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  • Iniziando dal 30.06 che fu il calibro che sostituì il 30.03( o 7,62x65mm nella denominazione europea in millimetri perchè come si può notare la sigla 30.03 è in millesimi di pollici seguita dall’anno in cui fu sviluppata; è una cartuccia di tipo Rimmless di cui venne modificato il corpo della cartuccia dandogli così la forma a collo di bottiglia). Tornando al 30.06 anche lei in millesimi, con la denominazione europea in millimetri 7,62x63mm anche lei di tipo Rimmless; i primi lotti di questa munizioni davano molti problemi per la troppa nitroglicerina usata nel composto della polvere, per questo calibro fu modificato il fucile Springfield M1903 che è un fucile ad otturatore Mauser usato come arma lunga di servizio. Infine il 30.06 fu una delle cartucce in servizio più longeve nella storia, con cinquant’anni di servizio; per poi venire sostituita dal 308 Winchester.

    Ora parliamo del secondo calibro cioè del 7,62x39mm, che è una munizione sovietica frutto degli studi di BORIS VLADIMIROVICH; la munizione si presenta molto simile al 7,92x33mm( cartuccia intermedia di tipo rimmles sviluppata durante la seconda guerra mondiale); il 7,62×39 è una cartuccia di tipo rimmles a innesco Berdan bifocale, con camiciatura in rame con palla in acciaio, ed una pressione massima di oltre 3000 BAR. La cartuccia è regolamentata dal SAAMI e prese notorietà perchè fu camerata nel famigerato fucile d’assalto AK47; INOLTRE DI QUESTA CARTUCCIA NE FU PRODOTTA ANCHE UNA VERSIONE SUBSONICA. Utilizzata anche in campo civile, e nella caccia al cinghiale venne poi sostituita dal 5,45×39 che ha la stessa conformazione cioè Rimmless a collo di bottiglia.

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  • QUESTO ESPLOSIVO E’ UNO DEI PIU’ PRODOTTI; FU SCOPERTO NEL 1821 DA TOLLS E WIGLAND, SI PRESENTA COME UNA POLVERE BIANCA CRISTALLINA E SOLITAMENTE VIENE USATO COME ESPLOSIVO SECONDARIO ASSOCIATA COL TNT CHE HA UN URTO MECCANICO ED ESSENDO MOLTO SENSIBILE AD ESSO DETONA FACILMENTE; UNA SUA CARATTERISTICA NOTA E’ CHE LA PENTRITE PERMETTE DI DETONARE PIU’ CARICHE ALLO STESSO TEMPO(NELL’ARIA BRUCIA E PUO’ DETONARE CON MASSE DI POCO DIAMETRO).

    IL BILANCIO DI OSSIGENO DI QUESTO ESPLOSIVO E’ NEGATIVO CIOE’ ASSORBE OSSIGENO QUINDI L’OSSIDAZIONE E’ INCOMPLETA; LA FORMULA BRUTA E’ LA SEGUENTE C(CH2ONO2)4

    LA MICCIA IMPIEGATA E’ IL PRIMACORD, IN CAMPO MILITARE VIENE FATTA DETONARE CON UNA CORDA DI GROSSE DIMENSIONI CHIAMATA(VIPERA BOFOS) CHE VIENE PROIETTATA SUL CAMPO MINATO QUESTO SPECIALE RAZZO CHE ESPLODEVA A CONTATTO DEL SUOLO PER SIMPATIA.

    QUESTA SOSTANZA E’ TOSSICA PER L’UOMO E CAUSA ABBASSAMENTO DI PRESSIONE E NON E’ SOLUBILE IN ACQUA.

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  • Gli esplosivi sono miscele oppure composizioni chimiche definiti combustibili che godono di particolari proprietà.  Si distinguono nelle usuali sostanze combustibili , per il fatto che essi contengono legata nella loro molecola che e anche la sostanza comburente, l ossigeno che può essere in eccesso come nelle sostanze a base di nitroglicerina e in difetto come quelle a base di nitrocellulosa. il lavoro compiuto dal esplosivo può essere calcolato dalle sue caratteristiche chimico fisiche, le azioni fondamentali del esplosivo sono: azione di spinta e di urto; la prima dipende dalla massa gassosa e l altra dipende dalla velocità di esplosione. l esplosione è un fenomeno di trasformazione chimico fisico che arriva in un tempo rapidissimo accompagnata da uno sviluppo di energia e di sviluppo dei gas. il sistema del esplosivo si divide in due una e definita da una sola specie chimica  e si chiama omogenea e da più sostanze chimiche viene detta eterogenea. in sostanza gli esplosivi sono  sostanze ad alto contenuto energetico che attraverso l esplosione si trasformano in sostanze stabili a contenuto inferiore di energia . il procedimento si propaga per conduttività termica iniziando dalla superficie interna procedendo verso l esterno è detta deflagrazione invece le miscele e le combinazioni di sostanze può assumere un regime di detonazione. l esplosione può essere data anche delle cariche divise in due gruppi: cubiche o allungate la prima in cui l esplosivo è disposto in modo ammassato e più o meno globulare, il secondo e la carica in cui l esplosivo è disposto in maniera che la lunghezza della carica sia almeno 4 volte la sua sezione minore come ad esempio un foro nella roccia , ma le cariche a sua volta possono essere distinte in interne o esterne. la prima messa al interno come ad esempio la roccia ed esterna appoggiata sul corpo da demolire.

    “maggiore sarà il calore prodotto più alta e la potenza del esplosione”

    Le dinamiti sono esplosivi a base di nitroglicerina( nel senso che la nitroglicerina prevale sugli altri componenti). Queste dinamiti possono avere diverse basi tra cui la nitroglicerina chiamata base esplosiva unita ad altre sostanze ossidanti; una volta che invecchiano soprattutto la dinamite trasuda nitroglicerina che a contatto con l’aria cristallizza, diventando molto sensibile all’urto e dopo averle rimosse l’esplosivo va distrutto perchè troppo instabile.

    Il fenomeno esplosivo può avvenire in due fasi cioè per deflagrazione quindi a velocità subsonica e abbiamo 3 fasi ben distinte: l’accensione( definita anche come parte innescante); la fase in cui si incendia( ma solo esternamente); in fine la combustione che avviene in modo progressivo dall’interno all’esterno. In fine abbiamo la detonazione che un fenomeno supersonico che avviene in millesimi di secondo; quindi poi sommando l’onda di pressione con quella retrograda data in precedenza dalla deflagrazione abbiamo l’onda d’urto. L’ossigeno in un esplosione è fondamentale, infatti in un esplosione possiamo avere un bilancio di ossigeno negativo(quando lo assorbe), positivo (quando viene rilasciato)

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  • SI DEFINISCE ESPLOSIVO UNA SOSTANZA O UNA MISCELA DI SOSTANZE ;CAPACI DI UNA AZIONE DIRETTA DI TRASFORMAZIONE SPRIGIONANDO ALTISSIME TEMPERATURE E PRESSIONI ELEVATE.

    L’esplosione può essere suddivisa in 3 fasi cioè

    semplice combustione: come nel caso della polvere nera

    deflagrazione: come nelle armi da fuoco; di cui la velocità di esplosione viaggia a centinaia di metri al secondo

    OPPURE COME NEL CASO DEGLI ESPLOSIVI CIOE’ PER DETONAZIONE DOVE LA REAZIONE ESPLOSIVA VIAGGIA A MIGLIAIA DI METRI AL SECONDO.

    ANCHE GLI ESPLOSIVI POSSONO ESSERE SUDDIVISI IN DUE GRUPPI DI CUI UNO E’ QUELLO PRIMARIO CHE POSSIAMO PRENDERE COME ESEMPIO LA NITROGLICERINA, E POI CI SONO I SECONDARI CHE DIPENDONO DA FATTORI ESTERNI COME PUO’ ESSERE L’UMIDITA’ CHE NE RALLENTA DI PARECCHIO LA REAZIONE ESPLOSIVA.

    Per avere una detonazione, abbiamo bisogno di un sistema innescante chiamato detonatore di cui la loro potenza è numerata nella scala di SELLIER BELLOT; e anche loro possono essere di tre tipi:

    A MICCIA: più elementari dotati di un tubicino cavo per un terzo della sua lunghezza.

    ELETTRICO: dove la miscela innescante è incendiaria il più delle volte e viene azionata tramite un filo di rame all’ interno e una volta che dai corrente a quest’ultimo inizia la reazione.

    l’ultimo è particolare e molto simile a quello a miccia definito NONET.

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  • Questa cartuccia inizialmente denominata 244Remington, poi la denominazione cambiò per una scelta fatta della azienda cioè quella di ridurre il passo di rigatura cosi facendo la palla era più gestibile fino a 6.5grani di polvere con una velocità massima di 1050 m/S. La cartuccia prese vita nel 1955 con la nuova denominazione di 6mm; ed era in pratica un ibrido con lo stesso colletto del 257 ROBERTS ed il corpo di un 7x57mm, la cartuccia di tipo Rimmless è molto versatile e fu di molto successo tanto che ci fu camerato un fucile molto famoso cioè il REMINGTON700 e a susseguire altri fucili come il modello 740 sempre della stessa azienda, che è un fucile semiautomatico con caricatore a 4 colpi inizialmente camerato in due calibri: il 308WIN e il 30-06.

    Ora vorrei dire due parole anche sul 7mm, che è una cartuccia parzialmente derivata dal 257BELTED NITRO EXPRESS fu presentata nel 1962 come perfezionamento della cartuccia 264 WINCHESTER MAGNUM…MA SE NOI TORNIAMO A 40 ANNI PRIMA; dove i calibri dal 7mm furono motivo di forte interesse cosi che una ditta molto nota come Holland&Holland partendo dalla base di una munizione da 7mm diede alla luce il famigerato 275H&H riducendogli al minimo la spalla( di fatti la cartuccia è di tipo Belted proprio come quella prodotta dalla azienda inglese); questo calibro fu talmente richiesto da spazzare via qualsiasi rivale, e paliamo di calibri come il 7x61SHARP O IL 7MM WEATHERBY MAGNUM.

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  • Il fucile M71 è un fucile a otturatore di tipo Mauser (girevole scorrevole); per ideare quest’arma lunga presero spunto del fucile che andò a sostituire cioè il fucile Dreyse mantenendo le stesse dimensioni composto da 35 parti comprese le componenti del calcio; anche l’azione fu ispirata allo stesso Dreyse( ovviamente a differenza del Dreyse che era ad ago la percussione, nel M71 aveva un percussore e l’innesco era centrale di tipo berdan o boxer);il fucile era camerato nella cartuccia di tipo Rimmed 11x60mm a polvere nera, questa cartuccia ha una velocità alla bocca di 510M/S come potenza questa munizione era una via di mezzo tra un 405WIN e un 375H&H; inoltre il fucile in questione fu convertito in due calibri che io sappia: uno è il 6,5×53,5SR per l’URUGUAY e per ragioni economiche nel 8x57mm per la marina tedesca; in fine fu aggiornato ulteriormente nel 1884 mettendoli un caricatore tubolare a 8 cartucce. Essendo nel 1800 ovviamente la rigatura era di tipo progressivo cioè la rigatura è crescente verso la bocca(ora in disuso).

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  • Sia l’obice che il mortaio sono due pezzi di artiglieria capaci di sparare un proietto con una traiettoria inarcata, questa inclinazione soprattutto nel mortaio è sempre superiore a 45 gradi, l’inclinazione fa si che il mortaio genera una forza di rinculo che si trasmette verticalmente;(avendo per l’appunto la bocca dell’arma rivolta verso l’alto), perciò è fondamentale che la sua sede abbia diversi punti d’aggancio e un sotto affusto, però per queste caratteristiche le vennero tolte le ruote. In queste armi che ebbero la stessa identica evoluzione delle altre armi di artiglieria, costruite all’inizio a retrocarica e avancarica, avvalendosi della canna rigata per aumentare la precisione nel tiro; possiamo dire che la sostanziale differenza tra le due armi, in esame è che il mortaio spara avvalendosi del secondo arco invece l’obice può avvalersi sia del primo che del secondo( il primo è molto più preciso). Il tiro essendo diretto in queste armi di artiglieria prevedono una linea di mira sgombra perchè la traiettoria è una parabola dove il bersaglio viene colpito alla fine di quest’ultima.

    UN ESEMPIO DI OBICE POSSIAMO CITARE IL GRANDE BERTA, UTILIZZATO DAI TEDESCHI NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE. DI MORTAIO INVECE L’M224 USATO TUTT’ORA.

    IN FINE SE VOLESSIMO DARE UNA DEFINIZIONE DEL TIRO DELL’OBICE POSSIAMO DIRE CHE E’ UNA VIA DI MEZZO TRA UN CANNONE E UN MORTAIO( ecco spiegato il perchè di questa comparazione).

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  • Il 7x73mm è un calibro nato agli inizi degli anni 30 in Germania, si presume sia una diretta derivante del 280 Halger Magnum. La munizione è di tipo Rimmless a collo di bottiglia progettata per fucili da caccia con la denominazione DWM 575( è possibile ricavare questo calibro visto il corpo identico del 9.3x74R riadattando la cartuccia); come azione per questa cartuccia vista la mancanza di azioni Mauser, trovarono ottima quella del fucile M98. Il 7x73mm è un ottima cartuccia facile da ricaricare, e fu la penultima cartuccia prodotta da questa azienda; subito dopo usci una rivisitazione della stessa che era il 7x75mm che era sempre di tipo Rimmless ma più performante, inoltre di quest’ultima ne fu prodotta anche una versione rimmed.

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  • Questo produttore segnò la fine del fucile ad avancarica, brevettando una cartuccia di forma conica; con corpo in cartone dove venivano inseriti i pallini, ma la particolarità era il fondello della cartuccia perchè l’innesco era al centro di essa( nelle cartucce precedenti esempio quelle a luminello abbiamo il percussore sulla cartuccia, dette cartucce a spillo e il loro funzionamento era: in fase di percussione che avveniva sullo spillo; quest’ultimo fuoriesce dal fondello perpendicolarmente all’asse della cartuccia). Lancaster fece in modo di separare le due cose cioè mise il percussore sulla bascula e l’innesco al centro della cartuccia.(IL FONDELLO ERA UN DISCO DI RAME SCAVATO AL CENTRO CON QUATTRO FORI FORSE DI TIPO BERDAN COME CONCEZIONE).

    Lancaster fu anche l’ideatore di altri progetti durante la sua collaborazione con l’esercito Britannico, come le palle coniche di cannone coniche capaci di ruotare autonomamente ma questo prima la creazione della cartuccia

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  • I pallini vengono usati nelle munizioni spezzate; questo utilizzo di palle sferiche ha un grosso difetto cioè la dispersione infatti nelle armi ad anima liscia si usano degli strozzatori che hanno la funzione di rendere compatto lo sciame di pallini; questo però comporta la diminuzione della velocità alla volata e teoricamente aumenta pure il tempo di canna, a differenza di una canna cilindrica che la velocità è superiore; ma può essere ancora più bassa la velocità se il pallino è sparato singolarmente. Di pallini ne esistono fondamentalmente di due tipi: quelli da caduta di cui l’altezza della caduta deve essere tanto maggiore quanto è più grande il diametro dello stesso; poi ci sono i pallini temprati; e di questi possiamo mettere al primo posto quelli in tungsteno;( ricordo che per l’indurimento dei pallini in fase di lavorazione non avviene per tempra, ma aggiungendo dell’antimonio), questi ultimi pallini cioè quelli in tungsteno sono molto costosi ma di ottima fattura; ma oltre a questi ne esistono anche di molto buoni con una spesa più contenuta esempio quelli in piombo che hanno una grande densità grazie al piombo e non si deformano facilmente. Inoltre un altra lavorazione degna di nota è la nichelatura che è senza dubbio la soluzione migliore per tenere un rivestimento solido che migliori la indeformabilità e durezza;( questa pratica viene fatta soprattutto con pallini di piccola dimensione). Infine nei pallini sferici abbiamo dei requisiti da tener conto che sono: la forma sferica, che ne riduce notevolmente l’attrito nella canna; la scorrevolezza; la lucidità e una lavorazione di crivellatura ottimale.

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