458SOCOM.ORG entomologia a 360°


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    Systems to Combat Thrips Infestations


    Introduzione

    IT – I tripidi (ordine Thysanoptera) rappresentano uno dei più temuti parassiti in orticoltura, floricoltura e giardinaggio. Piccoli, sottili e difficili da vedere a occhio nudo, questi insetti si nutrono delle cellule vegetali perforandole con il loro apparato boccale pungente-succhiante. I danni possono andare da semplici macchie argentate sulle foglie fino a gravi deformazioni di fiori e frutti, oltre alla trasmissione di pericolosi virus.

    EN – Thrips (order Thysanoptera) are among the most feared pests in horticulture, floriculture, and gardening. Small, slender, and hard to detect with the naked eye, these insects feed on plant cells by piercing them with their specialized mouthparts. Damage may range from silvering on leaves to severe deformation of flowers and fruits, in addition to transmitting harmful viruses.


    Riconoscere i segni delle infestazioni

    IT – Riconoscere precocemente la presenza dei tripidi è fondamentale per limitare i danni. I sintomi principali includono:

    • Foglie con puntinature bianche o argentate.
    • Fioriture con petali deformati o scoloriti.
    • Presenza di piccole macchie nere (escrementi) sulle superfici delle foglie.
    • Crescita stentata della pianta.

    EN – Early detection is essential to limit thrips damage. Key symptoms include:

    • Leaves with white or silvery stippling.
    • Flowers with deformed or discolored petals.
    • Small black spots (droppings) on leaf surfaces.
    • Stunted plant growth.

    Ciclo vitale dei tripidi

    IT – I tripidi attraversano diverse fasi: uovo, larva, prepupa, pupa e adulto. Le larve sono le più dannose, mentre le fasi di prepupa e pupa spesso avvengono nel terreno, rendendo difficile il controllo. Gli adulti sono molto mobili e possono spostarsi velocemente da una pianta all’altra.

    EN – Thrips undergo several stages: egg, larva, prepupa, pupa, and adult. The larvae cause the most damage, while prepupal and pupal stages usually occur in the soil, making control difficult. Adults are highly mobile and can rapidly move from plant to plant.


    Strategie di prevenzione

    IT – La prevenzione è il primo passo. Alcune misure utili includono:

    • Uso di reti anti-insetto per impedire l’ingresso.
    • Rotazioni colturali per ridurre la pressione dei parassiti.
    • Eliminazione di erbe infestanti che fungono da serbatoio.
    • Monitoraggio costante con trappole cromotropiche blu o gialle.

    EN – Prevention is the first step. Useful measures include:

    • Insect-proof nets to block entry.
    • Crop rotation to reduce pest pressure.
    • Removal of weeds that serve as reservoirs.
    • Regular monitoring with blue or yellow sticky traps.

    Metodi di controllo biologico

    IT – I tripidi possono essere contenuti grazie a nemici naturali:

    • Acarifagi predatori come Amblyseius cucumeris o Neoseiulus barkeri.
    • Insetti predatori come Orius laevigatus, che attacca le larve.
    • Fungicidi entomopatogeni naturali come Beauveria bassiana.

    EN – Thrips can be controlled through natural enemies:

    • Predatory mites such as Amblyseius cucumeris or Neoseiulus barkeri.
    • Predatory bugs like Orius laevigatus, targeting larvae.
    • Natural entomopathogenic fungi such as Beauveria bassiana.

    Metodi di controllo fisico e meccanico

    IT – In alcuni casi è possibile limitare i tripidi con tecniche fisiche:

    • Rimozione manuale di foglie gravemente infestate.
    • Lavaggi con acqua a pressione moderata per dislocare gli insetti.
    • Adozione di barriere di sabbia o argilla attorno al colletto della pianta per disturbare le pupe.
    • Uso di trappole adesive in serra.

    EN – Physical methods can sometimes reduce thrips numbers:

    • Manual removal of heavily infested leaves.
    • Washing plants with moderate water pressure to dislodge insects.
    • Sand or clay barriers around plant bases to disrupt pupae.
    • Use of adhesive traps in greenhouses.

    Metodi di controllo chimico

    IT – Quando le infestazioni diventano gravi, si può ricorrere ai prodotti fitosanitari. Tuttavia, i tripidi sviluppano resistenze con facilità, quindi è necessario:

    • Alternare principi attivi diversi.
    • Limitare i trattamenti per non danneggiare i predatori naturali.
    • Utilizzare oli minerali o saponi insetticidi come supporto ai prodotti sistemici.

    EN – In severe infestations, chemical pesticides may be used. However, thrips develop resistance quickly, so it is crucial to:

    • Rotate active ingredients.
    • Limit treatments to preserve natural predators.
    • Use mineral oils or insecticidal soaps alongside systemic products.

    Tecniche integrate di gestione (IPM)

    IT – La lotta integrata unisce prevenzione, monitoraggio, mezzi biologici e interventi mirati. Una corretta IPM contro i tripidi prevede:

    • Monitoraggio settimanale con trappole cromotropiche.
    • Uso preventivo di predatori nelle serre.
    • Applicazioni mirate di prodotti biologici quando le soglie vengono superate.
    • Ultimo ricorso: trattamenti chimici, a dosi ridotte e localizzati.

    EN – Integrated Pest Management (IPM) combines prevention, monitoring, biological control, and targeted treatments. Effective IPM against thrips includes:

    • Weekly monitoring with sticky traps.
    • Preventive release of predators in greenhouses.
    • Targeted applications of biocontrol agents when thresholds are exceeded.
    • As a last resort: localized chemical treatments at reduced doses.

    Tecnologie innovative

    IT – Nuove ricerche stanno aprendo strade promettenti:

    • Feromoni per disturbare l’accoppiamento.
    • Luce UV per ridurre la popolazione nelle serre.
    • Sensori digitali che rilevano precocemente le infestazioni.
    • Robot agricoli in grado di monitorare e trattare automaticamente.

    EN – New technologies are paving the way for advanced solutions:

    • Pheromones to disrupt mating.
    • UV light to reduce populations in greenhouses.
    • Digital sensors for early infestation detection.
    • Agricultural robots capable of monitoring and applying treatments automatically.

    Considerazioni finali

    IT – I tripidi rappresentano una sfida complessa, ma non insormontabile. Nessun metodo da solo è sufficiente: la chiave sta nella combinazione equilibrata di prevenzione, controllo biologico, mezzi fisici e interventi chimici mirati. Un approccio integrato permette non solo di salvaguardare le coltivazioni, ma anche di proteggere la biodiversità e ridurre l’impatto ambientale.

    EN – Thrips are a challenging pest, but not an unbeatable one. No single method is sufficient: the key lies in balancing prevention, biological control, physical measures, and selective chemical treatments. An integrated approach not only safeguards crops but also helps protect biodiversity and minimize environmental impact.


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    Olive thrips and thrips features: when they are beneficial and when pests


    Introduzione

    IT – I tripidi (ordine Thysanoptera) sono insetti minuscoli, sottili e discretamente diffusi in quasi tutti gli ambienti terrestri. Spesso invisibili a occhio nudo, possono rivelarsi sia alleati che avversari dell’uomo: alcuni svolgono un ruolo ecologico positivo, altri invece danneggiano piante coltivate, ornamentali e forestali. Tra le specie più note nei paesaggi mediterranei troviamo il tripide dell’olivo, un piccolo ma insidioso fitofago che attacca germogli, foglie e frutti.

    EN – Thrips (Thysanoptera) are tiny, slender insects that inhabit nearly all terrestrial environments. Often invisible to the naked eye, they can act either as allies or adversaries of humans: some species play a beneficial ecological role, while others damage crops, ornamentals, and forest plants. Among the most well-known species in Mediterranean landscapes is the olive thrips, a small but troublesome pest that feeds on buds, leaves, and fruits.


    Morfologia e caratteristiche di riconoscimento dei tripidi

    Morphology and recognition features of thrips

    IT

    • Dimensioni: da 0,5 a 2 millimetri, con corpo allungato e sottile.
    • Ali: strette, frangiate da sottili setole che conferiscono un aspetto piumoso.
    • Colorazione: varia dal giallo chiaro al bruno scuro, a volte quasi nerastra.
    • Apparato boccale: pungente-succhiante asimmetrico, adattato a perforare cellule vegetali e succhiarne il contenuto.
    • Stadi vitali: uovo, due stadi larvali mobili, due stadi quiescenti (pseudopupa e pupa) e adulto.

    Un segno tipico dell’attività dei tripidi è la comparsa di macchie argentate o decolorazioni puntiformi sulle foglie, dovute alla svuotatura delle cellule clorofilliane.

    EN

    • Size: 0.5 to 2 millimeters, elongated and slender body.
    • Wings: narrow, fringed with delicate setae, giving them a feather-like look.
    • Coloration: from pale yellow to dark brown, sometimes nearly black.
    • Mouthparts: asymmetrical piercing-sucking type, adapted to puncture plant cells and extract contents.
    • Life stages: egg, two active larval stages, two quiescent stages (prepupa and pupa), and adult.

    A typical sign of thrips activity is the silvery spotting or stippling on leaves, caused by the collapse of chlorophyll cells after feeding.


    Il tripide dell’olivo

    The olive thrips

    IT – Il tripide dell’olivo (Liothrips oleae) è un fitofago specifico dell’olivo, diffuso in gran parte delle regioni mediterranee. Gli adulti misurano circa 1,5 millimetri, di colore scuro, con ali strette frangiate. Attaccano foglie giovani, germogli e soprattutto le drupe, causando deformazioni e caduta prematura dei frutti.

    Danni tipici:

    • Foglie arrotolate su se stesse.
    • Germogli stentati e crescita ridotta.
    • Frutti con cicatrici necrotiche, superficie irregolare e qualità commerciale compromessa.

    EN – The olive thrips (Liothrips oleae) is a pest specific to olive trees, widespread throughout the Mediterranean. Adults are about 1.5 millimeters long, dark in color, with narrow fringed wings. They attack young leaves, shoots, and especially drupes, causing deformation and premature fruit drop.

    Typical damage:

    • Rolled-up leaves.
    • Stunted shoots and reduced growth.
    • Fruits with necrotic scars, uneven surface, and reduced commercial quality.

    Ecologia e ciclo biologico

    Ecology and life cycle

    IT
    Il tripide dell’olivo sverna come adulto rifugiandosi sotto la corteccia o tra le foglie persistenti. In primavera le femmine depongono uova sulle foglie giovani e sui germogli. Dopo lo sviluppo larvale, gli individui passano attraverso stadi quiescenti nel terreno o sulla pianta stessa. In climi mediterranei si osservano da 2 a 4 generazioni annue, con massima pressione durante primavera ed estate.

    EN
    The olive thrips overwinters as an adult, sheltering under bark or among persistent leaves. In spring, females lay eggs on young leaves and shoots. After the larval stages, individuals undergo quiescent phases in the soil or directly on the plant. In Mediterranean climates, 2 to 4 generations per year occur, with peak pressure during spring and summer.


    Quando i tripidi sono utili

    When thrips are beneficial

    IT – Non tutti i tripidi sono dannosi. Alcuni si nutrono di pollini e funghi, contribuendo alla decomposizione della sostanza organica. Altri, come specie predatrici (es. Aeolothrips), si cibano di piccoli insetti fitofagi e acari, diventando utili alleati nella difesa biologica delle colture. Inoltre, il loro ruolo come impollinatori è stato riconosciuto in diverse piante tropicali e subtropicali.

    EN – Not all thrips are harmful. Some feed on pollen and fungi, helping in organic matter decomposition. Others, such as predatory species (Aeolothrips), prey on small herbivorous insects and mites, acting as valuable allies in crop biological control. Moreover, their role as pollinators has been acknowledged in several tropical and subtropical plants.


    Quando i tripidi sono infestanti

    When thrips are pests

    IT – I tripidi diventano infestanti quando colonizzano colture agricole o ornamentali, provocando:

    • Danni diretti: perdita di clorofilla, necrosi, deformazioni.
    • Danni indiretti: trasmissione di virosi (alcune specie, come Frankliniella occidentalis, sono vettori di gravi fitovirus).
    • Indebolimento generale della pianta, che diventa più suscettibile ad altri parassiti.

    Nel caso dell’olivo, le conseguenze si traducono in cali produttivi significativi e in peggioramento della qualità dell’olio.

    EN – Thrips become pests when colonizing agricultural or ornamental crops, causing:

    • Direct damage: chlorophyll loss, necrosis, deformities.
    • Indirect damage: virus transmission (some species, such as Frankliniella occidentalis, are vectors of serious phytoviruses).
    • General weakening of the plant, making it more vulnerable to other pests.

    For olive trees, the consequences include significant yield reduction and poorer oil quality.


    Monitoraggio e riconoscimento precoce

    Monitoring and early detection

    IT – Il monitoraggio è essenziale:

    • Trappole cromotropiche: cartoncini adesivi gialli o blu che attirano gli adulti.
    • Osservazione diretta: lente d’ingrandimento per individuare le forme mobili sulle foglie.
    • Sintomi fogliari: macchie argentee, arrotolamenti, necrosi puntiformi.

    EN – Monitoring is crucial:

    • Chromotropic traps: sticky yellow or blue cards attracting adults.
    • Direct observation: magnifying lenses to spot mobile forms on leaves.
    • Leaf symptoms: silvery patches, curling, pinpoint necrosis.

    Gestione integrata del tripide dell’olivo

    Integrated management of olive thrips

    IT – La difesa efficace si basa su più strumenti:

    • Pratiche agronomiche: potatura regolare per arieggiare la chioma e ridurre i rifugi.
    • Predatori naturali: preservare insetti utili come antocoridi, coccinellidi e tripidi predatori.
    • Biocontrollo: impiego di funghi entomopatogeni (Beauveria bassiana) e prodotti naturali (oli minerali, saponi molli).
    • Trattamenti mirati: in caso di forti infestazioni, l’uso di insetticidi deve essere calibrato per evitare resistenze e impatti sugli insetti utili.

    EN – Effective control relies on multiple strategies:

    • Agronomic practices: regular pruning to aerate the canopy and reduce shelters.
    • Natural predators: preserving beneficial insects like anthocorids, ladybirds, and predatory thrips.
    • Biocontrol: use of entomopathogenic fungi (Beauveria bassiana) and natural products (mineral oils, soft soaps).
    • Targeted treatments: in severe infestations, insecticides may be used cautiously to prevent resistance and minimize effects on beneficial insects.

    Ruolo dei tripidi nella biodiversità

    Role of thrips in biodiversity

    IT – I tripidi, pur minuscoli, rappresentano un tassello fondamentale negli ecosistemi:

    • Partecipano al riciclo della sostanza organica.
    • Favoriscono la selezione naturale attraverso pressioni parassitarie sulle piante.
    • Mantengono equilibrio nelle reti trofiche, fungendo da prede per ragni, formiche e acari predatori.

    EN – Thrips, though tiny, play a key role in ecosystems:

    • They participate in organic matter recycling.
    • They exert selective pressure on plants, influencing natural selection.
    • They sustain food web balance, serving as prey for spiders, ants, and predatory mites.

    Conclusione

    Conclusion

    IT – I tripidi sono insetti poliedrici: piccoli e apparentemente insignificanti, in realtà influenzano in modo decisivo la salute delle colture e la stabilità degli ecosistemi. Il tripide dell’olivo, se non controllato, può compromettere seriamente la produzione, ma allo stesso tempo altre specie di tripidi possono svolgere un ruolo benefico come predatori o impollinatori. Riconoscere precocemente i sintomi, monitorare le popolazioni e adottare strategie di gestione integrata rappresentano la chiave per convivere con questi insetti nel rispetto della biodiversità e della produttività agricola.

    EN – Thrips are multifaceted insects: small and seemingly insignificant, yet they decisively influence crop health and ecosystem stability. The olive thrips, if left unmanaged, can severely compromise production, but at the same time, other thrips species may be beneficial as predators or pollinators. Early recognition of symptoms, population monitoring, and integrated management strategies are the key to coexisting with these insects while balancing biodiversity and agricultural productivity.


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    Introduzione: che cosa intendiamo per “epidemia” negli insetti

    Quando nel linguaggio comune si dice che “il bostrico porta epidemie tra gli insetti”, spesso si stanno mescolando tre fenomeni diversi:

    1. l’outbreak (o “epidemia” in senso figurato) del bostrico tipografo e di altri scolitidi, cioè un aumento rapidissimo della loro popolazione;
    2. le epizoozie reali, ovvero malattie che colpiscono gli stessi scolitidi (funghi entomopatogeni, microsporidi, virus) e che possono far crollare il loro numero;
    3. gli effetti a cascata sugli altri insetti del bosco (predatori, parassitoidi, saproxilici, impollinatori) quando grandi superfici di abete rosso o altre conifere vengono uccise.

    Quindi: il bostrico non “diffonde malattie” ad altri insetti come un vettore tipico; piuttosto, innesca condizioni ecologiche che sembrano epidemiche: un boom demografico del bostrico stesso e trasformazioni massicce della comunità di insetti del bosco. Inoltre, dentro alle sue gallerie si possono diffondere malattie del bostrico (epizoozie) che a volte chiudono l’outbreak.

    Perché il bostrico esplode: stress idrico, vento e chimica di segnale

    Gli scolitidi sono maestri del gioco collettivo. Quando una tempesta abbatte migliaia di alberi o quando una siccità prolungata riduce le difese resinose, i primi pionieri riescono a superare la resistenza dell’albero. Le femmine avviatrici emettono feromoni di aggregazione: un segnale chimico che richiama altre decine di individui a concentrare l’attacco sullo stesso tronco. L’albero, già provato, cede. Dall’ovodeposizione nascono larve che si alimentano nel floema, poi nuove generazioni emergono sincronizzate. Se la stagione è lunga e calda, si ottengono più generazioni all’anno e quindi un’accelerazione esponenziale.

    Tre leve ecologiche spiegano l’outbreak:

    • Offerta di legno appetibile: schianti, schianti da vento, neve, tempeste, incendi leggeri;
    • Difese ridotte: con l’acqua scarsa la pianta produce meno resina e difende peggio;
    • Cooperazione chimica: i feromoni trasformano un attacco marginale in un assalto di massa.

    Il ruolo dei simbionti: funghi del legno, acari e microbi

    Il bostrico non arriva mai “da solo”: trasporta, nel corpo o con acari forietici, una piccola zattera di organismi simbionti. Tra questi spiccano i funghi “blue-stain” (che macchiano il legno e contribuiscono a spegnere ulteriormente le difese dell’albero). Questi funghi non sono patogeni di altri insetti, ma cambiano l’ambiente dentro la corteccia: temperatura, umidità, qualità nutrizionale, presenza di metaboliti fungini. In questo microhabitat, anche entomopatogeni come Beauveria o Metarhizium trovano a volte condizioni per proliferare e colpire lo stesso bostrico. Paradosso: ciò che aiuta l’insetto a vincere la pianta può, quando la densità diventa altissima, aiutare pure i suoi nemici microbici.

    “Epidemia” tra insetti? Cosa realmente si diffonde

    Chiarito che il bostrico non è un “portatore di peste” per altre specie, vediamo che cosa può diffondersi:

    • Feromoni e segnali: accelerano l’invasione di tronchi vicini (non è una malattia, ma il risultato è “epidemico” nella dinamica di popolazione).
    • Entomopatogeni del bostrico: in condizioni di alta densità e microclima favorevole, funghi come Beauveria bassiana si trasmettono tra adulti e tra stadi giovanili nelle gallerie (questa sì è una vera epizoozia, ma confinata allo scolitide).
    • Mites e microbi: acari forietici si spostano con gli adulti e possono trasportare anche microrganismi; ancora una volta, l’effetto principale riguarda il complesso bostrico-simbionti, non le farfalle, non gli impollinatori.

    Effetti a cascata sulla comunità di insetti del bosco

    Le grandi morie di abeti creano nuovi habitat. Per molti insetti saproxilici (che vivono nel legno morto) è una opportunità: aumentano cerambicidi, sirfidi legati al legno marcescente, coleotteri lucanidi nei decenni successivi. Al tempo stesso, predatori specializzati del bostrico (come cleridi) e parassitoidi (imenotteri che attaccano le larve e le pupe degli scolitidi) possono crescere di numero con un ritardo di una o due stagioni. Questo contribuisce, insieme agli entomopatogeni, a frenare il boom.

    Dall’altra parte, specie legate alla chioma di conifere vigorose o ad ambienti ombreggiati possono declinare. Non è un contagio: è un riassetto ecologico innescato dall’outbreak del bostrico.

    Clima, altitudine, esposizioni: perché alcune vallate saltano per prime

    Le valli con effetto foehn, le esposizioni più calde e i fondovalle siccitosi maturano generazioni extra e favoriscono il volo degli adulti. Anche la connettività del paesaggio conta: se ci sono corridoi continui di abete rosso indebolito, il fronte di attacco avanza più velocemente. Gli inverni miti riducono la mortalità delle larve svernanti; al contrario, geli lunghi e secchi possono “tagliare” una coorte e offrire una finestra di sollievo.

    Gli errori di gestione che amplificano l’onda

    Dopo una tempesta, lasciare ammassi di schianti non sezionati e non scortecciati in primavera significa regalare aree di riproduzione perfette. Trascinamenti e scortecciature tardivi, cantieri che si protraggono in pieno volo degli adulti, esbosco lento: tutto questo sincronizza le emergenze con nuovi siti di colonizzazione. Anche la scelta di rimuovere indiscriminatamente tutto il legno morto, a outbreak chiuso, impoverisce la biodiversità dei saproxilici e dei loro nemici naturali, diminuendo la resilienza del bosco per il prossimo ciclo.

    Monitoraggio pratico: come capirlo in campo (occhio da manutentore)

    Segnali da cogliere rapidamente:

    • Rosura fresca ai piedi dei tronchi in tarda primavera;
    • Gocce di resina (“tappi”) come tentativi di difesa;
    • Corteccia che suona vuota e che si distacca facilmente;
    • Gallerie madri visibili sotto la corteccia;
    • Colore degli aghi che vira (dal verde al giallo, poi al rosso mattone).

    Strumenti:

    • Trappole a feromone per monitoraggio (non sono bacchette magiche: servono per capire l’andamento del volo e l’intensità dell’infestazione, non per “svuotare” la foresta di scolitidi).
    • Rilievo geolocalizzato di piante attaccate e piante cadute;
    • Calendario termico: sommare gradi-giorno per prevedere finestre di sfarfallamento.

    Controllo integrato: combinare tempi, legno e biologia

    Una strategia IPM sensata mette in fila le mosse:

    1. Sanitation logging mirato: taglia e rimuovi (o scorteccia) i tronchi appena attaccati prima che emergano i nuovi adulti. Se non puoi esboscare subito, scorteccia in bosco per interrompere il ciclo.
    2. Tempismo: concentrati sulle fasce altitudinali e microclimi dove l’emergenza è imminente (usa i gradi-giorno e i dati delle trappole).
    3. Non sterilizzare il bosco: lascia quote ragionate di legno morto a outbreak chiuso, a beneficio di predatori, parassitoidi e saproxilici; rafforzi così la biocontrollo naturale futuro.
    4. Biocontrollo: favorire habitat per predatori (es. cleridi come Thanasimus formicarius) e una matrice forestale mista e disetanea che spezza la continuità dell’ospite preferito.
    5. Feromoni: usali per monitorare e, in casi specifici, per mass trapping in punti-cuscinetto, ma sempre come supporto, non come unica soluzione.

    “Epidemie” che fermano l’epidemia: quando si impennano i patogeni del bostrico

    Nelle annate molto umide, oppure quando la densità è altissima e le gallerie diventano affollate, i funghi entomopatogeni possono colpire duramente gli adulti e le larve. Si parla allora di epizoozie del bostrico: veri “collassi biologici” della popolazione, talvolta improvvisi. Questo spiega perché alcuni outbreak si spengono bruscamente dopo picchi insostenibili. In pratica, il bostrico può innescare la propria epidemia (contro se stesso) più che “portarne” una agli altri.

    Messaggio chiave da portare sul campo

    • Il bostrico non diffonde malattie tra tutti gli insetti del bosco.
    • Fa esplodere la propria popolazione quando il bosco è debole, e questa esplosione crea onde d’urto ecologiche.
    • Dentro le gallerie possono esplodere malattie del bostrico, che spesso chiudono il ciclo.
    • La gestione gioca tutto su tempismo, selettività, e conservazione degli alleati naturali del bosco.

    ENG — Can bark beetles cause “epidemics” among insects? What really happens when bark beetle populations explode

    Introduction: what “epidemic” means in insect ecology

    When people say “bark beetles cause epidemics among insects,” they are actually mixing three different processes:

    1. the outbreak (an “epidemic” metaphor) of bark beetles themselves, i.e., a rapid, exponential rise in their numbers;
    2. true epizootics affecting bark beetles (entomopathogenic fungi, microsporidia, viruses) that can crash their populations;
    3. cascading effects on other forest insects—predators, parasitoids, saproxylic species, pollinators—after large swaths of spruce or other conifers are killed.

    So, bark beetles do not “spread diseases” to other insect groups in a typical vector sense. Rather, they trigger conditions that look epidemic at the landscape level: a massive population boom of bark beetles and sweeping changes in the forest insect community. Inside their galleries, diseases of bark beetles can also spread and sometimes end the outbreak.

    Why bark beetles boom: water stress, windthrows, and chemical teamwork

    Scolytines are masters of collective attack. After windstorms or during prolonged droughts, host trees lose resin-based defenses. Pioneer females release aggregation pheromones, recruiting dozens of conspecifics to mass on the same trunk. Overwhelmed, the tree dies. If the season is long and warm, multiple generations per year stack up, pushing an exponential curve.

    Three levers shape the outbreak:

    • Resource pulse: windthrown or storm-toppled timber, mild burns, snowbreaks;
    • Lowered defenses: drought compromises resin flow and induced defenses;
    • Chemical cooperation: pheromones turn a marginal attack into a mass assault.

    The symbiont entourage: wood-staining fungi, mites, and microbes

    Bark beetles travel with an entourage: mutualistic or commensal fungi (often the blue-stain guild), phoretic mites, and assorted microbes. These organisms do not cause diseases in other insect groups, but they transform the microhabitat beneath the bark—temperature, humidity, metabolites, nutrient profiles. Under crowded, humid conditions, entomopathogenic fungi like Beauveria or Metarhizium may spread within bark beetle populations. Ironically, the same setting that helps beetles defeat trees can favor their microbial enemies once densities spike.

    What actually “spreads” among insects

    Clarifying the idea of contagion:

    • Pheromones and cues: they spread behaviorally, accelerating colonization fronts (not a disease, yet “epidemic-like” in population dynamics).
    • Bark beetle pathogens: in packed galleries, fungal epizootics can propagate among adults and immature stages, causing sharp declines (a true epizootic, but confined to the bark beetles).
    • Mites and microbes: phoresy shuttles small organisms along, again mostly influencing the bark beetle complex, not butterflies or pollinators.

    Community-wide cascades after tree mortality

    Mass conifer mortality remakes habitats. Many saproxylic insects gain: longhorn beetles, hoverflies linked to decaying wood, and, over longer timescales, stag beetles. Predators (e.g., clerid beetles) and parasitoid wasps tracking bark beetle broods also surge, often with a one- or two-season lag—another brake on outbreaks, together with pathogens. Conversely, species tied to dense evergreen canopies and moist shade can decline. This is no contagion; it’s an ecological reshuffle initiated by the bark beetle boom.

    Climate, topography, and why certain valleys ignite first

    Areas with foehn-like winds, warmer exposures, or drought-prone valley bottoms can add extra generations and promote flight activity. Landscape connectivity matters: continuous belts of vulnerable spruce let the attack front roll forward. Mild winters lower overwintering mortality; in contrast, prolonged hard freezes can lop off a cohort and provide temporary relief.

    Management pitfalls that amplify the wave

    Post-storm missteps are common. Leaving large piles of unsawn, bark-on windthrow into spring hands the beetles ideal rearing grounds. Slow salvage operations that overlap with peak flights synchronize emergence with fresh colonization sites. Later, removing all deadwood indiscriminately starves saproxylics and natural enemies, undermining long-term resilience.

    Field diagnostics for practitioners

    Key signs and tools:

    • Fresh frass at the base of trunks in late spring;
    • Resin pitch tubes as failed defenses;
    • Drummy, loosening bark;
    • Maternal galleries beneath the bark;
    • Foliage color shifts from green to yellow to brick-red.

    Use:

    • Pheromone traps for monitoring flight phenology and pressure (not a silver bullet for suppression).
    • Geolocated surveys of attacked and downed trees;
    • Thermal time (degree-day) tracking to predict emergence windows.

    Integrated control: timing, wood handling, and biology

    A pragmatic IPM sequence:

    1. Targeted sanitation: fell and remove (or debark in place) freshly attacked trees before new adults emerge. If skidding is delayed, the bark must go.
    2. Timing: prioritize elevational bands and microclimates approaching emergence (combine trap data with degree-days).
    3. Don’t sterilize the forest: once the outbreak wanes, retain planned amounts of deadwood to support predators, parasitoids, and saproxylic diversity—this strengthens natural biocontrol capacity.
    4. Biological allies: maintain habitat for predators (e.g., clerids like Thanasimus formicarius) and promote mixed, uneven-aged stands that break host continuity.
    5. Pheromones: rely on them for monitoring, and reserve mass trapping for buffer zones or specific tactical goals.

    When “epidemics” stop the epidemic: beetle diseases peaking at high density

    Humid seasons and overcrowded galleries can trigger entomopathogen flare-ups—true epizootics—that abruptly collapse bark beetle populations. This is why some outbreaks end suddenly after unsustainable peaks: the beetles, in effect, seed the conditions for their own downfall.

    Take-home message

    • Bark beetles do not act as broad disease vectors among forest insects.
    • They trigger their own population explosions, reshaping the insect community through habitat change.
    • Within galleries, diseases of bark beetles can spread and often close the cycle.
    • Effective management hinges on timing, selectivity, and conservation of natural enemies and structural diversity.

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    Grasshoppers vs Praying Mantis: Which Insect is More Feared in Agriculture?


    Introduzione

    Italiano

    Nel vasto universo dell’entomologia applicata all’agricoltura, poche creature suscitano reazioni così contrastanti come le cavallette e la mantide religiosa. Da un lato, le cavallette rappresentano un incubo per gli agricoltori, capaci di devastare intere coltivazioni in poche ore. Dall’altro, la mantide religiosa viene spesso percepita come un predatore utile, ma anche come un insetto enigmatico, il cui impatto sulle coltivazioni è più complesso di quanto sembri. Questo articolo approfondisce le differenze tra i due insetti, analizzandone la biologia, l’impatto agricolo, il ruolo ecologico e la percezione culturale.

    English

    In the vast universe of entomology applied to agriculture, few creatures provoke such contrasting reactions as grasshoppers and the praying mantis. On one hand, grasshoppers represent a nightmare for farmers, capable of devastating entire crops in just a few hours. On the other hand, the praying mantis is often seen as a useful predator, yet its role in agriculture is more complex than it seems. This article explores the differences between the two insects, analyzing their biology, agricultural impact, ecological role, and cultural perception.


    Biologia a confronto

    Italiano

    Le cavallette appartengono all’ordine degli Ortotteri. Si distinguono per le potenti zampe posteriori adattate al salto e per un apparato boccale masticatore progettato per consumare grandi quantità di materiale vegetale. Hanno un ciclo vitale relativamente semplice: uovo, ninfa e adulto, con metamorfosi incompleta.

    La mantide religiosa, invece, appartiene all’ordine dei Mantodea. È famosa per il corpo allungato, le zampe anteriori raptatorie con cui afferra le prede e gli occhi prominenti che le garantiscono un’ottima visione binoculare. La sua metamorfosi è anch’essa incompleta, ma le ninfe sono già predatrici fin dai primi stadi.

    English

    Grasshoppers belong to the order Orthoptera. They are characterized by powerful hind legs adapted for jumping and chewing mouthparts designed to consume large amounts of plant material. Their life cycle is relatively simple: egg, nymph, and adult, with incomplete metamorphosis.

    The praying mantis, on the other hand, belongs to the order Mantodea. It is famous for its elongated body, raptorial forelegs used to grasp prey, and prominent eyes that provide excellent binocular vision. Its metamorphosis is also incomplete, but nymphs are already predators from the earliest stages.


    Impatto sulle coltivazioni

    Italiano

    Le cavallette sono tra i fitofagi più temuti al mondo. Alcune specie, come le locuste, possono formare sciami di milioni di individui, divorando prati, campi e frutteti senza lasciare scampo. Anche le cavallette solitarie, se presenti in gran numero, danneggiano seriamente cereali, ortaggi e foraggi.

    La mantide religiosa, al contrario, non si nutre di piante ma di altri insetti. Questo la rende potenzialmente un alleato in agricoltura. Tuttavia, la sua predazione non è selettiva: una mantide può catturare sia parassiti dannosi (come afidi e mosche) sia insetti utili (come api e coccinelle).

    English

    Grasshoppers are among the most feared plant pests worldwide. Some species, such as locusts, can form swarms of millions, devouring fields, meadows, and orchards without leaving a trace. Even solitary grasshoppers, when abundant, can severely damage cereals, vegetables, and forage crops.

    The praying mantis, by contrast, does not feed on plants but on other insects. This makes it potentially an ally in agriculture. However, its predation is not selective: a mantis can capture both harmful pests (such as aphids and flies) and beneficial insects (such as bees and ladybugs).


    Ruolo ecologico

    Italiano

    Le cavallette, nonostante siano viste come nemiche, hanno un ruolo fondamentale negli ecosistemi. Riciclano la biomassa vegetale, diventano prede di uccelli, rettili e mammiferi, e contribuiscono alla catena alimentare. Tuttavia, in contesti agricoli intensivi, il loro impatto supera spesso i benefici.

    La mantide religiosa agisce come predatore apicale tra gli insetti. Regola le popolazioni di altri artropodi e contribuisce a mantenere un equilibrio ecologico. In giardini e coltivazioni biologiche, la sua presenza è spesso ben accetta, anche se la sua azione non può sostituire strategie di controllo integrate.

    English

    Despite being viewed as enemies, grasshoppers play a fundamental role in ecosystems. They recycle plant biomass, serve as prey for birds, reptiles, and mammals, and contribute to the food chain. However, in intensive agricultural contexts, their impact often outweighs the benefits.

    The praying mantis acts as a top predator among insects. It regulates populations of other arthropods and helps maintain ecological balance. In gardens and organic farms, its presence is often welcomed, although its action cannot replace integrated pest management strategies.


    Percezione culturale

    Italiano

    Le cavallette evocano da sempre timore: basti pensare alle piaghe bibliche o alle cronache di invasioni che hanno segnato intere regioni. Sono simbolo di carestia, devastazione e impotenza dell’uomo di fronte alla natura.

    La mantide religiosa, invece, ha un’aura quasi mistica. In molte culture è considerata simbolo di calma, pazienza e spiritualità. In agricoltura moderna viene vista come un “alleato naturale”, benché la realtà sia più sfumata.

    English

    Grasshoppers have always evoked fear: think of the biblical plagues or historical accounts of invasions that devastated entire regions. They symbolize famine, destruction, and humanity’s helplessness against nature.

    The praying mantis, on the other hand, carries an almost mystical aura. In many cultures, it is seen as a symbol of calm, patience, and spirituality. In modern agriculture, it is considered a “natural ally,” although the reality is more nuanced.


    Cavallette vs Mantide: chi è più temuto?

    Italiano

    Dal punto di vista agricolo, non c’è dubbio: le cavallette sono infinitamente più temute. Il loro potere distruttivo è concreto, rapido e collettivo. Una mantide, per quanto abile predatrice, non può causare danni paragonabili. Al contrario, il suo impatto è più legato agli equilibri ecologici che alle rese agricole.

    Tuttavia, se allarghiamo lo sguardo all’ecologia, entrambi hanno un ruolo complementare: le cavallette come consumatori primari e le mantidi come predatori di vertice. La loro interazione indiretta contribuisce a mantenere dinamiche complesse e affascinanti.

    English

    From an agricultural perspective, there is no doubt: grasshoppers are far more feared. Their destructive power is concrete, fast, and collective. A praying mantis, no matter how skilled a predator, cannot cause comparable damage. Instead, its impact is tied more to ecological balance than to crop yields.

    However, when we broaden the perspective to ecology, both insects play complementary roles: grasshoppers as primary consumers and mantises as top predators. Their indirect interaction helps sustain complex and fascinating dynamics.


    Conclusione

    Italiano

    La sfida tra cavallette e mantide religiosa non è una vera competizione. Mentre le prime rappresentano una minaccia agricola tangibile e devastante, la seconda svolge un ruolo più sottile e spesso positivo, pur con i suoi limiti. In definitiva, il “più temuto” in agricoltura resta senza dubbio la cavalletta, simbolo di fragilità dei sistemi agricoli di fronte alle forze della natura.

    English

    The showdown between grasshoppers and the praying mantis is not a real competition. While the former represent a tangible and devastating agricultural threat, the latter plays a subtler and often positive role, though not without limits. Ultimately, the “most feared” insect in agriculture is undoubtedly the grasshopper, a symbol of the fragility of farming systems in the face of nature’s power.


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    Introduzione / Introduction

    IT:
    Gli ecosistemi terrestri e acquatici sono reti complesse, costituite da relazioni dinamiche tra piante, animali, microrganismi e fattori abiotici. Tuttavia, una delle minacce più insidiose e meno percepite dal grande pubblico è l’invasione di insetti alieni. Questi organismi, introdotti volontariamente o accidentalmente dall’uomo in ambienti lontani dal loro habitat originario, possono alterare profondamente gli equilibri ecologici, con conseguenze gravi sulla biodiversità, sull’agricoltura e persino sulla salute umana.

    EN:
    Terrestrial and aquatic ecosystems are intricate networks shaped by dynamic relationships among plants, animals, microorganisms, and abiotic factors. However, one of the most insidious and least perceived threats by the general public is the invasion of alien insects. These organisms, introduced voluntarily or accidentally by humans into environments far from their native habitats, can profoundly alter ecological balances, with serious consequences for biodiversity, agriculture, and even human health.


    Cosa significa “insetto alieno” / What Does “Alien Insect” Mean?

    IT:
    Il termine “alieno” non ha nulla di fantascientifico: indica semplicemente una specie che si trova al di fuori della sua area di distribuzione naturale. Un insetto diventa “invasivo” quando, oltre ad essere alieno, riesce ad adattarsi, riprodursi e diffondersi senza controllo, sottraendo risorse agli organismi autoctoni. La differenza è cruciale: non tutti gli insetti introdotti diventano un problema, ma quelli che riescono a proliferare possono causare danni enormi e spesso irreversibili.

    EN:
    The term “alien” has nothing to do with science fiction: it simply refers to a species living outside its natural distribution range. An insect becomes “invasive” when, in addition to being alien, it manages to adapt, reproduce, and spread uncontrollably, stealing resources from native organisms. The distinction is crucial: not all introduced insects become a problem, but those capable of proliferating can cause enormous and often irreversible damage.


    Vie di introduzione / Pathways of Introduction

    IT:
    Gli insetti alieni non arrivano spontaneamente: dietro la loro presenza si nasconde quasi sempre l’attività umana. Le principali vie di ingresso includono:

    • Commercio internazionale di piante e legname: uova e larve si nascondono in corteccia, terricci e materiali di imballaggio.
    • Trasporto alimentare: frutta e prodotti agricoli possono contenere parassiti invisibili.
    • Turismo e viaggi: bagagli e vestiti possono trasportare piccoli insetti senza che il viaggiatore se ne accorga.
    • Cambiamenti climatici: l’aumento delle temperature facilita la sopravvivenza di specie provenienti da aree più calde.

    EN:
    Alien insects do not arrive spontaneously: their presence is almost always linked to human activity. The main entry pathways include:

    • International trade of plants and timber: eggs and larvae hide in bark, soil, and packaging materials.
    • Food transportation: fruits and agricultural products may harbor invisible pests.
    • Tourism and travel: luggage and clothing can transport small insects without travelers realizing it.
    • Climate change: rising temperatures favor the survival of species originating from warmer regions.

    Impatto sugli ecosistemi naturali / Impact on Natural Ecosystems

    IT:
    L’arrivo di un insetto alieno rappresenta una sfida diretta per le specie autoctone. In molti casi, le specie locali non possiedono meccanismi di difesa adeguati, né predatori in grado di contenerle. Le conseguenze possono includere:

    • Riduzione della biodiversità a causa della competizione per cibo e habitat.
    • Scomparsa di specie endemiche, spesso già vulnerabili.
    • Alterazione delle catene alimentari e degli equilibri ecologici.
    • Impoverimento del suolo e compromissione della rigenerazione forestale.

    EN:
    The arrival of an alien insect poses a direct challenge to native species. In many cases, local organisms lack adequate defense mechanisms or natural predators capable of containing the invader. Consequences may include:

    • Loss of biodiversity due to competition for food and habitat.
    • Extinction of endemic species, often already vulnerable.
    • Alteration of food chains and ecological balances.
    • Soil depletion and compromised forest regeneration.

    Danni all’agricoltura e al verde urbano / Damage to Agriculture and Urban Green Areas

    IT:
    Gli insetti alieni non minacciano soltanto la natura incontaminata: spesso si riversano nei campi agricoli e nelle aree verdi urbane, generando costi economici enormi. Alcuni attaccano alberi da frutto, riducendo la produzione; altri minano la salute di piante ornamentali, con impatti diretti sul paesaggio e sulla qualità della vita urbana.

    EN:
    Alien insects do not only threaten pristine nature: they often spread into agricultural fields and urban green areas, generating enormous economic costs. Some attack fruit trees, reducing yields; others undermine the health of ornamental plants, directly impacting landscapes and urban quality of life.


    Insetti alieni e salute umana / Alien Insects and Human Health

    IT:
    Alcuni insetti alieni diventano vettori di malattie. Zanzare provenienti da altri continenti, ad esempio, si sono adattate perfettamente ai climi europei, aumentando il rischio di trasmissione di virus. Inoltre, la presenza di nuove specie di vespe o formiche può causare reazioni allergiche non previste nelle popolazioni locali.

    EN:
    Some alien insects become disease vectors. Mosquitoes from other continents, for instance, have adapted perfectly to European climates, increasing the risk of virus transmission. Moreover, the presence of new wasp or ant species can trigger unexpected allergic reactions among local populations.


    Perché gli insetti alieni hanno successo? / Why Do Alien Insects Succeed?

    IT:
    Gli insetti alieni possiedono caratteristiche che ne favoriscono l’invasività:

    • Elevata capacità riproduttiva: molte specie producono più generazioni all’anno.
    • Plasticità ecologica: riescono ad adattarsi a diversi ambienti e fonti di cibo.
    • Assenza di predatori naturali: nel nuovo habitat mancano i loro nemici originari.
    • Trasporto passivo tramite l’uomo: continuano ad essere “aiutati” inconsapevolmente.

    EN:
    Alien insects possess traits that favor invasiveness:

    • High reproductive capacity: many species produce multiple generations per year.
    • Ecological plasticity: they adapt to various environments and food sources.
    • Absence of natural predators: their new habitats lack original enemies.
    • Passive transportation by humans: they continue to be “helped” unintentionally.

    Strategie di controllo e gestione / Control and Management Strategies

    IT:
    Affrontare un’invasione di insetti alieni è complesso e costoso. Alcuni strumenti includono:

    • Monitoraggio e prevenzione: controlli rigorosi alle frontiere e nei porti.
    • Lotta biologica: introduzione mirata di predatori o parassitoidi naturali.
    • Trattamenti fitosanitari: uso mirato di sostanze, con attenzione a non danneggiare altre specie.
    • Educazione e sensibilizzazione: informare cittadini e operatori del verde sulla presenza e sul riconoscimento delle specie aliene.

    EN:
    Tackling an alien insect invasion is complex and costly. Some tools include:

    • Monitoring and prevention: strict controls at borders and ports.
    • Biological control: targeted introduction of natural predators or parasitoids.
    • Phytosanitary treatments: selective use of substances, with caution not to harm other species.
    • Education and awareness: informing citizens and green-space managers about the presence and recognition of alien species.

    Ecosistemi in trasformazione / Ecosystems in Transformation

    IT:
    Gli ecosistemi non sono entità statiche: si evolvono costantemente. Tuttavia, l’accelerazione delle invasioni biologiche rischia di spingerli oltre la soglia di resilienza. In alcuni casi, gli insetti alieni diventano parte stabile del nuovo equilibrio, ma a scapito della ricchezza originaria. La sfida del futuro sarà bilanciare conservazione e adattamento.

    EN:
    Ecosystems are not static entities: they constantly evolve. However, the acceleration of biological invasions risks pushing them beyond their resilience thresholds. In some cases, alien insects become a permanent part of the new balance, but at the expense of original richness. The future challenge will be to balance conservation and adaptation.


    Conclusione / Conclusion

    IT:
    L’invasione degli insetti alieni è una delle grandi battaglie ecologiche del nostro tempo. Non si tratta di fenomeni isolati, ma di un processo globale, alimentato dalla nostra mobilità e dalle nostre abitudini economiche. Comprendere il problema è il primo passo: solo attraverso una collaborazione tra scienza, istituzioni e cittadini sarà possibile limitare i danni e preservare la biodiversità che ancora resiste.

    EN:
    The invasion of alien insects is one of the major ecological battles of our time. These are not isolated phenomena but a global process, fueled by our mobility and economic habits. Understanding the issue is the first step: only through cooperation among science, institutions, and citizens will it be possible to limit the damage and preserve the biodiversity that still remains.


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  • Insects: Pheromones and Attraction in Mating


    Introduzione

    IT:
    Nel vasto e affascinante mondo degli insetti, il richiamo dell’accoppiamento è guidato da un complesso linguaggio chimico. I feromoni, molecole invisibili e spesso impercettibili all’uomo, svolgono un ruolo fondamentale nel determinare chi si accoppierà con chi, quando e in quali condizioni. Questi segnali olfattivi non sono semplici odori, ma vere e proprie “parole” di un vocabolario biologico che può trasmettere informazioni su distanza, stato di salute, compatibilità genetica e disponibilità sessuale. Comprendere il ruolo dei feromoni significa entrare nel cuore delle strategie riproduttive di migliaia di specie di insetti, dal bruco alla farfalla, dalla formica al coleottero.

    EN:
    In the vast and fascinating world of insects, the call to mate is driven by a complex chemical language. Pheromones, invisible molecules often imperceptible to humans, play a crucial role in determining who mates with whom, when, and under what conditions. These olfactory signals are not merely scents but actual “words” in a biological vocabulary capable of conveying information about distance, health status, genetic compatibility, and sexual availability. Understanding the role of pheromones means delving into the very heart of reproductive strategies across thousands of insect species, from caterpillars to butterflies, ants to beetles.


    Che cosa sono i feromoni?

    IT:
    I feromoni sono sostanze chimiche prodotte da ghiandole specifiche del corpo dell’insetto e rilasciate nell’ambiente. Una volta percepite da un individuo della stessa specie, provocano una risposta comportamentale o fisiologica. Nel contesto dell’accoppiamento, i feromoni sessuali sono forse i più noti: segnali specializzati che attraggono un potenziale partner. Questi composti possono essere volatili, viaggiando nell’aria su lunghe distanze, oppure meno volatili, agendo a contatto diretto. Ogni specie ha un “cocktail” chimico unico, calibrato dalla selezione naturale per massimizzare le probabilità di incontro e riproduzione.

    EN:
    Pheromones are chemical substances produced by specific glands in the insect’s body and released into the environment. Once perceived by an individual of the same species, they trigger a behavioral or physiological response. In the context of mating, sexual pheromones are perhaps the most famous: specialized signals that attract a potential partner. These compounds may be volatile, traveling long distances through the air, or less volatile, acting upon direct contact. Each species has a unique chemical “cocktail,” fine-tuned by natural selection to maximize the chances of meeting and reproducing.


    Percezione e recettori sensoriali

    IT:
    Gli insetti percepiscono i feromoni principalmente attraverso le antenne, strutture straordinariamente sensibili ricche di sensilli olfattivi. All’interno di ciascun sensillo si trovano neuroni recettoriali specializzati, capaci di legare molecole specifiche. Questo meccanismo permette di discriminare tra segnali della propria specie e odori ambientali di fondo. Alcuni insetti, come le falene, hanno antenne piumate con una superficie amplificata per catturare anche tracce minime di feromone a chilometri di distanza. L’evoluzione ha plasmato queste strutture per garantire che, anche in ambienti complessi e ricchi di odori, il segnale sessuale non venga perso.

    EN:
    Insects perceive pheromones primarily through their antennae, extraordinarily sensitive structures covered with olfactory sensilla. Inside each sensillum are specialized receptor neurons capable of binding to specific molecules. This mechanism allows insects to discriminate between signals from their own species and background environmental odors. Some insects, like moths, possess feathery antennae with an amplified surface area to capture even trace amounts of pheromones from kilometers away. Evolution has shaped these structures to ensure that, even in odor-rich environments, the sexual signal is not lost.


    Strategie di rilascio dei feromoni

    IT:
    Il rilascio dei feromoni è tutt’altro che casuale. Molti insetti li emettono in momenti precisi della giornata o della stagione, sincronizzandosi con il comportamento della specie. Alcuni li diffondono solo in particolari condizioni di umidità o temperatura, quando la volatilità delle molecole è ottimale. Altri, come alcune farfalle notturne, combinano segnali chimici con comportamenti visivi o vibrazioni delle ali per potenziare l’attrattiva. Esiste anche un aspetto “economico”: produrre feromoni richiede energia e risorse, quindi il rilascio è spesso mirato a massimizzare il rapporto costo-beneficio.

    EN:
    The release of pheromones is anything but random. Many insects emit them at specific times of the day or season, synchronizing with species-specific behavior. Some release them only under particular humidity or temperature conditions, when the volatility of the molecules is optimal. Others, such as certain nocturnal butterflies, combine chemical signals with visual displays or wing vibrations to enhance attractiveness. There is also an “economic” aspect: producing pheromones requires energy and resources, so release is often targeted to maximize the cost-benefit ratio.


    Feromoni e selezione sessuale

    IT:
    I feromoni sono strumenti di selezione sessuale potentissimi. In molte specie, solo gli individui più sani e geneticamente adatti riescono a produrre quantità e qualità ottimali di feromone. Ciò significa che il segnale chimico diventa anche un indicatore della “qualità” del partner. Alcuni coleotteri, ad esempio, producono feromoni che indicano non solo la disponibilità riproduttiva, ma anche la resistenza a parassiti o malattie. In questi casi, l’odore diventa un “biglietto da visita” che racchiude informazioni vitali per il successo riproduttivo.

    EN:
    Pheromones are powerful tools of sexual selection. In many species, only the healthiest and most genetically fit individuals can produce pheromones of optimal quantity and quality. This means that the chemical signal also becomes an indicator of partner “quality.” Some beetles, for example, produce pheromones that indicate not only reproductive availability but also resistance to parasites or diseases. In these cases, scent becomes a “business card” containing vital information for reproductive success.


    Interferenze e manipolazioni

    IT:
    Il mondo degli insetti è competitivo, e i feromoni possono essere manipolati o imitati. Alcuni predatori o parassiti sfruttano i segnali chimici delle prede per attirarle in trappole mortali. Allo stesso modo, alcune specie producono feromoni “ingannevoli” per confondere i rivali o attirare partner di altre specie, generando ibridazioni occasionali. Nella lotta biologica contro i parassiti, l’uomo sfrutta queste stesse dinamiche: si utilizzano feromoni sintetici per attirare gli insetti dannosi in trappole o per “saturare” l’ambiente, impedendo agli individui di localizzarsi a vicenda.

    EN:
    The insect world is competitive, and pheromones can be manipulated or imitated. Some predators or parasites exploit the chemical signals of their prey to lure them into deadly traps. Likewise, some species produce “deceptive” pheromones to confuse rivals or attract partners from other species, leading to occasional hybridization. In the biological control of pests, humans exploit these same dynamics: synthetic pheromones are used to lure harmful insects into traps or to “flood” the environment, preventing individuals from locating each other.


    Ruolo ecologico e importanza evolutiva

    IT:
    L’uso dei feromoni nell’accoppiamento ha conseguenze che vanno oltre la singola coppia. A livello ecologico, questi segnali regolano la densità delle popolazioni e influenzano le dinamiche delle comunità. L’efficienza della comunicazione chimica può determinare la velocità con cui una specie si espande o si ritira da un’area. Dal punto di vista evolutivo, la pressione selettiva esercitata dall’ambiente, dai predatori e dalla competizione interna alla specie ha portato allo sviluppo di segnali sempre più complessi e specializzati, fino a generare meccanismi di isolamento riproduttivo che mantengono distinte le specie.

    EN:
    The use of pheromones in mating has consequences that extend beyond the individual couple. On an ecological level, these signals regulate population density and influence community dynamics. The efficiency of chemical communication can determine how quickly a species expands or retreats from an area. From an evolutionary perspective, selective pressure from the environment, predators, and intraspecific competition has led to the development of increasingly complex and specialized signals, even generating reproductive isolation mechanisms that keep species distinct.


    Conclusione

    IT:
    I feromoni rappresentano uno dei sistemi di comunicazione più raffinati del regno animale, e negli insetti raggiungono livelli di complessità straordinari. Capire come funzionano non è solo un esercizio accademico: significa comprendere le basi della sopravvivenza, della competizione e della diversità biologica. Per chi lavora nella gestione degli ecosistemi o nella lotta ai parassiti, i feromoni offrono strumenti ecologici potenti e selettivi. Per l’appassionato di natura, rivelano un mondo nascosto di messaggi invisibili che orchestrano la danza millenaria dell’accoppiamento.

    EN:
    Pheromones represent one of the most refined communication systems in the animal kingdom, and in insects, they reach extraordinary levels of complexity. Understanding how they work is not just an academic exercise: it means understanding the foundations of survival, competition, and biological diversity. For those working in ecosystem management or pest control, pheromones offer powerful and selective ecological tools. For the nature enthusiast, they reveal a hidden world of invisible messages that orchestrate the millennia-old dance of mating.


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    Japanese scale in Italy: Identification, Impact, and Control Strategies


    1. Introduzione

    Introduction

    Negli ultimi anni, la cocciniglia japonica (Pseudaulacaspis pentagona), conosciuta in inglese come Japanese scale, si è affermata come uno dei parassiti più problematici per alberi ornamentali, piante da frutto e vegetazione spontanea in Italia. Originaria dell’Asia orientale, questa cocciniglia ha trovato nelle condizioni climatiche italiane un ambiente estremamente favorevole alla sua proliferazione, con estati calde e inverni sempre più miti che ne facilitano la sopravvivenza. Il risultato è un aumento esponenziale delle infestazioni, soprattutto in zone costiere e pianure interne, ma ormai anche nelle aree collinari.
    In recent years, the Japanese scale (Pseudaulacaspis pentagona) has established itself as one of the most problematic pests for ornamental trees, fruit plants, and wild vegetation in Italy. Native to East Asia, this scale insect has found Italy’s climate—characterized by hot summers and increasingly mild winters—highly favorable for its proliferation. The result is an exponential increase in infestations, especially in coastal areas and inland plains, but now also in hilly regions.


    2. Cos’è la cocciniglia japonica

    What is the Japanese scale

    La cocciniglia japonica è un insetto fitofago appartenente alla famiglia Diaspididae. È un insetto molto piccolo, con il corpo protetto da un rivestimento ceroso e scudiforme di colore bianco, talvolta con sfumature giallastre. Le femmine adulte sono sessili, cioè rimangono fisse sulla pianta, mentre i maschi sono dotati di ali e si spostano per accoppiarsi. La caratteristica distintiva è la forma e la disposizione dello scudo protettivo, che copre il corpo e lo rende difficile da attaccare con insetticidi tradizionali.
    The Japanese scale is a phytophagous insect belonging to the Diaspididae family. It is very small, with a body protected by a white, sometimes yellowish, waxy, shield-like covering. Adult females are sessile, meaning they remain fixed to the plant, while males are winged and move to mate. A distinctive feature is the shape and arrangement of the protective shield, which covers the body and makes it difficult to attack with traditional insecticides.


    3. Perché è così invasiva

    Why it is so invasive

    Ci sono diversi fattori che rendono la cocciniglia japonica estremamente aggressiva:

    1. Ampio spettro di piante ospiti – Attacca centinaia di specie, dai fruttiferi come pesco, susino e kiwi, fino a piante ornamentali come gelsomino, acero, tiglio e oleandro.
    2. Resistenza ai pesticidi – Il rivestimento ceroso agisce come una barriera fisica, riducendo l’efficacia di molti prodotti chimici.
    3. Elevata capacità riproduttiva – Le femmine possono produrre centinaia di uova, con più generazioni in un solo anno nelle zone calde.
    4. Assenza di nemici naturali efficaci in Italia – Nei luoghi di origine esistono predatori e parassitoidi specializzati, qui invece il controllo biologico è limitato.

    There are several factors that make the Japanese scale highly aggressive:

    1. Wide host range – It attacks hundreds of species, from fruit trees such as peach, plum, and kiwi to ornamental plants like jasmine, maple, linden, and oleander.
    2. Resistance to pesticides – The waxy covering acts as a physical barrier, reducing the effectiveness of many chemical products.
    3. High reproductive capacity – Females can produce hundreds of eggs, with multiple generations in a single year in warmer areas.
    4. Lack of effective natural enemies in Italy – In its native range there are specialized predators and parasitoids, whereas here biological control is limited.

    4. Ciclo biologico e modalità di diffusione

    Life cycle and spread

    Il ciclo biologico varia in base alla temperatura. Nelle zone più calde d’Italia può completare tre o quattro generazioni annue. Le forme giovanili, dette neanidi, sono mobili nella fase iniziale e rappresentano il principale mezzo di diffusione sull’ospite. Il trasporto passivo, tramite vento, uccelli o attività umane (piante infestate, attrezzi contaminati), contribuisce alla rapida espansione.
    The life cycle varies depending on temperature. In warmer parts of Italy, it can complete three or four generations per year. The juvenile forms, called crawlers, are mobile in the early stage and represent the main means of spread on the host. Passive transport via wind, birds, or human activities (infested plants, contaminated tools) contributes to rapid expansion.


    5. Sintomi e danni sulle piante

    Symptoms and plant damage

    Le infestazioni si manifestano con la comparsa di piccoli scudi bianchi aderenti a rami, tronchi e talvolta frutti. Le piante colpite mostrano ingiallimento fogliare, riduzione della vigoria, secchezza dei rami e calo produttivo. Nei casi più gravi si osserva la morte di interi rami o dell’intera pianta.
    Infestations appear as small white shields attached to branches, trunks, and sometimes fruits. Affected plants show leaf yellowing, reduced vigor, branch dieback, and decreased yield. In severe cases, entire branches or the whole plant may die.


    6. Zone italiane maggiormente colpite

    Most affected areas in Italy

    La cocciniglia japonica è stata segnalata inizialmente in aree portuali e vivai, per poi diffondersi rapidamente. Attualmente è presente in molte regioni del Centro e Sud Italia, ma focolai significativi sono stati rilevati anche al Nord, specialmente in zone a clima mite come la Liguria e il Lago di Garda.
    The Japanese scale was initially reported in port areas and nurseries, then spread rapidly. It is now present in many regions of central and southern Italy, with significant outbreaks also detected in the north, especially in mild-climate areas like Liguria and Lake Garda.


    7. Come agire: prevenzione e monitoraggio

    How to act: prevention and monitoring

    • Ispezioni regolari: controllare frequentemente rami e tronchi, soprattutto in primavera.
    • Quarantena delle nuove piante: isolare le nuove introduzioni in giardino o vivaio per alcune settimane.
    • Pulizia degli attrezzi: disinfettare forbici e seghetti dopo l’uso.
    • Monitoraggio delle neanidi: con l’ausilio di nastri collanti o lenti d’ingrandimento per intervenire nelle prime fasi.
    • Regular inspections: check branches and trunks frequently, especially in spring.
    • Quarantine new plants: isolate new introductions in gardens or nurseries for several weeks.
    • Tool sanitation: disinfect pruning shears and saws after use.
    • Monitoring crawlers: use sticky tapes or magnifying lenses to intervene in the early stages.

    8. Controllo biologico

    Biological control

    Il controllo biologico è la strategia più sostenibile nel lungo periodo. L’introduzione di predatori naturali come coccinelle specializzate (Chilocorus kuwanae) o vespe parassitoidi può ridurre le popolazioni. Tuttavia, questo richiede programmi coordinati e valutazioni ecologiche per evitare squilibri.
    Biological control is the most sustainable long-term strategy. Introducing natural predators such as specialized ladybirds (Chilocorus kuwanae) or parasitoid wasps can reduce populations. However, this requires coordinated programs and ecological assessments to avoid imbalances.


    9. Lotta chimica e integrata

    Chemical and integrated control

    Gli insetticidi possono essere utili, ma vanno applicati nel momento giusto, quando le neanidi sono esposte e prive di scudo protettivo. Gli oli minerali estivi e invernali aiutano a soffocare gli individui e a sciogliere la cera protettiva. La strategia migliore rimane l’uso integrato: combinare trattamenti chimici mirati, introduzione di nemici naturali e buone pratiche agronomiche.
    Insecticides can be useful but must be applied at the right time, when crawlers are exposed and lack the protective shield. Summer and winter mineral oils help suffocate individuals and dissolve the wax covering. The best strategy remains integrated pest management: combining targeted chemical treatments, natural enemy introduction, and good agronomic practices.


    10. Prospettive future e adattamento

    Future prospects and adaptation

    Il cambiamento climatico, con inverni più miti, rischia di ampliare ulteriormente la distribuzione della cocciniglia japonica in Italia. Sarà necessario sviluppare sistemi di monitoraggio più capillari, promuovere la collaborazione tra agricoltori e ricercatori e adottare approcci innovativi come il controllo microbiologico e l’uso di piante resistenti.
    Climate change, with milder winters, is likely to further expand the distribution of the Japanese scale in Italy. It will be necessary to develop more widespread monitoring systems, promote collaboration between farmers and researchers, and adopt innovative approaches such as microbiological control and the use of resistant plants.


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    The nymphs of the brown marmorated stink bug: a complete guide


    1. Introduzione

    IT: La cimice asiatica (Halyomorpha halys) è uno degli insetti invasivi più problematici degli ultimi decenni. Originaria dell’Asia orientale, si è diffusa in Europa e in America causando danni ingenti all’agricoltura. Mentre gli adulti sono più facili da riconoscere, le ninfe rappresentano uno stadio affascinante e critico del loro ciclo vitale, caratterizzato da rapidi cambiamenti morfologici e comportamentali.

    EN: The brown marmorated stink bug (Halyomorpha halys) is one of the most problematic invasive insects of recent decades. Native to East Asia, it has spread across Europe and America, causing severe agricultural damage. While adults are easier to recognize, nymphs represent a fascinating and critical stage in their life cycle, marked by rapid morphological and behavioral changes.


    2. Cosa sono le ninfe

    IT: Le ninfe sono gli stadi giovanili che si sviluppano dopo la schiusa delle uova e prima della forma adulta. A differenza delle larve di altri insetti, le ninfe delle cimici hanno già una forma simile a quella degli adulti, ma priva di ali completamente sviluppate e con proporzioni diverse. Passano attraverso cinque stadi, detti “instar”, ognuno con caratteristiche proprie.

    EN: Nymphs are the juvenile stages that develop after the eggs hatch and before the adult form. Unlike larvae of other insects, stink bug nymphs already resemble the adults in shape, but they lack fully developed wings and have different proportions. They go through five stages, called “instars,” each with its own features.


    3. Il ciclo vitale in breve

    IT:

    • Uova: deposte in gruppi ordinati, di colore verde pallido o giallo chiaro.
    • Ninfa di 1° stadio: appena uscita dall’uovo, non si nutre e resta vicino al gruppo.
    • Ninfa di 2°-5° stadio: inizia a nutrirsi di linfa vegetale, cresce e cambia colore.
    • Adulto: raggiunge la maturità sessuale e si riproduce.

    EN:

    • Eggs: laid in neat clusters, pale green or light yellow in color.
    • 1st instar nymph: just emerged, does not feed and stays near the clutch.
    • 2nd–5th instar nymph: begins feeding on plant sap, grows, and changes color.
    • Adult: reaches sexual maturity and reproduces.

    4. Morfologia delle ninfe

    IT: Le ninfe della cimice asiatica mostrano un’ampia varietà di colori e disegni man mano che crescono. Il corpo è generalmente più tondeggiante rispetto all’adulto, con antenne segmentate e zampe lunghe e sottili. Nei primi stadi predominano i colori scuri, mentre negli stadi avanzati compaiono bande chiare e macchie più definite.

    EN: Brown marmorated stink bug nymphs display a wide variety of colors and patterns as they grow. Their bodies are generally more rounded than adults, with segmented antennae and long, slender legs. Early stages are dominated by dark colors, while later stages show light bands and more defined spots.


    5. Primo stadio (1° instar)

    IT: Subito dopo la schiusa, le ninfe sono molto piccole (circa 2,4 mm), di colore nero lucido o arancione-rossastro, con macchie bianche sull’addome. Non si allontanano dalle uova, probabilmente per protezione reciproca e perché non hanno ancora bisogno di nutrirsi. Questo comportamento riduce il rischio di predazione.

    EN: Right after hatching, nymphs are very small (about 2.4 mm), glossy black or reddish-orange, with white spots on the abdomen. They do not move away from the eggs, likely for mutual protection and because they do not yet need to feed. This behavior reduces predation risk.


    6. Secondo stadio (2° instar)

    IT: Le ninfe iniziano a disperdersi e a nutrirsi di linfa vegetale perforando i tessuti delle piante. Il colore del corpo inizia a scurirsi e compaiono le prime bande chiare sulle antenne. La dimensione media raggiunge i 3 mm.

    EN: The nymphs start to disperse and feed on plant sap by piercing plant tissues. Their body color begins to darken, and the first light bands appear on the antennae. Average size reaches about 3 mm.


    7. Terzo stadio (3° instar)

    IT: In questo stadio le ninfe diventano più mobili e resistenti. Il disegno dell’addome si definisce meglio e compaiono macchie più pronunciate. La dieta si amplia a varie parti della pianta, inclusi frutti e semi in sviluppo.

    EN: At this stage, the nymphs become more mobile and resilient. The abdominal pattern becomes more defined, and more pronounced spots appear. Their diet expands to various parts of the plant, including fruits and developing seeds.


    8. Quarto stadio (4° instar)

    IT: Le dimensioni aumentano fino a circa 7 mm. Le ali iniziano a formarsi come piccoli abbozzi, e i colori diventano un mix di marrone, nero e bianco. In questa fase le ninfe possono spostarsi facilmente tra piante diverse, aumentando il loro potenziale di diffusione.

    EN: Size increases to about 7 mm. Wings begin forming as small buds, and colors become a mix of brown, black, and white. At this stage, nymphs can easily move between different plants, increasing their potential spread.


    9. Quinto stadio (5° instar)

    IT: È l’ultimo stadio prima dell’adulto. La lunghezza arriva a circa 12 mm. Le ali sono quasi completamente sviluppate, ma ancora non funzionanti. I disegni sono molto simili a quelli dell’adulto, ma il corpo rimane più morbido e meno coriaceo.

    EN: This is the last stage before adulthood. Length reaches about 12 mm. Wings are almost fully developed but still non-functional. Patterns are very similar to the adult’s, but the body remains softer and less rigid.


    10. Alimentazione delle ninfe

    IT: Le ninfe si nutrono inserendo il loro apparato boccale pungente-succhiante nei tessuti vegetali. La linfa estratta fornisce loro zuccheri e altri nutrienti essenziali per la crescita. Purtroppo, questa attività provoca deformazioni nei frutti e caduta prematura delle colture.

    EN: Nymphs feed by inserting their piercing-sucking mouthparts into plant tissues. The extracted sap provides them with sugars and other essential nutrients for growth. Unfortunately, this activity causes fruit deformities and premature crop drop.


    11. Comportamento e difesa

    IT: Le ninfe, come gli adulti, possono emettere un odore sgradevole da ghiandole toraciche quando si sentono minacciate. Questo serve a scoraggiare predatori come uccelli, ragni e insetti predatori. Alcune ninfe si aggregano in gruppi, aumentando la protezione.

    EN: Nymphs, like adults, can emit a foul odor from thoracic glands when threatened. This deters predators such as birds, spiders, and predatory insects. Some nymphs aggregate in groups, increasing protection.


    12. Habitat e distribuzione

    IT: Le ninfe si trovano su una vasta gamma di piante ospiti: alberi da frutto, ortaggi, piante ornamentali e specie spontanee. La loro capacità di adattarsi a molti ambienti ha favorito l’espansione della cimice asiatica in Europa, Nord America e Sud America.

    EN: Nymphs can be found on a wide range of host plants: fruit trees, vegetables, ornamental plants, and wild species. Their ability to adapt to many environments has favored the spread of the brown marmorated stink bug in Europe, North America, and South America.


    13. Stagionalità delle ninfe

    IT: In Italia, le prime ninfe compaiono tra fine maggio e inizio giugno, con picchi di presenza in estate. Nelle zone più calde, possono svilupparsi due generazioni in un anno, prolungando l’attività fino all’autunno inoltrato.

    EN: In Italy, the first nymphs appear between late May and early June, with peaks in summer. In warmer areas, two generations may develop in one year, extending activity into late autumn.


    14. Predatori naturali delle ninfe

    IT: Tra i nemici naturali si annoverano vespe parassitoidi, formiche, ragni e coccinelle predatrici. In alcune aree sono stati introdotti parassitoidi specifici come Trissolcus japonicus, capace di ridurre le popolazioni.

    EN: Natural enemies include parasitoid wasps, ants, spiders, and predatory ladybugs. In some areas, specific parasitoids such as Trissolcus japonicus have been introduced, capable of reducing populations.


    15. Impatto agricolo delle ninfe

    IT: Sebbene gli adulti siano spesso accusati dei danni, anche le ninfe contribuiscono in modo significativo. La loro alimentazione provoca macchie, cicatrici e deformazioni su frutta e ortaggi, compromettendo la qualità commerciale del prodotto.

    EN: Although adults are often blamed for damage, nymphs also contribute significantly. Their feeding causes spots, scars, and deformities on fruits and vegetables, reducing the commercial quality of the product.


    16. Come distinguere le ninfe da altre specie

    IT: Le ninfe di Halyomorpha halys si distinguono per le bande chiare sulle antenne e le macchie bianche lungo i margini addominali. Molte altre cimici europee hanno colori e forme diverse, spesso senza questo pattern distintivo.

    EN: Nymphs of Halyomorpha halys can be distinguished by the light bands on their antennae and the white spots along the abdominal edges. Many other European stink bugs have different colors and shapes, often lacking this distinctive pattern.


    17. Monitoraggio delle ninfe

    IT: Il monitoraggio in campo è fondamentale per individuare tempestivamente le infestazioni. Si utilizzano sia ispezioni visive sulle piante, sia trappole a feromoni che attirano anche le ninfe più mobili.

    EN: Field monitoring is essential to detect infestations early. Both visual inspections on plants and pheromone traps, which also attract more mobile nymphs, are used.


    18. Prevenzione della diffusione

    IT: Per ridurre la diffusione, è utile rimuovere manualmente le uova e le prime ninfe, controllare le piante ospiti e limitare il trasporto di materiale vegetale infestato.

    EN: To reduce spread, it is useful to manually remove eggs and early nymphs, inspect host plants, and limit the transport of infested plant material.


    19. Ruolo ecologico delle ninfe

    IT: Sebbene siano considerate principalmente dannose, le ninfe fanno parte delle reti alimentari locali, fornendo cibo a diversi predatori. Tuttavia, l’equilibrio ecologico è compromesso dalla loro eccessiva abbondanza.

    EN: Although mainly considered harmful, nymphs are part of local food webs, providing food for various predators. However, ecological balance is disrupted by their excessive abundance.


    20. Conclusione

    IT: Le ninfe della cimice asiatica rappresentano una fase vitale del ciclo biologico di questo insetto invasivo. Conoscere la loro morfologia, comportamento e impatto è essenziale per sviluppare strategie di gestione efficaci.

    EN: The nymphs of the brown marmorated stink bug represent a vital stage in the life cycle of this invasive insect. Understanding their morphology, behavior, and impact is essential for developing effective management strategies.


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    Housefly (Musca domestica): origin, spread and geographical distribution


    Introduzione

    IT: La mosca domestica (Musca domestica) è uno degli insetti più diffusi e familiari al mondo. Presente in quasi ogni ambiente abitato dall’uomo, accompagna la nostra specie da migliaia di anni, adattandosi a vivere ovunque ci siano fonti di cibo e condizioni favorevoli alla sua riproduzione. La sua storia di diffusione è strettamente legata ai movimenti umani, all’agricoltura e al commercio.
    EN: The housefly (Musca domestica) is one of the most widespread and familiar insects in the world. Found in almost every human-inhabited environment, it has accompanied our species for thousands of years, adapting to live wherever there are food sources and suitable conditions for reproduction. Its spread is closely linked to human migration, agriculture, and trade.


    Origini della Musca domestica

    IT: La Musca domestica è originaria probabilmente delle steppe dell’Asia centrale o di zone calde del Medio Oriente. Studi morfologici e genetici indicano che la specie si sia evoluta in ambienti aperti e soleggiati, dove abbondavano materiali organici in decomposizione, ideali per lo sviluppo larvale. Con la sedentarizzazione dell’uomo e l’allevamento di animali domestici, la mosca ha trovato un ambiente stabile e ricco di risorse, iniziando a stabilirsi nei villaggi e nelle prime città.
    EN: The Musca domestica most likely originated in the steppes of Central Asia or warm regions of the Middle East. Morphological and genetic studies suggest the species evolved in open, sunny environments where decomposing organic matter was abundant—perfect for larval development. With human settlement and the domestication of animals, the fly found a stable, resource-rich environment, establishing itself in villages and early cities.


    La diffusione nell’antichità

    IT: La mosca domestica ha cominciato la sua espansione globale in parallelo con le rotte commerciali e le migrazioni umane. Lungo la Via della Seta e le rotte marittime fenicie e romane, questo insetto ha viaggiato nascosto nei carichi di grano, nei tessuti e negli animali da allevamento. Nell’antico Egitto era già un insetto comune, raffigurato persino in alcune decorazioni funerarie. Nel mondo romano, la mosca era considerata un fastidio inevitabile nelle città densamente popolate.
    EN: The housefly began its global expansion in parallel with trade routes and human migrations. Along the Silk Road and the Phoenician and Roman maritime routes, this insect traveled hidden in grain shipments, textiles, and livestock. In ancient Egypt, it was already a common insect, even depicted in some funerary decorations. In the Roman world, the fly was considered an unavoidable nuisance in densely populated cities.


    Diffusione durante l’era delle grandi esplorazioni

    IT: Tra il XV e il XVII secolo, con l’inizio delle esplorazioni marittime e l’espansione coloniale europea, la Musca domestica raggiunse continenti in cui era assente. Navi cariche di merci e animali trasportavano uova e larve senza saperlo. In questo periodo, la mosca si stabilì stabilmente nelle Americhe, in Australia e in molte isole oceaniche.
    EN: Between the 15th and 17th centuries, during the Age of Exploration and European colonial expansion, Musca domestica reached continents where it had been absent. Ships loaded with goods and livestock unknowingly carried eggs and larvae. During this period, the fly became permanently established in the Americas, Australia, and many oceanic islands.


    Adattabilità ecologica

    IT: Uno dei motivi principali per cui la mosca domestica è così diffusa è la sua straordinaria capacità di adattarsi. Può sopravvivere in climi temperati, tropicali e subtropicali, e persino tollerare periodi più freddi rifugiandosi in edifici o stalle. La sua dieta è estremamente varia: si nutre di materiale organico di origine vegetale e animale, liquidi zuccherini, rifiuti e resti in decomposizione.
    EN: One of the main reasons the housefly is so widespread is its remarkable adaptability. It can survive in temperate, tropical, and subtropical climates, and even endure colder periods by sheltering in buildings or barns. Its diet is extremely varied: it feeds on organic matter of both plant and animal origin, sugary liquids, waste, and decomposing remains.


    Presenza in Europa

    IT: In Europa, la mosca domestica è praticamente ovunque, dalle zone rurali alle grandi città. È particolarmente abbondante in aree agricole dove si allevano bovini e pollame, grazie alla disponibilità costante di materiale organico umido per la deposizione delle uova. Nei mesi caldi, le popolazioni possono crescere rapidamente, causando problemi sanitari e di benessere animale.
    EN: In Europe, the housefly is virtually everywhere, from rural areas to large cities. It is particularly abundant in agricultural zones where cattle and poultry are raised, thanks to the constant availability of moist organic matter for egg-laying. In warm months, populations can increase rapidly, creating health and animal welfare issues.


    Presenza in Asia

    IT: L’Asia è probabilmente il continente con la maggiore diversità di habitat colonizzati dalla mosca domestica. In paesi tropicali come India e Indonesia, le mosche sono presenti tutto l’anno, mentre in regioni più fredde come Russia e Mongolia si concentrano nei mesi estivi. Mercati all’aperto, allevamenti e discariche urbane sono i principali focolai di proliferazione.
    EN: Asia is probably the continent with the greatest diversity of habitats colonized by the housefly. In tropical countries like India and Indonesia, flies are present year-round, while in colder regions such as Russia and Mongolia they concentrate in summer months. Open-air markets, livestock farms, and urban dumps are the main proliferation hotspots.


    Presenza in Africa

    IT: In Africa, la mosca domestica è onnipresente, ma assume particolare importanza sanitaria nelle aree rurali e periurbane. Il clima caldo e umido di molte regioni favorisce un ciclo riproduttivo continuo, senza interruzioni stagionali. In zone aride, invece, la mosca si concentra vicino a insediamenti umani e punti d’acqua.
    EN: In Africa, the housefly is ubiquitous but takes on particular health importance in rural and peri-urban areas. The warm and humid climate of many regions supports a continuous reproductive cycle with no seasonal breaks. In arid zones, the fly concentrates near human settlements and water sources.


    Presenza nelle Americhe

    IT: In Nord America, la mosca domestica è un ospite estivo molto comune, mentre in climi caldi come quelli del Messico e del Brasile è attiva tutto l’anno. In Sud America, soprattutto nelle zone agricole, la densità può essere molto elevata, con picchi nei periodi di maggiore produzione zootecnica.
    EN: In North America, the housefly is a common summer guest, while in warm climates such as Mexico and Brazil it is active year-round. In South America, particularly in agricultural areas, density can be very high, with peaks during periods of increased livestock production.


    Presenza in Oceania

    IT: In Australia e Nuova Zelanda, la mosca domestica è ben radicata. Il clima caldo e le vaste aree di allevamento ovino e bovino forniscono condizioni ideali. In alcune zone rurali australiane, le infestazioni sono così intense che le mosche diventano un problema stagionale noto come “plague flies”.
    EN: In Australia and New Zealand, the housefly is well established. The warm climate and extensive sheep and cattle farming provide ideal conditions. In some rural areas of Australia, infestations are so intense that flies become a seasonal problem known as “plague flies.”


    Aree in cui è meno diffusa

    IT: La Musca domestica è rara solo in ambienti estremi, come deserti privi di insediamenti umani o regioni polari. Anche qui, tuttavia, può sopravvivere temporaneamente in presenza di basi scientifiche o insediamenti stagionali.
    EN: Musca domestica is rare only in extreme environments, such as deserts without human settlements or polar regions. Even here, however, it can survive temporarily in the presence of scientific bases or seasonal settlements.


    Ruolo dell’uomo nella diffusione attuale

    IT: Oggi, la mosca domestica continua a viaggiare con noi. Trasporti aerei, spedizioni internazionali di alimenti e il turismo globale offrono continuamente nuove opportunità di colonizzazione. La sua capacità di riprodursi rapidamente fa sì che bastino poche uova introdotte in un’area perché una popolazione si stabilisca.
    EN: Today, the housefly continues to travel with us. Air transport, international food shipments, and global tourism constantly provide new colonization opportunities. Its ability to reproduce rapidly means that just a few eggs introduced into an area are enough for a population to establish.


    Conclusioni

    IT: La Musca domestica è un esempio perfetto di come un insetto possa sfruttare la vicinanza con l’uomo per conquistare il pianeta. La sua diffusione globale è il risultato di un’ecologia flessibile, una riproduzione rapida e un’alleanza involontaria con le attività umane. Studiare la sua presenza e i suoi spostamenti può aiutare a comprendere non solo la biologia degli insetti, ma anche la nostra stessa storia di mobilità e urbanizzazione.
    EN: The Musca domestica is a perfect example of how an insect can exploit its proximity to humans to conquer the planet. Its global spread results from flexible ecology, rapid reproduction, and an unintended alliance with human activities. Studying its presence and movements can help us understand not only insect biology but also our own history of mobility and urbanization.


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    Sacred scarab vs. Stag beetle: a comparison between giants of the insect world


    Introduzione / Introduction

    IT:
    Il mondo degli insetti è popolato da creature straordinarie, molte delle quali hanno affascinato l’uomo per millenni. Due tra le più iconiche sono lo scarabeo sacro (Scarabaeus sacer) e il cervo volante (Lucanus cervus). Pur appartenendo a famiglie diverse e avendo stili di vita distinti, condividono una reputazione di potenza e imponenza nel regno degli insetti. In questo articolo, li metteremo a confronto sotto diversi aspetti: dalla morfologia al comportamento, dal ruolo ecologico alla simbologia, fino alle sfide che entrambi affrontano per sopravvivere.

    EN:
    The insect world is filled with extraordinary creatures, many of which have fascinated humans for millennia. Two of the most iconic are the sacred scarab (Scarabaeus sacer) and the stag beetle (Lucanus cervus). Although they belong to different families and have distinct lifestyles, they share a reputation for strength and grandeur in the insect realm. In this article, we will compare them across various aspects: from morphology to behavior, ecological role to symbolism, and the challenges both face in their fight for survival.


    Morfologia a confronto / Morphology compared

    IT:
    Lo scarabeo sacro appartiene alla famiglia Scarabaeidae. È compatto, di colore nero o bruno scuro, con corpo tondeggiante e zampe robuste dotate di spine, perfette per scavare e rotolare sfere di sterco. Misura in genere tra i 25 e i 37 mm.
    Il cervo volante, invece, appartiene alla famiglia Lucanidae ed è molto più grande: i maschi possono superare i 75 mm. La caratteristica più evidente sono le enormi mandibole, simili alle corna di un cervo, usate non per masticare ma per combattere con altri maschi. Il corpo è allungato, di colore bruno-rossastro, con elitre lucide.

    EN:
    The sacred scarab belongs to the Scarabaeidae family. It has a compact, rounded body, black or dark brown in color, and robust legs armed with spines, ideal for digging and rolling dung balls. Its length usually ranges between 25 and 37 mm.
    The stag beetle, on the other hand, is part of the Lucanidae family and is significantly larger: males can exceed 75 mm. Its most striking feature is the massive mandibles, resembling deer antlers, used not for chewing but for battling rival males. The body is elongated, reddish-brown, with glossy elytra.


    Comportamento e stile di vita / Behavior and lifestyle

    IT:
    Lo scarabeo sacro è un maestro del riciclo: si nutre e depone le uova nello sterco di grandi erbivori. I maschi formano palle di sterco che trasportano a notevole distanza, talvolta con la collaborazione della femmina, prima di interrarle.
    Il cervo volante vive in ambienti boschivi, predilige querce e faggi e ha larve che si sviluppano nel legno morto, nutrendosi della sua decomposizione. I maschi passano gran parte della stagione degli amori a combattere per conquistare una femmina, usando le mandibole come leve.

    EN:
    The sacred scarab is a recycling master: it feeds on and lays its eggs in the dung of large herbivores. Males form dung balls and transport them considerable distances, sometimes with the female’s assistance, before burying them.
    The stag beetle lives in woodland environments, favoring oak and beech trees. Its larvae develop in dead wood, feeding on its decomposition. Males spend much of the mating season fighting to win a female, using their mandibles as levers.


    Ciclo vitale / Life cycle

    IT:
    Il ciclo vitale dello scarabeo sacro inizia quando la femmina depone un uovo all’interno di una palla di sterco interrata. La larva, una volta schiusa, si nutre del contenuto fino alla metamorfosi in adulto, processo che dura alcuni mesi.
    Il cervo volante ha un ciclo molto più lungo: le larve vivono fino a 5-7 anni nel legno morto, crescendo lentamente prima di impuparsi e trasformarsi in adulti, che vivono solo pochi mesi.

    EN:
    The sacred scarab’s life cycle begins when the female lays an egg inside a buried dung ball. Once hatched, the larva feeds on the contents until pupating and emerging as an adult, a process lasting several months.
    The stag beetle’s cycle is far longer: larvae live for up to 5–7 years inside dead wood, slowly growing before pupating and becoming adults, which survive only a few months.


    Ruolo ecologico / Ecological role

    IT:
    Lo scarabeo sacro svolge un ruolo fondamentale nella pulizia degli ambienti naturali, accelerando la decomposizione dello sterco e migliorando la fertilità del suolo. La sua attività riduce anche la proliferazione di parassiti legati agli escrementi.
    Il cervo volante, invece, è un ingegnere della decomposizione del legno. Le larve contribuiscono a restituire nutrienti al suolo e favoriscono la biodiversità del microhabitat del legno morto.

    EN:
    The sacred scarab plays a crucial role in cleaning natural environments, speeding up dung decomposition and improving soil fertility. Its activity also reduces the spread of parasites linked to animal waste.
    The stag beetle, on the other hand, is a wood decomposition engineer. Its larvae help return nutrients to the soil and enhance biodiversity within dead wood microhabitats.


    Simbolismo e cultura / Symbolism and culture

    IT:
    Lo scarabeo sacro è celebre nella cultura dell’Antico Egitto, dove rappresentava il dio Khepri, simbolo del sole nascente e della rinascita. Amuleti a forma di scarabeo erano diffusi come talismani di protezione.
    Il cervo volante ha meno legami religiosi, ma in molte tradizioni europee è stato visto come creatura magica, spesso associata a forza e coraggio. In Giappone è considerato un insetto nobile e viene allevato come animale da compagnia.

    EN:
    The sacred scarab is famous in Ancient Egyptian culture, representing the god Khepri, symbol of the rising sun and rebirth. Scarab-shaped amulets were widespread as protective talismans.
    The stag beetle has fewer religious ties, but in many European traditions it was seen as a magical creature, often associated with strength and courage. In Japan, it is considered a noble insect and is even kept as a pet.


    Minacce e conservazione / Threats and conservation

    IT:
    Lo scarabeo sacro è minacciato dalla perdita di habitat e dalla riduzione degli animali da pascolo in certe aree, che riduce la disponibilità di sterco. L’uso di antiparassitari può compromettere la sua sopravvivenza.
    Il cervo volante è in pericolo soprattutto a causa della scomparsa di boschi maturi e del legno morto, essenziale per lo sviluppo delle larve. È protetto in molti Paesi europei.

    EN:
    The sacred scarab is threatened by habitat loss and the decline of grazing animals in certain areas, reducing dung availability. The use of pesticides can also jeopardize its survival.
    The stag beetle is mainly endangered by the disappearance of mature forests and dead wood, essential for larval development. It is protected in many European countries.


    Curiosità / Curiosities

    IT:

    • Lo scarabeo sacro può spostare una palla di sterco oltre 50 volte il proprio peso.
    • Alcuni cervi volanti maschi si feriscono gravemente durante le lotte, ma raramente muoiono per le ferite riportate.
    • Entrambe le specie hanno un orientamento sorprendente: lo scarabeo sacro usa la Via Lattea per navigare, il cervo volante memorizza percorsi nel bosco.

    EN:

    • The sacred scarab can move a dung ball more than 50 times its own weight.
    • Some stag beetle males suffer serious injuries during fights, but rarely die from them.
    • Both species have remarkable orientation skills: the sacred scarab uses the Milky Way for navigation, while the stag beetle memorizes woodland routes.

    Conclusione / Conclusion

    IT:
    Scarabeo sacro e cervo volante, pur appartenendo a mondi ecologici differenti, rappresentano due esempi straordinari di adattamento e fascino nel regno degli insetti. Uno lavora sottoterra, silenzioso, trasformando scarti in vita; l’altro domina l’aria estiva con le sue imponenti mandibole, combattendo per perpetuare la specie. Entrambi, però, ci ricordano quanto sia fragile e preziosa la biodiversità.

    EN:
    The sacred scarab and stag beetle, although belonging to different ecological worlds, are both extraordinary examples of adaptation and fascination in the insect kingdom. One works underground, silently turning waste into life; the other rules the summer air with its imposing mandibles, fighting to ensure the species’ survival. Both, however, remind us of the fragility and value of biodiversity.


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