Gli Ichneumonidi sono efficaci parassitoidi, ma nel complesso equilibrio ecologico non sono immuni dal diventare a loro volta prede. Questo fenomeno, noto come predazione secondaria, rivela le sfide che affrontano anche gli insetti apparentemente dominanti.
1. Cos’è la predazione secondaria
Si parla di predazione secondaria quando un predatore consuma una preda che contiene al suo interno un parassitoide. Ad esempio, se un uccello mangia un bruco parassitato da un Ichneumonide, anche la larva del parassitoide viene distrutta.
2. Un rischio evolutivo costante
Gli Ichneumonidi endoparassitoidi, che vivono all’interno del corpo dell’ospite, sono particolarmente esposti a questo rischio. Se l’ospite viene predato prima che il parassitoide completi il ciclo vitale, la riproduzione fallisce.
3. Strategie per ridurre il rischio
Alcuni Ichneumonidi preferiscono ospiti che si nascondono bene o che sono meno appetibili per i predatori. Altri accelerano lo sviluppo della larva per ridurre il tempo di permanenza all’interno dell’ospite.
4. Effetti sul controllo biologico
La predazione secondaria può ridurre l’efficacia degli Ichneumonidi nei programmi di lotta biologica. Per questo motivo, è importante considerare anche i predatori naturali degli ospiti quando si pianifica l’introduzione di un parassitoide.
5. Un fragile equilibrio
L’ecologia degli Ichneumonidi è complessa: il successo del parassitoide dipende non solo dall’ospite, ma anche da tutto l’ecosistema circostante. Ogni predatore in più può compromettere una generazione intera di parassitoidi.