Orthetrum cancellatum: la libellula reticolata delle acque stagnanti
Introduzione alla specie
Orthetrum cancellatum, detta anche libellula reticolata, è una delle libellule più diffuse d’Europa. Appartenente alla famiglia Libellulidae, è facilmente osservabile in tutta Italia nei mesi più caldi.
Aspetto e riconoscimento
- Maschio con addome azzurro chiaro, spesso con punta nera ben visibile
- Femmina di colore giallo oliva o marrone chiaro, con bande nere lungo i lati dell’addome
- Torace bruno-verde con leggere venature
- Zampe nere
- Lunghezza corporea: 45–50 mm
- Ali trasparenti con pterostigma scuro, e venature molto fitte, da cui il nome “cancellatum” (reticolato)
Si distingue da Orthetrum brunneum per l’addome più largo e la punta nera più marcata nei maschi adulti.
Habitat e distribuzione
Preferisce:
- Laghi, stagni, canali, paludi e cave d’acqua dolce
- Anche bacini artificiali e riserve idriche
- È molto adattabile, colonizza ambienti naturali e antropizzati
- Presente in tutta Italia, dalla pianura fino a 1200 m
È meno esigente rispetto ad altre libellule e può tollerare acque lievemente inquinate o eutrofiche.
Comportamento
- Specie molto territoriale: i maschi pattugliano costantemente un’area d’acqua
- Si posano spesso su rami secchi, sassi o steli emergenti
- Predano insetti volanti, soprattutto mosche, zanzare e piccoli lepidotteri
- Attiva da maggio a settembre, con voli anche in piena estate nelle ore calde
Ciclo vitale
- Le femmine depongono le uova in acque calme o quasi stagnanti
- Le larve vivono sul fondo, tra fanghiglia e vegetazione sommersa
- Lo sviluppo larvale dura un anno circa, a seconda della temperatura dell’acqua
Ruolo ecologico
- Svolge un ruolo importante nel controllo biologico degli insetti nocivi
- Tollerante a condizioni ambientali variabili, utile come specie colonizzatrice in nuovi habitat acquatici
Curiosità
- Il nome cancellatum deriva dalla fitta rete di venature sulle ali
- In alcune zone agricole, questa specie è la libellula dominante in estate, ben visibile anche vicino a campi coltivati o orti
- Le larve possono resistere a periodi di siccità temporanea, sopravvivendo nel fango umido