458SOCOM.ORG entomologia a 360°

  • Le striker fired, sono quelle armi a percussore lanciato;( questo sistema non si avvale del ausilio del cane ma di un percussore, che tramite una molla si carica di energia cinetica, questa molla può essere compressa o parzialmente o totalmente, dipende poi se viene tirata la leva di scatto( ma l’arma è sempre pronta allo sparo); comunque anche queste armi sono dotate di sicure,(in questo caso automatiche, come quella al percussore in caso di caduta). L’idea per questa tipologia di armi corte avvenne grazie a vecchie semiautomatiche datate, come la Borchardt C93 per il suo sistema simile. Una pistola molto famosa a percussore lanciato può essere la GLOCK che ha un sistema browning modificato( Questo sistema ideato dal progettista che ideò la pistola semiautomatica 1935A; il sistema di chiusura Petter è un alternativa molto simile a quello ideato da Browning la versione modificata(Browning modificato differisce dalla precedente per l’assenza della bielletta sotto la canna invece in questo caso abbiamo una piastrina a camme che ha sede nella parte inferiore della canna);la canna e il carrello sono vincolati da un perno(questo se rimosso permette lo smontaggio dell’arma); questo perno è alla base di una leva otturatore e quando la canna si disimpegna grazie a un gioco di piani inclinati interagisce col fusto e il carrello dell’arma); l’esempio in parentesi è quello Petter ma comunque credo sia chiaro, visto sono molto simili!!

    Come quasi tutte le striker anche Glock ha il fusto in polimero; e vorrei ricordare le la prima semiautomatica polimerica fu di casa HECKLER& KOCH, la VP70;(Questa pistola automatica, anche dal abbreviativo di vollautomatische che appunto vuol dire pistola automatica è prodotta interamente in acciaio e polimero; la pistola è in doppia azione e ha l’opzione sia raffica a 3 colpi con cadenza di tiro 220 colpi al minuto, che una modalità semiautomatica, ha un funzionamento a chiusura a massa con caricatore da 13 colpi; dotata di calciolo che all’evenienza può essere usata come fondina; ha un peso di 500grammi è camerata per il calibro 9×19 e fu prodotta dal 1970 alla fine degli anni 80).

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  • Possiamo descrivere queste due reazioni come una molto veloce, e l’altra più lenta paragonabile alla legna che brucia nella pratica una combustione molto veloce; facendo un esempio possiamo citare la polvere nera, che è a tutti gli effetti una polvere deflagrante;( con una velocità di deflagrazione di 230/280 m/s ); a parte la velocità che non c’è paragone con la detonazione perchè molto più veloce, abbiamo un altra sostanziale differenza cioè che a differenza della detonazione che non si fa condizionare del ambiente esterno, la deflagrazione si….

    Ora parliamo un pò di detonazione: in pratica è una reazione molto veloce( parliamo di migliaia di metri al secondo poi dipende anche dal tipo di esplosivo usato ovviamente). Qui possiamo citare anche l’esplosione che è una reazione chimico fisica, che avviene in un tempo rapidissimo, dallo sviluppo dei gas e molta energia; un esempio classico può essere la nitroglicerina esplosivo molto instabile però con una velocità di esplosione di 8000M/S…Ma questo è solo un esempio, anche se il problema dell’instabilità fu risolto da Nobel aggiungendo alla sostanza cotone di collodio, creando cosi la dinamite, però i problemi non sono finiti perchè la dinamite se esposta al freddo, cioè temperature inferiori a 10 gradi torna allo stato iniziale; infatti a quella temperatura la dinamite trasuda nitroglicerina……

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  • Questa pistola semiautomatica nota anche come Luger P.08; ( l’arma di Lupen per intenderci!), presenta una chiusura geometrica a corto rinculo di canna,(questa chiusura permette che la canna rimanga saldamente collegata al carrello, anche dopo il proietto ha lasciato la canna; rinculando per un breve tratto insieme poi ovviamente carrello/ otturatore si libera mentre la canna si arresta, prima che il carrello arrivi a fine corsa espelle il bossolo spento, per poi andando a pescare una nuova cartuccia nel caricatore; per poi tornando in posizione iniziale).La canna è avvitata alla culatta con corrispettive alette laterali per lo scorrimento del otturatore; arrivando al fusto dell’arma è semplice e lineare in cui nella parte anteriore intenta nel sostenere canna e culatta, facilitando lo scorrimento; nella parte posteriore che ha la funzione di intercettare la sezione cilindrica alla cerniera centrale, al momento dello sparo viene disallineato del articolazione del ginocchiello;( queste sezioni cilindriche sono in piano sulla superficie di contrasto, zigrinate lateralmente che funziona come presa di armamento). La sicura posta sulla parte sinistra come la leva di smontaggio, ovviamente la sicura è meccanica agisce bloccando gli organi di scatto, venendo attivata abbassando la leva verso il basso.

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  • Questa cartuccia fu prodotta in due versioni, una da fucile e un altra da carabina; andò a sostituire la 50-70( chiamata anche solo 50 Governament, fu sviluppata dopo il fallimento della cartuccia 58 Remfire). Il 45-70 è una cartuccia con denominazione a polvere nera, adottata nel 1873 di tipo semi-rimmed;( in questo caso il fondello è sempre più grande di circonferenza di quello del corpo, con la differenza con quello solo rimmed, che è meno accentuato, e poi presenta scanalatura per l’estrattore anche se meno accentuata rispetto una cartuccia Rimless);la cartuccia fu una delle prime a percussione centrale, la sua reputazione fu eccellente fin da subito, sia a livello civile per la caccia; visto che questo proiettile è in grado di abbattere qualsiasi tipo di animale selvatico, inoltre i bossoli sono molto reperibili e la ricarica non è nulla di impossibile; anche a livello militare la sua carriera è stata ottima infatti rimase in dotazione quasi 20 anni fino al 1892 per poi essere sostituita col 30-40 KRAG.

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  • Il nostro orecchio per dare dinamicità al suono prodotto, percepisce un andamento periodico e anche delle variazioni a forma di onde; l’unità di misura usata per il rumore/suono comunemente usata è il DECIBEL e se parliamo di esseri umani, la soglia del dolore è di circa 120 decibel( ecco perchè quando si va a sparare al poligono sarebbe cosa buona e giusta usare delle cuffie; visto che il valore rilevato in decibel di uno sparo si aggira intorno ai 140 decibel…..poi ovviamente in base al calibro usato!!….. vorrei aggiungere che superata la soglia della velocità del suono, come possiamo avere nei fucili a lunga distanza si ha il così detto cono match dove il rumore essendo più concentrato, la zona del silenzio viene quasi annullata; questo cono nei fucili l’abbiamo a circa 30/40 metri della bocca dell’arma). In conclusione nelle armi da fuoco abbiamo due tipi di rumore: uno effettivo cioè quello generato delle semiautomatiche, in pratica quello della leva di scatto e del percussore, che abbattendosi sul innesco da il via a una deflagrazione; poi ne abbiamo uno ampliato per quello che riguarda le armi automatiche, perchè il continuo espellere bossoli spenti, e camerarne di nuovi per essere sparati in sequenza, fino esaurimento cartucce ovviamente il rumore è maggiore.

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  • Pistola prodotta per l’esercito spagnolo, verso la fine della guerra fredda. Quest’arma è in pratica un altra copia della classica Beretta 92, soprattutto nel funzionamento che differenzia poco da quello stabile a blocchetto oscillante;( questo funzionamento presenta un terzo elemento mobile, appunto chiamato oscillante; tra canna carrello e otturatore, che ad arma chiusa li rende solidali; al momento dello sparo canna e carrello muovono insieme; o più precisamente rinculano cioè in poche parole il rinculo è il movimento retrogrado dell’arma al momento dello sparo. In fine questo terzo elemento libera il carrello, e cosi facendo prima di tornare in posizione espelle il bossolo spento, e ne camera uno nuovo; tornando pronta allo sparo). La M82 come anche la 92 dispone di 15 colpi nel caricatore, presumo che anche questa pistola spagnola abbia la leva abbatticane,( almeno così sembra rappresentato nelle immagini sul web); la sicure sono meccaniche, quindi credo che come nella Beretta si possa lasciare il colpo in canna con la sicura inserita; il calibro è il 9×19;(questo calibro ideato da George Luger alla fine dell’800 e deriva dal 7,65 parabellum, il progetto fu di creare un calibro per le forze dell’ordine totalmente camiciato o a punta cava, il suo rinculo è moderato; ha una potenza di circa 520joule e un innesco sia di tipo Berdan (a due fori) e di tipo boxer(a un foro solo). Questo tipo di munizionamento è da ritenersi da guerra ma con le nuove normative lo è ma solo per arma corta; invece per arma lunga può essere usato pure dai civili per scopi ludici; il termine parabellum fu scelto dalla fabbrica DWM che in latino sarebbe ” vice a paceum a parabellum” che tradotto in italiano vuol dire” SE VUOI LA PACE PREPARA LA GUERRA”. Fu di rapida diffusione e adottata da varie nazioni dopo la 1° guerra mondiale e prodotta in 70 paesi(ne fu ideata una variante anche per silenziatore). In conclusione l’arma è molto simile alla Beretta 92 quindi che dire, tecnicamente non può che andare bene!!

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  • Gli esplosivi sono miscele oppure composizioni chimiche definiti combustibili che godono di particolari proprietà.  Si distinguono nelle usuali sostanze combustibili , per il fatto che essi contengono legata nella loro molecola che e anche la sostanza comburente, l ossigeno che può essere in eccesso come nelle sostanze a base di nitroglicerina e in difetto come quelle a base di nitrocellulosa. il lavoro compiuto dal esplosivo può essere calcolato dalle sue caratteristiche chimico fisiche, le azioni fondamentali del esplosivo sono: azione di spinta e di urto; la prima dipende dalla massa gassosa e l altra dipende dalla velocità di esplosione. l esplosione è un fenomeno di trasformazione chimico fisico che arriva in un tempo rapidissimo accompagnata da uno sviluppo di energia e di sviluppo dei gas. il sistema del esplosivo si divide in due una e definita da una sola specie chimica  e si chiama omogenea e da più sostanze chimiche viene detta eterogenea. in sostanza gli esplosivi sono  sostanze ad alto contenuto energetico che attraverso l esplosione si trasformano in sostanze stabili a contenuto inferiore di energia . il procedimento si propaga per conduttività termica iniziando dalla superficie interna procedendo verso l esterno è detta deflagrazione invece le miscele e le combinazioni di sostanze può assumere un regime di detonazione. l esplosione può essere data anche delle cariche divise in due gruppi: cubiche o allungate la prima in cui l esplosivo è disposto in modo ammassato e più o meno globulare, il secondo e la carica in cui l esplosivo è disposto in maniera che la lunghezza della carica sia almeno 4 volte la sua sezione minore come ad esempio un foro nella roccia , ma le cariche a sua volta possono essere distinte in interne o esterne. la prima messa al interno come ad esempio la roccia ed esterna appoggiata sul corpo da demolire.

    “maggiore sarà il calore prodotto più alta e la potenza del esplosione”

    Le dinamiti sono esplosivi a base di nitroglicerina( nel senso che la nitroglicerina prevale sugli altri componenti). Queste dinamiti possono avere diverse basi tra cui la nitroglicerina chiamata base esplosiva unita ad altre sostanze ossidanti; una volta che invecchiano soprattutto la dinamite trasuda nitroglicerina che a contatto con l’aria cristallizza, diventando molto sensibile all’urto e dopo averle rimosse l’esplosivo va distrutto perchè troppo instabile.

    Il fenomeno esplosivo può avvenire in due fasi cioè per deflagrazione quindi a velocità subsonica e abbiamo 3 fasi ben distinte: l’accensione( definita anche come parte innescante); la fase in cui si incendia( ma solo esternamente); in fine la combustione che avviene in modo progressivo dall’interno all’esterno. In fine abbiamo la detonazione che un fenomeno supersonico che avviene in millesimi di secondo; quindi poi sommando l’onda di pressione con quella retrograda data in precedenza dalla deflagrazione abbiamo l’onda d’urto. L’ossigeno in un esplosione è fondamentale, infatti in un esplosione possiamo avere un bilancio di ossigeno negativo(quando lo assorbe), positivo (quando viene rilasciato)

    La continuazione a breve…..

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  • Questa mitragliatrice che a conti fatti nella storia fu la prima vera mitragliatrice; con una velocità ciclica al tempo impressionate, agli inizi 40/60 cartucce al minuto, fino poi arrivare a raffiche di 400 colpi al minuto. Richard Jordan Gatling cominciò il progetto della sua mitragliatrice nel 1851;questa mitragliatrice a polvere nera era dotata di canne rotanti che variavano da 4/6/8 e 10 il concetto del suo funzionamento era simile a quello di un revolver ma invece della rotazione del tamburo erano le canne a girare; la rotazione avveniva tramite manovella con un altissimo rateo di fuoco per quei tempi, ; l’arma poteva essere caricata o con munizioni sciolte che andavano da un calibro 11 fino ai 24mm caricate dai 57 ai 227 grani oppure con nastri di proiettili che permettevano la continuità dei colpi. Il suo peso si aggirava dai 94 ai quasi 200kg, quest’arma fu molto apprezzata degli eserciti di cui ne cito uno che è quello inglese che la usarono nelle loro guerre coloniali.

    Anche se fantastica non era esente da difetti, infatti sia estrattore che cadenza ciclica;( e dopo le modifiche raggiunse i 1000 colpi al minuto); credo che in queste prime mitragliatrici l’estrattore non poteva essere, se non a leva; anche perchè andando a logica avendo una cartuccia rimmed che ha un appiglio abbastanza rimarcato, è vero anche che non ha scanalatura però col calore che si genera in camera di cartuccia al momento della raffica, credo sia molto elevato quindi e probabile che qualche cartuccia rimanesse incollata in camera dal fondello alla testa del otturatore; rallentando o addirittura inceppando il ciclo di sparo. Ma la mia è solo un ipotesi niente di più ….. il fatto è che questa fu l’era della vera evoluzione; prima Gatling poi Maxim( prima modello 1906 poi il 1908); Fiat Revelli, Schwarzlose per poi andare ancora con Maxim-Vickers nel 1911, poi la Browning M1 nel 1922; è vero poi ci fu la M2 sempre di Browning però rimane il fatto che è usata ancora oggi.

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  • In un arma da fuoco che non sia catalogata come arma da guerra; perché nelle armi da guerra ogni singola parte è essenziale; nelle armi comuni abbiamo delle parti essenziali che senza quelle l’arma è inutilizzabile, tra questi componenti è presente il sistema di scatto che comprende : il grilletto(leva di fulcro impernita nel ponticello, di solito quest’ultimo è protetto da guardamano. Nei revolver però lo scatto è un pezzo unico non ci sono impernimenti al ponticello; in alcuni casi può mancare anche il guardamano un esempio possono essere le prime Bodeo); molle e leve un disconnettore( che permette all’arma di sparare in modalità semiautomatica disconnettendo il cane dal sistema di scatto facendo si che il tiratore deve ripremere il grilletto per il colpo successivo); il grilletto che anche lui fa parte dello scatto o tecnicamente chiamato leva di scatto, la pressione del grilletto fa sì di susseguirsi di azioni meccaniche che hanno come fine l’uscita del proietto dalla volata; è ovvio dire che uno scatto in buone condizioni deve sempre garantire, la partenza del colpo, se questo va a vuoto è da sostituire. Lo scatto una volta premuto il grilletto, tramite una serie di molle comanda il cane;( che è un blocchetto di acciaio girevole perpendicolare all’asse della canna, la punta cioè quella che poi colpirà l’innesco mettendo in moto un ciclo di sparo, può essere fissa o ricavata dal pieno, meglio se ricavata dal pieno, perchè intercambiabile ed è anche più facile da guidare in corrispondenza al foro di vampa( dove davanti è situato l’innesco).

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  • La canna è un elemento essenziale in un arma da fuoco, il suo scopo è quello di proiettare e dirigere, quando essa è proiettata verso il bersaglio mediante il cosi detto puntamento, il proietto segue una linea chiamata TRAIETTORIA;( quando quest’ultima passa per il punto mirato dicesi centro), nella canna abbiamo la parte posteriore che prende il nome di CULATTA e quella anteriore VOLATA; la camera del bossolo è quasi sempre cilindrica lievemente svasata, di forma troncoconica appunto per facilitare l’uscita del bossolo; ovviamente il volume della camera di cartuccia è superiore a quello dell’anima della canna, proprio per via della carica di lancio e la densità di caricamento. La canna deve essere sufficemente resistente e di uno spessore non troppo contenuto, per resistere alle pressioni, infatti la forma esterna dalla canna è quasi sempre troncoconica e di spessore maggiore, proprio perchè vengono sviluppate pressioni maggiori, queste pressioni interne possono raggiungere un picco pressorio cioè: Al momento dello sparo vengono generante pressioni molto elevate al momento dello sparo, nella prima parte cioè quando inizia la combustione data dal violento urto del percussore contro l’innesco; dando inizio ad una vera e propria combustione, l’innesco percosso genera una fiamma che passa dal foro di vampa e la velocità di combustione è importantissima quasi fondamentale in un contesto di composizione chimica equilibrata, l’espansione si propaga e la velocità aumenta fino che il proietto non esce dalla camera; questa propagazione continua trasmettono energia sotto forma di velocità; ( la forma del grano determinerà molto in quanto a combustione, ricordando che il grano brucia all’interno della cartuccia dall’ interno verso l’esterno). Inoltre queste pressioni possono essere influenzate da dei fattori di balistica interna cioè: il diametro della canna anche comunemente detto calibro; che nel anima rigata non è altro che lo spazio tra i pieni di rigatura, la massa del proiettile e aggiungerei anche la forma visto che i proiettili boat tail sono molto veloci; ma visto che parliamo di polvere moderna vorrei analizzare alcuni punti che sono: il calore di esplosione che in pratica è l’energia termica rilasciata dalla combustione; l’energia chimica che abbiamo a disposizione all’interno della cartuccia cioè la massa del propellente per il suo calore, e poi il volume specifico, però torniamo al influenza della balistica interna con la densità di caricamento che è normata dal CIP, che va a braccetto con la densità assoluta della polvere che nel caso è lenta viene anche chiamata progressiva, usata in armi lunghe; invece se veloce è chiamata vivace e si usa per il caricamento di armi corte. Inoltre possiamo avere armi a canna liscia o rigata, io per questioni di lunghezza di quest’articolo se no finisce per diventare un libro, spiego l’anima rigata: Le armi ad anima rigata sono destinate a sparare cartucce cilindriche ogivali, e grazie ad una rigatura, il proietto ruota attorno il proprio asse dandogli stabilità in volo che ne consegue una maggiore precisione; in tutto questo abbiamo una direzione al bersaglio data dalla canna; ( che possiamo definire come una parte fondamentale della nostra arma da fuoco) tutto inizia all’interno della camera di cartuccia che grazie ad un apposito utensile prende la forma del bossolo, detto anche CAMERATORE poi abbiamo le tre fasi : la prima è quando la cartuccia è alloggiata nella camera e ha ancora spazio prima di addentrarsi nella rigatura; poi finito il tratto cilindrico possiamo trovare la seconda fase cioè quando la palla si addentra nella rigatura ma non in modo netto, poi successivamente dopo un piccolo cono di forzatura e la cartuccia sarà all’interno della canna in modo netto ci inoltriamo nella penultima fase prima che la palla lasci la volata. La rigatura non è altro che una serie di solchi, detti principi; indicati come pieni di rigatura che non sono altro che l’anima primitiva in pratica sono bordi taglienti che incidono il proietto permettendo il forzamento quando passa dalla seconda alla terza fase; poi ci sono i solchi impressi in fase di lavorazione cioè i vuoti di rigatura. Dalla rigatura possiamo anche determinare la potenza del oggetto che abbiamo davanti infatti; la distanza tra i pieni di rigatura cioè il diametro della canna determina il calibro; questa distanza specificata con un numero è seguita da una x e a seguire l’altezza del bossolo a vuoto; che per il sistema europeo è misurata in millimetri, invece in quello anglosassone in millesimi seguiti dal nome del produttore. Inoltre vorrei specificare che: dicesi arma da fuoco quella macchina termobalistica che grazie all’energia cinetica e all’espansione dei gas generati da una carica di lancio è in grado di scagliare un proietto, questa reazione può essere suddivisa in fasi: la prima ovviamente quando l’innesco incendi la carica e di conseguenza la combustione che avviene all’interno innalzerà la pressione e di conseguenza la temperatura, quando i gas con la loro pressione vinceranno la forzatura data dagli intagli di rigatura, il proietto comincerà la sua fase di moto accelerato, che poi tenderà a diminuire una volta che il proietto lascia la volata trattenendone una quantità necessaria per poi poter riarmare facendo salire il colpo successivo dal caricatore, alla camera di cartuccia per poi tornare in posizione iniziale.

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