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🇮🇹 Versione italiana – stile tesi
Hipparchia semele è una farfalla che sfugge alle categorie classiche della conservazione romantica. Non vive nei prati fioriti “da cartolina”, né nelle foreste integre o nelle torbiere protette. Al contrario, prospera in ambienti aridi, instabili e disturbati, come massicciate ferroviarie, cave dismesse, scarpate, terreni ghiaiosi e suoli poveri. Proprio per questo rappresenta un caso di studio estremamente interessante per comprendere come alcune specie di Lepidotteri si siano adattate con successo ai paesaggi antropizzati.
Il suo habitat ideale è caratterizzato da vegetazione rada, suolo scoperto e forte insolazione. Le massicciate ferroviarie offrono condizioni sorprendentemente simili a quelle degli ambienti naturali aridi: drenaggio elevato, assenza di competizione vegetale intensa e microclimi caldi. In questi contesti, Hipparchia semele trova non solo spazio per il volo e la termoregolazione, ma anche le graminacee spontanee necessarie allo sviluppo larvale.
Dal punto di vista comportamentale, la specie è fortemente legata al suolo. Gli adulti volano basso, si posano frequentemente su pietre, ghiaia o terreno nudo, e utilizzano la colorazione criptica delle ali per mimetizzarsi perfettamente con l’ambiente circostante. Questo adattamento visivo è particolarmente efficace nelle infrastrutture ferroviarie, dove la frammentazione visiva del substrato riduce la pressione predatoria.
Il ciclo vitale di Hipparchia semele è strettamente sincronizzato con la stagionalità degli ambienti aridi. Le larve si nutrono di graminacee resistenti alla siccità, mentre gli adulti emergono nei periodi più caldi dell’anno, quando l’attività umana sulle linee secondarie e dismesse è minima. Questo rende le ferrovie marginali e poco trafficate rifugi ecologici involontari, capaci di ospitare popolazioni stabili di farfalle specializzate.
Dal punto di vista ecologico, Hipparchia semele è una specie indicatrice di ambienti aperti poveri di nutrienti, spesso minacciati non dall’urbanizzazione diretta, ma dall’abbandono e dalla rinaturalizzazione incontrollata. La chiusura della vegetazione, la crescita di arbusti e la scomparsa del suolo nudo portano rapidamente alla perdita dell’habitat idoneo. In questo senso, infrastrutture come le ferrovie svolgono un ruolo paradossale ma cruciale nella conservazione di specie legate a stadi ecologici primitivi.
Lo studio di Hipparchia semele dimostra che la conservazione degli insetti non passa sempre attraverso la “natura intatta”, ma anche attraverso la gestione intelligente degli ambienti disturbati, dove il disturbo stesso diventa una risorsa ecologica. Le ferrovie, spesso percepite solo come elementi di frammentazione, possono trasformarsi in corridoi biologici per specie altamente specializzate.
🇬🇧 English version
Hipparchia semele is a butterfly that challenges traditional conservation narratives. It does not inhabit flower-rich meadows or pristine forests, but instead thrives in dry, unstable, and disturbed environments, such as railway embankments, abandoned quarries, gravel slopes, and nutrient-poor soils. For this reason, it represents an excellent model species for understanding how certain Lepidoptera have successfully adapted to human-altered landscapes.
Its preferred habitat is defined by sparse vegetation, exposed ground, and high solar radiation. Railway embankments closely mimic natural dry habitats by providing well-drained substrates, reduced plant competition, and warm microclimates. Within these environments, Hipparchia semele finds suitable conditions for flight, thermoregulation, and the availability of drought-resistant grasses required for larval development.
Behaviorally, the species is strongly ground-oriented. Adults fly close to the ground and frequently rest on stones, gravel, or bare soil, relying on cryptic wing coloration to blend seamlessly with their surroundings. This visual adaptation is particularly effective in railway environments, where substrate heterogeneity reduces predation pressure.
The life cycle of Hipparchia semele is tightly synchronized with the seasonal dynamics of dry habitats. Larvae feed on hardy grasses, while adults emerge during the warmest months, when human activity along secondary or abandoned railway lines is limited. As a result, marginal railway infrastructures function as unintentional ecological refuges, supporting stable populations of specialized butterflies.
Ecologically, Hipparchia semele serves as an indicator species for open, nutrient-poor habitats, which are often threatened not by direct urbanization but by abandonment and unchecked natural succession. Shrub encroachment and vegetation closure quickly eliminate suitable conditions. In this context, railways play a paradoxical yet critical role in maintaining early-successional habitats.
The study of Hipparchia semele illustrates that insect conservation does not always rely on untouched nature, but also on the informed management of disturbed environments, where disturbance itself becomes an ecological resource. Railways, commonly viewed only as sources of fragmentation, can instead act as biological corridors for highly specialized species.


















