il revolver un piccolo appunto

Noto che c’è molta confusione nell’argomento perché quando parliamo di revolver cioè di un sistema prettamente stabile dove un tamburo gira intorno al proprio asse, allineandosi con la canna e sistema di scatto in questo caso il cane permettendo lo sparo dopo aver attivato il cinematismo di scatto. Se noi guardiamo vecchi revolver erano al principio macchine infernali perché instabili soprattutto i primi, uno ad essere ritenuto accettabile era il Colt Patterson esso era ad retrocarica nel senso che veniva caricato dal vivo di culatta, un grosso problema del tempo ora risolto era quello dei colpi accidentali dato dal tamburo che era liscio e privo di scanalature che permettono di tenere allineato il tamburo in posizione iniziale, muovendosi solo andando ad armare il cane oppure se in doppia azione agendo nuovamente sulla leva di scatto.

Il tamburo prima fisso poi basculante è dotato di 5 o 6 camere caricate un colpo alla volta oppure con appositi carichini, l’espulsore è direttamente collegato al tamburo dalla parte opposta dell’ingresso delle camere di cartuccia permettendone l’espulsione dei bossoli spenti. La grandissima differenza tra pistola e revolver è che una semiautomatica per essere definita tale dopo aver finito il ciclo di sparo riarma camerando una nuova cartuccia e per fare questo è dotata di un sistema di funzionamento quale può essere il sistema metastabile o labile se sono calibri minori, il revolver invece è molto più semplice e ci vuole anche più tempo a diventare veloci in ambito sportivo.

In questa piccola immagine è racchiuso tutto il discorso infatti si vede bene l’allineamento della cartuccia col percussore data dalla rotazione del tamburo ad ogni sparo.