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  • Questo revolver diretto discendente dello storico 1873 SAA( single action army); fu prodotta in diverse varianti, e si differenzia dalla sua discendente per la carcassa o telaio dell’arma stessa( dove veniva impresso il numero di matricola), il revolver uscì con canna corta da 4 pollici in calibro 44-40 che fu introdotta da Winchester per il fucile a leva modello 1873; in pratica la munizione è un insieme tra il 45LONG COLT e un 45-70winchester; è di tipo semi-rimmed ( un appunto che voglio fare è proprio sulla denominazione del calibro cioè 44-40 in pratica indica la dose di polvere nera ed il calibro espresso in millesimi proprio come nel metodo anglosassone; poi possiamo avere anche una denominazione metrica cioè 10,8x33mm e in questo caso abbiamo la distanza tra i pieni di rigatura seguiti da una X e a seguire l’altezza del bossolo a vuoto).

    Un altra cosa che si può notare in questo revolver, e in molti altri prodotti in quell’epoca è l’estrattore posizionato sotto la canna che agisce sulla corona centrale del tamburo( questo è possibile visto il fondello più largo rispetto al corpo della cartuccia essendo semi-rimmed e l’estrazione risulta comoda e veloce).

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  • rejati
    ESEMPIO DI REVOLVER SIMILE IN QUESTO CASO REVOLVER TIPO 88
    girob

    Nel bel mezzo della prima guerra mondiale i soldati avevano armi come il revolver WEBLEY in 11,56mm;però visto il peso e la scomodità d’uso di questi revolver benché funzionassero bene, decisero di adottarne uno che fosse più leggero e pratico da utilizzare. Così un po’ prima degli anni 30′, la fabbrica armiera londinese (ROYAL-SMALL-FACTORY) si mise all’opera per far nascere questo nuovo revolver pratico e leggero; e nacque cosi nel 1929 il revolver ENFIELD, e nel 1931 fu adottato dal esercito britannico in maggioranza ma anche da altri eserciti.

    Il revolver ENFIELD è un revolver con tamburo a 6 cartucce in calibro 38; con munizione 38/200 impiegata soprattutto nel regno unito e può essere sia in singola che in doppia azione.

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  • L’azione di sparo è determinata dalla pressione del dito sulla leva di scatto o più comunemente grilletto, una volta premuta si attiva una cinematismo di scatto che fa si che il percussore andando a colpire l’innesco attiva un processo che finirà col uscita del proietto dalla volata.

    Una volta che il percussore ha colpito l’innesco l’azione di sparo possiamo suddividerla in fasi, la prima è la detonazione che con l’urto da parte del percussore genera una piccola esplosione che permette l’accensione della carica di lancio iniziando così una deflagrazione si perché la povere all’ interno brucia in maniera regolare i gas si espandono facendo partire il colpo che inizia il suo viaggio all’interno della rigatura per poi uscire dalla volata.

    Finito il processo l’arma riarmerà una nuova cartuccia e sarà pronta per lo sparo successivo.

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  • La rigatura è formata da solchi elicoidali, detti principi che si trovano all’interno della canna; che possono essere divisi in pieni di rigatura che permettono il forzamento del proiettile e incidono il proiettile coi bordi taglienti; poi ci sono i vuoti di rigatura che sono solchi impressi durante la lavorazione per mettere in evidenza i pieni.

    La distanza tra pieni di rigatura è detta calibro(la rigatura in qualche modo è proporzionata al peso del proietto e la sua lunghezza) esistono sostanzialmente 3 tipi di rigatura che sono: PROGRESSIVA quando le righe sono decrescenti verso la volata, e in questo caso l’intaglio di rigatura è meno marcato. ELICOIDALE quando la rigatura è costante per tutta la lunghezza della canna(esistono pure rigature poligonali che in pratica hanno un solo bordo). La rigatura viene caratterizzata dalle righe e dal passo di rigatura, che può essere destrorso o sinistrorso e questo dipende dalla scelta del produttore; il numero delle righe può andare da 3 a 6 per arma corta e in casi eccezionali fino a 16 per arma lunga(un calcolo sbagliato delle righe può incidere sulla stabilità del proietto).

    In un arma da fuoco la lunghezza della canna influisce sulla velocità del proietto, che grazie al suo asse dato dal moto giroscopico; dando al proietto una traiettoria (maggiore sarà la lunghezza della canna, e maggiore sarà la gittata perché il proietto potrà gestire al meglio; la spinta del propellente e acquistare maggiore stabilità).

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  • I caricatori sono essenziali per un arma, sono anche impropriamente chiamati serbatoi ma alla fine sono involucri o contenitori dove al suo interno ci stanno le cartucce che verranno sparate dall’arma; ne esistono diversi tipi oggi ma le due distinzioni più ovvie sono due cioè il tipo Mallincher cioè a pacchetto, oppure a lamina o molla per il tipo Mauser.

    Oggi ne esistono di tutti i tipi e forme di cui potremmo accennare quello del Thomson a tamburo con capienza massima di 90 colpi; quelli rappresentati in foto cioè di tipo Stanag oppure se andiamo in armi corte cioè pistole i caricatori si dividono in monofilari e bifilari; e voi mi direte ma i revolver? ecco per i revolver si usano gli Speedloader o carichini che servono a minimizzare il tempo di ricarica riempiendo in una volta tutte le camere del tamburo.

    In passato venivano usate piastrine o stripper clips direttamente nella culatta dell’arma; un esempio classico può essere la Steyer M1912 oppure un esempio per la piastrina può essere il Garant infatti quando sparavano l’ultimo colpo la piastrina saltava facendo quel rumore metallico famoso.

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  • La chiusura a massa è in pratica la più semplice perché funziona grazie al moto retrogrado dell’ arma che grazie l energia espressa durante lo sparo l arma riesce a riarmare il colpo successivo e tornare in posizione di chiusura. Questo sistema è usato in armi corte di piccole dimensioni esempio la Beretta 34 oppure mitragliatrici; in questo sistema otturatore e canna sono fissi e lavorano insieme nel caso di mitragliatrici pesanti può essere ad otturatore aperto,per un fattore di calore e di pressioni al momento dello sparo se no l arma diventerebbe incandescente. Ovviamente oltre che camerare il colpo successivo in apertura arma anche il cane prima di tornare in chiusura, sempre se la arma è in doppia azione se no il cane andrà armato manualmente.

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  • Questo sistema introdotto per la prima volta della Steyer M1907; e recentemente in un modello Beretta funziona nel seguente modo:

    LA CANNA E CARRELLO SONO SOLIDALI FINO ALLO SVINCOLO DOVUTO ALLA ROTAZIONE DELLA CANNA CHE CONTINUA FINO A CHE L’ARMA RITORNA IN POSIZIONE GRAZIE ALLA MOLLA DI RICUPERO; DIVERSAMENTE DA ALTRI SISTEMI QUESTO E’ A INTAGLIO ESAGONALE E IL BLOCCO OTTURATORE RIMANE SOPRA NEL MODELLO BERETTA E L’ARRETRAMENTO CAUSA LO SVINCOLO DELLA CANNA TRAMITE ROTAZIONE.

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  • DERETO

    La cartuccia a spillo, cosi chiamata per lo spillo che fuoriesce dal fondello perpendicolare all’asse della cartuccia; per ospitare questa cartuccia (es. revolver)  aveva una tacca dove si inseriva lo spillo, questo spillo aveva il compito una volta colpito dal cane di innescare la capsula al fulminato di mercurio; che poi dava il via allo sparo. Un revolver noto per la sua cartuccia a spillo era il revolver ideato da CASIMIR LEFAUCHEUX nel 1858; fu proprio su base della cartuccia che LEFAUCHEUX il primo revolver a retrocarica (a spillo)che fu adottato dalla marina imperiale; questo sistema fu poi perfezionato da HOULLIER nel 1836. Un altro esempio era il 9mm TREUILLE DE BEAULIEU che era munito di uno spillo a forma di U rovesciata, la prima versione fu quella per il fucile modello 1854 da 46mm, poi un altra versione era quella del modello 1856 da 41mm(la versione più corta di questa cartuccia a spillo era quella per pistola.

    Questa cartuccia è considerata antica e entrò in disuso nella seconda metà dell’ottocento; oggi queste cartucce sono rare e molto difficili da riprodurre e i componenti per realizzarle sono pressoché introvabili.

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  • Il fucile è un arma lunga , che si distingue dalla pistola per il calcio e la canna decisamente più lunga.(L’arma da fuoco portatile e individuale nelle sue grandi linee,costruita da una canna in ferro o acciaio longitudinale fissata in una cassa di legno).Lo sviluppo del fucile si collega al uso della polvere da sparo, che consisteva nello sparare proiettili da una canna chiusa al estremità. Nel 17 secolo nacque l adozione del acciarino o pietra focaia da li, il nome “A FOCILE” i cui meccanismi di accensione producevano scintille, mediante lo sfregamento di scaglie di selce ad ago. Due secoli dopo fu inventato il primo sistema a retrocarica che consisteva in un sottile stelo di acciaio che faceva da percussore , che andava a colpire una particolare cartuccia. La percussione avveniva su un ago che fuoriusciva dal fondello perpendicolarmente all’asse della cartuccia, fu brevettata da Moser per conto di Von Dreyse, con quella cartuccia si ha il primo esempio di cartuccia con proiettile decalibrato a scarto di involucro cosi detto “SABOT”. Dal sistema Dreyse derivano più o meno direttamente numerosi fucili impiegati nella seconda metà del 19° secolo. nello stesso periodo venne inventato il sistema per l’eliminazione della perdita di gas durante lo sparo.ago

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  • cal

    Questo calibro progettato nel 1868, era destinato al revolver DEANE&ADAMS fu convertito a retrocarica per poi farlo camerare ad altre armi.col

    Questo calibro a percussione caricato a polvere nera; fu molto usato sia da civili che da militari. questa cartuccia aveva un innesco boxer; e aveva la particolarità di un disco in metallo che andava a formare il fondello; ma poi sostituito da uno in rame nella versione successiva. FU SOSTITUITO DAL MODELLO 476 ENFIELD NEL 1880

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