiettile cilindrico ogivale era ricoperta da una camicia d acciaio placcato in copri nichel, aveva un diametro di 8,08mm , una lunghezza di 31,6 mm  ed un peso 14,7 grammi . la palla a cilindro ogivale fu sostituita nel 1905 con una forma ogivale a punta ; spitzgeshob disegnata da Arthur glening  e da questi brevettata negli stati uniti due anni dopo . il nuovo proiettile aveva una lunghezza di 28,3mm e il suo peso da 10 grammi ma soprattutto il suo diametro effettivo fu portato a 8,2mm poiché si decise di aumentare il diametro di foratura da 7,80 a 7,89 e di approfondire i vuoti della rigatura da 0,135 a 0,155 per meglio guidarlo lungo il percorso di canna essendosi ridotta ad un terzo la superfice a contatto delle righe , per distinguere le due munizioni di calibro lievemente e pericolosamente differente alla nuova ; fu aggiunto il suffisso <> ottenendo la denominazione 7,92x57js mauser questo però non fu sufficiente ad impedire il verificarsi di incidenti dovuti allo scambio di cartucce, adottata anche da altre nazioni e caricata con proiettili di ogni tipo per la vita  operativa di questa cartuccia è arrivata ai giorni nostri  essendo stata utilizzata nei conflitti  che hanno insanguinato  i Balcani alla fine del xx secolo). Ovviamente essendo un ottima mitragliatrice, arrivò anche la copia giapponese con il nome TYPE98(questa versione praticamente uguale all’originale tedesca fu fatta produrre da una ditta britannica, la stessa che produsse la Vickers(TYPE89 la versione giapponese);in fine da quella giapponese a quella tedesca cambiava il calibro, 7,92x57mm quella tedesca e 50BMG(12,7x99mm); quella giapponese.

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ALCUNE MODIFICHE APPORTATE AL MODELLO 1899

Questa semiautomatica si differenzia dalla celebre C96 per il ponticello del grilletto, che nella C96 è stondato… ma ora vediamo alcune modifiche del modello 1899:

ALZO: fu modificato rendendolo rimovibile e scorrevole verso l’impugnatura; cosi che con un movimento del dito (contrario) è possibile riportarlo in posizione iniziale;( la sua forma ha subito modifiche con lo scopo di poterlo rendere più facile da inserire e rimuovere).

PERCUSSORE: nel percussore invece è stata modificata la forma; di modo che rimanga nella sua sede duranti i movimenti avanti e indietro; e non possa uscire dalla sede. Il percussore con questa modifica invece di essere solo appoggiato, è tenuto li con una vite passante che fa presa anche sulla molla, così essendo ben saldi in fase di smontaggio possono essere rimossi contemporaneamente e con più facilità.

IL SOSTEGNO DEL GRILLETTO: qui in pratica il punto in cui il tiratore esercita una pressione per poter dare il via al processo di sparo, avvicinando taluna al suo asse e quindi rendendo lo scatto più dolce.

IL CASTELLO: questo è meno squadrato ed anche intuitivo per lo smontaggio, insomma più estetico e funzionale del modello precedente.

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VARIANTI DEL FUCILE BAR CON UNA MITRAGLIATRICE MESSICANA

La prima mitragliatrice è quella messicana denominata Mendoza; queste mitragliatrici impiegano sistemi che erano in uso in altre mitragliatici esempio la HOTCHKISS, il suo sistema è a presa a gas a chiusura geometrica(in pratica metastabile); molto simile alla Browning BAR(che è l’acronimo di Browning-automatic-rifle, camerata per la cartuccia 7,62x63mm o 30-06 quest’arma usci insieme ad un altra mitragliatrice progettata sempre da browning raffreddata ad acqua, la BAR anche lei inizialmente aveva il sistema adottato dalla FN poi sostituito col tempo alloggiandolo nel calcio dell’arma; il funzionamento a presa a gas inizialmente era a lungo rinculo con la particolarità che l’estrattore a gancio integrato nel otturatore, l’espulsore era collegato al gruppo di scatto tramite un perno, il caricatore era staccabile a 20 cartucce e selettore di tiro in tre posizioni).Tornando alla Mendoza che nacque come miglioramento del vecchio modello 35, fu adottata dai messicani come modello C-1935 di cui furono fatte alcune versioni tra cui quella migliorata ulteriormente con percussore reversibile; come la BAR anche lei adotta un selettore di tiro in due posizioni e la sicura si trova proprio sopra il paramano;(la prima versione di questa mitragliatrice fu presentata nel 1911). Arrivando alle varianti abbiamo il modello 1918, presentato a Washington dello stesso Browning compreso anche il modello 1917, e tutte e due camerate per la munizione 30.06( 7,62x63mm); e a seguire le versioni a partire dalla A1 fino alla A4, sono delle migliorie dell’arma apportate nel tempo; esempio la versione A2 gli fu equipaggiato un selettore di tiro, e il caricatore fu messo in una posizione più comoda sempre davanti al paramano, inoltre vista la modifica al calcio dell’arma la versione A2 risulta più lunga di quella standard. La mitragliatrice standard come tutte le varianti, hanno un funzionamento metastabile a presa a gas;(Il principio di questo sistema fu ideato da Marxim, che presentò un arma a canna singola in grado di sparare con azione a corto rinculo ideato per armi automatiche, in grado di camerare la cartuccia, espellerla e in fine camerarne una nuova; tutto ciò a velocita elevata. Il sistema a presa a gas funziona in questo modo: i gas vengono convogliati all’interno della canna nella prima fase di sparo, ed espandendosi fanno si che il porta-otturatore indietreggi( questa può essere definita come la seconda fase del rinculo cioè l’effetto razzo all’uscita della volata);con l’indietreggiare del porta otturatore sblocca anche l’otturatore stesso, espellendo il bossolo vuoto e camerando una nuova cartuccia, e grazie alla molla di ricupero il carrello tornerà in posizione iniziale). Però non è finita abbiamo ancora due varianti, una è commerciale ideata da Colt, che si differenziava dall’impugnatura a pistola e dalla modifica al paramano; l’altra invece era il modello cosi detto della cavalleria; che era sempre la mitragliatrice BAR ma con ulteriori miglioramenti a livello di precisione dell’arma con anche un compromesso, tra portabilità e miglior gestione della stessa in fase di tiro automatico( quindi raffica); avendo si un fucile ma con la potenza di fuoco di una vera e propria mitragliatrice.

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FUCILE BERDAN(anche un pò di tecnica costruttiva)

Questo fucile di provenienza un pò americana e un pò russa; fu costruito in diverse versioni sia il primo modello, che poi quello successivo: il primo modello venne alla luce nel 1868 grazie a Colt che fu la casa produttrice, il secondo invece due anni dopo e questo ad otturatore Mauser ( anche se un pò buffo perchè la maniglia dell’otturatore, ha una forma che sembra una pera); l’otturatore è in pratica un cilindro cavo, munito di guide, di cui una per contenere l’estrattore a gancio in pratica quando il tiratore, fa il movimento di tirare a se la leva questo spinge grazie a una molla ad aspirare opponendo forza alla cartuccia per essere espulsa. Il meccanismo di percussione e di scatto invece è azionato da una molla abbastanza lunga, ed è un bene perchè la molla avvolgendo il perno ed essendo lunga reca meno stress all’arma, inoltre il fucile grazie a una tacca fatta appositamente in fase di costruzione, quest’ultima addolciscono lo scatto dando meno stress all’arma. Il fucile Berdan fu camerato inizialmente per la cartuccia 10,7x58R(credo sia una cartuccia a percussione centrale ad innesco berdan di tipo rimmed); poi per un breve periodo fu camerato anche per la cartuccia per cui nacque il Mosin Nagant cioè 7,62x54mm, che è sempre una cartuccia rimmed a polvere nera, ma questa fu adattata anche per un caricamento a polvere infume. In fase di prototipo uscirono anche fucili muniti di caricatore, ma però per motivi che non è dato sapere non superarono mai quello stadio.

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12.17x42mm & 12.17×44 IN COMPARAZIONE CON?

41 SHORT

Questo calibro fu ideato con l’idea di essere camerato successivamente nella famosa pistola da taschino DERRIGER,(il nome di quest’arma prende il nome dal progettista e ideatore; ma in realtà nel suo cognome la R in Derriger era una poi divenne famosa e l’errore non fu più corretto); prodotta dalla NATIONAL ARMS COMPANY( queste cartucce metalliche vennero vennero alla luce per la prima volta dal genio di Flober, era una cartuccia da 6mm poi migliorata da Benjamin HOULLER nel 1843).La cartuccia è di tipo rimmed quindi la scanalatura per l’estrattore è assente( un esempio dei giorni nostri è il 44magnum anche lei rimmed); la sua potenza è molto inferiore a quella di un 22LR e anche la portata massima infatti è di solo 15 metri; insomma fatta apposta per una mini pistola da omicidio,( INFATTI USATA DAI GIOCATORI D’AZZARDO NEL VECCHIO WEST); uscì di produzione nel 1944.

Le altre due cartucce che andranno in comparazione col 41 short sono: il 12.7x42mm che è una cartuccia, utilizzata nel fucile M1867 della Remington; di cui la stessa subì un allungamento del corpo dando vita alla cartuccia sempre a percussione anulare, 11,7x51R; inoltre il 12.7 x 42 mm conteneva una palla in piombo nudo;( con la stessa forma di una palla minie), nella forma allungata invece è 12.7x44mm sempre di tipo rimmed, la cartuccia è in rame che nella versione danese subì una modifica passando da cartuccia a percussione anulare a percussione centrale, appunto per essere accettata dall’arma.

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UN PO DI MITRAGLIATRICI

M 240

Oggi parliamo tranquillamente di una delle migliori mitragliatrici, progettata prendendo spunto da diverse armi automatiche come l’M42 e il BAR1918 che nasce come arma standard adottata dal esercito americano alla fine degli anni 70; l’arma è affidabile inoltre può essere impostata tramite selettore di tiro che varia la velocità ciclica; il suo sistema di funzionamento è metastabile a presa a gas e spara ad otturatore aperto, i pezzi comprese le parti essenziali d’arma sono intercambiabili con tutte le mitragliatrici FN, ed è capace di sparare e ovviamente camerare quasi tutte le munizioni 7,62(anche se lei nasce con la munizione 7,62x51mm NATO).

VICKERS

La mitragliatrice VICKERS, è una mitragliatrice britannica prodotta dal 1912 al 1968 tra le sue origini dalla mitragliatrice MAXIM; la Vikers nel 1939 mise in produzione una serie di speciali mitragliatrici per carristi. Questa mitragliatrice ha un funzionamento capovolto rispetto alla Maxim, venne prodotta dalla VICKERS LIMITED(azienda meccanica e di armi da fuoco nata nel 1828). Fu prodotta anche dalla Colt con la denominazione di COLT-VICKERS M1915 in calibro 30-06 per gli americani.

vbe

La Vickers è una mitragliatrice pesante, con una cadenza di fuoco di 450/500 colpi al minuto che all’inizio camerata per 303 BRITISH ma poi sostituito con il 7,62×51.

Esiste una versione di Vickers per il campo aeronautico, che poi è un evoluzione della VICKERS-BERTHIER(prodotta dalla VICKERS-ASTRONG su progetto francese). QUESTA MITRAGLIATRICE FU VALUTATA COME AFFIDABILE, E FU UN ARMA INDISPENSABILE IN FATTO DI MITRAGLIATRICI PESANTI E VENNE IMPIEGATA NELLE GUERRE MONDIALI SINO ALL’ADOZIONE DELLA L7A1 AGLI INIZI DEGLI ANNI 60′.

BROWNING M2

La Browning è una mitragliatrice pesante; sviluppata poco dopo la fine della prima guerra mondiale da John Browning . La denominazione attuale è Browning machine gun ; durante la prima guerra mondiale gli Stati Uniti non avevano rispetto al 30-06 in uso presso lo US.ARMY , l introduzione da parte dei tedeschi di veicoli e di aerei maggiormente corazzati come lo junker , porto a manifestarsi di un nuovo problema: le mitragliatrici erano divenute toppo poco potenti per arrecare qualche danno al nemico. la mitragliatrice M2 fu sviluppata da John  Mosis browning alla fine della guerra mondiale dopo ona serie di modelli raffreddati ad acqua . nel 1920 furono realizzate versioni per carro armato . La prima mitragliatrice da 0.50 fu testata per la prima volta nel 1918 , la velocità iniziale del proiettile era solo di 2.300 piedi al secondo (700m/s) cosi fu bocciata . poco dopo la winchester si accorse di un proiettile perforante tedesco  da 13,2 TUF che più o meno le caratteristiche richieste nella specifica e cosi produssero una copia. per quanto l m2 fosse un arma eccellente verso la metà degli anni 50 si ritenne fosse troppo ingombrante per l applicazione sui mezzi corazzati , dopo la seconda guerra mondiale vi furono in effetti notevoli sperimentazioni sulle mitragliatrici in 12,7 mm per carro armato . in questo settore della serie T175 si dimostrano le migliori soprattutto a causa del loro castello a ingombro ridotto . gli sforzi di J.M.BROWNING E FRED T. Moore condussero alla realizzazione della BROWNING M1921 calibro  50 raffreddata ad acqua seguita da una versione per l aeronautica , questi modelli vennero utilizzati in via sperimentale dal 1921 al 1937. J.M.BROWNING MORI NEL 1926 , tra il 1927 e il 1932 SH  GREEN risolse i problema di progettazione della M1il risultato fu un arma incredibilmente versatile che poteva essere convertita in 7 modalità diverse.

FIAT REVELLI

La Fiat 1914 fu una mitragliatrice, usata nella prima guerra mondiale; nacque su un progetto ideato nel 1910 di ABIEL REVELLI su delle modifiche apportate alla mitragliatrice PIERINO 1908. Questa mitragliatrice aveva una caratteristica interessante, che era rappresentata dal otturatore prismatico a sezione quadra, il quale durante la corsa nella parte posteriore era sotto forma di maglia di armamento; la fiat 1914 aveva un funzionamento di tipo metastabile a chiusura geometrica, ed un congegno di alimentazione costituito da una sorta di serbatoio a 10 scomparti che ciascuno dei quali conteneva 5 cartucce.

Questa mitragliatrice aveva un alimentazione ad acqua, la pompa in dotazione alla 1914 aveva una capacità di circa 12 litri, il suo peso a vuoto era di circa 6,5kg; in poche parole era un recipiente in lamiera con una pompa rotativa comandata da una manovella esterna, la mitragliatrice era dotata di 2 tubi per la circolazione dell’acqua da inserire nel manicotto(in caso di rottura della pompa il tubo poteva essere usato per lo sfogo di vapore).I componenti dell’arma erano limitati per un totale di 27,nella versione migliorata il sistema ad acqua fu sostituito con quello ad aria, e quindi eliminando il bidone che solo lui pesava 18kg (per contenere l’acqua)semplificarono il porto dell’arma.

Questa mitragliatrice fu un misto di idee uniche trovate in pochissime armi da fuoco anche se con un po’ di difetti tipo il peso eccessivo e il sistema ad acqua e alimentazione poco efficienti, ma a parte questo fu la mitragliatrice più usata e diffusa nella grande guerra, nel calibro standardizzato del CARCANO M91 ovvero il 6,5×52 montata su treppiede di tipo CIRIE’. Fu prodotta in 37.500 pezzi e 100.000 dalla fiat e dalla società metallurgica Bresciana; e la prima consegna fu il 10 maggio 1915 dopo la rivalutazione della stessa(la causa fu un ritardo di consegna di 920 mitragliatrici Maxim e l’ immediato bisogno di fuoco di copertura)

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TRE FUCILI A CONFRONTO CON UNA VARANTE

K98

IL K98 NON ERA ALTRO CHE UN GEWEHR 98 MIGLIORATO, INFATTI GLI STUDI DI QUESTO NUOVO FUCILE, MESSO A DISPOSIZIONE DEL ESERCITO VERSO LA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE, FU PRODOTTO IN VARIE LINEE ESEMPIO: CECOSLOVACCHE E BELGHE. IL K98 E’ UN FUCILE A OTTURATORE GIREVOLE SCORREVOLE CAMERATO PER LA CARTUCCIA 7,92X57MM MAUSER. QUESTO FUCILE AVEVA UN CARICATORE A 5 CARTUCCE, CHE POTEVA ESSERE CARICATO RAPIDAMENTE TRAMITE STRIPPER CLIP(METODO CHE PERMETTEVA DI TENERE UNITE LE CARTUCCIE E COSI CARICARE COMPLETAMENTE IL CARICATORE). DATO CHE IL 98K RISULTAVA PIU’ CORTO DEL 98B, FU NOMINATO 98 KURZ(CIOE’ CORTO) IL 98K IN OLTRE MONTAVA UN OTTICA A 4 INGRANDIMENTI , LA ZF39; GLI FU ANCHE MONTATO UN SILENZIATORE DENOMINATO HB-23CHE RIDUCEVA IL RUMORE DEL 75%.

M14(E VARIANTE)

Questo fucile che fu adottato nel 1957 con la denominazione di M14; nacque da svariati test su prototipi come ilT25 in calibro 7,62×49 ma il prototipo che prese tale denominazione fu il T44 con la nomenclatura ufficiale americana di UNITED STATES RIFLE 7,62; fu consegnato all’ esercito alla fine degli anni 50;’ per poi verso la fine della seconda guerra mondiale essere modificato di modo da usare un caricatore amovibile invece della stripper clips da 8 colpi, ed un selettore di tiro a 3 posizioni. L’M14 fu il fucile che andò a sostituire il Garant M1 aveva una potenza considerevole, che a pari di energia era sui 3000joule era molto pesante (circa 5,20kg) e lungo (circa 1.81mm), e solo la canna ne misurava 559mm, il caricatore era da venti colpi.

L’M14 SOCOM E’ LA VARIANTE DIRETTA DEL CLASSICO M14; LA CREAZIONE INIZIO’ NEGLI ANNI 2000 SU RICHIESTA DEI NAVY SEAL; IL FUCILE IN VERSIONE SOPMOD(SPECIAL OPERATION PECULIAR MODIFICATION) CHE ERA UN PROGRAMMA RISALENTE AGLI ANNI 80′, IN PRATICA UN KIT COMPOSTO DI VARI ACCESSORI. QUESTO FUCILE ENTRO’ IN SERVIZIO DAL 2002 ADOTTA UNA CHIUSURA METASTABILE CON UNA VELOCITA’ ALLA BOCCA DI 853M/S, LA PORTATA DEL CARICATORE CREDO SIA LA STESSA DEL VECCHIO M14; QUELLO CHE CAMBIA E’ LA CANNA CHE FU PRODOTTA DALL’ UNICO PRODOTTORE DI CANNE DA FUCILE DELLO UNITED STATED SPECIAL OPERATION COMMAND CHE E’ MIKE ROCK RIFLE.

WINCHESTER MODELLO 100

Questo fucile semiautomatico prodotto da Winchester e introdotto per la prima volta nel 1961 con canna da 22 pollici in calibro 308; per poi essere venduto anche con canna da 19 pollici e in altri calibri come il 243Winchester; il fucile a colpo d’occhio è identico come lunghezza al modello 70 ma molto più leggero di un Browning Bar esempio, quest’arma usci sei anni dopo il grande successo del modello 88 aveva un totale di parti di cui era composto di 72; l’arma è molto rara oggi come oggi se vogliamo dagli un valore ipotetico si aggirerebbe intorno ai 400 euro ma visto che non si trova ovviamente il prezzo potrebbe salire. Questo modello presentava anche dei problemi se non si aveva una gran cura dell’arma, uno di questi era l’estrazione del bossolo spento oppure un altro ma in questo caso più raro era lo scatto che tendeva ad impuntarsi se non veniva ingrassato a dovere; comunque i punti forti sono di più dei difetti infatti è un arma molto piacevole da usare anche allo sparo e la fattura è ottima; come l’idea di mettere una sicura a pulsante di tipo Anson sul ponticello del grilletto comodissima direi…….

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ANIMA RIGATA

Le armi ad anima rigata sono destinate a sparare cartucce cilindriche ogivali, e grazie ad una rigatura, il proietto ruota attorno il proprio asse dandogli stabilità in volo che ne consegue una maggiore precisione; in tutto questo abbiamo una direzione al bersaglio data dalla canna; ( che possiamo definire come una parte fondamentale della nostra arma da fuoco) tutto inizia all’interno della camera di cartuccia che grazie ad un apposito utensile prende la forma del bossolo, detto anche CAMERATORE poi abbiamo le tre fasi : la prima è quando la cartuccia è alloggiata nella camera e ha ancora spazio prima di addentrarsi nella rigatura; poi finito il tratto cilindrico possiamo trovare la seconda fase cioè quando la palla si addentra nella rigatura ma non in modo netto, poi successivamente dopo un piccolo cono di forzatura e la cartuccia sarà all’interno della canna in modo netto ci inoltriamo nella penultima fase prima che la palla lasci la volata. La rigatura non è altro che una serie di solchi, detti principi; indicati come pieni di rigatura che non sono altro che l’anima primitiva in pratica sono bordi taglienti che incidono il proietto permettendo il forzamento quando passa dalla seconda alla terza fase; poi ci sono i solchi impressi in fase di lavorazione cioè i vuoti di rigatura. Dalla rigatura possiamo anche determinare la potenza del oggetto che abbiamo davanti infatti; la distanza tra i pieni di rigatura cioè il diametro della canna determina il calibro; questa distanza specificata con un numero è seguita da una x e a seguire l’altezza del bossolo a vuoto; che per il sistema europeo è misurata in millimetri, invece in quello anglosassone in millesimi seguiti dal nome del produttore. Inoltre vorrei specificare che: dicesi arma da fuoco quella macchina termobalistica che grazie all’energia cinetica e all’espansione dei gas generati da una carica di lancio è in grado di scagliare un proietto, questa reazione può essere suddivisa in fasi: la prima ovviamente quando l’innesco incendi la carica e di conseguenza la combustione che avviene all’interno innalzerà la pressione e di conseguenza la temperatura, quando i gas con la loro pressione vinceranno la forzatura data dagli intagli di rigatura, il proietto comincerà la sua fase di moto accelerato, che poi tenderà a diminuire una volta che il proietto lascia la volata trattenendone una quantità necessaria per poi poter riarmare facendo salire il colpo successivo dal caricatore, alla camera di cartuccia per poi tornare in posizione iniziale.

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44MGNUM VS 44 AMP

Il 44magnum(10,9×33) è una munizione americana progettata da ELMER-KELTH nel 1955 per il revolver S.W mod. 29, detto anche revolver a 5 viti; questa munizione deriva dal 44 special che all’inizio aveva una carica di 250 grani. Il 44 magnum è una munizione molto conosciuta e molto utilizzata pure oggi per usi venatori, o anche per difesa anche se il più delle volte è preferibile il 357 per quanto molto più gestibile. Questo calibro è molto versatile può essere usato sia per armi corte che lunghe(come il fucile WINCHESTER MODELLO 1894).

44 AMP

Questo calibro molto potente venne ideato per essere camerato nella semiautomatica, AUTOMAG M-180( che è una semiautomatica a presa a gas con sistema metastabile, quest’arma ha una particolarità molto simile al fucile d’assalto AR-15, questa similitudine sta nel sistema di bloccaggio del otturatore, che come detto poco fa è quasi uguale). La cartuccia venne commercializzata nel 1971; l’idea del creatore era di ridurre di 33 cm la lunghezza di un bossolo 7,62×51 in modo da metterci una palla di calibro 44 magnum, cosi facendo venne alla luce un 44 rimless a differenza del famoso 44 magnum ideato da ELMER KEITH (10,9X33R), che era rimmed.

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44 AMP

Questo calibro molto potente venne ideato per essere camerato nella semiautomatica, AUTOMAG M-180( che è una semiautomatica a presa a gas con sistema metastabile, quest’arma ha una particolarità molto simile al fucile d’assalto AR-15, questa similitudine sta nel sistema di bloccaggio del otturatore, che come detto poco fa è quasi uguale). La cartuccia venne commercializzata nel 1971; l’idea del creatore era di ridurre di 33 cm la lunghezza di un bossolo 7,62×51 in modo da metterci una palla di calibro 44 magnum, cosi facendo venne alla luce un 44 rimless a differenza del famoso 44 magnum ideato da ELMER KEITH (10,9X33R), che era rimmed.

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ARMA

Questa parola o termine viene usato per definire un oggetto o uno strumento che potrebbe essere usato per offendere qualcuno, può avere diverse coniugazioni esempio armamenti (questi usati da un esercito che includono diverse tipologie di armi con il corrispettivo munizionamento); infatti questa parola può comprendere diversi gruppi il primo che può venire in mente è l’arma da fuoco cioè una macchina termobalistica che grazie all’energia cinetica ed all’espansione dei gas è in grado di espellere un proietto; inoltre le armi da fuoco vengono catalogate per calibro che da una misura della potenza dell’oggetto che abbiamo davanti; infatti ogni arma da fuoco sia corta che lunga viene progettata intorno al calibro che andrà a camerare, ed il perchè è molto semplice l’azione di sparo è indiretta cioè il tiratore tramite un oggetto in questo caso una pistola semiautomatica che andrà a compiere l’azione di sparo per poi far partire il proietto che colpirà il bersaglio prescelto, inoltre potremmo anche definire la munizione che è un termine generico, usato per definire tutto ciò che per mezzo di un propellente è in grado di svolgere un lavoro. Come già detto lo sparo è un azione indiretta però noi come armi non abbiamo solo quelle da fuoco giusto? se noi prendiamo un esplosivo esempio qui l’azione diventa diretta visto che qui non ci sono tramiti, oppure un pugnale o coltello che sia uguale;( anche se qui entriamo in un discorso parallelo perchè il coltello può nascere per altri scopi, se no tutti gli chef sarebbero serial killer; però rimane il fatto che può offendere e anche bene). Poi potremmo parlare di armi camuffate esempio il bastone animato o un anello revolver; anche se questi esempi possono risultare banali ma l’arma camuffata non è legalmente accettata;( a parte il bastone animato che c’è anche tanto di licenza ed è anche l’unica che permette il porto di coltello). In conclusione vorrei dire che l’arma fino agli inizi della storia viene usata per difendersi, che poi venga usata impropriamente è un altro discorso!?

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425 TURNBULL

Questa munizione di cui oggi sono molto difficili da trovare e abbastanza costose; nacque nei primi 900′ e fu prodotta da un azienda in Inghilterra( di cui la denominazione metrica è 11x84mm); nasce per essere camerata in fucili con otturatore Mauser(girevole scorrevole); infatti molti fucili camerati per la munizione 7x57mm, furono convertiti nella cartuccia in questione, ma nella maggior parte avevano problemi di alimentazione dato il tipo di cartuccia ribassata ed essendo molto pesante la molla del caricatore non aveva abbastanza forza per farla salire in camera di cartuccia; dato questo difetto l’azienda si mobilitò per sistemare il difetto mettendo il caricatore sulla parte superiore del ricevitore facendo in modo di accompagnare la molla e consentire il suo ingresso in camera. Con questa modifica il fucile poteva essere alimentato con un massimo di 5 cartucce e motivo di discussione per la poca autonomia siccome veniva usata in africa contro animali feroci.

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11,2X72MM

Questa cartuccia sviluppata tra il 1920 e il 1922 nata esclusivamente o quasi per la caccia grossa, e fatta apposta per essere camerata in fucili con un funzionamento di tipo stabile( cioè che serve l”ausilio del tiratore); per intenderci un otturatore di tipo Mauser(girevole scorrevole); infatti la cartuccia è di tipo ribassato(rebauted) cioè il collarino ha un diametro inferiore al corpo della cartuccia stessa, questa soluzione permette di usare sempre lo stesso otturatore infatti come si può notare dall’immagine il bordo è di tipo troncoconico l’ideale per armi lunghe(perché quelle di tipo cilindrico sono appunto usate per armi corte un esempio il 9×21 che però essa è rimmles). Una cartuccia poco nota ma basata sul 11,2×72 è il 440 Mcfalance che per l’appunto è anche più veloce.

Un piccolo appunto che c’è da fare è sui bossoli di tipo ribassato che grazie alla loro forma e al collarino più piccolo del corpo della cartuccia sono fatti apposta per adattarsi ad armi con otturatore di tipo Mauser.