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  • Cocciniglie: come riconoscerle e combatterle in modo naturale nel 2025

    Le cocciniglie sono parassiti silenziosi ma estremamente dannosi per le piante. Si mimetizzano facilmente, ma possono causare gravi danni se non individuate in tempo. In questo articolo, scoprirai come riconoscerle, comprendere i danni che provocano e adottare rimedi naturali efficaci per proteggere le tue piante nel 2025.

    Cosa sono le cocciniglie e dove si trovano

    Le cocciniglie sono piccoli insetti appartenenti alla famiglia dei Coccoidea. Si presentano come piccole protuberanze di colore bianco, grigio o marrone, spesso coperte da una sostanza cerosa o cotonosa. Attaccano una vasta gamma di piante, sia ornamentali che da frutto, e si localizzano principalmente su:

    Fusti e rami

    Foglie, soprattutto nella parte inferiore

    Nodi e intersezioni dei rami

    Perché sono pericolose per le piante

    Le cocciniglie si nutrono della linfa delle piante, causando:

    Indebolimento generale della pianta

    Ingiallimento e caduta delle foglie

    Deformazioni nei nuovi germogli

    Produzione di melata, che favorisce la comparsa della fumaggine, una muffa nera che ostacola la fotosintesi

    Come riconoscere un’infestazione di cocciniglie

    I segnali più comuni includono:

    Presenza di piccole protuberanze o masse cotonose su foglie e rami

    Foglie appiccicose a causa della melata

    Comparsa di muffa nera (fumaggine) sulle superfici delle piante

    Presenza di formiche attratte dalla melata

    Rimedi naturali e biologici efficaci

    Nel 2025, l’attenzione verso soluzioni ecologiche ha portato all’adozione di diversi rimedi naturali contro le cocciniglie:

    1. Olio bianco minerale

    Agisce soffocando le cocciniglie

    Applicare durante il periodo di riposo vegetativo della pianta

    Evitare l’uso durante la fioritura

    2. Sapone molle potassico

    Efficace contro le forme giovanili delle cocciniglie

    Spruzzare sulle parti infestate, assicurandosi di bagnare bene tutte le superfici

    3. Macerato di ortica

    Ha proprietà insetticide e rinforzanti

    Preparare lasciando macerare 100g di ortica fresca in 1 litro d’acqua per 24 ore, filtrare e spruzzare

    Introduzione di insetti utili

    Alcuni insetti predatori, come le coccinelle e i sirfidi, si nutrono delle cocciniglie

    Favorire la biodiversità nel giardino può aiutare a mantenere sotto controllo le infestazioni

    Prevenzione: come evitare nuove infestazioni

    Controllare regolarmente le piante, soprattutto nelle zone più nascoste

    Isolare le nuove piante prima di introdurle nel giardino o nell’orto

    Evitare eccessi di concimazione azotata, che rendono le piante più suscettibili agli attacchi

    Potare le parti infestate per limitare la diffusione

    Conclusione

    Le cocciniglie possono rappresentare una seria minaccia per le tue piante, ma con una buona osservazione e l’uso di rimedi naturali, è possibile controllarle efficacemente. La prevenzione e l’intervento tempestivo sono le chiavi per mantenere le piante sane e rigogliose.

    Articolo scritto da Armiere, manutentore del verde appassionato di entomologia. Da anni studia gli insetti che influenzano la salute di piante e giardini, con l’obiettivo di condividere soluzioni semplici ed efficaci per tutti.

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  • Introduzione: La processionaria del pino è uno degli insetti più pericolosi per alberi, animali domestici e persone. In questo articolo scoprirai come identificarla, quando agire e quali metodi usare per eliminarla nel rispetto della normativa 2025.
    Se hai pini nel tuo giardino o lavori nel verde pubblico, questa guida ti sarà essenziale.

    Cos’è la processionaria del pino

    Breve spiegazione con:

    Nome scientifico: Thaumetopea pityocampa

    Insetto lepidottero defogliatore

    Ciclo vitale: uova, larve (pericolose), crisalide, farfalla

    Perché è pericolosa per alberi, animali e persone

    peli urticanti causano dermatiti, reazioni allergiche e necrosi nei cani

    Gli alberi infestati possono seccare

    Rischi per bambini nei parchi

    Come riconoscere la presenza della processionaria

    Nidi bianchi sui pini (specialmente Pinus nigra e Pinus sylvestris)

    Processioni di larve a terra (febbraio-aprile)

    Piante spoglie nella parte alta

    Come eliminarla (metodi aggiornati al 2025)

    Soluzioni biologiche e preventive:

    Trappole a feromoni (estate per catturare adulti)

    Rimozione manuale dei nidi (gennaio-febbraio)

    Trappole a collare per larve

    Insetticidi biologici (Bacillus thuringiensis)

    Cosa dice la normativa 2025

    Breve riepilogo (es. ordinanza della Regione Lombardia)

    Obbligo di intervento per privati e pubblici

    Sanzioni previste

    Prevenzione per il prossimo anno

    Controlli a partire da luglio

    Posizionamento precoce delle trappole

    Favorire uccelli predatori (cinciallegre)

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  • La vespa vellutina, anche detta calabrone asiatico, è un insetto originario del Sud-Est asiatico. È arrivata in Europa accidentalmente, probabilmente tramite container, e da lì si è diffusa rapidamente.

    A differenza del nostro calabrone europeo (Vespa crabro), la vellutina è:

    Più piccola (2-3 cm).
    Nera, con un anello giallo sull’addome.
    Con zampe nere che terminano con punte gialle.
    Molto più aggressiva con gli altri insetti, in particolare le api.

    Perché è pericolosa?

    Non è un pericolo diretto per l’uomo (non più di una vespa normale), ma rappresenta una minaccia gravissima per le api e, di conseguenza, per l’agricoltura e la biodiversità. Una sola colonia può uccidere migliaia di api in pochi giorni.

    Inoltre:

    • Costruisce nidi grandi anche 1 metro, spesso in alto, ma talvolta anche in siepi o sottotetti.
    • Difende il nido in modo molto aggressivo, soprattutto se disturbata

    Evita fonti di attrazione

    La vellutina è attratta da:

    • Frutta matura o caduta a terra.
    • Dolci o bevande lasciate all’aperto.
    • Cibo per animali o rifiuti scoperti.

    Tieni tutto ben chiuso e non lasciare rifiuti organici nei pressi del giardino

    Ispeziona il giardino per cercare i nidi

    Controlla:

    • Alberi ad alto fusto.
    • Tetti e sottotetti.
    • Siepi fitte.

    Se trovi un nido sospetto, non avvicinarti: chiama i Vigili del Fuoco o una ditta specializzata. Tentare di rimuoverlo da soli può essere molto pericoloso.

    Attira predatori naturali

    In natura, alcuni uccelli come il gruccione possono predare le vespe. Anche se difficile da gestire direttamente, favorire la biodiversità del giardino aiuta a mantenere un certo equilibrio

    Conclusione

    La vespa vellutina è un problema serio, ma conoscere il nemico è il primo passo per difendersi. Agendo in primavera con trappole selettive, mantenendo il giardino pulito e vigilando con attenzione, si può fare molto per ridurre la sua presenza e proteggere api e biodiversità.

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  • Le zanzare sono il vero incubo dell’estate. Appena cala il sole, eccole pronte a rovinarti la serata in giardino. Ma niente panico: con qualche accorgimento (e un po’ di costanza), si possono tenere sotto controllo. In questo articolo trovi soluzioni pratiche, naturali e anche tecnologiche per liberarti di loro, senza trasformare il tuo giardino in un laboratorio chimico.

    Acqua ferma? No grazie.

    Lo sapevi che le zanzare depongono le uova anche in pochi millimetri d’acqua? Un sottovaso dimenticato o una grondaia intasata possono diventare il loro asilo nido.

    Svuota tutto quello che raccoglie acqua dopo la pioggia.
    Pulisci tombini e grondaie almeno una volta al mese.
    Copri cisterne e bidoni con zanzariere o coperchi.

    Le piante che le tengono lontane

    Alcune piante hanno odori sgraditi alle zanzare. Oltre a profumare l’aria, aiutano a difenderti.

    Citronella: la regina anti-zanzare.
    Lavanda: piace a noi, non a loro.
    Basilico e menta: belle, buone e utili.
    Calendula: semplice da coltivare, efficace come repellente.
    Mettile vicino a sedie, tavoli, porte e finestre. Funzionano meglio se “stropicciate” di tanto in tanto, per liberare gli oli essenziali.

    Trappole: attrarle per eliminarle

    Non è crudele, è sopravvivenza. Le trappole possono fare miracoli, soprattutto se il tuo giardino è grande.

    A CO₂: imitano il respiro umano. Costano di più, ma sono super efficaci.
    A luce UV: attirano e fulminano. Perfette in zone buie.
    Fai da te: bottiglia con acqua, zucchero e lievito. Economica, funziona bene per le zanzare comuni.

    Larvicidi naturali

    Se proprio non puoi eliminare tutta l’acqua stagnante (tipo nei tombini), esistono i larvicidi biologici come il Bacillus thuringiensis israelensis (Bti): uccide solo le larve di zanzara, senza danneggiare altri insetti o animali

    Nebulizzazioni leggere

    Evita i veleni pesanti. In commercio trovi spray a base di oli essenziali (geranio, neem, eucalipto), da usare la sera prima di stare all’aperto. Se proprio vuoi usare insetticidi, scegli quelli a basso impatto e segui sempre le dosi indicate.

    Chi mangia le zanzare

    predatori naturali sono i tuoi migliori alleati:

    Pipistrelli: divorano centinaia di zanzare ogni ora.
    Rondini e rondoni: se il tuo giardino è aperto, attirali con nidi artificiali.
    Pesci rossi: se hai uno stagno, li mangeranno le larve al posto tuo.

    Luce sì, ma non per loro

    Le zanzare sono attirate dalla luce. Evita lampade bianche forti e scegli LED a luce calda. Meglio ancora se direzionate verso il basso, lontano dalle zone dove stai.

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  • AFIDI – i aspiratori di linfa
    Minuscoli, verdi o neri, si trovano spesso sulle gemme o sotto le foglie. Gli afidi si nutrono della linfa delle piante, rallentando la crescita e trasmettendo virus.
    Cosa fare: spruzza un macerato di ortica o aglio, oppure introduci coccinelle, loro predatori naturali.

    Cimice asiatica: Originaria dell’Asia, questa cimice si nutre di frutti, pomodori e ortaggi, lasciando macchie e deformazioni. In casa, può nascondersi in ogni angolo.
    Cosa fare: usa reti protettive e trappole fai-da-te a feromoni. Evita gli insetticidi: sono poco efficaci e nocivi per altri insetti.

    Zanzara tigre: Depone le uova in piccole raccolte d’acqua: sottovasi, secchi, tombini. Attiva al mattino e al tramonto, può essere portatrice di malattie.
    Cosa fare: svuota ogni contenitore con acqua stagnante almeno due volte a settimana. Puoi usare pastiglie di larvicida biologico.

    Formiche: Spesso trascurate, le formiche allevano gli afidi per nutrirsi della melata. Una forte presenza può indicare un’infestazione secondaria.
    Cosa fare: interrompi il “ponte” tra piante e nidi con barriere naturali (come borotalco o cannella) e controlla eventuali focolai.

    Coccinelle: Oltre ad essere belle, una sola coccinella può mangiare fino a 100 afidi al giorno. Un vero aiuto biologico.
    Cosa fare: coltiva piante che le attraggono (finocchio, aneto, calendula). Evita pesticidi che le danneggiano.

    Larve di maggiolino: Vivono nel terreno e si nutrono delle radici, danneggiando tappeti erbosi e ortaggi. Sono difficili da individuare.
    Cosa fare: arieggia il terreno e usa nematodi entomopatogeni (microrganismi che le attaccano naturalmente).

    Api e bombi: Fondamentali per la biodiversità, sono spesso confuse con vespe. Non attaccano se non disturbati.
    Cosa fare: proteggile! Evita diserbanti e pianta fiori ricchi di nettare. Segnala i nidi solo se in zone pericolose.

    Insetti fogliari: Come il Phyllium, sembrano foglie viventi. Non sono dannosi, ma affascinanti esempi di mimetismo evolutivo.
    Cosa fare: osservali con rispetto. Sono rari e protetti in alcune zone.

    Zanzare predatrici :Alcune specie di zanzare, come quelle del genere Toxorhynchites, non pungono e si nutrono delle larve delle zanzare comuni.
    Cosa fare: lascia piccole pozze d’acqua solo se stabili e monitorate. Favorire la biodiversità aiuta l’equilibrio naturale.

    Bruchi e falene:Alcuni bruchi (come quelli della Noctua pronuba) possono defogliare intere piante in pochi giorni.
    Cosa fare: ispeziona le foglie e rimuovi manualmente i bruchi. In alternativa, usa Bacillus thuringiensis, un insetticida biologico selettivo.

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  • Il capo degli insetti è una struttura rigida e compatta, generalmente capsulare o triangolare, composta da un esoscheletro chitinoso saldamente unito. Non è suddiviso in segmenti mobili evidenti, ma deriva embrionalmente da sei segmenti fusi. Le principali componenti sono:

    La testa si può suddividere in diverse regioni morfologiche:

    Frons (fronte): zona centrale anteriore, sopra l’apparato boccale.

    Clypeus (clipeo): sotto il frons, collega il labro al resto della testa.

    Vertex (vertice): la parte superiore.

    Genæ (guance): i lati della testa.

    Occipite: parte posteriore, che si collega al torace tramite il collo.

    APPARATI BOCCALI

    L’apparato boccale è forse la parte più diversificata della testa:

    Masticatore: come nei coleotteri o ortotteri.

    Lambente-succhiante: api e mosche.

    Perforante-succhiante: zanzare, afidi, tafani.

    Masticatore-lambente: api e bombi, capaci di mordere e leccare.


    Queste variazioni sono adattamenti diretti al tipo di dieta: erbivora, predatoria, ematofaga, o saprofaga.



    Cervello e sistema nervoso

    Nel capo risiede il cervello, suddiviso in protocerebro, deutocerebro e tritocerebro, responsabili rispettivamente di:

    elaborazione visiva,

    controllo delle antenne,

    connessione con l’apparato boccale e il resto del corpo.

    Il capo ospita anche il ganglio subesofageo, importante per il controllo dell’apparato boccale e di altre funzioni motorie.

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  • Il Tabanus sudeticus, noto come tafano gigante scuro, è uno dei più grandi tafani europei, con una lunghezza che varia tra 19 e 28 mm. Presenta un corpo massiccio di colore grigio-bruno, con segmenti addominali scuri e bande chiare posteriori. Gli occhi composti sono di colore marrone scuro, privi di bande, e nelle femmine sono separati da una stretta fronte, mentre nei maschi si toccano sulla sommità del capo .

    Habitat

    Questa specie è diffusa in molte regioni dell’Europa occidentale e settentrionale, fino alla Norvegia meridionale e alle isole occidentali della Scozia . Predilige ambienti umidi come torbiere, margini di boschi umidi, pascoli e rive di corsi d’acqua .

    Ciclo vitale

    Le femmine depongono uova biancastre su piante in ambienti umidi. Le larve, di colore biancastro, vivono nel terreno e si nutrono di detriti vegetali in decomposizione e piccoli invertebrati, che immobilizzano iniettando un veleno attraverso le mandibole

    Comportamento alimentare

    Solo le femmine sono ematofaghe, nutrendosi principalmente del sangue di bovini e cavalli. Gli esseri umani vengono raramente punti. Il volo è caratterizzato da un ronzio profondo e ben udibile .

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  • Tafano molto grosso, con i suoi 20-25mm di grandezza rientra nei tafani più grandi d’Europa.

    Occhi grandi e iridescenti, spesso con bande trasversali verdi o bluastre, nei maschi sono contigui, invece nelle femmine separati

    Fase larvale:

    Le larve sono acquatiche e si sviluppano in ambienti umidi

    Sono predatrici e si nutrono di altri piccoli invertebrati

    Lo sviluppo può durare anche un anno

    Fase adulta:

    Gli adulti emergono durante la primavera e l estate

    La longevità degli adulti è di qualche settimana

    Comportamento e alimentazione

    Femmine ematofaghe si nutrono di sangue di mammiferi, occasionalmente di uccelli

    I maschi si nutrono di sostanze zuccherine come nettare, e non sono ematofagi.

    Habitat e distribuzione

    Presente in tutta Europa, predilige ambiente boschivo e si trova vicino a fonti d’ acqua…per via delle larve acquatiche

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  • Questo cannone ideato prendendo spunto dal vecchio Ansaldo- Schneider 1914; lo sviluppo avvenne su specifica della Regia Marina nel 1934,(ci fu anche una miglioria, però è più un ampiamento visto che il modello 1934, aveva 6 bocche di fuoco invece quello modificato 9 bocche di fuoco;( le canne potevano avere un oscillazione di 36°, e una depressione di -5°).

    IL FUNZIONAMENTO: La canna era composta da quattro pezzi a tubo in acciaio dolce. LE SUE SPECIFICHE :

    RIGATURA ELICOIDALE

    SOGGETTA A FORTE USURA

    SOSTITUZIONE DOPO 140 COLPI

    Il blocco della culatta era fissato, intorno alla parte posteriore della canna;( l’otturatore a vitone di tipo Welin, il creatore di questo sistema notò una falla cioè l’otturatore era filettato solo in parte; il progetto di Welin consentiva una filettatura su otturatore e culatta a sezioni a raggio; progressivamente più ampio. Questo faceva si di impegnare una buona parte della circonferenza della culatta così da poter progettare otturatori più corti. Oggi questo cannone è inesistente ne furono prodotti 40 e 4 di riserva; possiamo vedere questo cannone sulla corazzata VITTORIO VENETO

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