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  • Questa cartuccia a percussione centrale; progettata alla fine del 1920, che in pratica ha la stessa lunghezza di un 30-06 ma con un diametro maggiore e il bordo fresato e molta più energia all’ apice della cartuccia, e con bossolo più lungo della precedente di 2 mm con carica maggiore e palla camiciata, aveva una velocità alla bocca di 760m/s con una potenza di 4100 joule. Adottata dalla Svezia nel 1932 e in servizio fino al 1975 era utilizzata per ri-camerare le mitragliatrici ancora camerate nel calibro 7,62×51; fu utilizzata anche dai tedeschi nel 1939 e prodotta pure una versione in acciaio.

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  • Questa mitragliatrice di origine spagnola; sviluppato negli anni ’30 da Bonifacio Echeverria per fornire mitragliatrici agli spagnoli con una sua produzione interna; lo star si35 che è una mitragliatrice convenzionale usata in ambe due le guerre mondiali ha un funzionamento a massa battente con ritardo di apertura; una caratteristica molto avanzata direi per un SMG di prima generazione era l’otturatore che una volta finiti i colpi nel caricatore rimaneva in hold-open, questa caratteristica è molto nota nei fucili d’assalto anche moderni.

    Sempre rimanendo al discorso otturatore guardandolo ricorda molto un design di fucili in 22 auto caricanti. L’arma è in calibro 9×23 largo di cui ne esiste una versione denominata ATLANTIC che è anche in 9×19 e in 7,65×20 lounge; il calcio è fisso( la versione con calcio pieghevole fu adottata nello star 45); il caricatore ha una capienza di 10,30,40 colpi, l’estrazione avviene tramite leva posta sul lato inferiore; il tiro utile è sui 50 metri; e la raffica ha una velocità ciclica dai 300 ai 700 colpi al minuto; con una velocità alla bocca di 400 m/s.

    QUESTA MITRAGLIATRICE COMPARE IN UN FILM DEL 1976 DAL TITOLO NAPOLI VIOLENTA.

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  • Per rendere un arma da fuoco un semplice ferro vecchio, esiste un operazione chiamata disattivazione che tramite questo processo le parti essenziali d’arma vengono saldate insieme, e il cane viene bloccato in posizione aperta; nella canna viene saldato una bacchetta di ferro per la lunga per fare in modo che non spari più.

    Tramite questa operazione l’arma in questione non ha più arte ne parte e diventa un simulacro inerte che può essere usato da esposizione nei parchi (come a volte vediamo cannoni o vecchie mitragliatrici) oppure mandati al cerimant per la distruzione.

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  • La ben nota azienda , brasiliana Forjas Taurus ha rinnovato nel 2011 la sua linea, di prodotti destinati al mercato militare e di pubblica sicurezza. Con l’introduzione di un design lanciato e futuristico , e basato sull’ impiego di materiali sintetici e di tecnologie all’avanguardia e condiviso come fucile d’assalto di ultimissima generazione denominato TAURUS ART-556. Impiegata quotidianamente in operazioni di contrasto al narcotraffico, la nuova serie di pistole mitragliatrici , denominata MT-G2 si compone in due modelli: calibro 9×19 e 40 S&W che si distinguono per la foggia del caricatore bifilare da 30 colpi. (ricurvo per il 9mm, ad asta per il 40) le componenti interne dell’arma funzionante a sfruttamento del rinculo , sono ospitate in una cassa polimerica ; il selettore di tiro a 4 posizioni (sicura,colpo singolo, raffica controllata, e fuoco automatico) la leva di sgancio dell’otturatore in apertura(hold-open disegnata in stile M16). La MT-G2 è munita di mire regolabili, di una slitta piccatinny per ottiche sul castello superiore; l’ introduzione sul mercato è avvenuta recentemente, in occasione del expo di RIO DE JANEIRO lo scorso aprile, l’arma e in versione semiautomatica.Polish_20201007_223045171.jpg

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  • La CZ75 fu una pistola che fece molto successo, sia nel esercito Cecoslovacco dove nasce( infatti all’inizio il suo utilizzo era prettamente militare); sviluppata dai fratelli Kuocky, l’arma adotta un sistema di tipo PETTER( che prevede un collegamento tra canna e carrello, e l’abbassamento del cane è provocato da un gioco di piani inclinati, che va a urtare il blocchetto opportunamente sagomato e fissato sul fusto); oltre al sistema che è una variante del sistema Browning, l’arma utilizza una sicura vista anche nelle armi Beretta che è la leva abbatticane( permette il porto in sicurezza con cane armato); le prime versioni di questa pistola non avevano sicura al percussore, e inoltre il primo colpo era in singola azione. La CZ75 fu adottata e camerata in diversi calibri tra cui il 7,65x25mm che è una cartuccia prodotta nel 1930 per l’esercito russo di tipo rimmles; questa munizione divenne famosa perchè fu camerata in una semiautomatica storica che è la Mauser C96, che inoltre esiste una variante interessante di origine spagnola, che condivide anche lo stesso calibro cioè l’Astra900.

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  • Partendo dalla derivata cioè il 5,7x28mm di cui l’idea iniziale era quella di creare una cartuccia con prestazioni terminali e portata di tiro più alta del 9x19mm(appunto per poi sostituirlo); sviluppata per essere camerata sia nel fucile P90 che nella pistola semiautomatica FIVE SEVEN; di questa cartuccia ne furono fatte due versioni: la prima introdotta nel 1990 con bossolo in ottone e innesco boxer; poi nel 1993 la seconda versione, che fu poi la definitiva con palla più pesante di due grammi e mantello in tombacco, ed il nucleo parzialmente in alluminio con interno in acciaio( inoltre con la versione definitiva il produttore andò a modificare il caricatore per appunto ospitarla);la munizione è di piccole dimensioni, con lo stesso corpo del calibro 22 ma a differenza sua è di tipo rebauted a collo di bottiglia (negli anni 2000 ne fu prodotta anche una versione civile).

    Il 5,7x28mm come già scritto deriva dal calibro 22 per essere precisi dal 22HORNET(5.6x35mmR), che è una cartuccia di tipo rimmed introdotta negli anni 30, derivata a sua volta dal 22WCF che è una cartuccia inizialmente a polvere nera; il 22HORNET fu progettata da TOWNSEND WHELEN, e introdotta da Winchester fu un grande successo in ambito caccia per i cervi di medie dimensioni.

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  • Questo calibro,derivato dal 45 long Colt era un idea dei due ideatori per far esprimere alla cartuccia la sua massima prestazione. Il 45 long Colt pensato all’inizio pensata come munizione a polvere nera, nata nel 1873 e usata nelle colonie del west; fu modificata usando polveri Hercules e dando vita a una cartuccia di tipo WILDCAT (cioè nono commercializzata) per mano di DICK CASULL E JACK FULMER nel 1957.

    Fu resa commerciale dalla azienda FREEDOM ARMS, a quei tempi produceva armi in piccolo calibro ma molto precise e affidabili.

    Agli inizi degli anni 80′, la FREEDOM ARMS produsse il suo revolver in 454 CASULL; questo calibro è un portento con una potenza di quasi 5 volte superiore a un 45 COLT e che nn ha nulla da invidiare al 44 MAGNUM.

    MERIT
    REVOLVER IN (11,4X35R) O 454 CASULL
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  • Colt mustang xsp

    Quest’arma è in pratica una linea di pistole prodotte dal 1983 al 1996; e camerate per il 380 ACP ( esiste una versione aggiornata e rivisitata in polimero che è la XSP, quella nella foto per intenderci.) In apparenza può sembrare una 1911 e lo è a colpo d’occhio ma con un telaio più corto, rispetto ai modelli Governament; anche il percussore è simile a quello di una 1911, ma adattato a questa pocket gun’s che poi ha spopolato proprio per questa caratteristica cioè il peso e le dimensioni ridotte.

    Ma parliamo dell’arma:

    Questa semiautomatica è disponibile in acciaio brunito e acciaio inox, ha una canna da 2,75, ottiche e mire fisse, dotata di sicura manuale e al percussore, la pressione media del grilletto è di 2kg e 131 grammi di circa 4.7 libbre, la presa dell’arma è salda grazie a grip delle guancette; tutti i pulsanti sono facilmente accessibili e la precisione è eccelsa.

    Comunque in conclusione un ottima arma da difesa personale e per allenarsi al poligono, e anche esteticamente molto carina…..

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  • l origine della parola pistola sono piuttosto incerte l invenzione risale circa al 1515 le prime pistole sfruttavano il sistema a ruota che era delicato e molto costoso e non offriva ampie garanzie di affidabilità per cui gli artigiani del epoca sostituirono questo dischetto col cane. la prima pistola ad acciarino e non a miccia fu la pistola wheellock che fu anche la prima pistola portatile che si impugnava con una mano sola. anche per le pistole si sono fatti tutti i tentativi ed esperimenti per la rigatura , la ripetizione dei colpi contenuti nella culatta. un inventore fu Mariette Liegi un altro Sharp ma furono armi che non davano molta sicurezza al tiratore; questo problema lo risolse colt con la sua rivoltella munita di tamburo a 6 camere. in tutti i revolver moderni i due movimenti consistono in: quello intermittente che richiede uno sforzo minore sul grilletto che viene preferito a per il tiro mirato , e quello continuo quando la cadenza di colpi deve essere più elevata per il tiro stesso. la pistola venne rapidamente il mezzo preferito per uccisioni e ferimenti fu uno straordinaria opportunità per dare al debole l occasione di affrontare il più forte  sullo stesso piano se non superiore

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  • L’invenzione del primo fucile inventato da Sharp fu brevettato alla fine dell’1840; Sharp si mise al lavoro quando scoprì che tutti i fucili in circolazione a retrocarica funzionavano male, allora prese lo stimolo per studiare soluzioni e migliorie per mettere appunto un fucile con parti intercambiabili; ma il congegno ideato da SHARP aveva un grosso difetto, che limitava l’uscita dei gas al momento dello sparo. Il congegno ideato era una leva posta sotto il grilletto che abbassandosi sbloccava un congegno che otturava posteriormente la culatta; sulla base della sua arma sistemato il problema dell’uscita dei gas; Sharp ci costruì tutte le altre, e una in particolare diventò un caposaldo dei fucili costruiti in America che era il modello 1854. Sharp brevettò pure una pistola a 4 canne, che poi venne ripresa nel 1859 unicamente a revolver; e brevetto molte altre cose tipo un fucile calibro 50 con un anello che serviva ad attaccarlo alla sella; il fucile fu denominato modello 69, poi nello stesso anno tutti i fucili di Sharp furono convertiti a cartuccia metallica. Sharp diventa la SHARPS COMPANY RIFLE nel 1878 con sede a BRIDGEPONT; nel 1881 Sharp chiuse i battenti per difficoltà economica.

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