L’umidità agisce sulla polvere evitandone la combustione ciò avviene maggiormente nelle cartucce a base di nitrocellulosa; invece per munizioni per anima liscia può diminuire l’efficacia della rosata ; in casi estremi la polvere non brucia e non si ha nessuna combustione, quindi nessuna deflagrazione. Come già detto prima le cartucce a base di nitrocellulosa sono quelle più colpite con percentuali più alte (2kg per centimetro quadro); le percentuali variano da cartuccia a cartuccia e da quanto la polvere sia igroscopica.
QUESTO ERA UN PICCOLO CHIARIMENTO CHE MI ANDAVA DI SCRIVERE PER QUELLO CHE E’ DATO SAPERE COMUNQUE TENERE SEMPRE LE CARTUCCE IN UN LUOGO ASCIUTTO E PULITO.
Questa carabina progettata nel 1942, dall’ ingegnere William Godfray; il primo prototipo fu fatto in calibro 22, poi visto il fallimento dopo il terzo tentativo decisero di adottare come calibro il 45A.C.P che mostrava più precisione nel tiro e vista la sua potenza maggiore rispetto il calibro 22; che poi al confronto il 22 ha un calibro effettivo di (15,1×5,7) invece il 45A.C.P è (11,43X23mm).La carabina de lisle, fu la prima arma ad adottare un silenziatore integrale; l’arma è basata sul fucile LEE-ENFIELD MK III convertito in calibro 45 modificando castello e otturatore per poi montagli una versione modificata della mitragliatrice Thompson.
L’otturatore lo modificarono accorciando quella del Lee-Enfield; le prime carabine furono prodotte negli stabilimenti Ford. La trasformazione dei fucili Enfield fu affidata alla STERLING-ARMAMENT-WORK; l’arma si alimenta con caricatori modificati della leggendaria pistola COLT M1911, ha un funzionamento di tipo mauser a otturatore girevole scorrevole. La Ford produsse un numero ristretto di esemplari di questa carabina(un centinaio più o meno) che furono affidate ai reparti speciali; di questa carabina esiste pure una versione in 9mm.
IL PROTOTIPO IN CALIBRO 22 FU DONATO AL MUSEO DI LONDRA, CHE FU ANDATA PERSA E NON FU PIU RITROVATA E ANCHE OGGI RIMANE UN MISTERO.
La cartuccia 8x59mm fu approvata nel 1935 lo stesso anno della mitragliatrice M35 (IN PRATICA UNA RIVISITAZIONE DEL MODELLO 30); fu ricamerata nel calibro 8x59mm però fu necessaria una modifica, cioè togliere la pompa di lubrificazione dei proiettili inoltre furono camerate in questo calibro anche il modello M37 ed M38 anche loro a chiusura metastabile come le precedenti, in pratica il ricupero a gas della mitragliatrice Breda ne conseguiva l’abbassamento di un blocco di chiusura e di conseguenza l’apertura quando le pressioni all’interno di essa avevano raggiunto condizioni di sicurezza; le mitragliatrici Breda sparavano piccole raffiche perchè essendo raffreddate ad aria se fossero state lunghe la canna sarebbe diventata rovente, inoltre per una maggiore dispersione di calore la mitragliatrice adottava una canna pesante.
ARRIVIAMO ALLA CARTUCCIA: 8x59mm è una cartuccia di tipo rebauted cioè il collarino è inferiore al corpo della cartuccia stessa il quale si riconnette col bordo della cartuccia stessa, che ne determinerà un appoggio in camera netto e rimarcato inoltre fa pure come punto di misura per HEADSPACE( in pratica è la distanza tra la testa del otturatore e il fondello del bossolo); queste cartucce hanno una potenza anche superiore ai 4000JOULE; le prime cartucce in questo calibro erano mono-base cioè il caricamento era costituito dal 95% di nitrocellulosa( queste cartucce hanno bisogno di una percussione molto forte per essere sparata, cosa che non molti fucili sono in grado di fare) come potenza la cartuccia possiamo tranquillamente paragonarla al calibro 7,92x57mm anche lui camerato nei modelli Breda.
L’ARMA FU USATA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE E ADOTTATA DAI PORTOGHESI E NEL MODELLO DOPO AL M38 FU MUNITA DI IMPUGNATURA A PISTOLA; IL PIU’ GRANDE DIFETTO DI QUESTE ARMI ERA CHE SI INCEPPAVANO MOLTO FREQUENTEMENTE.
Queste polveri( anche dette senza fumo); la polvere infume a parità di peso sviluppa molta più energia della polvere nera;( ricordo che la polvere nera è un miscuglio di zolfo, carbone e salnitro). Tornando alla polvere senza fumo potremmo tranquillamente dividerla per categoria; però prima vorrei spiegare ogni singolo componente; come primo abbiamo la nitrocellulosa che non è altro che un estere nitrico della cellulosa anche chiamato fulmicotone per la sua alta infiammabilità. Come ben tutti sanno la polvere è il motore del nostro proiettile, dove parte l’energia necessaria sprigionata dalla combustione, facendo in modo che il proiettile acceleri all’interno della canna, poi tanto di questa energia andrà persa, ma una buona parte servirà a dare energia necessaria per il riarmo.
Vorrei ricordare che le dimensioni del grano influiscono molto su come avviene la combustione, per questo è anche possibile ottenere differenti risultati con uno stesso prodotto;( i residui che rimangono dopo uno sparo sono quasi per la totalità delle volte gassosi, a differenza della povere nera che lascia residuo organico); come detto prima possiamo dividere tutto in tre categorie:
MONOBASE
DOPPIA BASE
TRIPLA BASE
La tripla base è esclusivamente per uso militare quindi non mi soffermerò troppo a parlarne. Iniziamo con la base singola; questo composto è formato dal 95% di nitrocellulosa e 5% di nitroglicerina che in questo caso fa solo da mordente inoltre la nitroglicerina viene trattata con acetone e alcool per aumentarne la forza esplosiva;( queste basi tendono a erodere la canna e poi poche armi hanno la forza per accendere tale composto). Arriviamo alla doppia base cioè la più usata nelle nostre armi da fuoco, dove in questo caso la nitroglicerina non svolge solo il compito di fare da mordente, ma ha un ruolo fondamentale.
I tripla base invece contengono nitroguanidina, che in pratica la miscela è più performante per scopi come ho già detto militari.
Quando si parla di polveri da sparo, sento molto parlare di balistite, se non sapete cos’è ve lo spiego: è un componente doppia base brevettato da Alfred Nobel, poi visti i difetti misero appunto la cordite; uno dei grossi difetti della balistite era la sua vivacità inoltre molto corrosiva se mischiata con nitroglicerina.
QUESTO FUCILE FU PROGETTATO DALLA FN CON UN SISTEMA CHE LO FA DIVENTARE UN FUCILE DA CECCHINO DALLA NASCITA, PER SPARARE MUNIZIONI CON UNA POTENZA ECCELSA (esempio il 338 Lapua); IL SUO FUNZIONAMENTO E’ DI TIPO STABILE ( CIOE’ CHE HA BISOGNO DEL AUSILIO DEL TIRATORE PER COMPLETARE L’AZIONE) CON OTTURATORE DI TIPO MAUSER CON CANNA FORGIATA A FREDDO IN CROMO MOLIBDENO E ACCIAIO; LE CARTUCCE DEVONO AVERE UNA LUNGHEZZA MASSIMA DI 95MM PER POTER ESSERE CAMERATE.QUESTA ARMA LUNGA E’ IN SERVIZIO IN 14 PAESI IN TUTTO IL MONDO…..
IL FUCILE HA UN PESO DA SCARICO DI 5.1 KG E UNA LUNGHEZZA TOTALE DI 690MM.
Questa azienda venne fondata nel 1835 da Harris Holland, nel 1835 ed è un marchio molto pregiato nel mondo armiero per via del loro valore artistico, e lavorazioni su bascule e acciarini fatte a mano e ricavate dal pieno con tolleranze strettissime di pochi millesimi. I fucili basculanti in genere possono avere due caratteristiche essenziali; nella prima i congegni di sparo vengono ricavati dal vivo della bascula denominata di tipo ANSON, oppure a cartelle esterne di tipo HOLLAND&HOLLAND a cartelle esterne, per fare un esempio simile al sistema H&H possiamo citare quello di Westey Richard con l’unica differenza che il congegno è fisso e non staccabile; ma entrando nel discorso possiamo dire che nei sistemi H&H viene perfezionato e montato su una cartella molto simile a quella usata negli acciarini solo con la molla in avanti con percussori all’interno della bascula e grani temprati; queste cartelle laterali ovviamente sono incorporate al dispositivo di sicura che agisce in doppia grazie alle stanghette, una sul fulcro del azione di sparo cioè il grilletto e in simultanea con la leva di sicura che con un maggiore spostamento della sua estremità si troverà a diretto contatto col sistema di scatto.
375HOLLAND&HOLLAND:
Il 375H&H è un calibro da fucile per la caccia grossa; quando fu introdotto fu caricato su un bastone lungo a cordite, la prima forma inglese senza fumo. Fu anche il primo calibro con nominativo magnum; questo calibro nasce nel 1912 in Inghilterra e fece un rapido successo per la sua versatilità, e anche perché il fucile subiva poco stress a livello meccanico(il 375 H&H per via della sua flangiatura ne facilita l’espulsione del bossolo dopo lo sparo e anche l’estrazione. ANCORA OGGI RIMANE UNA DELLE CARTUCCIE MIGLIORI IN CIRCOLAZIONE.
IN ALTERNATIVA AL COSTOSO SISTEMA HOLLAND E HOLLAND CE’ IL SISTEMA ANSON DELEEY SPIEGATO QUI(NUOVAMENTE)!!
Questo sistema fu brevettato nel 1875 da due tecnici di una ditta celebre cioè la Westley Richard; il sistema è relativamente semplice anche perchè basato su un sistema BOXBLOCK a differenza di un sistema SIDERLOCK come può essere quello Holland&Holland che tutta la meccanica è montata su cartelle laterali, inoltre questo sistema ha pure un grande difetto: in pratica le stanghette a V di sicurezza vanno a intercettare il percussore e questo fa si che il colpo parta senza che quest’ultimo venga sollecitato. Ma tornando al sistema ANSON&DEELEY che permette di realizzare fucili solidi e in maniera semplice, questo sistema monta batterie a molla o a lamina ed essendo dietro i piani della bascula quest’ultima può risultare un pò indebolita e questo potrebbe essere un difetto; ma i lati positivi sono molti uno tra tutti è che può essere assemblato anche da piccoli artigiani senza bisogno di grandi macchinari iper-costosi, ma come lo riconosco? beh…semplice se il sistema è a mezze cartelle è per forza questo.
IL SUO FUNZIONAMENTO: partendo dal cane che è di tipo Hammless(il percussore in questo caso è solidale sia col cane che con le stanghette a cui sono montate due molle, montate sui lati della bascula a lato dei tenoni che poi andranno a chiudere); cioè senza cane, nell’ arma è mantenuto da un perno al quale gira( ovviamente la bascula costituisce il suo asse di rotazione); ciascuno dei grilletti è imperniato sulla parte anteriore( la leva di armamento anche lei trattenuta da un perno che attraversa la bascula per tutta la sua larghezza); quello che da la spinta è una molla fatta a V da cui la parte superiore contro la bascula e quella inferiore c’è il dente che disimpegna il cane al momento opportuno(insomma lavora un pò come un disconnettore in una qualunque semiautomatica).
Quest’arma a pietra focaia fu il primo vero revolver come lo conosciamo perché prima c’erano solo pistole a più canne detti anche pipperbox; questa tecnologia fu molto innovativa per i tempi che correvano come del resto anche il funzionamento infatti l’arma presentava un tamburo a sei colpi che si girava a mano(ruotando il tamburo manualmente allineando la camera con l’asse della canna), questa particolarità era in comune per le tre armi che mise appunto Collier; noto anche come Flintlok era in calibro 14 i primi modelli e anche i successivi erano difficili da produrre e costosi, subì modifiche nel tempo come adottare un sistema a percussione a capsula; che poi fu anche la modifica che li fece vendere qualche modello, l’azione dell’arma fu brevettata lo stesso anno in cui fu brevettata, poi dopo un anno cominciò la produzione.
Samuel Colt possedeva un revolver Collier e fu il revolver per cui prese spunto per cominciare a produrre i suoi, infatti il Colt Paterson ricorda molto quello di Collier.
La prima cartuccia fu introdotta dalla Holland & Holland, ideata allargando di un bel pò il colletto della cartuccia 270/230 Morris Long(poi sostituito dal 22LR); è una cartuccia di tipo Rimmed a percussione anulare, uscita in contemporanea con un altra cartuccia che è il 255 JEFFERI; un altra cartuccia da fucili da torre,( che sono fucili di piccolo calibro utilizzati per sparare alla selvaggina appunto dalla torre, un arma lunga di queste anche abbastanza famosa è il fucile MARTIN-GREENER, chiamato così per l’azione che è la stessa del fucile MARTIN- HERRY e una sicura di tipo greener); è il calibro 297/250 ROOK che se tagliato e ridimensionato si può arrivare ad ottenere un 25A.C.P; l’ultima cartuccia obsoleta che voglio nominare è il 300ROOK che anche quest’ultima fu modificata allargandoli il colletto, dando vita a una cartuccia ideata da CHARLES NEWTON nel 1915 cioè il 250 short magnum.
Il revolver è un arma corta della categoria dei basculanti; infatti possiamo tranquillamente definire il funzionamento del revolver stabile; in principio i primi revolver erano trappole infernali ovviamente ad avancarica( sono quelle armi che vengono caricato dal vivo di volata); in questa arma da fuoco abbiamo due funzionamenti: il primo è quello a singola azione, dove dobbiamo sempre agire sul cane per doppiare il colpo; e poi abbiamo la doppia azione dove non serve armare continuamente il cane ma per doppiare il colpo basta solamente premere la leva di scatto una seconda volta( oggi questo sistema è utilizzato per lo più in armi a cane interno; e inoltre solitamente sono dotate solo di sicura al percussore); ma il più diffuso in assoluto è l’azione mista dove puoi agire sia in singola che in doppia azione. Ok però adesso basta tecnicismi prendiamo in esame un revolver per capirci di più: prendendo come spunto il revolver modello 1895 ovviamente di fabbricazione Colt dove il tamburo è collegato al castello per mezzo di un astina ed una cerniera che permette al tamburo di basculare( in questo caso verso sinistra); questa astina ha il compito di fare anche da perno per permettere al tamburo di girare; dove all’estremità posteriore troviamo l’estrattore dotato di una molla che facendo resistenza permette allo stesso di tornare in posizione iniziale, in fine il tamburo è trattenuto nella carcassa del arma da una “chiave” non è altro che un incastro che lo tiene li quando è allineato alla canna, ma non influisce con la rotazione dello stesso… ovviamente il tamburo è dotato di blocchi di sicurezza e questi sono fondamentalmente tre: la prima è una molla inserita nel retro dell’estrattore di solito a stella, la seconda come nel nostro caso dove si blocca nel castello attraverso o un astina oppure la “chiave”; la terza sulla parte terminale del eiettore si blocca all’interno di un pistoncino insieme a un contrappeso sotto la canna( il più delle volte sono sistemi combinati).Però possiamo avere anche fucili con questo sistema, appunto chiamati con sistema a scoppio rotante su in perno; in pratica in questi abbiamo la culatta che funge da elemento separato però incernierata alla canna sul retro apposta per consentire la rotazione del tamburo e il caricamento.
Questa pistola semiautomatica è molto interessante dal lato tecnico e anche dal lato estetico; infatti la Mauser HSC ha un impugnatura molto comoda, un grip buono dato dalle guancette in legno; prima di passare al lato tecnico dell’arma vorrei far notare un particolare, cioè l’unione di ponticello e carrello che parte dal ponticello arrivando fino sotto la volata(ciò che li unisce è un triangolo metallico). Arrivando al lato tecnico l’arma è a cane interno a percussione inerziale, la HSC essendo a massa battente sfrutta proprio l’inerzia dell’otturatore e grazie alla sua massa ed una molla( grazie a lei riporterà il carrello in posizione dopo aver espulso sul lato destro del carrello, in questo caso la cartuccia per poi tornare in posizione iniziale; camerando una nuova cartuccia);il rinculo invece fornisce l’energia necessaria appunto per il riarmo nominato prima. Ora arriviamo al calibro cioè il 7,65x17mm (32A.C.P):Questa cartuccia fu concepita da Browning alla fine dell’1800; per essere camerata nella pistola semiautomatica Belga FN1900; prodotta dalla FN e molto simile a cartucce come il 7,65x17SR Frommer Long, nasce come munizione con innesco Berdan per poi essere sostituito negli anni 80 con quello Boxer. Il 7,65 Browning è di tipo semi-rimmed, come prestazioni è superiore al 22LR e anche meno aggressiva perché il rinculo è molto lieve; quindi ideale per gente con poca manualità con le armi da fuoco; infatti fu un successo commerciale anche in Europa soprattutto per la difesa personale che è reputata ancora oggi ottima.