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  • Introduzione
    Graphocephala fennahi è una cicalina originaria del Nord America, diffusa anche in Europa come specie introdotta. È nota per infestare soprattutto piante ornamentali come il rododendro, causando danni estetici e, in casi gravi, indebolimento delle piante.

    Aspetto e identificazione
    Gli adulti misurano circa 6-7 mm e si distinguono per il loro vivace colore rosso e verde con macchie gialle e nere. Le ali sono trasparenti con una leggera venatura scura. Le ninfe sono meno colorate, di tonalità verde pallido.

    Distribuzione e habitat
    Originaria del Nord America, è stata accidentalmente introdotta in Europa, dove si è adattata a parchi e giardini con rododendri e altre piante ornamentali.

    Ciclo biologico
    Sverna come adulto sotto la corteccia o nella lettiera. Le uova vengono deposte sulle foglie o nei tessuti vegetali in primavera. Completano una generazione all’anno, con popolazioni che possono aumentare rapidamente.

    Danni causati

    • Punture di alimentazione che causano ingiallimenti e macchie sulle foglie
    • Foglie deformate e caduta precoce
    • Riduzione della capacità fotosintetica della pianta
    • Danno estetico significativo su piante ornamentali

    Controllo e gestione

    • Potatura delle parti infestate
    • Rimozione manuale degli insetti in piccoli giardini
    • Uso di insetticidi mirati se necessario
    • Favorire la presenza di predatori naturali come coccinelle e ragni

    Ruolo ecologico
    In ambienti naturali contribuisce alla biodiversità, ma in contesti urbani può diventare una specie problema.

    Conclusione
    Graphocephala fennahi è una cicalina da monitorare nei giardini ornamentali, soprattutto dove sono presenti rododendri. Un controllo tempestivo evita danni estetici e funzionali alle piante.


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  • Introduzione
    Zyginidia scutellaris è una cicalina appartenente alla famiglia Cicadellidae, presente comunemente in colture di mais e foraggi. È considerata un fitofago potenzialmente dannoso per le colture, soprattutto in presenza di alte densità di popolazione.

    Morfologia
    Gli adulti misurano circa 3-4 mm, con corpo di colore verde brillante e macchie scure sulle ali. Le ninfe sono più chiare, con corpo sottile e segmenti ben distinti.

    Distribuzione e habitat
    Diffusa in gran parte dell’Europa, predilige aree agricole con colture di mais, erba medica, trifoglio e altri foraggi. Ama climi temperati con buona umidità.

    Ciclo biologico
    La specie ha più generazioni all’anno. Le uova vengono deposte sulla pagina inferiore delle foglie. Le ninfe si sviluppano rapidamente, completando il ciclo in poche settimane.

    Danni causati
    L’alimentazione a spese delle foglie provoca:

    • punteggiature e clorosi localizzate
    • riduzione della fotosintesi
    • indebolimento generale della pianta
      In casi di infestazioni massicce si può osservare calo di resa e qualità del foraggio.

    Piante ospiti

    • Mais (Zea mays)
    • Erba medica (Medicago sativa)
    • Trifoglio
    • Altre leguminose e graminacee

    Controllo e prevenzione

    • Rotazione colturale per evitare accumulo di popolazioni
    • Controllo delle infestanti erbacee ai margini
    • Monitoraggio con trappole cromotropiche gialle
    • Insetticidi selettivi in caso di superamento della soglia economica

    Ruolo ecologico
    Fornisce nutrimento per predatori naturali e contribuisce al mantenimento della biodiversità nei sistemi agricoli.

    Conclusione
    Zyginidia scutellaris è una cicalina da tenere sotto controllo soprattutto in colture foraggere e mais, per limitare perdite produttive e mantenere la salute delle piante.


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  • Introduzione
    Empoasca vitis è una cicalina fitofaga di grande importanza per la viticoltura europea. La sua alimentazione provoca danni diretti alle foglie della vite, compromettendo la fotosintesi e, in casi severi, la qualità dell’uva.

    Descrizione morfologica
    Gli adulti sono piccoli, lunghi circa 3 mm, di colore verde chiaro con riflessi giallastri. Le ali anteriori sono trasparenti con venature ben visibili. Le ninfe sono molto piccole e trasparenti, difficili da osservare senza l’ausilio di una lente.

    Distribuzione e habitat
    Diffusa in gran parte dell’Europa, Empoasca vitis predilige vigneti e colture arboree in generale. È particolarmente presente in aree temperate con stagioni calde e umide.

    Ciclo biologico
    La specie può compiere diverse generazioni l’anno, con picchi di popolazione in primavera e fine estate. Sverna in stadi giovanili o adulti nelle lettiere e tra i residui vegetali.

    Danni causati

    • Pungitura delle foglie per prelevare linfa, che provoca clorosi e necrosi puntiforme (cosiddetto “punteggiato” delle foglie)
    • Riduzione della capacità fotosintetica della pianta
    • Foglie che si arricciano o ingialliscono precocemente
    • Stress della pianta e calo della produzione di uva

    Prevenzione e gestione

    • Monitoraggio regolare dei vigneti con trappole cromotropiche gialle
    • Mantenimento di un buon equilibrio vegetativo della vite
    • Utilizzo di insetticidi mirati in caso di superamento delle soglie di danno
    • Pratiche agronomiche che favoriscano la biodiversità e la presenza di predatori naturali

    Ruolo ecologico
    Empoasca vitis fa parte della catena trofica, con diversi predatori naturali quali coccinelle, ragni e insetti predatori che contribuiscono al suo controllo biologico.

    Conclusione
    La corretta identificazione e gestione di Empoasca vitis è fondamentale per tutelare la qualità e quantità della produzione viticola, soprattutto nelle zone vocate alla produzione di vini pregiati.


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  • Introduzione
    Macrosteles quadripunctulatus è una piccola cicalina appartenente alla sottofamiglia Deltocephalinae. Ben nota per la sua capacità di trasmettere fitoplasmi, è una specie da monitorare soprattutto nei prati polifiti e nelle colture foraggere.

    Caratteristiche morfologiche
    L’adulto misura circa 3,5 mm. Corpo allungato, giallo-verde, con quattro piccoli punti neri ben visibili sul torace. Le ali sono trasparenti e superano leggermente la punta dell’addome. Le ninfe sono giallastre, con movimenti rapidi e saltatori.

    Habitat e distribuzione
    Specie molto comune in tutta Europa, preferisce:

    • prati stabili e pascoli
    • colture di trifoglio e medica
    • bordi stradali e siepi erbose
      Si adatta bene anche a contesti urbani e margini agricoli.

    Ciclo biologico
    Ha più generazioni all’anno. Sverna come adulto, spesso tra la lettiera erbacea. Con l’arrivo della primavera, colonizza rapidamente le graminacee e leguminose, dove depone le uova. Le popolazioni possono crescere rapidamente.

    Fitoplasmi trasmessi
    Macrosteles quadripunctulatus è vettore noto di fitoplasmi come:

    • Aster Yellows (AY)
    • Stolbur
      Questi fitoplasmi colpiscono varie piante erbacee, ortaggi e piante ornamentali.

    Danni indiretti
    I fitoplasmi provocano sintomi come:

    • ingiallimento e arrossamento fogliare
    • deformazioni
    • aborto fiorale e nanismo
      I danni più gravi si osservano in medica, carote, lattuga, sedano e crisantemi.

    Controllo e prevenzione

    • Sfalcio regolare delle erbe spontanee
    • Evitare la prossimità tra colture suscettibili e prati permanenti
    • Utilizzo di varietà tolleranti ai fitoplasmi
    • In casi estremi, interventi insetticidi selettivi

    Ruolo ecologico
    In assenza di patogeni, la cicalina svolge un ruolo utile nella rete alimentare dei prati, fungendo da preda per aracnidi, uccelli e coleotteri predatori.

    Conclusione
    Macrosteles quadripunctulatus è una cicalina molto diffusa, il cui impatto dipende dal contesto. Riconoscerla e gestirla correttamente è essenziale per prevenire fitopatie nei sistemi agricoli e ornamentali.


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  • Introduzione
    Psammotettix alienus è una cicalina della famiglia Cicadellidae ampiamente diffusa nei cereali, soprattutto frumento, orzo e avena. È temuta per la sua capacità di trasmettere il virus del nanismo giallo del grano (Wheat Dwarf Virus, WDV).

    Morfologia
    Gli adulti misurano 3–4 mm. Hanno corpo allungato di colore bruno-giallastro con ali trasparenti. Le ninfe sono biancastre e mobili, difficili da distinguere da quelle di specie simili.

    Distribuzione e habitat
    Diffusa in tutta Europa, compresa l’Italia, predilige colture cerealicole e margini erbosi. La sua presenza è favorita da inverni miti e da un’agricoltura intensiva con scarsa rotazione colturale.

    Ciclo biologico
    Sverna come adulto nei residui colturali. Può compiere 2–3 generazioni all’anno. Gli adulti infetti acquisiscono e trasmettono il virus per tutta la vita.

    Danni provocati
    Psammotettix alienus è un vettore primario del Wheat Dwarf Virus, che provoca:

    • accorciamento degli internodi
    • clorosi e colorazione rossa delle foglie
    • riduzione della spiga o completa sterilità
    • cali produttivi fino al 90% nei casi gravi

    Piante ospiti

    • Frumento (Triticum aestivum)
    • Orzo (Hordeum vulgare)
    • Avena, segale e altre graminacee spontanee

    Prevenzione e controllo

    • Semine ritardate per evitare l’infezione precoce
    • Eliminazione delle graminacee spontanee ai margini dei campi
    • Trattamenti insetticidi mirati nei momenti di massimo volo
    • Monitoraggio con trappole cromotropiche gialle

    Rilevanza economica
    Il danno non è causato dalla cicalina in sé, ma dal virus che trasmette. Negli ultimi anni, l’aumento della sua incidenza ha portato a forti perdite economiche in Europa centrale e meridionale.

    Conclusione
    Psammotettix alienus rappresenta un rischio concreto per la cerealicoltura. La conoscenza del suo ciclo e delle tecniche di monitoraggio è fondamentale per prevenirne la diffusione e limitare i danni da virus.


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  • Introduzione
    Oncopsis alni è una cicalina specializzata che vive quasi esclusivamente su ontano (Alnus spp.). Presente nei boschi umidi e lungo i corsi d’acqua, è un buon indicatore ecologico e raramente causa danni evidenti alla vegetazione.

    Identificazione
    L’adulto misura circa 5 mm. Il corpo è giallo-ocra con macchie e bande scure sulle ali anteriori, molto variabili da individuo a individuo. Le ninfe sono chiare, più difficili da osservare, e si sviluppano sulle foglie dell’ontano.

    Distribuzione e habitat
    Presente in tutta Europa, Oncopsis alni predilige ambienti forestali umidi, sponde fluviali e valli ombrose dove cresce spontaneamente l’ontano. Si trova facilmente lungo sentieri boschivi e nei parchi naturalistici.

    Ciclo biologico
    Compie una generazione all’anno. Le uova vengono deposte nelle gemme o nei tessuti fogliari. Le ninfe compaiono in tarda primavera, e gli adulti si osservano da giugno a settembre.

    Alimentazione e impatto
    Si nutre della linfa prelevata dalle foglie di ontano. L’attività trofica non provoca gravi danni, anche se in casi eccezionali si possono osservare:

    • puntinature gialle sulle foglie
    • caduta anticipata del fogliame

    Valore ecologico

    • Indicatore di habitat forestali integri
    • Fonte di cibo per uccelli insettivori e ragni
    • Favorisce la catena trofica degli insetti nei boschi umidi

    Rischi e gestione
    Non è considerata una specie dannosa. Non necessita di interventi di contenimento. È importante evitarne la scomparsa attraverso una gestione forestale conservativa e attenta agli ecosistemi fluviali.

    Curiosità tassonomiche
    Il genere Oncopsis comprende diverse specie simili, tutte strettamente legate a piante specifiche. Il riconoscimento richiede attenzione alle venature alari e alla morfologia genitale.

    Conclusione
    Oncopsis alni è un esempio di cicalina altamente specializzata, poco appariscente ma preziosa per il monitoraggio ecologico. Conservarla significa proteggere anche gli habitat in cui vive.


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  • Introduzione
    Zyginidia pullula è una cicalina appartenente alla famiglia Cicadellidae, molto comune nei prati, nei cereali e nei bordi stradali. Sebbene piccola e poco appariscente, è importante conoscerla per la sua frequenza e il suo impatto sul cotico erboso.

    Morfologia
    Gli adulti misurano circa 3 mm e hanno un corpo allungato con colorazione bruno-grigiastra, spesso con sfumature verdastre. Le ali anteriori sono traslucide, con venature poco visibili. Le ninfe sono chiare, molto attive, e si trovano lungo gli steli dell’erba.

    Habitat e diffusione
    Questa cicalina è presente in tutta Europa, in particolare in ambienti erbosi e colture di cereali. Ama i prati stabili, i campi di grano, avena e orzo, ma colonizza anche le fasce erbacee marginali.

    Ciclo biologico
    Compie più generazioni all’anno. Le uova vengono deposte nel tessuto delle graminacee e le ninfe emergono a inizio primavera. Gli adulti sono presenti da maggio a ottobre, con picchi estivi.

    Alimentazione e danni
    Si nutre della linfa delle foglie e degli steli delle graminacee. In caso di popolazioni elevate può causare:

    • ingiallimenti puntiformi sulle foglie
    • rallentamento della crescita del tappeto erboso
    • stress nei cereali giovani

    Importanza agronomica e ambientale
    In contesti agricoli intensivi può rappresentare un fitofago secondario, ma in ambienti gestiti in modo naturale il suo impatto è generalmente trascurabile. È invece un importante indicatore biologico per prati seminaturali.

    Controllo e gestione

    • Taglio regolare del prato per interrompere il ciclo
    • Mantenimento di un’elevata biodiversità vegetale per favorire i predatori naturali
    • Evitare l’uso eccessivo di insetticidi, che potrebbe favorire squilibri ecologici

    Ruolo ecologico
    Zyginidia pullula è una preda per numerosi artropodi utili, come ragni, formiche e piccoli predatori alati. La sua presenza, in equilibrio, è utile per la rete trofica dei prati.

    Conclusione
    Piccola ma diffusa, Zyginidia pullula è una delle cicaline più comuni nei prati e nei campi italiani. Monitorarla senza allarmismi aiuta a preservare l’equilibrio del verde e ad applicare tecniche di gestione rispettose della biodiversità.


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  • Introduzione
    Reptalus panzeri è una piccola cicalina della famiglia Cixiidae, spesso trascurata, ma con un ruolo potenzialmente rilevante nella diffusione di fitoplasmi nelle piante erbacee e nelle colture cerealicole.

    Morfologia e riconoscimento
    Gli adulti misurano 4–6 mm, con ali traslucide grigio-brunastre e corpo affusolato. Le ninfe sono biancastre e si sviluppano nel terreno, spesso difficili da osservare a occhio nudo.

    Habitat e diffusione
    Presente in tutta Europa, è legata a zone erbose, margini stradali, incolti e colture cerealicole. Predilige ambienti secchi, caldi e soleggiati. Le popolazioni possono crescere rapidamente in presenza di piante ospiti adeguate.

    Ciclo biologico
    Le uova svernano nel terreno. Le ninfe si sviluppano tra aprile e giugno, mentre gli adulti emergono in estate. Ha una sola generazione all’anno.

    Alimentazione e ruolo fitopatologico
    Si nutre della linfa radicale di piante erbacee, in particolare graminacee. È noto per essere uno dei possibili vettori di fitoplasmi che colpiscono il mais (SBR – Syndrome du Bas Rachis) e altre piante spontanee.

    Specie ospiti

    • Mais (Zea mays)
    • Sorgo, graminacee spontanee e alcune leguminose
    • Piante infestanti che fungono da reservoir del fitoplasma

    Danni e sintomi associati

    • Sviluppo stentato delle piante
    • Ingiallimenti fogliari e deformazioni
    • Aborti floreali e produttività ridotta nel mais

    Controllo e prevenzione

    • Rotazioni colturali per ridurre la presenza di piante ospiti
    • Controllo delle infestanti per interrompere il ciclo del fitoplasma
    • Trattamenti mirati nei campi a rischio durante il periodo di volo adulto
    • Monitoraggio con aspiratori entomologici e trappole adesive

    Conclusione
    Reptalus panzeri è un esempio di come anche insetti poco appariscenti possano avere un impatto rilevante sulla sanità delle colture. Riconoscerlo e gestirne la presenza è fondamentale in un’ottica di agricoltura sostenibile e preventiva.


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  • Introduzione
    ​Cicadella viridis è una cicalina dalla colorazione verde brillante, diffusa in tutta Europa. Sebbene si nutra della linfa delle piante, raramente causa danni significativi. Anzi, la sua presenza è spesso indice di ecosistemi sani e ricchi di biodiversità.

    Descrizione e riconoscimento
    L’adulto misura circa 6–8 mm, con corpo verde smeraldo e ali traslucide. Le femmine sono leggermente più grandi dei maschi. Le ninfe, giallo-verdastre, si sviluppano alla base della vegetazione erbacea.

    Habitat preferiti
    Vive in ambienti umidi come prati, bordi di fossi, aree incolte e pascoli. Ama la presenza di graminacee e leguminose, ma non disdegna altre specie erbacee e arbustive.

    Ciclo biologico
    Compie una generazione all’anno. Le uova vengono deposte a fine estate all’interno dei tessuti vegetali. Le ninfe compaiono in primavera, e gli adulti sono visibili da giugno a settembre.

    Alimentazione e comportamento
    Si nutre della linfa di piante erbacee, ma non produce melata in quantità significativa né causa deformazioni. Ha una mobilità ridotta e un volo breve, comportandosi in modo poco invasivo.

    Ruolo ecologico

    • Indicatore di buona qualità ambientale nei prati e nelle zone umide
    • Fonte di cibo per uccelli, ragni e insetti predatori
    • Concorre al mantenimento della diversità entomologica

    Possibili danni (rari)
    In ambienti agricoli intensivi o in presenza di alte densità, può competere con altre specie fitofaghe, ma non viene mai considerata un vero infestante.

    Gestione nel verde
    Non richiede alcun tipo di controllo. Anzi, la sua presenza è spesso auspicabile in giardini naturalistici, prati fioriti e fasce tampone ecologiche.

    Conclusione
    ​Cicadella viridis è un alleato silenzioso della biodiversità. La sua conservazione contribuisce all’equilibrio degli ecosistemi e offre vantaggi indiretti anche alla gestione sostenibile del verde.


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  • Introduzione
    La Metcalfa pruinosa, conosciuta anche come “cicalina bianca”, è un’infestante di origine americana introdotta accidentalmente in Europa. Oggi è uno degli Auchenorrhyncha più problematici per il verde urbano e agricolo.

    Identificazione e morfologia
    Gli adulti misurano circa 7 mm, hanno ali cerose e appaiono grigiastri o bianchi. Le ninfe, più piccole, sono facilmente riconoscibili per le secrezioni cerose bianche che ricoprono il corpo, simili a batuffoli di cotone.

    Piante ospiti e diffusione
    È una specie estremamente polifaga: attacca oltre 200 specie vegetali, tra cui vite, olivo, acero, agrumi, rose, ortaggi e siepi. Si trova facilmente in ambienti caldi e soleggiati, sia in città che in campagna.

    Ciclo biologico
    Compie una generazione all’anno. Le uova svernano nella corteccia; le ninfe emergono in tarda primavera e si sviluppano durante l’estate. Gli adulti compaiono tra luglio e settembre.

    Danni causati

    • Produzione abbondante di melata che attira formiche e favorisce la fumaggine
    • Riduzione della fotosintesi e indebolimento delle piante
    • Impatto estetico notevole su piante ornamentali
    • Contaminazione dei frutti nei frutteti e nei vigneti

    Strategie di contenimento

    • Lavaggi fogliari con acqua e sapone molle per eliminare melata e ninfe
    • Potature leggere per arieggiare la chioma e rimuovere focolai
    • Predatori naturali: coccinelle, crisopidi, vespe parassitoidi
    • Trattamenti mirati in caso di infestazioni gravi con piretro o spinosad, preferibilmente al tramonto

    Prevenzione

    • Rimozione dei rami morti e della corteccia vecchia, dove svernano le uova
    • Monitoraggio visivo e con trappole adesive bianche

    Conclusione
    La Metcalfa pruinosa è un insetto da non sottovalutare. Una gestione attenta e integrata permette di ridurre notevolmente i danni e preservare la salute del verde.


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