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  • Meliscaeva auricollis: il piccolo sirfide dorato, amico del verde urbano

    Introduzione

    Meliscaeva auricollis è un sirfide poco noto ma molto diffuso nei parchi, giardini e margini boschivi d’Europa. Le sue ridotte dimensioni e l’aspetto simile a una vespa lo rendono un eccellente esempio di mimetismo batesiano. È un impollinatore attivo e le sue larve sono grandi divoratrici di afidi.

    Descrizione e identificazione

    Questo sirfide è lungo circa 6-8 mm, con un corpo snello e lucido. La caratteristica principale è il torace con riflessi dorati e l’addome con bande giallo limone su fondo scuro. Le ali sono trasparenti e vibrano rapidamente durante il volo sospeso.

    Ciclo vitale e comportamento

    Gli adulti sono visibili da aprile a ottobre. Si nutrono del nettare e del polline di diverse piante spontanee e ornamentali.
    Le femmine depongono le uova vicino alle colonie di afidi. Le larve, poco appariscenti e di colore verdastro, divorano fino a 60 afidi al giorno.

    Habitat ideale

    Meliscaeva auricollis predilige ambienti con vegetazione ricca e varia, come:

    • Giardini pubblici e privati
    • Parchi urbani
    • Siepi e margini di sentiero
    • Frutteti e coltivazioni a basso impatto

    Ruolo ecologico

    Questo piccolo sirfide svolge un doppio ruolo chiave:

    1. Controllo biologico: le larve contrastano efficacemente le infestazioni di afidi.
    2. Impollinazione: gli adulti visitano frequentemente fiori di ombrellifere, composite e rosacee, favorendo la produzione di frutti e semi.

    Come attirarlo in giardino

    Per incentivare la presenza di Meliscaeva auricollis si possono adottare queste pratiche:

    • Coltivare piante mellifere come finocchio, calendula, tanaceto, aneto
    • Lasciare zone a vegetazione spontanea
    • Ridurre o eliminare l’uso di pesticidi
    • Piantare siepi miste con fioriture prolungate

    Conclusione

    Meliscaeva auricollis è uno dei tanti sirfidi “invisibili” che proteggono orti e giardini. La sua presenza silenziosa è segno di equilibrio biologico e biodiversità urbana. Promuoverne la diffusione è un passo semplice ma importante verso un verde più sano e sostenibile.


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  • Sphaerophoria scripta: il sirfide dal volo elegante che protegge le colture

    Introduzione

    Sphaerophoria scripta è una specie di sirfide molto diffusa in Europa e spesso trascurata, ma di grande valore ecologico. Conosciuto per il suo volo stazionario e per la capacità di imitare le vespe, è un formidabile alleato nella lotta biologica contro gli afidi, oltre a essere un prezioso impollinatore.

    Caratteristiche morfologiche

    Questo insetto si riconosce per il corpo affusolato, lungo circa 7-9 mm, con bande gialle e nere ben distinte. Le antenne corte e le ali trasparenti, unite alla sua livrea mimetica, lo rendono simile a una piccola vespa. Il maschio si distingue per l’addome molto allungato.

    Comportamento e ciclo vitale

    Sphaerophoria scripta vola agilmente da fiore a fiore, mantenendo un volo stazionario tipico dei sirfidi.
    Le femmine depongono le uova vicino alle colonie di afidi. Le larve, di colore verdastro e quasi trasparenti, sono predatrici attive di afidi e altri piccoli insetti.
    L’intero ciclo si completa in poche settimane, permettendo numerose generazioni durante l’anno.

    Habitat e piante preferite

    Questa specie predilige:

    • Prati fioriti
    • Orti e frutteti
    • Bordure di campi coltivati
    • Giardini urbani

    Si nutre del nettare di fiori come carote selvatiche, finocchi, achillea, calendula e senape.

    Importanza ecologica

    Le larve di Sphaerophoria scripta sono utili per contenere le infestazioni di afidi su molte colture, riducendo la necessità di insetticidi.
    Gli adulti, grazie alla loro abitudine di visitare i fiori, contribuiscono efficacemente all’impollinazione di ortaggi e piante aromatiche.

    Come favorirne la presenza

    Per attrarre e mantenere Sphaerophoria scripta, è consigliabile:

    • Coltivare fiori con ombrelli aperti (Apiaceae)
    • Lasciare ai margini dell’orto alcune aree spontanee
    • Evitare trattamenti chimici inutili
    • Utilizzare siepi e rifugi naturali come habitat

    Conclusione

    Sphaerophoria scripta è un sirfide discreto ma fondamentale. Oltre ad abbellire il giardino con la sua presenza elegante, è un prezioso alleato naturale contro i parassiti e un attore chiave per l’impollinazione.


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  • Episyrphus balteatus: la mosca dei fiori amica dell’orto

    Introduzione

    Episyrphus balteatus è una delle specie di sirfidi più comuni e riconoscibili in Europa. Conosciuta comunemente come “mosca dei fiori”, questo insetto svolge un ruolo fondamentale negli ecosistemi agricoli e naturali grazie alla sua duplice funzione di impollinatore e predatore naturale di parassiti.

    Aspetto e identificazione

    L’adulto di Episyrphus balteatus è facilmente riconoscibile per il corpo allungato di colore arancione con bande nere trasversali sul torace e sull’addome. Le ali sono trasparenti e hanno venature ben visibili. Misura generalmente tra 8 e 12 mm di lunghezza. La sua colorazione mimetica lo fa somigliare a una piccola vespa, ma è completamente innocuo per l’uomo.

    Ciclo biologico

    La mosca dei fiori compie diverse generazioni all’anno, soprattutto durante la primavera e l’estate. Le femmine depongono le uova vicino a colonie di afidi, la cui presenza è indispensabile per lo sviluppo delle larve.
    Le larve sono predatrici voraci di afidi, cocciniglie e piccoli insetti dannosi per le piante. Dopo qualche giorno di alimentazione, le larve si impupano, dando origine alla nuova generazione di adulti.

    Habitat e piante ospiti

    Episyrphus balteatus si trova comunemente in prati, giardini, frutteti e orti. Ama piante fiorite ricche di nettare e polline, come:

    • Tarassaco
    • Achillea
    • Trifoglio
    • Margherita
    • Erba medica

    Questa specie è molto diffusa anche in ambiente urbano, dove contribuisce all’impollinazione di fiori ornamentali.

    Ruolo ecologico e agronomico

    Le larve di Episyrphus balteatus sono predatori naturali di numerosi fitofagi, in particolare afidi, contribuendo così al controllo biologico delle infestazioni. Gli adulti, invece, sono impollinatori efficaci, favorendo la fecondazione di molte piante coltivate.

    Come favorire la presenza di Episyrphus balteatus in giardino

    Per attrarre questa preziosa mosca, è importante:

    • Evitare pesticidi chimici che ne danneggiano le popolazioni
    • Coltivare piante ricche di fiori aperti con nettare facilmente accessibile
    • Mantenere aree con vegetazione spontanea e rifugi naturali
    • Favorire la biodiversità per mantenere l’equilibrio degli insetti utili

    Conclusione

    Episyrphus balteatus rappresenta un alleato insostituibile per chi cura orti, giardini e coltivazioni biologiche. Grazie alla sua duplice funzione di predatore di parassiti e impollinatore, è una risorsa naturale da proteggere e valorizzare.


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  • Ceroplastes sinensis: la cocciniglia cerosa cinese delle piante ornamentali

    Introduzione

    Ceroplastes sinensis, nota anche come “cocciniglia cerosa cinese”, è un insetto appartenente alla famiglia Coccidae. Originaria dell’Asia, si è diffusa anche in altre regioni tropicali e subtropicali. È temuta per la sua capacità di infestare alberi ornamentali, piante da frutto e vegetazione urbana.

    Descrizione e identificazione

    Le femmine adulte si distinguono per il corpo ricoperto da uno spesso strato ceroso bianco, che le rende simili a piccole cupole dure. Il corpo sottostante è bruno-rossastro. Le neanidi sono mobili, di colore rosa pallido o giallo chiaro.

    Ciclo biologico

    Questa specie si riproduce per via sessuata. La femmina adulta depone le uova sotto la protezione dello scudo ceroso, che offre un’ottima difesa contro predatori e trattamenti chimici. Lo sviluppo può includere una o due generazioni l’anno, a seconda del clima.

    Piante ospiti

    Ceroplastes sinensis è una specie polifaga e attacca diverse piante legnose ornamentali e da frutto, tra cui:

    • Ligustro
    • Melograno
    • Magnolia
    • Camelia
    • Citrus spp.
    • Olivo
    • Rosa
    • Alloro

    Danni

    I principali problemi causati da questa cocciniglia includono:

    • Aspetto antiestetico delle piante ornamentali
    • Produzione abbondante di melata, con sviluppo di fumaggine
    • Indebolimento generale della pianta per sottrazione di linfa
    • In casi gravi, secchezza di rami e foglie

    Monitoraggio

    Il monitoraggio prevede l’ispezione visiva di rami, foglie e fusti. L’insetto è facilmente riconoscibile per l’aspetto ceroso. Si consiglia di iniziare i controlli a inizio primavera, soprattutto in zone riparate e calde.

    Lotta biologica

    In natura, diverse specie di imenotteri parassitoidi (es. Metaphycus e Coccophagus spp.) possono limitare le popolazioni. Anche alcune coccinelle predatrici, come Chilocorus bipustulatus, risultano efficaci nel contenere le infestazioni.

    Controllo chimico

    Il trattamento è efficace solo contro le neanidi prima della formazione dello scudo ceroso. Si consiglia:

    • Olio minerale estivo
    • Insetticidi sistemici nei periodi di attività
    • Evitare l’uso prolungato degli stessi principi attivi

    Prevenzione

    • Controllo periodico delle piante ornamentali
    • Isolamento delle nuove introduzioni
    • Potatura dei rami infestati
    • Miglioramento della circolazione d’aria tra le piante

    Conclusione

    Ceroplastes sinensis è una cocciniglia difficile da eliminare una volta stabilita. Per questo, la prevenzione e il monitoraggio precoce sono fondamentali. Interventi integrati permettono di ridurre i danni e mantenere le piante sane e ornamentali.


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  • Saissetia coffeae: la cocciniglia emisferica del caffè e delle piante tropicali

    Introduzione

    Saissetia coffeae è una cocciniglia appartenente alla famiglia Coccidae, particolarmente diffusa nelle regioni tropicali e subtropicali. Nota per attaccare colture di pregio come il caffè e numerose piante ornamentali, è una specie temuta anche in serra nei paesi a clima temperato.

    Aspetto e identificazione

    Le femmine adulte sono prive di ali, di forma emisferica e colore bruno scuro, spesso con tre rilievi dorsali caratteristici. La superficie è lucida e leggermente rugosa. Le neanidi sono piatte, di colore più chiaro, e mobili nelle prime fasi.

    Ciclo biologico

    Saissetia coffeae si riproduce partenogeneticamente, quindi senza necessità di maschi. Le femmine adulte depongono centinaia di uova sotto il proprio corpo, che si schiude proteggendo le neanidi. In condizioni tropicali può sviluppare da 3 a 6 generazioni all’anno.

    Piante ospiti

    È una cocciniglia polifaga che attacca oltre 100 specie di piante, tra cui:

    • Caffè (Coffea arabica)
    • Agrumi
    • Ficus
    • Ibisco
    • Oleandro
    • Dracena
    • Orchidee e molte piante ornamentali da interno

    Danni

    I danni principali causati da Saissetia coffeae sono:

    • Succhiano la linfa, indebolendo la pianta
    • Producono abbondante melata, favorendo la formazione di fumaggini
    • Ostacolano la fotosintesi
    • Precipitano la caduta delle foglie e dei frutti
    • Diminuiscono la resa delle coltivazioni

    Monitoraggio

    Il controllo si effettua osservando:

    • Presenza di adulti emisferici
    • Melata e fumaggine sulle foglie
    • Neanidi mobili durante i mesi caldi
    • Deperimento anomalo in serre e ambienti protetti

    Lotta biologica

    Esistono predatori naturali come Coccophagus spp. e Metaphycus helvolus (imenotteri parassitoidi), che si nutrono di uova e neanidi. Anche le coccinelle del genere Chilocorus possono contenere le infestazioni in ambienti controllati.

    Controllo chimico

    Gli interventi vanno indirizzati alle neanidi mobili, utilizzando:

    • Oli bianchi per soffocare le uova
    • Insetticidi sistemici mirati, evitando il periodo di fioritura
      È fondamentale alternare le molecole per evitare fenomeni di resistenza.

    Prevenzione

    • Isolare le nuove piante prima dell’introduzione in serra
    • Potare e bruciare le parti infestate
    • Mantenere una buona aerazione in ambienti chiusi

    Conclusione

    Saissetia coffeae rappresenta un serio pericolo per le piante tropicali e ornamentali, soprattutto in ambienti protetti. Un approccio integrato tra prevenzione, monitoraggio e intervento mirato garantisce il miglior controllo possibile di questa cocciniglia infida.


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  • Ceroplastes rusci: la cocciniglia del fico e delle piante ornamentali

    Introduzione

    Ceroplastes rusci, nota come cocciniglia del fico, è un insetto parassita appartenente alla famiglia Coccidae. Diffusa in Europa meridionale e in Medio Oriente, questa specie colpisce un’ampia gamma di piante, sia spontanee che ornamentali, causando danni estetici e fisiologici.

    Descrizione morfologica

    Le femmine adulte sono di forma ovale, leggermente convessa, e ricoperte da una spessa corazza cerosa di colore bianco-grigiastro o rosa pallido. Le neanidi sono mobili, piccole e di colore rossastro. I maschi sono rari e poco osservabili.

    Ciclo biologico

    Completa una sola generazione all’anno nelle regioni temperate. Svernano allo stadio di neanide di seconda età. In primavera le femmine maturano, depongono le uova sotto la copertura cerosa, da cui emergono le neanidi mobili che si disperdono sulle piante ospiti.

    Piante ospiti

    Benché il nome suggerisca un’associazione con il fico (Ficus carica), Ceroplastes rusci è polifaga e può infestare:

    • Agrumi
    • Oleandro
    • Alloro
    • Mirto
    • Pittosporo
    • Piante da vivaio e ornamentali varie

    Danni

    Questa cocciniglia si nutre della linfa, causando:

    • Ingiallimento delle foglie
    • Caduta precoce
    • Deperimento generale della pianta
    • Produzione di melata che favorisce lo sviluppo di fumaggini, rendendo le foglie nere e appiccicose

    Monitoraggio

    Il monitoraggio è fondamentale tra la primavera e l’estate, osservando la presenza di adulti cerosi e neanidi mobili, in particolare su giovani germogli e nervature fogliari.

    Metodi di controllo

    Controllo biologico

    In alcune aree sono stati introdotti predatori naturali come coccinelle e vespe parassitoidi. La loro efficacia varia a seconda delle condizioni climatiche e della biodiversità locale.

    Controllo chimico

    L’impiego di oli bianchi invernali e insetticidi sistemici è utile contro le neanidi, che sono il momento più vulnerabile del ciclo vitale. L’impiego deve però essere valutato in funzione della pianta ospite e della stagionalità.

    Curiosità

    • Il nome “rusci” deriva dal fico (Ficus carica), pianta sulla quale è stata osservata per la prima volta.
    • La sostanza cerosa prodotta è talmente compatta da rendere difficoltosa la penetrazione degli insetticidi.

    Conclusione

    Ceroplastes rusci è un nemico silenzioso di molte piante mediterranee. Il controllo integrato, combinando ispezioni, interventi tempestivi e difesa biologica, rappresenta la strategia più efficace per prevenirne la diffusione.


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  • Icerya purchasi: la cocciniglia cotonosa degli agrumi

    Introduzione

    Icerya purchasi, conosciuta anche come cocciniglia cotonosa degli agrumi, è un insetto parassita della famiglia Monophlebidae. Originaria dell’Australia, si è diffusa in tutto il mondo, diventando una delle specie più invasive in ambienti mediterranei e subtropicali.

    Aspetto e morfologia

    Le femmine adulte sono di forma ovale, con un corpo rosso-brunastro coperto da una massa cerosa biancastra che protegge le uova. La massa ovigera cotonosa è lunga fino a 10 mm e molto visibile. I maschi, rari, hanno ali e sono molto più piccoli.

    Ciclo vitale

    Completa più generazioni all’anno nei climi caldi. Le femmine sono ermafrodite funzionali e si riproducono anche in assenza del maschio (partenogenesi). Le neanidi si spostano attivamente prima di fissarsi per nutrirsi.

    Piante ospiti

    Attacca oltre 200 specie vegetali, con particolare predilezione per:

    • Agrumi
    • Acacia
    • Pittosporo
    • Mimosa
    • Oleandro

    Danni

    Le neanidi e le femmine adulte si nutrono della linfa vegetale, indebolendo la pianta. La produzione di melata favorisce la formazione della fumaggine, che compromette la fotosintesi e rende i frutti invendibili.

    Controllo biologico

    L’introduzione del parassitoide Rodolia cardinalis (una coccinella predatrice) ha rappresentato un caso storico di successo nella lotta biologica. In molte zone questo predatore è ancora oggi un valido alleato.

    Controllo chimico

    Difficile da attuare per via della protezione cerosa. Gli insetticidi sistemici possono essere utilizzati in fase giovanile (neanidi) con risultati migliori.

    Monitoraggio

    È importante ispezionare le piante in primavera e in estate, soprattutto alla base dei rami e lungo le nervature fogliari, dove le cocciniglie si annidano e producono la tipica ovoteca cotonosa.

    Curiosità

    • È una delle poche cocciniglie con capacità ermafrodita.
    • La sua scoperta in Europa è avvenuta nel XIX secolo, seguita da diffuse campagne di lotta biologica.

    Conclusione

    Icerya purchasi rappresenta una minaccia seria per agrumi e piante ornamentali. Il controllo biologico con Rodolia cardinalis resta il metodo più efficace e sostenibile.


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  • Saissetia oleae: la cocciniglia nera dell’olivo

    Introduzione

    Saissetia oleae, comunemente chiamata cocciniglia nera dell’olivo, è un insetto fitofago appartenente alla famiglia Coccidae. È uno dei principali parassiti dell’olivo, ma colpisce anche agrumi, lauroceraso, oleandro e piante ornamentali.

    Aspetto e identificazione

    Le femmine adulte sono facilmente riconoscibili per il corpo convesso, a forma di cupola, di colore bruno-nerastro. Misurano circa 3–5 mm. Le uova sono deposte sotto il corpo materno, che assume funzione di protezione.

    Ciclo biologico

    Completa 1–2 generazioni l’anno, con lo svernamento allo stadio di ninfa o femmina adulta. In primavera, le uova si schiudono e le neanidi si muovono verso le foglie giovani o i rami, dove si fissano e iniziano a nutrirsi.

    Danni provocati

    Saissetia oleae succhia la linfa vegetale, causando indebolimento generale della pianta, filloptosi (caduta prematura delle foglie) e riduzione della produzione. Inoltre, produce abbondante melata che porta allo sviluppo della fumaggine, compromettendo la fotosintesi.

    Piante ospiti

    • Primarie: olivo, agrumi
    • Secondarie: oleandro, alloro, pittosporo, edera

    Difesa e metodi di controllo

    • Biologico: importanti antagonisti naturali come il parassitoide Metaphycus lounsburyi e il predatore Chilocorus bipustulatus.
    • Chimico: interventi mirati a fine primavera con oli minerali e insetticidi selettivi contro neanidi mobili.
    • Culturale: potature mirate per arieggiare la chioma e favorire l’azione degli antagonisti.

    Monitoraggio

    È consigliabile esaminare la pagina inferiore delle foglie e le giovani ramificazioni in primavera e inizio estate per intercettare precocemente la presenza delle neanidi.

    Curiosità

    • La cocciniglia nera ha una forma molto caratteristica che ricorda un piccolo scudo.
    • Nonostante la sua resistenza, se intercettata nelle prime fasi è relativamente gestibile con mezzi biologici.

    Conclusione

    Saissetia oleae rappresenta una minaccia concreta per molte piante da frutto e ornamentali. Un approccio integrato, con attenzione al controllo biologico, è essenziale per prevenire danni estesi.


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  • Planococcus citri: la cocciniglia cotonosa degli agrumi

    Introduzione

    Planococcus citri, conosciuta come cocciniglia cotonosa degli agrumi, è un insetto appartenente alla famiglia Pseudococcidae. Questa specie è un parassita temuto per la sua capacità di infestare agrumi, viti, piante ornamentali e ortaggi.

    Aspetto e riconoscimento

    L’adulto ha un corpo ovale e appiattito, lungo circa 3–4 mm, di colore biancastro con secrezioni cerose che danno l’aspetto “cotonoso”. Le ninfe sono simili agli adulti ma di dimensioni inferiori.

    Distribuzione e habitat

    È presente in tutto il mondo, specialmente nelle regioni a clima caldo-temperato. Vive sulle parti tenere delle piante: sotto le foglie, negli interstizi dei rami o vicino ai frutti.

    Ciclo biologico

    Ha diversi cicli all’anno, specialmente in serra o in ambienti miti. Le femmine depongono centinaia di uova all’interno di masse cotonose. Le ninfe, una volta schiuse, si spostano in cerca di nuovi tessuti vegetali da colonizzare.

    Danni alle piante

    Planococcus citri si nutre della linfa, causando indebolimento generale, deformazioni fogliari e aborti fiorali. Secreta abbondante melata che favorisce lo sviluppo della fumaggine, riducendo la fotosintesi.

    Lotta e controllo

    • Biologico: predatori naturali come Cryptolaemus montrouzieri (coccinella predatrice di cocciniglie).
    • Chimico: insetticidi specifici sistemici o a contatto, possibilmente integrati con oli minerali.
    • Culturale: rimozione manuale nei piccoli focolai e miglioramento della ventilazione tra le piante.

    Curiosità

    • Il cotone prodotto serve a proteggere le uova e mascherare gli individui dai predatori.
    • È particolarmente resistente in ambiente serra, dove la temperatura rimane costante tutto l’anno.
    • In vigneti, può influire negativamente sulla qualità dell’uva.

    Conclusione

    La cocciniglia cotonosa degli agrumi è un nemico silenzioso ma pericoloso per molte colture. Il riconoscimento tempestivo e l’integrazione di metodi di controllo sono fondamentali per contenere i danni.


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  • 1. Introduzione alla famiglia Tortricidae

    I Tortricidi (Tortricidae) sono una vasta famiglia di microlepidotteri con oltre 10.000 specie note a livello globale. In Italia se ne conoscono circa 600, molte delle quali sono considerate fitofaghe dannose, soprattutto per frutteti, vigneti e colture orticole.

    Il gruppo è famoso per le sue larve, comunemente chiamate “avvolgitori di foglie” per la loro abitudine di arrotolare e saldare foglie e germogli con fili sericei, creando rifugi in cui si nutrono protetti dai predatori.


    2. Caratteristiche morfologiche

    • Adulto: ali anteriori trapezoidali, spesso con disegni complessi e colori mimetici; ali posteriori più chiare. Posano le ali “a tetto” sopra il corpo.
    • Larva: bruco di piccole dimensioni, verde o brunastro, mobile e spesso nascosto tra le foglie arrotolate.
    • Pupa: all’interno di un bozzolo tra le foglie o nel terreno.

    3. Specie chiave e danni associati

    • Cydia pomonellaCarpocapsa del melo: uno dei principali parassiti del melo e del pero, le larve penetrano nei frutti.
    • Eupoecilia ambiguellaTignoletta della vite: colpisce i grappoli d’uva causando danni diretti e indiretti (muffe).
    • Grapholita molestaTignola orientale del pesco: danneggia rami, germogli e frutti.
    • Archips podanaAvvolgente delle pomacee: defoglia e deforma le giovani piante da frutto.
    • Adoxophyes oranaTignola verde delle pomacee: simile alla precedente, diffusa in tutta Europa.

    4. Ciclo biologico

    Molti tortricidi hanno più generazioni all’anno, con svernamento allo stadio larvale o di pupa. Le femmine depongono le uova sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve iniziano presto ad arrotolare foglie o attaccare i frutti.

    I danni possono includere:

    • Perdita di superficie fotosintetica
    • Sviluppo stentato dei germogli
    • Caduta prematura dei frutti
    • Ingressi per funghi e marciumi secondari

    5. Difesa e strategie di contenimento

    A. Monitoraggio

    • Trappole a feromoni per adulti
    • Ispezione visiva di foglie arrotolate e frutti forati

    B. Prevenzione

    • Potatura regolare per arieggiare la chioma
    • Rimozione manuale delle foglie infestate
    • Favorire l’arrivo di predatori naturali (es. Crysopa, Coccinellidi)

    C. Lotta biologica e integrata

    • Trattamenti con Bacillus thuringiensis kurstaki
    • Feromoni per confusione sessuale, particolarmente efficaci nei frutteti
    • Insetticidi selettivi solo nei momenti di massima vulnerabilità (ovideposizione e schiusa)

    6. Conclusione

    I Tortricidi, pur essendo piccoli e spesso trascurati, rappresentano una minaccia seria per frutteti, vigneti e orti. Una buona conoscenza del loro ciclo biologico, unita a strategie di monitoraggio precoce e interventi mirati, permette di contenerne la diffusione senza ricorrere a pratiche invasive. La lotta integrata resta l’approccio vincente.


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