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  • Introduzione
    I Cixidae sono una famiglia di Auchenorrhyncha poco conosciuta ma diffusa in ambienti erbosi, forestali e agricoli. Alcune specie possono trasmettere fitoplasmi, rendendoli rilevanti per la salute delle piante coltivate e spontanee.

    Descrizione morfologica
    Gli adulti sono di piccole dimensioni (3–6 mm), con ali trasparenti spesso attraversate da venature scure ben visibili. Il corpo è affusolato e di colore grigio o bruno, mentre le ninfe sono solitamente coperte da secrezioni cerose.

    Ciclo biologico e habitat
    Vivono in habitat umidi o ombrosi, sia su piante erbacee che legnose. Le uova vengono deposte alla base delle piante o nel terreno, e lo sviluppo delle ninfe avviene in primavera. Gli adulti si muovono poco e tendono a nascondersi tra la vegetazione.

    Alimentazione e danni
    I Cixidi si nutrono della linfa, e alcune specie fungono da vettori di fitoplasmi, tra cui il temuto Candidatus Phytoplasma. I sintomi tipici sono ingiallimenti, accartocciamenti fogliari e crescita stentata.

    Specie notevoli

    • Hyalesthes obsoletus: principale vettore del fitoplasma della vite (flavescenza dorata) e di piante erbacee come ortica e convolvolo.
    • Cixius nervosus: diffuso nei boschi e nei prati, ma con impatto limitato sulle colture.

    Controllo e prevenzione

    • Eliminare piante ospiti secondarie (come ortica e gramigne) nei pressi delle colture
    • Favorire un buon drenaggio del suolo per ridurre i siti di ovideposizione
    • Applicare insetticidi selettivi solo in caso di accertata presenza del vettore
    • Monitoraggio con trappole cromotropiche in zone a rischio.

    Conclusione
    Anche se spesso ignorati, i Cixidae possono avere un ruolo importante nella trasmissione di malattie vegetali. La loro identificazione e il controllo dei vettori è una pratica fondamentale nella gestione integrata del verde.


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  • Introduzione
    I Flatidi, appartenenti alla famiglia Flatidae, sono insetti Auchenorrhyncha facilmente riconoscibili per le loro ali cerose, spesso di colore bianco o verde pastello. Sebbene siano più comuni in ambienti caldi, alcune specie sono presenti anche nei giardini e parchi italiani.

    Aspetto e riconoscimento
    I Flatidi adulti sono lunghi da 5 a 10 mm e si distinguono per le ali disposte a tetto sopra il corpo, con una superficie cerosa che riflette la luce. Le ninfe sono molto diverse, coperte da filamenti cerosi che fungono da difesa.

    Habitat e piante ospiti
    Frequentano una vasta gamma di piante erbacee e legnose, tra cui ortaggi, siepi, alberi ornamentali e da frutto. Le specie più comuni preferiscono zone umide e riparate.

    Comportamento e alimentazione
    Si nutrono della linfa delle piante, iniettando saliva che può causare deformazioni o ingiallimenti fogliari. In genere, il danno è contenuto, ma in caso di forti infestazioni può diventare significativo.

    Danni e problematiche
    Oltre al danno diretto per suzione, i Flatidi possono favorire la comparsa della fumaggine a causa della melata prodotta. Questa sostanza attira formiche e rende le foglie appiccicose e nere.

    Controllo e prevenzione

    • Potature leggere per migliorare l’aerazione delle piante
    • Lavaggi fogliari con acqua e sapone molle per rimuovere le ninfe
    • Insetticidi naturali come piretro o olio di neem in caso di infestazioni persistenti
    • Favorire predatori naturali come coccinelle e sirfidi.

    Conclusione
    I Flatidi non sono tra i principali parassiti del verde, ma una loro gestione precoce e mirata può evitare danni estetici e fisiologici, soprattutto su piante ornamentali o da frutto.


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  • Introduzione
    Gli Issidae sono una famiglia di Auchenorrhyncha meno conosciuta ma molto interessante, composta da piccoli insetti dalla forma tozza e dall’eccellente capacità mimetica. Sebbene poco dannosi, il loro studio aiuta a comprendere meglio l’equilibrio ecologico di prati, siepi e giardini.

    Caratteristiche morfologiche
    Gli adulti Issidae sono di piccola taglia (2–7 mm), con corpo tozzo e ali anteriori coriacee e spesso colorate come cortecce o foglie secche. Queste caratteristiche li rendono difficili da individuare.

    Habitat e distribuzione
    Si trovano soprattutto in ambienti erbacei e arbustivi, prediligendo climi temperati. Alcune specie sono comuni nei giardini, nei bordi boschivi e lungo le siepi.

    Comportamento e alimentazione
    Gli Issidae si nutrono della linfa di piante erbacee e arbustive, senza causare danni gravi. Sono lenti nei movimenti e saltano solo se disturbati, affidandosi principalmente alla mimetizzazione.

    Ruolo ecologico
    Pur non essendo considerati fitofagi pericolosi, svolgono un ruolo importante come parte della catena alimentare, nutrendo predatori come ragni, formiche e piccoli uccelli insettivori.

    Gestione e monitoraggio

    • Non sono necessari trattamenti specifici
    • Il loro controllo avviene in modo naturale attraverso i predatori
    • È utile riconoscerli per evitare trattamenti inutili su specie innocue.

    Conclusione
    Gli Issidae arricchiscono la biodiversità degli ambienti verdi. Osservarli da vicino può rivelare molto sulla salute di un ecosistema e sulla presenza di buoni equilibri naturali.


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  • Introduzione
    La famiglia Cicadellidae, comunemente chiamata cicaline, è una delle più numerose e diffuse tra gli Auchenorrhyncha. Include specie che possono essere sia dannose che utili per le piante, con una grande varietà di forme e comportamenti.

    Caratteristiche generali
    Le cicaline sono insetti di piccole dimensioni, con corpo affusolato e ali trasparenti o colorate. Sono note per la loro capacità di saltare e per il loro apparato boccale pungente-succhiante.

    Specie più diffuse

    • Empoasca vitis: dannosa per la vite, provoca ingiallimenti e deformazioni fogliari.
    • Cicadella viridis: comune nelle zone erbacee, può causare danni alle colture.
    • Zygina rhamni: diffusa su arbusti e piante ornamentali.

    Importanza agronomica
    Alcune specie trasmettono virus e fitoplasmi, causando gravi malattie alle colture. Altre, invece, contribuiscono all’equilibrio ecologico favorendo i predatori naturali.

    Strategie di monitoraggio e controllo

    • Trappole cromotropiche per il monitoraggio delle popolazioni
    • Favorire la biodiversità e i predatori naturali
    • Interventi chimici calibrati e limitati al minimo indispensabile.

    Conclusione
    Conoscere le specie di Cicadellidae presenti nel verde permette di adottare strategie di gestione efficaci, proteggendo sia le colture che l’ambiente.


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  • Introduzione
    I Froghoppers, appartenenti alla famiglia Cercopidae, sono noti per la loro abilità nel salto e per la caratteristica “spuma di insetto” prodotta dalle ninfe. Questi insetti fitofagi sono diffusi in ambienti erbacei e possono diventare dannosi per colture e piante ornamentali.

    Aspetti morfologici
    I Froghoppers hanno corpo compatto, generalmente di colore marrone o verde scuro, e zampe posteriori forti e adatte al salto. Le ninfe sono coperte da una schiuma protettiva bianca che le rende difficili da individuare.

    Ciclo biologico e abitudini
    Le uova vengono deposte sulle piante o nel terreno. Le ninfe emergono in primavera e si rifugiano nella spuma, nutrendosi della linfa delle piante erbacee. Gli adulti sono molto mobili e si spostano per alimentarsi e riprodursi.

    Danni causati
    Il nutrimento a base di linfa può causare indebolimento delle piante, ingiallimenti e perdita di vigore. In casi di infestazioni massicce, si possono osservare riduzioni nella crescita e nella produzione delle colture.

    Metodi di controllo

    • Rimozione manuale o meccanica della spuma durante la stagione delle ninfe
    • Favorire la presenza di insetti predatori come coccinelle e altri imenotteri utili
    • Uso mirato di insetticidi solo in caso di forte infestazione
    • Gestione agronomica che riduca le condizioni favorevoli allo sviluppo.

    Conclusione
    I Froghoppers sono insetti comuni ma spesso trascurati nel verde urbano e agricolo. Conoscere il loro ciclo e i metodi di controllo aiuta a prevenire danni importanti, mantenendo un equilibrio naturale.


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  • Introduzione
    Le cicale, appartenenti alla famiglia Cicadidae, sono insetti Auchenorrhyncha noti soprattutto per il loro canto estivo. Nonostante siano spesso considerate fastidiose, il loro impatto diretto sulle piante è generalmente limitato, ma conoscere il loro ciclo e comportamento aiuta a gestirle meglio nel verde urbano e rurale.

    Descrizione e caratteristiche
    Le cicale hanno corpo robusto, ali trasparenti e molto sviluppate, e dimensioni che variano da 2 a 5 cm. I maschi emettono suoni caratteristici grazie a organi chiamati timbali, usati per attrarre le femmine.

    Ciclo biologico
    Il ciclo di vita delle cicale può durare diversi anni, con le larve che vivono sotto terra nutrendosi di radici. Gli adulti emergono in estate per accoppiarsi e deporre le uova nei rami delle piante.

    Impatto sul verde
    Le punture delle cicale adulte possono danneggiare rami giovani, ma generalmente non provocano danni significativi. Tuttavia, in caso di forte infestazione, la defogliazione può diventare un problema.

    Strategie di gestione

    • Monitoraggio stagionale per individuare l’emergenza degli adulti
    • Rimozione e distruzione dei rami infestati dalle uova
    • Promozione di predatori naturali, come uccelli e ragni
    • In casi estremi, interventi chimici mirati.

    Conclusione
    Le cicale sono un elemento naturale del paesaggio verde, con un ruolo ecologico importante. Gestirle con attenzione permette di minimizzare i danni senza compromettere l’equilibrio dell’ecosistema.


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  • Introduzione
    Philaenus spumarius è una delle specie più conosciute di Auchenorrhyncha, appartenente alla famiglia Cercopidae. Comunemente chiamato “sputacchina”, è famoso soprattutto come vettore del batterio Xylella fastidiosa, che causa gravi danni a molte piante, specialmente in agricoltura.

    Descrizione e identificazione
    Questo insetto è riconoscibile per il corpo di dimensioni medie (circa 6-8 mm), con colorazione variabile dal marrone chiaro al grigio e macchie più scure. Le ninfe sono note per la caratteristica schiuma bianca, chiamata “spuma di insetto”, che usano come protezione.

    Ciclo biologico
    Philaenus spumarius compie una generazione all’anno. Le uova svernano nelle crepe del terreno o su residui vegetali, le ninfe emergono in primavera e producono la spuma protettiva sulle piante erbacee, mentre gli adulti si spostano sulle piante ospiti per nutrirsi.

    Ruolo di vettore di Xylella fastidiosa
    Questo insetto trasmette il batterio alle piante durante il pasto, favorendo lo sviluppo di malattie gravi come il disseccamento rapido degli ulivi. Il controllo di Philaenus spumarius è quindi cruciale per limitare la diffusione del patogeno.

    Strategie di controllo

    • Eliminazione delle erbe infestanti dove si sviluppano le ninfe
    • Monitoraggio tramite trappole cromotropiche
    • Uso di insetticidi selettivi durante le fasi vulnerabili
    • Promozione di predatori naturali come coccinelle e ragni.

    Conclusione
    La conoscenza di Philaenus spumarius e delle sue abitudini è fondamentale per chi opera nel verde e nell’agricoltura, soprattutto in aree a rischio di Xylella. Un intervento tempestivo e integrato può ridurre notevolmente i danni.


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  • Introduzione
    Le cicaline, appartenenti alla famiglia Cicadellidae, sono tra gli Auchenorrhyncha più diffusi e spesso tra i più dannosi per le colture. Questi insetti si nutrono della linfa delle piante, causando danni da succhiamento e trasmettendo virus fitopatogeni.

    Descrizione delle cicaline
    Le cicaline sono insetti di piccole dimensioni (3-5 mm), con corpo affusolato e ali anteriori membranose. Presentano colori variabili dal verde al marrone, con alcune specie caratterizzate da macchie o striature.

    Danni alle piante
    Le punture di questi insetti provocano ingiallimenti, deformazioni fogliari, riduzione della crescita e, nei casi più gravi, la morte della pianta. Sono vettori di virus come il “virus del mosaico” e altri patogeni.

    Ciclo biologico
    Le cicaline hanno più generazioni all’anno e si sviluppano principalmente su piante erbacee, arbusti e alberi. Le uova sono deposte nei tessuti vegetali, mentre le ninfe vivono sulle foglie o nei pressi delle radici.

    Metodi di controllo

    • Monitoraggio con trappole cromotropiche
    • Controllo biologico con insetti predatori (coccinelle, imenotteri)
    • Uso oculato di insetticidi specifici
    • Buone pratiche agronomiche come la rotazione delle colture e la gestione del verde spontaneo.

    Conclusione
    Le cicaline rappresentano una minaccia costante per colture e verde ornamentale. Una gestione integrata e preventiva è la strategia migliore per limitare i danni e preservare la salute delle piante.


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  • Introduzione
    Gli Auchenorrhyncha sono un sottordine di insetti emipterei che comprendono cicaline, froghoppers, cicale e altri insetti fitofagi. Sono diffusi in tutto il mondo e giocano un ruolo cruciale negli ecosistemi agricoli e urbani, sia come fitofagi che come vettori di malattie vegetali.

    Caratteristiche morfologiche
    Questi insetti hanno dimensioni variabili, corpo allungato, antenne corte e zampe posteriori adattate al salto. Le ali sono spesso trasparenti con venature visibili.

    Ruolo ecologico e agronomico
    Alimentandosi di linfa, possono causare danni diretti alle piante o indiretti trasmettendo virus e batteri. Alcune specie, come la Philaenus spumarius, sono vettori di malattie gravi come la Xylella fastidiosa.

    Prevenzione e controllo
    È importante effettuare monitoraggi regolari, favorire i predatori naturali e adottare misure agronomiche e chimiche mirate per limitare i danni.

    Conclusione
    Conoscere gli Auchenorrhyncha è essenziale per una gestione sostenibile del verde, specialmente in ambienti urbani e agricoli.


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  • Introduzione

    Gli Auchenorrhyncha sono un sottordine di insetti appartenenti all’ordine dei Rincoti (Hemiptera), comunemente noti come cicaline, afidi, froghoppers e altri insetti fitofagi. Sono presenti in tutti gli ecosistemi e hanno un ruolo importante sia come fitofagi che, in alcuni casi, come vettori di malattie delle piante. Conoscere questi insetti è fondamentale per chi si occupa della manutenzione del verde, dell’orto e del giardino.

    Caratteristiche principali

    Gli Auchenorrhyncha sono caratterizzati da:

    • Dimensioni variabili da pochi millimetri a oltre un centimetro.
    • Corpo allungato e spesso robusto, con antenne corte.
    • Capo sporgente con occhi grandi e sporgenti.
    • Ali anteriori membranose o parzialmente corazzate, con venature visibili.
    • Saltatori eccellenti, grazie alle zampe posteriori robuste.

    Importanza ecologica e agronomica

    Questi insetti si nutrono principalmente di linfa vegetale, perforando tessuti di foglie, fusti e radici. Alcune specie sono:

    • Fitofagi dannosi, provocano ingiallimenti, deformazioni e riduzione della crescita delle piante.
    • Vettori di fitopatogeni come virus e batteri, che trasmettono alle colture.
    • Parte della catena alimentare, fungendo da prede per predatori naturali come coccinelle, ragni e imenotteri parassitoidi.

    Specie più comuni e diffusi in Italia

    Tra gli Auchenorrhyncha più rilevanti in ambito agricolo e urbano si trovano:

    • Cicaline (Cicadellidae): come la Empoasca vitis, dannosa alla vite.
    • Froghoppers (Cercopidae): come la Philaenus spumarius, noto vettore della Xylella fastidiosa.
    • Cicale (Cicadidae): spesso rumorose ma poco dannose.

    Metodi di controllo e prevenzione

    La gestione degli Auchenorrhyncha si basa su:

    • Monitoraggio costante per individuare tempestivamente le infestazioni.
    • Controllo biologico favorendo la presenza di predatori naturali.
    • Interventi chimici mirati, con insetticidi selettivi e a basso impatto ambientale.
    • Buone pratiche colturali, come rotazioni, eliminazione di erbe infestanti e potatura.

    Conclusioni

    Gli Auchenorrhyncha rappresentano un gruppo entomologico cruciale per la salute delle piante in giardino, orto e verde urbano. Conoscere le loro caratteristiche, il loro ciclo biologico e i metodi di controllo aiuta i manutentori del verde a intervenire efficacemente, riducendo i danni e promuovendo un ecosistema equilibrato.


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