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  • Questa mitragliatrice che a conti fatti nella storia fu la prima vera mitragliatrice; con una velocità ciclica al tempo impressionate, agli inizi 40/60 cartucce al minuto, fino poi arrivare a raffiche di 400 colpi al minuto. Richard Jordan Gatling cominciò il progetto della sua mitragliatrice nel 1851;questa mitragliatrice a polvere nera era dotata di canne rotanti che variavano da 4/6/8 e 10 il concetto del suo funzionamento era simile a quello di un revolver ma invece della rotazione del tamburo erano le canne a girare; la rotazione avveniva tramite manovella con un altissimo rateo di fuoco per quei tempi, ; l’arma poteva essere caricata o con munizioni sciolte che andavano da un calibro 11 fino ai 24mm caricate dai 57 ai 227 grani oppure con nastri di proiettili che permettevano la continuità dei colpi. Il suo peso si aggirava dai 94 ai quasi 200kg, quest’arma fu molto apprezzata degli eserciti di cui ne cito uno che è quello inglese che la usarono nelle loro guerre coloniali.

    Anche se fantastica non era esente da difetti, infatti sia estrattore che cadenza ciclica;( e dopo le modifiche raggiunse i 1000 colpi al minuto); credo che in queste prime mitragliatrici l’estrattore non poteva essere, se non a leva; anche perchè andando a logica avendo una cartuccia rimmed che ha un appiglio abbastanza rimarcato, è vero anche che non ha scanalatura però col calore che si genera in camera di cartuccia al momento della raffica, credo sia molto elevato quindi e probabile che qualche cartuccia rimanesse incollata in camera dal fondello alla testa del otturatore; rallentando o addirittura inceppando il ciclo di sparo. Ma la mia è solo un ipotesi niente di più ….. il fatto è che questa fu l’era della vera evoluzione; prima Gatling poi Maxim( prima modello 1906 poi il 1908); Fiat Revelli, Schwarzlose per poi andare ancora con Maxim-Vickers nel 1911, poi la Browning M1 nel 1922; è vero poi ci fu la M2 sempre di Browning però rimane il fatto che è usata ancora oggi.

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  • In un arma da fuoco che non sia catalogata come arma da guerra; perché nelle armi da guerra ogni singola parte è essenziale; nelle armi comuni abbiamo delle parti essenziali che senza quelle l’arma è inutilizzabile, tra questi componenti è presente il sistema di scatto che comprende : il grilletto(leva di fulcro impernita nel ponticello, di solito quest’ultimo è protetto da guardamano. Nei revolver però lo scatto è un pezzo unico non ci sono impernimenti al ponticello; in alcuni casi può mancare anche il guardamano un esempio possono essere le prime Bodeo); molle e leve un disconnettore( che permette all’arma di sparare in modalità semiautomatica disconnettendo il cane dal sistema di scatto facendo si che il tiratore deve ripremere il grilletto per il colpo successivo); il grilletto che anche lui fa parte dello scatto o tecnicamente chiamato leva di scatto, la pressione del grilletto fa sì di susseguirsi di azioni meccaniche che hanno come fine l’uscita del proietto dalla volata; è ovvio dire che uno scatto in buone condizioni deve sempre garantire, la partenza del colpo, se questo va a vuoto è da sostituire. Lo scatto una volta premuto il grilletto, tramite una serie di molle comanda il cane;( che è un blocchetto di acciaio girevole perpendicolare all’asse della canna, la punta cioè quella che poi colpirà l’innesco mettendo in moto un ciclo di sparo, può essere fissa o ricavata dal pieno, meglio se ricavata dal pieno, perchè intercambiabile ed è anche più facile da guidare in corrispondenza al foro di vampa( dove davanti è situato l’innesco).

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  • La canna è un elemento essenziale in un arma da fuoco, il suo scopo è quello di proiettare e dirigere, quando essa è proiettata verso il bersaglio mediante il cosi detto puntamento, il proietto segue una linea chiamata TRAIETTORIA;( quando quest’ultima passa per il punto mirato dicesi centro), nella canna abbiamo la parte posteriore che prende il nome di CULATTA e quella anteriore VOLATA; la camera del bossolo è quasi sempre cilindrica lievemente svasata, di forma troncoconica appunto per facilitare l’uscita del bossolo; ovviamente il volume della camera di cartuccia è superiore a quello dell’anima della canna, proprio per via della carica di lancio e la densità di caricamento. La canna deve essere sufficemente resistente e di uno spessore non troppo contenuto, per resistere alle pressioni, infatti la forma esterna dalla canna è quasi sempre troncoconica e di spessore maggiore, proprio perchè vengono sviluppate pressioni maggiori, queste pressioni interne possono raggiungere un picco pressorio cioè: Al momento dello sparo vengono generante pressioni molto elevate al momento dello sparo, nella prima parte cioè quando inizia la combustione data dal violento urto del percussore contro l’innesco; dando inizio ad una vera e propria combustione, l’innesco percosso genera una fiamma che passa dal foro di vampa e la velocità di combustione è importantissima quasi fondamentale in un contesto di composizione chimica equilibrata, l’espansione si propaga e la velocità aumenta fino che il proietto non esce dalla camera; questa propagazione continua trasmettono energia sotto forma di velocità; ( la forma del grano determinerà molto in quanto a combustione, ricordando che il grano brucia all’interno della cartuccia dall’ interno verso l’esterno). Inoltre queste pressioni possono essere influenzate da dei fattori di balistica interna cioè: il diametro della canna anche comunemente detto calibro; che nel anima rigata non è altro che lo spazio tra i pieni di rigatura, la massa del proiettile e aggiungerei anche la forma visto che i proiettili boat tail sono molto veloci; ma visto che parliamo di polvere moderna vorrei analizzare alcuni punti che sono: il calore di esplosione che in pratica è l’energia termica rilasciata dalla combustione; l’energia chimica che abbiamo a disposizione all’interno della cartuccia cioè la massa del propellente per il suo calore, e poi il volume specifico, però torniamo al influenza della balistica interna con la densità di caricamento che è normata dal CIP, che va a braccetto con la densità assoluta della polvere che nel caso è lenta viene anche chiamata progressiva, usata in armi lunghe; invece se veloce è chiamata vivace e si usa per il caricamento di armi corte. Inoltre possiamo avere armi a canna liscia o rigata, io per questioni di lunghezza di quest’articolo se no finisce per diventare un libro, spiego l’anima rigata: Le armi ad anima rigata sono destinate a sparare cartucce cilindriche ogivali, e grazie ad una rigatura, il proietto ruota attorno il proprio asse dandogli stabilità in volo che ne consegue una maggiore precisione; in tutto questo abbiamo una direzione al bersaglio data dalla canna; ( che possiamo definire come una parte fondamentale della nostra arma da fuoco) tutto inizia all’interno della camera di cartuccia che grazie ad un apposito utensile prende la forma del bossolo, detto anche CAMERATORE poi abbiamo le tre fasi : la prima è quando la cartuccia è alloggiata nella camera e ha ancora spazio prima di addentrarsi nella rigatura; poi finito il tratto cilindrico possiamo trovare la seconda fase cioè quando la palla si addentra nella rigatura ma non in modo netto, poi successivamente dopo un piccolo cono di forzatura e la cartuccia sarà all’interno della canna in modo netto ci inoltriamo nella penultima fase prima che la palla lasci la volata. La rigatura non è altro che una serie di solchi, detti principi; indicati come pieni di rigatura che non sono altro che l’anima primitiva in pratica sono bordi taglienti che incidono il proietto permettendo il forzamento quando passa dalla seconda alla terza fase; poi ci sono i solchi impressi in fase di lavorazione cioè i vuoti di rigatura. Dalla rigatura possiamo anche determinare la potenza del oggetto che abbiamo davanti infatti; la distanza tra i pieni di rigatura cioè il diametro della canna determina il calibro; questa distanza specificata con un numero è seguita da una x e a seguire l’altezza del bossolo a vuoto; che per il sistema europeo è misurata in millimetri, invece in quello anglosassone in millesimi seguiti dal nome del produttore. Inoltre vorrei specificare che: dicesi arma da fuoco quella macchina termobalistica che grazie all’energia cinetica e all’espansione dei gas generati da una carica di lancio è in grado di scagliare un proietto, questa reazione può essere suddivisa in fasi: la prima ovviamente quando l’innesco incendi la carica e di conseguenza la combustione che avviene all’interno innalzerà la pressione e di conseguenza la temperatura, quando i gas con la loro pressione vinceranno la forzatura data dagli intagli di rigatura, il proietto comincerà la sua fase di moto accelerato, che poi tenderà a diminuire una volta che il proietto lascia la volata trattenendone una quantità necessaria per poi poter riarmare facendo salire il colpo successivo dal caricatore, alla camera di cartuccia per poi tornare in posizione iniziale.

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  • Questo è uno dei revolver più venduti di quell’epoca alla polizia; come caratteristiche rispecchia molto il modello precedente cioè il modello Colt army special 1898, ( che poi è anche un miglioramento); infatti migliora molto l’estetica ma rimane una caratteristica interessante cioè anche questo come il primo modello Hand- Ejector datato 1889 il tamburo bascula dalla parte sinistra, ed essendo munito di estrattore a stella, basterà premere la bacchetta dell’ espulsore a tamburo ovviamente aperto, per espellere i bossoli spenti. Il revolver presenta un telaio medio con tamburo a sei camere, il suo funzionamento è ovviamente semiautomatico a doppia azione, è munito di sicura al percussore di modo che il colpo parte esclusivamente se si preme la leva di scatto. Infine il calibro 38 SPECIAL (9X29,5mmR); una curiosità di questo calibro è che nacque proprio lo stesso anno di un revolver abbastanza famoso; il Colt army special modello 1898.

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  • Questa pistola semiautomatica, prodotta su incarico dalla fabbrica d’armi Webley-Scott ebbe una vita molto breve, però interessante per alcuni aspetti come il calibro cioè 8,5 Mars;( prodotto espressamente per quest’arma alla fine del 19° secolo, questa cartuccia genera un rinculo molto forte, per la sua spiccata potenza); un altro aspetto è il sistema di funzionamento che potrebbe essere definito avveniristico, dato che poterei definirlo come l’antenato del sistema Steyer a canna rototraslante; ma molto più acerbo vista l’espulsione fallacea dal retro, dove il bossolo rischiava di finigli in faccia la tiratore. L’arma ebbe una produzione molto limitata, fu revisionata dal 1901 al 1903, con esiti negativi per via del rinculo , e il problema dell’estrattore; l’ideatore fece le nozze coi fichi secchi come si dice, ciò vuol dire che investì molti soldi per questo progetto finendo in banca rotta!

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  • Quest’arma poco conosciuta proprio perchè non fece molto successo; fu sviluppata a fine 1800 per essere testata in Svizzera, prima di uscire sul mercato nel 1903 fu nuovamente perfezionata. L’arma è camerata nel calibro 7,65x21mm;( è un calibro prodotto fino l’inizio della seconda guerra mondiale, inoltre la cartuccia fu prodotta due anni prima dell’uscita di questa semiautomatica in questione); la finitura della pistola è eccellente, il riarmo è possibile da una leva posta sul telaio, proprio sopra la leva di scatto; per quanto riguarda la sicura viene attivata da un pulsante sul dorso del telaio, in fine il caricatore a scatola contenente 6 colpi. Il successo della Mauser C96( Quest’arma fu adottata agli inizi di febbraio dell’anno 1899, con la denominazione ufficiale della casa produttrice di C96 o M96 la versione militare che arrivò nel 1912; i primi modelli dopo il collaudo che durò 120 giorni in lotti da 1000 pistole erano in calibro 9mm export e poi in 7,63 Mauser. Il vero problema della distribuzione di quest’arma, erano i ricambi che poi furono limitati in 3 parti che erano: l’asta guida molla posteriore del cane; la leva di sicurezza; e la molla dell’elevatore delle cartucce); dopo la breve descrizione dell’arma, si può notare anche a occhio inesperto che la C96 era un arma certamente molto più prestante, questo fece si che la Mannlicher non ebbe successo, se non la versione tipo fucile, che fu usata brevemente dal esercito ungherese.

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  • Questo fucile fu prodotto dall’esercito Britannico, per sostituire il già in uso fucile Baker; il Brunswick è un arma lunga ad avancarica in calibro 704, detto in breve l’arma presentava molte curiosità oltre che molti difetti esempio uno di questi è l’imperfezione; perchè a dirla tutta; aveva tutto al di fuori di un tiro preciso però dato l’utilizzo a polvere nera gli fu data una sorta di rigatura, che non mirava a renderlo preciso ma a ridurre lo sporco che andava a formarsi nella canna. Il fucile rimase in produzione per 50 anni ( 1836-1885); di cui buona parte di questi anni in dotazione ai fucilieri;( fino al 1853). Del fucile furono fatte quattro varianti (Pattern 1836/1841/1848/1840); in conclusione quest’arma ebbe un ultima modifica cioè un apporto di una baionetta.

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  • Questi modelli citati, sono appunto Revolver del 1800 usati dall’esercito e riconoscibili appunto per il calibro; infatti sono tutti calibri superiori come il 44 REMINGTON ma vediamo alcuni revolver dell’epoca per poi arrivare al modello 1963:

    Partendo dal modello 1862 abbiamo già evidenti miglioramenti cioè il calibro;( che se ci guardiamo non è da poco visto che camera un 44 rem.) però come tutti i revolver dell’epoca anche se bellissimi come estetica avevano molte lacune, che includevano: lo smontaggio del telaio, e soprattutto il caricamento. Però col modello 1863 a cui gli fu applicata una modifica molto interessante, che le armi di quel tempo in pochissime avevano cioè una sorta di sicurezza per lo stesso tiratore; in pratica questi revolver avevano il tamburo liscio, e questo comportava scarichi accidentali, ma la lacuna più grossa era il percussore troppo vicino all’innesco a cane a riposo; ed era un grosso problema perchè se per sbaglio finiva a terra, poteva esserci il pericolo di sparo accidentale; quindi modificando la carcassa dell’arma e trovando una equa distanza tra percussore e tamburo, il problema fu risolto, inoltre avendo il tamburo fresato con dei solchi, e non più liscio era anche una sicurezza in più, anche per il tiratore che non si trovava l’arma scarica….

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  • E’ una semiautomatica a massa battente( il sistema labile o a massa battente è in pratica il più semplice dei 3 sistemi; proprio perchè a differenza di un sistema più complesso come quello stabile a blocchetto oscillante esempio; manca il vincolo tra canna e carrello e il tutto viene ottenuto bilanciando carrello e otturatore, grazie la molla; ma andiamo più nello specifico: come ho già detto il sistema è semplice, in pratica la canna è avvolta dalla molla di ricupero fissata da quattro tenoni fissati sotto la camera di cartuccia, che permettono l’inserimento di altre tanti intagli praticati sulla parte superiore del fusto, facendo si che la molla durante lo sparo acquisti abbastanza energia da compiere tutto il ciclo di sparo). Un altro particolare interessante è la sicura sul dorso dell’impugnatura, come possiamo vedere in alcune 1911, poi quest’arma in particolare ne ha pure una sul fusto( detta anche sicura tripla cioè comprende: caricatore, percussore, e poi l’arma non spara se impugnata male); infine vorrei parlare del calibro, in particolare del 9x17mm o 380A.C.P;( Il 380 A.C.P o 9×17, vide la luce nel 1908 fu un calibro costruito per armi a chiusura a massa(chiusura labile); cioè per armi di piccola taglia solitamente pistole “semiautomatiche”. Questo calibro ebbe un grande successo soprattutto in Italia, dove fino gli anni 80′ segnava un confine di calibro per arma da difesa domestica; il suo successo fu pari a quello del 7,65 BROWNING tanto che Colt decise di farci un modello dedicato in questo calibro cioè il modello 1903. Invece Beretta produsse il modello 34 appositamente camerato per il 9 corto, in dotazione alle forze dell’ordine per tutto il 900′. Il 380 A.C.P  è ritenuto uno dei calibri migliori per la difesa personale; fu usato anche dall’esercito in varie mitragliatrici, e nelle guerre di droga a Miami nella pistola mitragliatrice MAC11).

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  • Questo calibro che a tutto dire è il 357 H&H per fucili basculanti, in pratica la versione rimmed(cioè che non ha scanalatura per l’estrattore, e il fondello ha un diametro maggiore…i calibri di questi tipo nascono soprattutto per armi basculanti o estrattori di tipo Mauser, perchè coi vecchi fucili i bossoli di tipo rimless potevano dare fastidio in termini di estrazione.); la cartuccia è molto simile al 9.3x73R, essendo lei 9.5x74mm.

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