Quest’arma che ha come base la famosa pistola semiautomatica, progettata da J.M.BROWNING cioè la M1903; e a mio parere simile se non quasi uguale alla BERETTA 1915 ma comunque tanti produttori presero spunto dalla 1903; ma questa in particolare fu veramente la copia della copia, ma nonostante tutto aveva molti lati positivi uno tra tutti la facilità d’uso perché molto intuitiva; un altro lato positivo era la capienza del caricatore che date le dimensioni era notevole(9 colpi), però qui casca l’asino perché qui in Italia arrivavano solo quelle a 7 colpi ( che in effetti era l’arma originale).
La Rubi era la copia spudorata della Victoria, con molti più difetti di produzione e con un sistema di sicurezza per nulla preformante (infatti la maggior parte era difettata); ma nonostante tutto fu molto utilizzata in Francia per poi sparire del tutto quando la produzione finì nel 1958.
Questa cartuccia introdotta dagli Stati Uniti, deriva dalla cartuccia 30.03 che uscì col fucile che andò a camerarla, che era lo Springfield 1903; il 30.03 era una cartuccia molto performante e molto potente, con velocità che toccava i 700m/s ma venne sostituita dal 30.06 perché causava problemi alla canna in particolare alla rigatura erodendola.
Con l’avvento del 30.06 il fucile Springfield gli furono apportate modifiche, sia alla camera di cartuccia che alla canna, accorciandola; e altre modifiche in modo da ridimensionare il fucile per renderlo idoneo a ospitare la nuova cartuccia; che poi rimase in servizio per 50 anni.
Oggi questa cartuccia anche se ancora in commercio; viene usata da pochi amatori per uso caccia e per altri è considerata obsoleta soprattutto con l’avvento del famigerato calibro 5,56x45mm oggi in uso anche dall’esercito Italiano.
QUESTO FUCILE MITRAGLIATORE CON SILENZIATORE INCORPORATO, INTRODOTTO NEL 1964 NON SI BASA SU NESSUNA ARMA CORTA DI CALIBRI MINORI; L’ARMA FU PROGETTATA PER L’EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI FURTIVE IL SILENZIATORE E’ SIMILE A QUELLO PROGETTATO DA HIRAM MAXIM NEL 1909; IL SU FUNZIONAMENTO A MASSA BATTENTE A CORTO RINCULO ISPIRATO AL FUCILE MITRAGLIATORE PPS-43 E SISTEMA DI SCATTO PRESO DAL FUCILE BREN ( UTILIZZATO DALL’ ESERCITO BRITANNICO NEGLI ANNI 30 FINO AGLI INIZI DEGLI ANNI 90).
IL TYPE 64 FU CAMERATO PER LA CARTUCCIA 7,62X25 ( E’ UNA CARTUCCIA RUSSA CHE FU MOLTO UTILIZZATA DA RUSSIA E CINA PER POI ESSERE SOSTITUITA COL 9X18 MAKAROV); IL FUCILE ADOTTA UN CARICATORE DA 30 COLPI , PESA 3,8 KG E FU TENUTO ALLUNGO IN PRODUZIONE DALLA NORINCO.
Sia il fucile che la pistola furono prodotti dalla MAC manifacture d’armes de Chatelleraut e testati dall’esercito francese fino al 1864, anche il calibro è lo stesso cioè 12mm come il sistema d’otturatore girevole, avevano tutte due un livello tecnico eccellente per quei tempi infatti i due grandi innovatori in campo armiero di quei tempi erano Chasseport con un sistema più pratico e quindi facile la costruzione in serie infatti vinse; poi c’era Manceaux che a livello tecnico era imprendibile sia a livello balistico, e poi la vita dell’arma era più longeva perché si incrostava meno sia la canna che il sistema otturatore però le tolleranze per la costruzione erano molto strette e difficili da rispettare se in serie, quindi Manceaux fu respinto all’inizio della guerra, il novembre del 1867.
(LA PISTOLA FU PRODOTTA IN 12 COPIE NEL CALIBRO 12MM, OGGI E’ MOLTO DIFFICILE DA TROVARE IL SUO PREZZO SI AGGIRA INTORNO AI 9000 EURO).
Questa mitragliatrice in cui MAG sta per MITRALLEUSE- D’APPUI- GENERAL; fu progettata da Ernesto Vervier negli anni 50 per poi essere completata nel 1957 e adottata dal esercito Belga un anno dopo. Quest’arma prese varie denominazioni(GPMG,MG240,L7A2); ed è disponibile in 3 versioni cioè 60/20-60/30-60/40 prodotta per oltre 50 anni e utilizzata in 70 paesi di cui 25 come arma standard; funziona solo in modalità automatica e per consentire il fuoco continuo è possibile il cambio rapido della canna, l’arma pesa 7,5kg e con l’aggiunta di treppiede arriva a un peso di 10,5kg; la mitragliatrice è lunga complessivamente 1260mm e la canna solo lei ne misura 54cm. La FN MAG adotta il calibro 7,62×51 le munizioni vengono introdotte nella parte superiore dell’arma da una cinghia, che può essere da 50 fino a 250 colpi con una cadenza ciclica di 650 al minuto; nei vecchi modelli il calcio e l’impugnatura a pistola erano in legno ed ora sono in materiali composti; è dotata di slitta piccatinny MIL-STD 1913 con la possibilità di montarci un ottica.
L’arma in questione è stata valutata come la mitragliatrice migliore al mondo e ne furono prodotte più di 200 mila.
Quando parliamo di artiglieria si parla di armi come obici o cannoni, le prime bocche di fuoco subito dopo la polvere furono una vera e propria rivoluzione andando a sostituire macchine sempre con un azione meccanica ma senza la combustione, come possono essere baliste e catapulte; che anche loro come obici e cannoni avevano un tiro diretto con una visuale sgombra esistono anche testi sull’argomento risalenti al 1700 di un matematico di nome Marzagaglia. In conclusione un altro nella storia che un grande passo per quanto riguarda l’artiglieria fu Luigi XIV che cominciò a differenziare calibri d’assedio con i calibri da campagna.
IL DISCORSO E’ MOLTO PIU’ LUNGO MA NON ESSENDO PROPRIO PER TUTTI HO DECISO DI FARE SOLO UN ACCENNO.
La palla incamiciata cosi chiamata perché in fase di costruzione il lamierino che li fa da camicia viene fissato al nucleo del proietto rivestendo il rame così da avere meno dispersione di piombo, e nel caso delle armi corte che camerano piccoli calibri la camicia evita l’impiombamento della canna; favorendo anche l’espansione della palla se mandate ad alta velocità. Queste munizioni prendono l’acronimo inglese di soft-point o punta molle perché il rivestimento in questo caso riveste solo il contorno della palla lasciando la punta scoperta; una funzione molto utile della camiciatura è appunto sulle mitragliatrici cioè armi con grande capacità ciclica, perché evita la deformazione della palla e favorisce l’alimentazione delle cartucce in camera.
Nelle munizioni da guerra abbiamo uno standard approvato in 11 paesi, che è quello Nato e la loro conformità per essere omologate devono avere il simbolo dell’ intercambiabilità che è il quadrifoglio ed in fine il simbolo nato cioè il cerchio con la croce sul fondello.
Questa cartuccia deriva dal primo calibro al mondo BELTED(o cinturato); il 275H&H fu una delle prime cartucce con denominazione magnum( questa denominazione nasce dalle bottiglie di alcolici da 2/4 di vino); la prima a utilizzarla su calibri da fucile, fu appunto la H&H per distinguere i grossi calibri. La cartuccia uscì nello stesso periodo del 375H&H ; inoltre in quel periodo era anche in sviluppo il calibro per il leggendario fucile LEE-ENFIELD, che è il 276Enfield.
Come cartuccia il 275H&H a termini di prestazioni è molto simile al 7mm Remington magnum, nasce nel 1912 ed è stato concepito per fucili ad otturatore Mauser con otturatore girevole scorrevole, anche detto funzionamento di tipo stabile.
IL 405 WINCHESTER USCI DI PRODUZIONE ALLA META’ DEGLI ANNI 30′ E FU REINTRODOTTO DA HORNADY NEL 2002. LE SUE PRESTAZIONI ANCHE SE COME CARTUCCIA E’ CONSIDERATA OTTIMA PER LE MEDIE DISTANZE, HA UNA VELECITA’ ALLA BOCCA E’ DI 670M/S E SVILUPPA PRESSIONI PARI A 2.206 BAR; CON UN ENERGIA DI 4365JOULE.
Questa cartuccia camerata in un fucile a leva progettato da Browning(Winchester mod.1895); la cartuccia appunto era progettata proprio per questo tipo di fucili si presenta come cartuccia di tipo rimmed con prestazioni decisamente superiori ad un 450ALASKAN; utilizzata in africa per la caccia grossa ( definita come la cartuccia più potente prima dell’arrivo del 444 Marlin).
Come già scritto nel precedente articolo l’arma da fuoco è una macchina termobalistica che grazie all’energia sprigionata dal espansione dei gas e da carica di lancio sono in grado di scagliare dei proiettili; all’ inizio di uno sparo abbiamo un movimento dell’otturatore che è quasi contemporaneo con il moto del proiettile, da una parte abbiamo la pressione che agisce sul intero corpo del proietto “MASSA” del carrello; invece dall’altra la resistenza della molla di recupero, quest’ultima fa si che a fine azione l’arma torni in posizione iniziale invece la pressione generata in camera fa si che il bossolo rimanga in posizione facendolo aderire alla camera stessa.
Come già spiegato in altri articoli durante l’azione di sparo abbiamo il rinculo, che non è altro che il movimento retrogrado compiuto dall’arma al momento dello sparo che principalmente ha due fasi: l’espansione dei gas quando il cane colpisce l’innesco e poi l’effetto razzo all’uscita della volata; inoltre il rinculo può essere sia lungo cioè per tutta la lunghezza del bossolo oppure corto cioè per tre quarti la sua lunghezza.
Inoltre per un corretto funzionamento abbiamo un sistema di scatto e di percussione che è il fulcro principale per l’azione di sparo; in sintesi: la percussione è data dal cane che è unita con un sol pezzo al percussore; poi abbiamo la molla che da l’energia al percussore per poi tornare in posizione originaria( tutto questo grazie alla pressione sulla leva di scatto o più comunemente grilletto che di solito lo vediamo protetto da un paramano, protezione per quest’ultimo in caso di caduta.
Partendo dal presupposto che la più grande sicura è l’attenzione voglio darvi qualche appunto su come valutare se l’oggetto che avete davanti è potenzialmente sicuro:
l’impiego deve essere quasi naturale e la posizione tenuta al momento dello sparo deve essere comoda( in caso di fucile la linea di mira deve essere perpendicolare a alla pupilla del tiratore di modo da intravedere il bersaglio
il funzionamento non deve avere impuntamenti ma deve essere fluido e soprattutto il grilletto deve porre resistenza perché nel caso fosse alleggerito troppo si rischiano spari accidentali
in ultimo ma non poco importante se ricaricate non siate tirchi perché se il bossolo è mezzo vuoto rischiate autoaccensione oppure doppia accensione che è ancora peggio.