POLVERI INFUMI

Tutto iniziò con il più antico propellente “esplosivo” che era una miscela di tre ingredienti fondamentali che sono: carbone, zolfo, nitrocellulosa poi con lo scorrere degli anni grazie a un chimico francese che tramite un processo chimico di gelatizzazione della nitrocellulosa mischiata ad etere e alcool; questa invenzione che era completamente diversa dalla polvere nera perché riduceva di molto la combustione con la differenza sostanziale che le polveri infumi producevano solo scorie gassose.

I propellenti infumi possono essere composti da nitrocellulosa, nitroglicerina, stabilizzanti, aditivi e se per uso militare possono contenere anche nitro guanidina; i propellenti che siano singola, doppia o tripla base sono tutte molto sensibili al calore e sono la causa principale dell’accelerazione del proiettile aumentandone le prestazioni in rapporto al fattore forma e il peso palla, tutto questo in relazione alla quantità di propellente intesa come miscela può subire variazioni nella velocità alla bocca.