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  • Rubrica speciale serale: Giganti a otto zampe

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    Scopri la Theraphosa apophysis, una delle più grandi tarantole al mondo, famosa per le punte rosa sulle zampe e l’aspetto imponente.


    Un colosso delle foreste sudamericane

    Originaria del Venezuela e della Colombia, Theraphosa apophysis è tra le tarantole terrestri più grandi e pesanti del pianeta. Spesso viene confusa con la più celebre Theraphosa blondi, ma si distingue per caratteristiche uniche.


    Aspetto e dimensioni

    Può superare i 28 cm di apertura zampale. Il corpo è scuro, con evidenti riflessi rossastri e, in età giovanile, le zampe mostrano tipiche estremità rosa, da cui il soprannome “Pinkfoot Goliath”.


    Habitat e comportamento

    • Vive nel sottobosco umido delle foreste tropicali
    • Predilige tane profonde, spesso scavate sotto ceppaie o rocce
    • Nonostante la stazza, è piuttosto schiva e raramente aggressiva

    Predazione e veleno

    Si nutre di grossi insetti, piccoli roditori, lucertole e rane. Il veleno è efficace sulle prede ma non pericoloso per l’uomo, anche se il morso può risultare doloroso. Rilascia peli urticanti in caso di minaccia.


    Curiosità

    • Viene spesso allevata da collezionisti esperti per le sue dimensioni e rarità
    • Cresce rapidamente ma richiede ambienti molto umidi per stare bene
    • È più rara da trovare in commercio rispetto ad altre Theraphosa

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  • Rubrica speciale serale: Giganti a otto zampe

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    Scopri la Aphonopelma chalcodes, la tarantola del deserto nordamericano. Abitudini, adattamenti e comportamento di una specie resistente.


    Una sopravvissuta del deserto

    L’Aphonopelma chalcodes, nota anche come tarantola del deserto, vive negli ambienti aridi del sud-ovest degli Stati Uniti, in particolare in Arizona. È una delle poche tarantole ad aver sviluppato una resistenza straordinaria alla siccità e alle escursioni termiche.


    Aspetto e dimensioni

    Questa specie raggiunge un’apertura zampale di circa 13–15 cm. Ha una colorazione sabbia chiara sul cefalotorace e zampe più scure, perfetta per mimetizzarsi nel suolo desertico.


    Vita nel deserto

    • Scava tane profonde per evitare il calore eccessivo
    • È attiva soprattutto di notte, quando le temperature calano
    • Passa la maggior parte della vita nella tana, uscendo solo per cacciare o durante la stagione degli accoppiamenti

    Alimentazione e predatori

    Si nutre di insetti desertici, piccoli vertebrati e altri artropodi. I suoi principali nemici sono i serpenti, le vespe cacciatrici e gli uccelli rapaci.


    Curiosità

    • I maschi, una volta adulti, hanno vita breve e vagano alla ricerca di femmine
    • Le femmine possono superare i 20 anni di vita
    • Il morso non è pericoloso per l’uomo, ma può essere doloroso

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  • Rubrica speciale serale: Giganti a otto zampe

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    Scopri la Lasiodora parahybana, una delle tarantole più grandi del mondo, originaria del Brasile. Caratteristiche, comportamento e curiosità.


    Un gigante dal cuore sudamericano

    Originaria della regione di Paraíba, in Brasile, Lasiodora parahybana è tra le tarantole terrestri più imponenti conosciute. Nonostante l’aspetto minaccioso, ha un comportamento piuttosto tranquillo.


    Aspetto e dimensioni

    Può raggiungere un’apertura zampale di oltre 25 cm, con un corpo massiccio ricoperto da peli neri con riflessi rossastri, soprattutto sulle zampe. Le femmine sono molto più longeve dei maschi, potendo vivere anche oltre i 20 anni.


    Abitudini e habitat

    • Vive in tane scavate nel terreno o in anfratti naturali
    • Preferisce ambienti caldi e umidi, tipici delle foreste pluviali
    • È notturna e si muove con lentezza, riservando la velocità alle situazioni di difesa

    Alimentazione e veleno

    Si nutre di grandi insetti, piccoli mammiferi, lucertole e rane. Il veleno non è pericoloso per l’uomo, ma può causare dolore e irritazione. Anche questa specie può lanciare peli urticanti.


    Curiosità

    • Cresce rapidamente rispetto ad altre tarantole
    • È una delle specie più allevate in cattività per le sue dimensioni spettacolari
    • Ha un importante ruolo nel controllo naturale degli insetti in natura

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  • Rubrica speciale serale: Giganti a otto zampe

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    Scopri la Grammostola rosea, la tarantola cilena nota per la sua natura tranquilla e il suo uso come animale da compagnia.


    La tarantola ideale per principianti

    La Grammostola rosea è una delle tarantole più diffuse nel mondo come animale da compagnia, grazie al suo carattere generalmente calmo e alla sua facile cura. Originaria delle regioni aride del Cile, è molto apprezzata dagli appassionati.


    Aspetto e dimensioni

    Questa tarantola raggiunge un’apertura zampale di circa 15 cm. Il suo corpo è ricoperto da peli marroni e rossicci, da cui deriva il nome “rosea”. I colori variano leggermente a seconda della provenienza.


    Comportamento e alimentazione

    • Predilige tane scavate o ripari sotto rocce
    • È prevalentemente notturna e si muove lentamente
    • Si nutre di insetti, grilli e occasionalmente piccoli vertebrati

    Veleno e interazione con l’uomo

    Il morso è generalmente considerato poco doloroso e non pericoloso per l’uomo. La Grammostola rosea è spesso scelta come tarantola “da compagnia” proprio per questo motivo.


    Curiosità

    • È in grado di rilasciare peli urticanti come meccanismo di difesa, ma è meno aggressiva rispetto ad altre tarantole
    • Può vivere fino a 20 anni in cattività
    • L’allevamento commerciale aiuta a ridurre la pressione sulle popolazioni selvatiche

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  • Rubrica speciale serale: Giganti a otto zampe

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    Scopri la Poecilotheria regalis, la tarantola reale indiana famosa per la sua velocità, bellezza e comportamenti unici.


    Un gioiello velenoso dell’India

    La Poecilotheria regalis è una tarantola arborea originaria delle foreste tropicali dell’India meridionale. Nota per le sue splendide colorazioni e il suo carattere piuttosto nervoso, è tra le tarantole più apprezzate dagli appassionati.


    Aspetto e dimensioni

    Questa tarantola può raggiungere un’apertura zampale di circa 18-20 cm. Il corpo presenta un motivo a macchie bianche e nere, con riflessi verdi o blu a seconda della luce, da cui il nome “reale”.


    Comportamento

    • Predilige la vita sugli alberi, dove costruisce tane di seta in cavità naturali
    • È molto veloce e può essere aggressiva se disturbata
    • Usa il suo veleno principalmente per immobilizzare le prede, che includono insetti e piccoli vertebrati

    Veleno e pericoli

    Il morso di P. regalis può causare dolore intenso e sintomi locali come gonfiore, ma raramente è pericoloso per l’uomo. Tuttavia, è consigliato maneggiarla solo da esperti.


    Curiosità

    • È una delle poche tarantole che possono saltare brevi distanze
    • Può vivere fino a 12 anni in cattività, più breve in natura
    • È protetta da leggi locali a causa della perdita di habitat e raccolta eccessiva

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  • Rubrica speciale serale: Giganti a otto zampe

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    Scopri la Theraphosa blondi, la tarantola più grande del mondo. Habitat, comportamento e curiosità sul ragno amazzonico gigante.


    Un colosso peloso dell’Amazzonia

    La Theraphosa blondi, conosciuta come tarantola Goliath, detiene il primato di ragno più grande del mondo per dimensioni e massa corporea. Questa specie gigante abita le foreste pluviali del Sud America, in particolare nelle zone umide dell’Amazzonia.


    Dimensioni impressionanti

    Con un’apertura di zampe che può superare i 30 centimetri e un peso che arriva fino a 170 grammi, la Goliath è un vero gigante tra gli aracnidi. Il suo corpo massiccio è ricoperto da peli marroni dorati e neri, che usa sia per mimetizzarsi sia per difendersi.


    Abitudini di vita

    • Habitat: tane scavate nel terreno o sotto tronchi caduti
    • Comportamento: notturna e solitaria, esce per cacciare insetti, piccoli rettili e anfibi
    • Difesa: utilizza peli urticanti lanciati verso il nemico e un morso potente, anche se non letale per l’uomo

    Alimentazione e caccia

    La Goliath si nutre prevalentemente di insetti grossi come scarafaggi e grilli, ma può predare anche piccoli vertebrati come rane e lucertole. La sua forza gli permette di catturare prede ben più grandi di lei.


    Curiosità

    • È capace di “tacere” il battito cardiaco per evitare predatori
    • Ha una vita media di 15-25 anni, particolarmente lunga per un ragno
    • Viene spesso richiesta nel mercato degli animali esotici, ma è importante proteggerla in natura

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  • Rubrica speciale serale: Giganti a otto zampe

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    Scopri le tarantole giganti, i ragni più grandi e affascinanti del mondo. Miti, habitat, caratteristiche e come convivere con questi predatori imponenti.


    Introduzione: un gigante dal corpo peloso

    Quando si pensa a un ragno gigante, la mente vola subito alle tarantole. Questi aracnidi di dimensioni sorprendenti sono protagonisti di numerose leggende e suscitano fascino e timore in egual misura.


    Dove vivono le tarantole giganti?

    Le tarantole giganti si trovano soprattutto nelle zone tropicali e subtropicali di America Latina, Asia e Africa. Ogni specie ha un habitat specifico: foreste pluviali, praterie e persino deserti.


    Caratteristiche principali

    • Dimensioni: Alcune specie raggiungono aperture di zampa fino a 30 cm
    • Aspetto: Corpo robusto e ricoperto di peli urticanti che usano per difendersi
    • Alimentazione: Cacciano insetti, piccoli vertebrati e talvolta piccoli uccelli o roditori
    • Comportamento: Predatori solitari, prevalentemente notturni

    Tarantole famose

    • Theraphosa blondi – La tarantola goliath dal Brasile, la più grande al mondo
    • Poecilotheria regalis – La tarantola reale indiana, celebre per la sua bellezza e velocità
    • Grammostola rosea – La tarantola cilena, tra le più diffuse come animale da compagnia

    Miti e realtà

    • Veleno mortale? La maggior parte delle tarantole giganti non è pericolosa per l’uomo, il loro morso può provocare dolore simile a una puntura di ape.
    • Aggressività? In genere sono timide e fuggono se disturbate.
    • I peli urticanti: Possono lanciare peli irritanti come difesa, causando fastidio o allergie.

    Conservazione e curiosità

    Molte specie di tarantole sono minacciate dalla perdita di habitat e dal commercio illegale. Sono inoltre indicatori di ecosistemi sani e ricchi di biodiversità.


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  • Rubrica: Scene del Crimine Verde – Indagini Entomologiche

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    Scopri chi è Atomaria, il minuscolo coleottero che attacca le piantine di barbabietola compromettendone la crescita. Come riconoscerlo e difendersi.


    Scena del crimine

    Le giovani piantine di barbabietola mostrano sintomi di rallentamento nella crescita, con foglie sbiadite, accartocciate o parzialmente mangiate. Il colpevole è difficile da individuare a occhio nudo: si muove velocemente, è minuscolo e si nasconde tra i residui vegetali.


    Profilo della vittima

    Colture attaccate:

    • Barbabietola da zucchero
    • Barbabietola da orto
    • Altre piante giovani in semenzaio

    Danni osservati:

    • Attacco alle foglie cotiledonari e prime foglie vere
    • Sviluppo stentato delle piantine
    • Disseccamenti localizzati e necrosi
    • Perdita di popolazione in fase giovanile

    Raccolta indizi

    Tracce rinvenute:

    • Minuscoli coleotteri bruno-nerastri, lunghi 1–2 mm
    • Si spostano rapidamente quando disturbati
    • Più attivi in condizioni di umidità e su terreno ricco di sostanza organica

    Il principale indiziato: Atomaria linearis (famiglia Cryptophagidae)

    Modus operandi:
    L’adulto si nutre delle giovani parti vegetali, mentre le larve si alimentano su residui organici, ma possono anche attaccare le radichette. La massima pericolosità si ha nelle prime fasi di sviluppo della barbabietola.

    Movente:
    Predilezione per tessuti teneri e abbondanza di umidità e detriti organici.

    Arma del delitto:
    Morsi puntiformi e microerosioni su foglie e germogli.


    Metodi d’indagine e contromisure

    1. Ispezione precoce

    Controllare frequentemente i semenzai e le piantine appena nate, soprattutto in terreni freschi o umidi.

    2. Pulizia e preparazione del terreno

    Eliminare residui colturali e letame non decomposto per ridurre le fonti alimentari delle larve.

    3. Rotazione colturale

    Evitare la ripetizione della barbabietola in appezzamenti già colpiti negli anni precedenti.

    4. Trattamenti localizzati

    In caso di forti infestazioni, si possono impiegare insetticidi mirati a basso impatto sulle colture, da usare solo in fase di emergenza e sotto controllo tecnico.


    Conclusione: caso da risolvere con la lente d’ingrandimento

    Atomaria è piccolo ma insidioso. Un monitoraggio attento nelle prime fasi e una corretta gestione agronomica possono prevenire danni significativi alla barbabietola e ad altre colture sensibili.


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  • Rubrica: Scene del Crimine Verde – Indagini Entomologiche

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    Scopri la Cassida della bietola, un piccolo coleottero che si nutre delle foglie creando erosioni caratteristiche. Riconoscilo e impara a difendere le colture.


    Scena del crimine

    Le foglie delle bietole mostrano erosioni trasparenti o vere e proprie finestre tra le nervature. Alcune sembrano “raschiate” sulla superficie superiore. Guardando da vicino, si notano piccoli insetti appiattiti e tondeggianti, di colore verde metallico, ben mimetizzati tra la vegetazione.


    Profilo della vittima

    Specie colpite:

    • Beta vulgaris (bietola da orto e da zucchero)
    • A volte anche piante spontanee della stessa famiglia (Chenopodiaceae)

    Danno:

    • Erosioni fogliari tipiche: la cuticola inferiore resta intatta
    • Ridotta capacità fotosintetica
    • In caso di forti infestazioni: rallentamento della crescita e danni estetici e produttivi

    Raccolta indizi

    Tracce rinvenute:

    • “Finestrature” sulle foglie: solo lo strato inferiore della foglia rimane integro
    • Presenza di adulti: corpo tondeggiante, appiattito, verde brillante, simile a un piccolo scudo
    • Larve giallastre, con feci e detriti accumulati sul dorso a scopo difensivo

    Il principale indiziato: Cassida viridis e affini (famiglia Chrysomelidae)

    Modus operandi:
    Gli adulti e le larve si nutrono del mesofillo fogliare. Le larve utilizzano un “scudo fecale” per difendersi dai predatori. L’insetto è attivo soprattutto nei mesi caldi.

    Movente:
    Nutrizione sul tessuto fogliare tenero.

    Arma del delitto:
    Rosicchiamento superficiale delle foglie, con erosioni traslucide.


    Metodi d’indagine e contromisure

    1. Controlli visivi frequenti

    Individuare precocemente adulti e larve sulle foglie, specialmente nei bordi del campo.

    2. Raccolta manuale

    Se l’infestazione è limitata, si possono eliminare gli adulti e le larve manualmente.

    3. Predatori naturali

    Incentivare la biodiversità: coccinelle, crisopidi e uccelli predano Cassida e le sue larve.

    4. Trattamenti mirati

    In caso di forte infestazione, si possono usare insetticidi a basso impatto ambientale o a base di piretrine naturali.

    5. Rotazione e igiene colturale

    Evitare il ristagno di piante ospiti e praticare una buona rotazione per ridurre la pressione del parassita.


    Conclusione: caso sotto controllo

    La Cassida è un avversario silenzioso, spesso trascurato, ma può causare danni consistenti se ignorato. Un occhio attento e una gestione integrata sono le armi migliori per contenerlo.


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  • Rubrica: Scene del Crimine Verde – Indagini Entomologiche

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    Scopri come riconoscere e controllare la nottua, un bruco dannoso che si nutre delle foglie di molte piante, causando danni significativi alle coltivazioni.


    Scena del crimine

    Nel tuo orto o nel campo, le piante presentano foglie con grandi buchi irregolari o completamente mangiate. Spesso si trovano bruchi verdi o marroni che si muovono rapidamente e si nascondono durante il giorno. Questi “ladri notturni” sono responsabili dei danni.


    Profilo della vittima

    Specie colpite: molte piante da orto (pomodori, bietole, cavoli, lattuga) e colture varie
    Danno:

    • Foglie mangiate, con grandi buchi o completamente defogliate
    • Rallentamento della crescita delle piante
    • Riduzione della produttività

    Raccolta indizi

    Tracce rinvenute:

    • Presenza di bruchi di colore variabile, spesso verde o marrone, con corpo cilindrico e setole sottili
    • Escrementi scuri a forma di piccoli grani sotto le piante
    • Segni di morso irregolari sulle foglie

    Il principale indiziato: Nottua (famiglia Noctuidae)

    Modus operandi:
    Le larve di nottua si nutrono delle foglie prevalentemente di notte, nascondendosi sotto terra o tra la vegetazione durante il giorno. L’adulto è una falena notturna.

    Movente:
    Nutrizione sulle foglie fresche per crescere e svilupparsi.

    Arma del delitto:
    Morsi irregolari e abbondanti alle foglie.


    Metodi d’indagine e contromisure

    1. Ispezione serale e mattutina

    Controllare la presenza di bruchi nelle ore più fresche o la mattina presto.

    2. Rimozione manuale

    Raccogliere e distruggere i bruchi visibili per contenere la popolazione.

    3. Attrattori naturali

    Favorire la presenza di predatori naturali come uccelli e insetti utili.

    4. Trattamenti biologici

    Applicare Bacillus thuringiensis (Bt), un batterio che colpisce specificamente le larve dei lepidotteri.

    5. Gestione del terreno

    Evitare accumuli di residui vegetali che possono favorire la svernamento delle larve.


    Conclusione: caso chiuso (per ora)

    La nottua è un nemico comune ma gestibile. Con controlli regolari e interventi mirati, è possibile proteggere le piante da questo bruco vorace.


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