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Questo cannone ideato prendendo spunto dal vecchio Ansaldo- Schneider 1914; lo sviluppo avvenne su specifica della Regia Marina nel 1934,(ci fu anche una miglioria, però è più un ampiamento visto che il modello 1934, aveva 6 bocche di fuoco invece quello modificato 9 bocche di fuoco;( le canne potevano avere un oscillazione di 36°, e una depressione di -5°).
IL FUNZIONAMENTO: La canna era composta da quattro pezzi a tubo in acciaio dolce. LE SUE SPECIFICHE :
RIGATURA ELICOIDALE
SOGGETTA A FORTE USURA
SOSTITUZIONE DOPO 140 COLPI
Il blocco della culatta era fissato, intorno alla parte posteriore della canna;( l’otturatore a vitone di tipo Welin, il creatore di questo sistema notò una falla cioè l’otturatore era filettato solo in parte; il progetto di Welin consentiva una filettatura su otturatore e culatta a sezioni a raggio; progressivamente più ampio. Questo faceva si di impegnare una buona parte della circonferenza della culatta così da poter progettare otturatori più corti. Oggi questo cannone è inesistente ne furono prodotti 40 e 4 di riserva; possiamo vedere questo cannone sulla corazzata VITTORIO VENETO
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Nei fucili basculanti l’energia di sparo prodotta da una carica di lancio viene liberata dal arma, dalla parte opposta dell’asse della canna le forze che si esercitano all’atto di sparo sono due: assiale(avanti al petto di bascula); oppure rotativa(tramite una coppia di rotazione). In un fucile basculante l’assieme delle canne rispetto alla bascula necessariamente devono ruotare(con un certo angolo di rotazione); apposta per svincolarsi e procedere al movimento con una leggera pressione sulle canne verso il basso( di solito l’incrocio tra la canna e la bascula può essere definita come un insieme tra il limite inferiore della bascula e il prolungamento tra la stessa). Per concludere il discorso della chiusura nei fucili basculanti vorrei fare un esempio, che poi è una chiusura molto famosa cioè quella Purdley dove la faccia interiore è ricavata dalla superfice dove ruota rispetto alla bascula. La percussione nei basculanti può avvenire in due modi: a cartelle esterne cioè posizionati ai lati dalla bascula(la bascula è un massello in acciaio o in lega che contiene tutti i meccanismi vitali per un corretto funzionamento di un arma basculante); nelle batterie a cani esterni possiamo definirle di tipo HOLLAND&HOLLAND, invece quando le cartelle sono interne di tipo ANSON cioè il congegno di sparo è nel vivo della bascula.

Infine l’estrazione che nei basculanti può compiere due azioni cioè per via imperniata e quindi ruota verso il basso accedendo alla camera; oppure circolare che è la più comune nei fucili da caccia( in questo caso l’estrattore è guidato dal prolungamento della bindella e da una vite che delimita la corsa.
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L’esplosivistica civile rappresenta un settore fondamentale per svariate industrie e applicazioni, tra cui l’ingegneria civile, l’estrazione mineraria e la demolizione controllata.
COME SONO SUDDIVISI GLI ESPLOSIVI
DEFLAGRANTI: sono quel tipo di esplodenti che non raggiungono una velocità tale per raggiungere una vera e propria detonazione.
Un esempio classico la polvere nera
DETONANTI: a differenza dei deflagranti, l’ esplosione raggiunge migliaia di metri al secondo, anche 8000m/s, nel caso della nitroglicerina.
La nitroglicerina è detta anche esplosivo primario, cioè non ha bisogno di altre sostanze o additivi per raggiungere la detonazione…il difetto che è molto instabile…questa sostanza è utilizzata in elevata quantità per un esplosivo chiamato gomma, che contiene il 90% di nitroglicerina; oppure nei classici candelotti di dinamite.
In esplosivistica civile vengono utilizzati anche altri tipi di esplosivi, come: A.N.F.O cioè ammonium nitrate fluid Oli in pratica il mix tra olio combustibile e nitrato d’ammonio…..I Pulvirulenti cioè dinamite economica, ma non di fatto scadente; viene confezionata in candelotti.
Nelle armi da fuoco abbiamo essenzialmente tre sistemi:
Labile
Stabile
Metastabile
A parte quello stabile che ha bisogno dell’ ausilio del tiratore, gli altri due sono simili ricordo che tra labile e stabile c’è una sottile differenza, ma molto importante che è:in questo sistema a differenza di uno metastabile, manca il vincolo tra otturatore e culatta, infatti in un funzionamento a massa avviene tramite un bilanciamento della massa tra otturatore e carrello e la resistenza della molla di ricupero, che ha il compito di far tornare otturatore e carrello in posizione); ciò che ho detto all’ interno della parentesi è si la differenza tra i due sistemi, ma è anche una genialata di Browning, durante la creazione della mitica Browning HP; questo perché? Per fare capire quanto è funzionale. Un altro esempio può essere come è cambiato in meglio solo con l’ ausilio di una bielletta sotto l’ otturatore, con la funzione di sgancio dopo sessione di sparo, inoltre se ritorniamo al sistema labile tutto funzionava grazie alla massa stessa dell’ arma e i vari gas in espansione durante lo sparo… quindi l arma più era pesante e più performava meglio, sempre nel rapporto peso potenza.
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Le fondine, contenitori destinati a custodire e trasportare pistole, hanno una storia tanto ricca quanto quella delle armi stesse. Ciascun periodo storico ha lasciato il suo segno su questi accessori, plasmandone forma, materiali e decorazioni.
Dalle Prime Fondine alle Creazioni più Sofisticate
* Fondine primitive: Realizzate in materiali semplici come legno o cuoio, le prime fondine erano spesso poco più che foderi che proteggevano l’arma da urti e polvere.
* L’età d’oro delle fondine: Con l’avvento delle pistole a pietra focaia e a ruota, le fondine divennero oggetti più elaborati, decorati con incisioni, intarsi e persino smalti.
* L’era della rivoluzione industriale: La produzione in serie portò alla diffusione di fondine in cuoio stampato e di modelli in metallo, più economici e funzionali.
* Le fondine del XX secolo: Con l’avvento delle armi automatiche, le fondine si adattarono alle nuove esigenze, diventando più leggere e versatili.
Materiali e Stili
I materiali utilizzati per la realizzazione delle fondine antiche erano vari e dipendevano dal gusto dell’epoca e dalla disponibilità economica del proprietario. Tra i più comuni ricordiamo:
* Cuoio: Materiale resistente e versatile, il cuoio è stato utilizzato per secoli per la realizzazione di fondine.
* Legno: Legni pregiati come il noce o l’ebano venivano spesso utilizzati per realizzare fondine decorate con intarsi e incisioni.
* Metallo: Ferro, acciaio e ottone sono stati utilizzati per creare fondine rigide e resistenti.
* Tessuto: Tessuti pregiati come la seta o il velluto venivano utilizzati per rivestire l’interno delle fondine.
Simbolismo e Funzione
Le fondine non erano solo oggetti pratici, ma anche simbolo di status sociale e potere. Le decorazioni e i materiali utilizzati potevano indicare l’appartenenza a una determinata classe sociale o a un corpo militare.
Collezionare Fondine Antiche
Le fondine antiche sono oggi ricercate dai collezionisti per il loro valore storico, artistico e simbolico. La valutazione di una fondina antica dipende da diversi fattori, tra cui:
* Età: Le fondine più antiche sono generalmente più pregiate.
* Materiali: I materiali utilizzati e la qualità della lavorazione influiscono sul valore.
* Decorazioni: Le fondine riccamente decorate sono più ricercate.
* Stato di conservazione: Una fondina ben conservata ha un valore maggiore.
Dove Trovare Fondine Antiche
Le fondine antiche possono essere trovate in:
* Asta: Le aste specializzate in armi e oggetti militari sono un’ottima fonte per trovare fondine rare e di alta qualità.
* Mercatini dell’antiquariato: È possibile trovare fondine antiche a prezzi più accessibili nei mercatini dell’antiquariato.
* Negozi specializzati: Alcuni negozi specializzati in armi antiche e oggetti da collezione vendono fondine.
Conclusioni
Le fondine antiche sono un affascinante capitolo della storia delle armi da fuoco. Studiarne la forma, i materiali e le decorazioni ci permette di comprendere meglio la società e la cultura dell’epoca in cui sono state create.
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Lo zolfo è un minerale totalmente inodore;( l’odore di uovo marcio che tutti credono sia dato dallo zolfo, è una balla perchè non è altro che un associato dello zolfo, che è il solfuro d’idrogeno). Il suo nome Zolfo deriva dalla parola araba sufra, che sta a significarne il colore, ecco vorrei puntualizzare che il colore è dato dalla purezza che varia dal giallo, a colori come il grigio o il rosso; ha una lucentezza resinosa, è poco duro inoltre brucia a temperature elevate generando vapori tossici, come l’anidride solforosa.
Questo minerale è essenziale per la vita, pensate che il nostro corpo ne contiene circa 300g ; poiché è un componente essenziale di aminoacidi, come la cisteina e la melatonina; che tra di loro volta sono mattoni delle proteine, inoltre svolge un ruolo cruciale nella sintesi di coenzimi e nella produzione di energia cellulare. La sua presenza è vitale anche per le piante che utilizzano la fotosintesi clorofilliana e altre molecole utili.
Questo minerale lo trovi nelle sorgenti termali o zone vulcaniche, è usato soprattutto per la fabbricazione di fertilizzante, esplosivi oppure nelle industrie petrolifere.
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Quando un proiettile esce dalla bocca da fuoco di un’arma d’artiglieria, inizia un viaggio complesso e influenzato da numerosi fattori. La traiettoria che descrive è tutt’altro che una linea retta, ma una curva influenzata dalla forza di gravità, dalla resistenza dell’aria, dalla velocità iniziale e dall’angolo di lancio.
Cosa influenza la traiettoria?
* Forza di gravità: La forza di gravità terrestre attira costantemente il proiettile verso il basso, incurvando la sua traiettoria.
* Resistenza dell’aria: L’attrito con l’aria rallenta il proiettile e ne altera la traiettoria, soprattutto a lunghe distanze.
* Velocità iniziale: Maggiore è la velocità iniziale del proiettile, maggiore sarà la distanza che percorrerà prima di toccare terra.
* Angolo di lancio: L’angolo con cui il proiettile viene sparato determina l’altezza massima raggiunta e la distanza percorsa.
La forma della traiettoria:
Idealmente, in assenza di resistenza dell’aria, la traiettoria di un proiettile sarebbe una parabola. Tuttavia, la resistenza dell’aria modifica questa forma, rendendola più complessa. La parte ascendente della traiettoria è più ripida rispetto a quella discendente, e il punto più alto viene raggiunto prima della metà della distanza totale.
Fattori che influenzano la precisione:
* Vento: Il vento può deviare il proiettile dalla sua traiettoria prevista.
* Temperatura: La temperatura dell’aria influisce sulla densità e quindi sulla resistenza che oppone al proiettile.
* Umidità: L’umidità dell’aria può alterare la densità dell’aria e influenzare la traiettoria.
* Rotazione della Terra: La rotazione della Terra può causare una leggera deviazione della traiettoria, soprattutto a lunghe distanze.
Perché studiare la traiettoria balistica?
Comprendere la traiettoria balistica è fondamentale per:
* Calcolare la gittata: Determinare la distanza massima che può raggiungere un proiettile.
* Mirare con precisione: Correggere la mira tenendo conto dei fattori che influenzano la traiettoria.
* Sviluppare nuove munizioni: Progettare proiettili con caratteristiche aerodinamiche ottimizzate per migliorare la precisione.
In conclusione
La traiettoria balistica è un argomento complesso e affascinante, che coinvolge principi di fisica e matematica. Grazie alla comprensione dei fattori che influenzano la traiettoria, gli artiglieri sono in grado di colpire bersagli con precisione anche a grandi distanze.
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Un sottomarino è un’ingegneristica meraviglia che sfida le leggi della fisica, consentendoci di esplorare le profondità marine. Ma come funziona esattamente? Scopriamolo punto per punto:
* Principio di Archimede: Il cuore del funzionamento di un sottomarino è il principio di Archimede. Questo principio afferma che un corpo immerso in un fluido riceve una spinta verso l’alto pari al peso del fluido spostato.
* Galleggiamento, immersione, emersione: Variando il peso del sottomarino, si possono ottenere tre diverse condizioni di galleggiamento:
* Positivo: Il sottomarino galleggia in superficie.
* Neutro: Il sottomarino rimane sospeso a una determinata profondità.
* Negativo: Il sottomarino affonda.
* Le casse di zavorra: Per modificare il peso del sottomarino e passare da una condizione di galleggiamento all’altra, si utilizzano le casse di zavorra. Riempiendo queste casse con acqua, il sottomarino aumenta il suo peso e affonda. Svuotandole, invece, diminuisce il peso e risale in superficie.
* Propulsione: I sottomarini possono essere dotati di diversi sistemi di propulsione:
* Diesel-elettrici: Utilizzano motori diesel in superficie per ricaricare le batterie, che alimentano i motori elettrici per la propulsione in immersione.
* Nucleari: Utilizzano un reattore nucleare per generare energia elettrica, che alimenta i motori elettrici.
* Sistemi di controllo: Per manovrare un sottomarino sono necessari diversi sistemi di controllo:
* Timone: Serve per modificare la rotta.
* Piancette: Consentono di regolare l’assetto del sottomarino (inclinazione in avanti o indietro).
* Profondimetro: Misura la profondità.
* Sistemi di vita a bordo: A bordo di un sottomarino è presente tutto il necessario per la sopravvivenza dell’equipaggio: sistemi di produzione di ossigeno, depurazione dell’acqua, cucine, dormitori, ecc.
* Silenzio: La silenziosità è fondamentale per un sottomarino, sia per scopi militari che scientifici. Per ridurre al minimo il rumore, vengono utilizzati materiali fonoassorbenti e sistemi di propulsione particolarmente silenziosi.
* Sensori: I sottomarini sono equipaggiati con diversi tipi di sensori per rilevare la presenza di altri oggetti in acqua (sonar), per navigare (GPS) e per comunicare (radio).
In sintesi:
Il funzionamento di un sottomarino si basa su un delicato equilibrio tra la spinta di Archimede e il peso del sottomarino, controllato attraverso le casse di zavorra. La propulsione, i sistemi di controllo.