458SOCOM.ORG entomologia a 360°

  • Questo grafico che Wikipedia usa per far vedere il funzionamento della PSS che è una pistola da omicidio Russa, potrebbe confondere il lettore anche se Wikipedia voleva solo spiegare il funzionamento di tipo labile o a massa battente dell’arma e ora vi spiego:

    Questo schema che ha l’utilità di spiegare il sistema labile o a massa, che è il sistema più facile nelle armi da fuoco; in pratica l’otturatore è fisso e l’arma grazie a una molla di ricupero e alla forza del rinculo può sia tenere in chiusura l’otturatore durante lo sparo, ed inoltre riarmare permettendo cosi l’espulsione del bossolo a vuoto e il cameramento di una nuova cartuccia. Il disegno invece può ingannare; e qui viene il significato di questo articolo; quest’ultimo può essere rappresentato per spiegare il lungo rinculo di canna, le armi a lungo rinculo vengono anche definite a mollone perchè la molla permette il ritorno in batteria mentre vengono svolte tutte le operazioni di un ciclo semiautomatico; la definizione di lungo rinculo è quando canna e otturatore percorrono insieme un tratto che è di poco superiore alla lunghezza del bossolo al momento dello sparo,(questo sistema è famoso anche per un fucile progettato da Browning che è l’AUTO5).

    Un altro piccolo appunto: azionato a rinculo non vuole dire proprio nulla o quasi; il rinculo è il movimento retrogrado compiuto dall’arma al momento dello sparo, che non c’entra nulla con l’azione…. ma nulla proprio!

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  • I pallini vengono usati nelle munizioni spezzate; questo utilizzo di palle sferiche ha un grosso difetto cioè la dispersione infatti nelle armi ad anima liscia si usano degli strozzatori che hanno la funzione di rendere compatto lo sciame di pallini; questo però comporta la diminuzione della velocità alla volata e teoricamente aumenta pure il tempo di canna, a differenza di una canna cilindrica che la velocità è superiore; ma può essere ancora più bassa la velocità se il pallino è sparato singolarmente. Di pallini ne esistono fondamentalmente di due tipi: quelli da caduta di cui l’altezza della caduta deve essere tanto maggiore quanto è più grande il diametro dello stesso; poi ci sono i pallini temprati; e di questi possiamo mettere al primo posto quelli in tungsteno;( ricordo che per l’indurimento dei pallini in fase di lavorazione non avviene per tempra, ma aggiungendo dell’antimonio), questi ultimi pallini cioè quelli in tungsteno sono molto costosi ma di ottima fattura; ma oltre a questi ne esistono anche di molto buoni con una spesa più contenuta esempio quelli in piombo che hanno una grande densità grazie al piombo e non si deformano facilmente. Inoltre un altra lavorazione degna di nota è la nichelatura che è senza dubbio la soluzione migliore per tenere un rivestimento solido che migliori la indeformabilità e durezza;( questa pratica viene fatta soprattutto con pallini di piccola dimensione). Infine nei pallini sferici abbiamo dei requisiti da tener conto che sono: la forma sferica, che ne riduce notevolmente l’attrito nella canna; la scorrevolezza; la lucidità e una lavorazione di crivellatura ottimale.

    sistemi e componenti

    La bascula è un blocco in acciaio, che viene fissato al calcio e successivamente vengono incernierate le canne grazie a dei ramponi, la cosi detta ramponatura è la conformazione dei cosi detti tenoni in relazione alle bascule in cui si accoppiano; questi elementi ne permettono la rotazione ne permettono anche la chiusura, dando una situazione solida e sicura allo sparo. Per fare tutto ciò abbiamo una chiave che permette l’apertura, quindi lo svincolo delle canne che ruotano grazie ad un perno trasversale facendo leva sulla cerniera; oltre a questo nei fucili moderni possiamo trovare i sistemi di percussione e scatto e questa prende il nome di batteria; quello che tiene insieme il tutto è la croce che non essendo visibile dall’esterno perché è incassata nel paramano. Quando si spara le forze che entrano in gioco coi fucili basculanti sono essenzialmente due cioè assiale quando la proiezione è davanti il piano di bascula, e rotativa quando in pratica le canne tendono ad andare verso l’alto. Parlando di congegno di sparo nei fucili baculanti possiamo definire quelli di tipo Anson che stanno nel vivo della bascula, poi abbiamo quelli di tipo Holland&Holland che sono meccanismi riportati all’esterno della bascula; per poi andare al congegno di alimentazione che nei fucili basculanti è definito come tipo Enfield cioè prismatico tubolare; parlando di percussione invece abbiamo la più comune usata anche in molte armi corte cioè quella a battuta. In conclusione abbiamo la sicura che nei fucili ad anima liscia almeno un tempo teneva in blocco solo la leva di scatto o grilletto non permettendo cosi una sicurezza totale in caso di caduta, ma questo nelle armi vecchie però possiamo dire due tipi di sicura che spiegherò prossimamente che sono quello di tipo Greener e quella di tipo Anson. Nei fucili basculanti l’energia di sparo prodotta da una carica di lancio viene liberata dal arma, dalla parte opposta dell’asse della canna le forze che si esercitano all’atto di sparo sono due: assiale(avanti al petto di bascula); oppure rotativa(tramite una coppia di rotazione). In un fucile basculante l’assieme delle canne rispetto alla bascula necessariamente devono ruotare(con un certo angolo di rotazione); apposta per svincolarsi e procedere al movimento con una leggera pressione sulle canne verso il basso( di solito l’incrocio tra la canna e la bascula può essere definita come un insieme tra il limite inferiore della bascula e il prolungamento tra la stessa). Per concludere il discorso della chiusura nei fucili basculanti vorrei fare un esempio, che poi è una chiusura molto famosa cioè quella Purdley dove la faccia interiore è ricavata dalla superfice dove ruota rispetto alla bascula. La percussione nei basculanti può avvenire in due modi: a cartelle esterne cioè posizionati ai lati dalla bascula(la bascula è un massello in acciaio o in lega che contiene tutti i meccanismi vitali per un corretto funzionamento di un arma basculante); nelle batterie a cani esterni possiamo definirle di tipo HOLLAND&HOLLAND, invece quando le cartelle sono interne di tipo ANSON cioè il congegno di sparo è nel vivo della bascula. Infine l’estrazione che nei basculanti può compiere due azioni cioè per via imperniata e quindi ruota verso il basso accedendo alla camera; oppure circolare che è la più comune nei fucili da caccia( in questo caso l’estrattore è guidato dal prolungamento della bindella e da una vite che delimita la corsa.

    LA MATRICOLA

    La matricola consente di identificare l’arma in questione, ed è anche l’unico modo per identificare tramite un banco di prova se è stata effettivamente controllata; l’immatricolazione nelle armi deriva indirettamente dalla punzonatura lo scopo primario di imprimere un codice alfanumerico è la possibilità di riconoscere l’arma anche nel caso di modelli identici; una volta la matricola veniva impressa con punzonatura a pressione con l’aiuto di appositi macchinari i numeri venivano impressi nell’acciaio, oggi viene impressa tramite laser in grado di alterare strutturalmente il materiale in questione; inoltre l’apposizione della matricola avviene in 3 metodi che sono: punzonatura, rullatura, e marcatura in stilo meccanico.

    IL CALCIO

    In un fucile il calcio è quella parte d’arma con una superfice più ampia, che funge come punto d’appoggio e in un certo senso assorbe il rinculo per poi cederlo alla spalla del tiratore;(ricordo che nel rinculo se l’asse della canna passa per il punto d’appoggio e quest’ultimo è sopraelevato, parte del rinculo provoca la rotazione dell’arma attorno il punto d’appoggio; e questo fa si che le canne durante lo sparo tendono ad andare verso l’alto). Il calcio ha lo scopo fondamentale di decretare la distanza tra la spalla e la culatta e inoltre decretare il baricentro dell’arma, l’avvicinamento della linea di mira è detto anche angolo di calcio e quando quest’angolo diminuisce subentra l’effetto del rinculo e maggiore sarà la distanza fra l’asse della canna e il punto d’appoggio e maggiore sarà il rilevamento da contrastare, a parità di energia espressa dall’arma. Nei fucili si tende ad avere un punto d’appoggio più alto dell’asse della canna perchè allineare la pupilla con tacca e mirino risulta scomodo e difficoltoso; inoltre una volta i primi fucili nati per lo più in Francia nel 1777 erano assenti di rinculo perchè dritti.

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  • La Luger P08 è una pistola semiautomatica, progettata da GEORGE LUGER basandosi sulla BORCHARDT C-93. La parola “PARABELLUM” deriva dal latino e sta a significare “SE VUOI LA PACE, PREPARA LA GUERRA” fu adottata per la prima volta dalla svizzera, per sostituire il vecchio modello di revolver 1878 in calibro 10,4 del progetto di WARNANT-SCHMIDT; la svizzera la adottò nel 1900 in calibro 7,65 parabellum con il nome ORDINANZPISTOLE 00, ne esistono 35 versioni la maggior parte usate dai tedeschi. I tedeschi adottarono questa pistola nel 1908 come pistola di ordinanza, con la denominazione di “PISTOLE 08” e calibrata in 9 parabellum. La mauser non fermò mai la produzione e assemblaggio di questa pistola, e continuò a produrla fino la caduta della Germania, e il crollo sotto i bombardamenti della fabbrica stessa; questa bellissima pistola che poi e anche la pistola del famoso ladro LUPEN è un capolavoro ingegneristico difficile da produrre e molto costosa.

    P38

    La Luger P08 è una pistola semiautomatica, progettata da GEORGE LUGER basandosi sulla BORCHARDT C-93. La parola “PARABELLUM” deriva dal latino e sta a significare “SE VUOI LA PACE, PREPARA LA GUERRA” fu adottata per la prima volta dalla svizzera, per sostituire il vecchio modello di revolver 1878 in calibro 10,4 del progetto di WARNANT-SCHMIDT; la svizzera la adottò nel 1900 in calibro 7,65 parabellum con il nome ORDINANZPISTOLE 00, ne esistono 35 versioni la maggior parte usate dai tedeschi. I tedeschi adottarono questa pistola nel 1908 come pistola di ordinanza, con la denominazione di “PISTOLE 08” e calibrata in 9 parabellum. La mauser non fermò mai la produzione e assemblaggio di questa pistola, e continuò a produrla fino la caduta della Germania, e il crollo sotto i bombardamenti della fabbrica stessa; questa bellissima pistola che poi e anche la pistola del famoso ladro LUPEN è un capolavoro ingegneristico difficile da produrre e molto costosa.

    piccola spiegazione del sistema della p38

    Questo sistema di tipo stabile geometrico ideato nei primi anni del 1800 e già presente sulla Mauser C96; a differenza del sistema stabile include un terzo elemento che è appunto il blocchetto collocato tra canna e carrello con l’utilità di renderli solidali in chiusura; questo blocchetto in pratica ha la funzione di liberare il carrello quando è in posizione abbassata. Questo sistema fu largamente usato prima nella Walther P38 poi ripreso da Beretta nel modello 51 e 52 e anche in altri modelli tra cui uno molto conosciuto che è il 92.

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  • Il 400 WEATHERBY sviluppata su richiesta dei cacciatori per aumentare le prestazioni del 375H&H; fu disponibile dal giorno dell’uscita nel 2003 fino al 2008 per quanto riguarda gli Stati Uniti; ( a differenza del 416 Remington non ha problemi pressori). La cartuccia è di tipo Belted credo ottimizzata per fucili ad otturatore di tipo stabile, come quello girevole scorrevole di tipo mauser( infatti il bossolo ha la spalla leggermente affusolata appunto per la maggior facilità di alimentazione), c’è anche da dire che questo calibro è molto affidabile e preciso, come pressioni al momento dello sparo sono nella media per un calibro così (4.400BAR) e la velocità oltre i 700m/s.

    Il 460 WEATHERBY fu introdotta nel mercato mondiale nel 1958 come risposta commerciale al 458winchester; fu anche per qualche anno la munizione più potente è sempre di tipo Belted; e anche lei come quella prima fu concepita per offrire ai cacciatori una munizione in grado di abbattere senza tanti complimenti un grosso animale africano. La cartuccia fu ottenuta dall’allargamento del colletto fino al diametro prestabilito, con una palla FMJ-RN; la diffusione fu molto lenta e limitata semplicemente perchè è molto difficile prendere dimestichezza con questa cartuccia, e se la ottieni ci vuole molta pratica e questa cosa è data anche dalla forza eccessiva in cui viene scaricato il rinculo sulla spalla che è molto forte; la ricarica non è particolarmente difficile, di solito viene caricato a 500grani di polvere.

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  • Questo calibro introdotto nel 1936 fu sviluppato per un fucile a leva, prodotto da Browning in produzione limitata( parliamo del modello 71); la cartuccia appunto sviluppata proprio per fucili a leva, il modello in questione aveva infatti un impugnatura a pistola appunto per diminuire il rinculo (che era molto rilevante)ed avere più controllo dell’arma stessa; la munizione comunque è impressionante a corto raggio infatti è molto usata in nord africa per la caccia; grazie alla sua lenta espansione le uccisioni degli animali saranno molto pulite e l’efficacia a breve distanza è ottima; e anche la potenza che sono circa 4.000joule( che sono una badilata!!?).

    Il 348 WINCHESTER è una cartuccia di tipo semi-rimmed , caricata a 250grani raggiunge velocità di 750m/s ; il calibro deriva dal 50-110WCF che è un vecchio calibro infatti si nota ancora la dose di povere nera nella denominazione; però oltre al rinculo abbiamo un altro difetto che è il diametro del fondello, essendo un diametro grande svantaggia il caricatore( parliamo di calibri mastodontici come il 450N.E, ecco il fondello è molto simile ).

    PS: QUANDO PRIMA HO SCRITTO CHE E’ LA DOSE DI POLVERE NERA VUOL DIRE CHE IN UN METODO ANGLOSSASONE IN GENERE ABBIAMO: LA DISTANZA DEI PIENI DI RIGATURA, SEGUITI DAL NOME DEL PRODUTTORE (NELLA MAGGIOR PARTE DELLE VOLTE); NEL CASO DI VECCHI CALIBRI ES. 30-06 LA PRIMA CIFRA E’ IL QUANTITATIVO DI POLVERE NERA, E L’ATRA OVVIAMENTE E’ LA DATA DI PRODUZIONE.

    POI E’ ANCHE VERO CHE NEL CALIBRO CHE HO CITATO NEL ESEMPIO PUO’ AVERE ANCHE L’ALTRO METODO CHE DA I SEGUENTI DATI: 7,62 CHE E’ LA DISTANZA TRA I PIENI DI RIGATURA E 63 CHE E’ L’ALTEZZA DEL BOSSOLO A VUOTO.

    30-30WINCHESTER

    Questa cartuccia a percussione centrale(7.8x51mmR); denominata anche 30WFC fu la prima cartuccia metallica per uso sportivo a polvere infume, fu messa in produzione e commercializzata per essere camerata nel fucile modello 1894 Winchester(UN APPUNTO SUL FUCILE: il modello 1894 fu progettato da J.M Browning, esteticamente è quasi uguale ai modelli precedenti esempio il modello 1873 che aveva una chiusura a blocco imperniato e la differenza col modello in questione sono le modifiche apportate sia al sistema di chiusura applicando un unico sistema tramite un perno per abbassare la leva e liberare l’otturatore; per poi tornare in chiusura quando la leva viene alzata, questo sistema cosi detto a chiavistello fa si che il percussore è guidato dalla leva facendo in modo di non avere brutte sorprese in caso la camera non si chiuda perfettamente. oltre alla modifica al sistema di chiusura, li venne modificata pure la camera per ospitare cartucce da 2 pollici).

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  • Chiamasi mitragliatrice quell’arma da fuoco capace di sparare in sequenza un numero rilevante di munizioni ad una velocità ciclica molto elevata

    In queste armi automatiche essendo soggette a molto stress e temperature molto elevate soprattutto dopo svariati colpi sparati a raffica; sono dotati di un sistema di raffreddamento che può essere o ad acqua come nella mitragliatrice Fiat Revelli oppure a gas usato tutt’ora nelle mitragliatrici moderne;(in fase di lavorazione visto il movimento continuo dato dal rinculo si cerca di ridurre l’attrito delle singole parti); un sistema abbastanza semplice applicato in queste armi è il seguente: l’otturatore e il carrello rinculano insieme per un breve tratto per poi sganciarsi e prima di tornare il chiusura l’estrattore andrà a espellere il bossolo spento.

    Nelle mitragliatrici di solito viene usato un estrattore a gancio in pratica un a molla a lamina applicata sul cilindro dello stesso, lungo una generatrice. Oggi è possibile risolvere il problema del raffreddamento solamente con la sostituzione della canna dopo svariati colpi.

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  • Il 9mm Winchester magnum anche noto come 9x29mm, nasce per eguagliare le prestazioni del 357 MAGNUM in casa Winchester verso la fine degli anni 70′; in pratica questa cartuccia è un 9×19 parà allungato di 10mm un pò come il 45 Winchester Magnum è la versione dopata del 45ACP. Per la sua questo calibro ha la facilità di produzione a differenza di altri calibri molto più noti es. il 5,56×45.

    38 SPECIAL

    Questo calibro nasce come miglioramento del 38 LONG COLT; le prime cartucce caricate a polvere nera ma fu trasformata quasi subito a polvere infume, fu progettata da S&W nel 1902 e poi camerata nel revolver MILITARY&POLICE ; ebbe una diffusione quasi istantanea questo calibro anche grazie alla seconda guerra mondiale col modello 10 sempre di casa S&W.

    Il 38special è una cartuccia di tipo rimmless; la sua denominazione metrica è 9×29,5mmR la cartuccia è precisa ma con un espansione della palla non troppo efficiente( la versione migliore è la P); per avere un espansione decente il 38 special adotta palla di tipo HYDRA SHOK che manifesta una velocità minore ad una caricata di 115g con palla JHP, ma un espansione molto superiore; per migliorare il problema dovuto all’espansione gli fu inserito un aculeo nella parte apicale del bossolo che poteva assumere due diverse forme: CILINDRICO le potenzialità della palla erano ridotte ma l’espansione migliore invece in quella CONICA sia la potenza che la velocità erano discrete.

    Questa cartuccia con palla da 115g ha un energia cinetica di 55 chilogrammi metro e una velocità di 380M/S; è ottima per la difesa personale, ha un rinculo gestibile e ancora oggi molto diffusa.

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  • L’ARTICOLO QUA SOTTO CITATATO, MAGARI PER UN ERRORE DI TRADUZIONE O NON LO SO CONTIENE NON POCHI ERRORI, E VISTO CHE CI RIFERIAMO A UNA SEMIAUTOMATICA CHE A ME PIACE MOLTO…QUALCHE DELUCIDAZIONE IN MERITO.

    La Browning HP è UNA PISTOLA SEMIAUTOMATICA che adotta il sistema browning modificato;( che è un sistema metastabile inventato dallo stesso Browning differenziandosi dal primo sistema per l’assenza della bielletta sotto la canna, ma a tutti gli effetti il disimpegno avviene per un gioco di piani inclinati; però è anche vero che quest’arma grazie a questa caratteristica dei piani inclinati non dispone di un disconnettore “anche perchè non serve”).

    Questa chiusura appena spiegata che non c’entra nulla coi basculanti, viene definita anche geometrica cioè: questa chiusura è una delle più complesse da realizzare dal punto di vista meccanico, perchè per mezzo di particolari giochi meccanici;( sostanzialmente due: cioè canna e otturatore), attraverso leve, alette per il ritardo di apertura del otturatore aumentandone la resistenza di arretramento del carrello.

    In fine vorrei dire che: Nella pistola il sistema di smontaggio era molto simile a colt; l’arma fu ideata da SAIVE con una capacità di caricatore di 13 cartucce…fu modificata l’impugnatura da dritta andarono a curvarla e poi al percussore come è anche scritto nel articolo.

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  • La Glinsenti 1910, è una pistola semiautomatica usata nella prima guerra mondiale; era in calibro 7,65x21mm che era simile al 7,65×21 parà. Il sistema d’arma di questa semiautomatica è a blocchetto rotante che era nato per calibri inferiori al 9mm. Per evitare che l’arma fu’ riprogettata, depotenziarono il 9mm per dar vita a una nuova cartuccia: il 9×19 Glinsenti che impiega una cartuccia troncoconica. Questa pistola venne adottata nel 1911. Quest’arma con i difetti che pur essendo sproporzionata dato il carrello troppo leggero per il calibro che doveva camerare all’ inizio, fu la base per un progetto di una nuova semiautomatica ideata da TULIO MERENGONI; quest’ultimo lavorò per dar vita ad un arma del tutto innovativa in calibro 9 Glinsenti, era il brevetto per la Beretta M1915. Da allora tutte le armi corte furono di produzione Beretta.

    La cartuccia fu sviluppata basandosi sul 9 Luger, fu introdotta vista la precedente delusione col 7,65Glinsenti che a conti fatti era nettamente inferiore al 7,65 parà. La munizione 9 Luger condivide sia la palla cilindro-conica che la palla con anima di piombo, il bossolo è identico al 9 parà ma con una potenza il 30% inferiore, inoltre pure l’energia cinetica espressa allo sparo è poca infatti parliamo di appena 30 kgm. Con questa munizione le armi tendevano sempre a incepparsi data la minima potenza; oltre che in armi corte fu camerata anche nella mitragliatrice Villar Perosa.

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  • Questa mitragliatrice con la denominazione ufficiale FIAT MOD.1915; progettata da ABIEL BELTHEL RAVELLI in Italia. Quest’arma sparava munizioni da pistola il 9×19 GLINSENTI e univa la cadenza di fuoco di una mitragliatrice all’arma portatile con la sua evoluzione che fu ottenuta montando la canna e la culatta su un moschetto in legno, che poi fu il primo mitra della storia. La mitragliatrice aveva un funzionamento a chiusura labile ritardata a otturatore rinculante, era priva di disconnettore quindi impossibile fermare la raffica se non alla fine dei colpi nel caricatore che duravano un paio di raffiche. La fiat mod 1915 aveva dei limiti evidenti sia in difensivo che in offensivo(es. scarsa potenza delle munizioni, gravi problemi di raffreddamento, capacità  del caricatore limitato); un altro difetto era il rumore allo sparo che venne soprannominata pernacchia, le canne erano in acciaio nichelato a 6 righe destrorse lunghe 320mm in grado di sostenere raffiche da centinaia di colpi con pause di pochi minuti(l’usura della canna si aveva dopo 24mila colpi); si aumentò la fiducia dell’arma applicando uno scudo a livello offensivo che poi venne eliminato per il troppo peso. Questa mitragliatrice benché avesse molti difetti ebbe un ruolo molto importante a livello mondiale anche se mai compresa a pieno. Dopo l’uscita e l’adozione di questa per me interessante mitragliatrice, nacque l’esigenza per i soldati di un fucile d’assalto così Beretta grazie al genio di Tulio Marangoni; la mitragliatrice Villar-Perosa fu divisa in due ottenendo due mitragliatrici distinte, ma inoltre gli fu modificato anche il sistema di funzionamento applicandoli un selettore di tiro; che poi non era altro che il grilletto(per la verità 2 grilletti ), in pratica il primo grilletto cioè quello anteriore se veniva premuto sparava in modalità semiautomatica, invece se veniva premuto singolarmente il secondo cioè quello posteriore l’arma sparava in modalità automatica; l’arma come la mitragliatrice in precedenza era a massa battente, il caricatore era abbastanza capiente per un massimo di 25 colpi nel calibro 9×19 Glinsenti.

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