458SOCOM.ORG entomologia a 360°

  • Questa cartuccia ottima per la caccia ai cervi, basata sul 300 H&H con un fondello identico al 7mm Remington ma con un corpo della cartuccia più piccola; il 7,61 nacque in passato per il rifiuto di adottare una cartuccia a quel tempo sperimentale che era il 7,59 MEUNIER camerata per il fucile MEUNIER che nacque in sostituzione del vecchio modello MLE1886, la munizione è più potente di un 8mm LABEL, e anche più veloce visto che arriva a una velocità di oltre 1000m/s; però come già detto il fucile MEUNIER non fu mai adottato da nessun esercito, invece adottarono il modello 1917 meno costoso del fucile MEUNIER anche perchè utilizzava gli stessi componenti del modello 1886. Tornando alla munizione 7,61 SHARPE&HART fu camerata in fucili come i SCHULTZ&LARSEN come prestazioni si aggira intorno alle cartucce Weatherby, con una velocità massima si 945m/S, un angolo di spalla di 43 gradi; la cartuccia è di tipo Belted( queste cartucce grazie a una fascia rinforzata sopra la scanalatura per l’estrattore favoriscono un appoggio netto e rimarcato in camera che presenta anche un punto di misura per l’Heandspace che non è altro che la distanza tra fondello del bossolo e testa dell’otturatore; queste munizione sono quasi sempre di tipo magnum). In fine la cartuccia fu prodotta dalla NORMA e affiancata quasi subito a fucili ad otturatore Mauser, fu molto popolare per un periodo fino all’arrivo del 7mm REMINGTON MAGNUM agli inizi degli anni 60′.

    +
  • La cartuccia 8x59mm fu approvata nel 1935 lo stesso anno della mitragliatrice M35 (IN PRATICA UNA RIVISITAZIONE DEL MODELLO 30); fu ricamerata nel calibro 8x59mm però fu necessaria una modifica, cioè togliere la pompa di lubrificazione dei proiettili inoltre furono camerate in questo calibro anche il modello M37 ed M38 anche loro a chiusura metastabile come le precedenti, in pratica il ricupero a gas della mitragliatrice Breda ne conseguiva l’abbassamento di un blocco di chiusura e di conseguenza l’apertura quando le pressioni all’interno di essa avevano raggiunto condizioni di sicurezza; le mitragliatrici Breda sparavano piccole raffiche perchè essendo raffreddate ad aria se fossero state lunghe la canna sarebbe diventata rovente, inoltre per una maggiore dispersione di calore la mitragliatrice adottava una canna pesante.

    ARRIVIAMO ALLA CARTUCCIA: 8x59mm è una cartuccia di tipo rebauted cioè il collarino è inferiore al corpo della cartuccia stessa il quale si riconnette col bordo della cartuccia stessa, che ne determinerà un appoggio in camera netto e rimarcato inoltre fa pure come punto di misura per HEADSPACE( in pratica è la distanza tra la testa del otturatore e il fondello del bossolo); queste cartucce hanno una potenza anche superiore ai 4000JOULE; le prime cartucce in questo calibro erano mono-base cioè il caricamento era costituito dal 95% di nitrocellulosa( queste cartucce hanno bisogno di una percussione molto forte per essere sparata, cosa che non molti fucili sono in grado di fare) come potenza la cartuccia possiamo tranquillamente paragonarla al calibro 7,92x57mm anche lui camerato nei modelli Breda.

    L’ARMA FU USATA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE E ADOTTATA DAI PORTOGHESI E NEL MODELLO DOPO AL M38 FU MUNITA DI IMPUGNATURA A PISTOLA; IL PIU’ GRANDE DIFETTO DI QUESTE ARMI ERA CHE SI INCEPPAVANO MOLTO FREQUENTEMENTE.

    +
  • La cartuccia 6,5x52mm fu sviluppata tra il 1889 e il 1891 nel arsenale di Brescia; è una munizione di tipo Rimmless dopo la modifica nel 1895 perchè inizialmente era rimmed;( in pratica gli fu fatto il solco di estrazione per trasformarla di tipo Rimmless è sottointeso che la circonferenza del fondello essendo ora Rimmless è la stessa di quella del corpo; oltre a questo fu modificato il fondello mettendogli un innesco centrale di tipo boxer). Nella versione di tipo rimmed ne esiste una variate americana che è il 25-35 WINCHESTER che è una cartuccia basata sul calibro 30-30( anche questa come il 25-35 con la denominazione a polvere nera); il 6,5×52 è una munizione a collo di bottiglia cioè dotata di una spalla che non è altro che un raccordo troncoconico cioè la differenza di diametro tra corpo della cartuccia e colletto che da vita alla spalla. Il 6,5x52mm rimase in servizio fino gli anni 70 aveva prestazioni balistiche terminali scarse; la palla fu modificata e passò dal ottone all’ alluminio per aumentare l’impatto; non molto difficile da ricaricare inoltre ottima a medie distanze per la caccia al cervo. Infine arriviamo al 8x50mm che è una cartuccia di tipo rimmed quindi assente di solco di estrazione e con un fondello più grande del corpo,(con bordo ripiegato) denominato M93 e derivata dall’8x52mmR anche lei a collo di bottiglia, ebbe una lunga vita per uso sportivo in India e fu usata in tutte e due le guerre mondiali.

    +
  • Questa cartuccia nata per finalità prettamente o venatoria o per uso sportivo; è una cartuccia di tipo Rimmless(quindi la scanalatura per l’estrattore è rimarcata), il bossolo è a collo di bottiglia(cioè non è altro che un raccordo troncoconico dato dal cambio di diametro tra corpo del bossolo e colletto); questa munizione è in parte basata sul 7,92x57mm infatti la lunghezza del bossolo a vuoto è la stessa, però cambia il diametro del fondello; ma è anche una diretta derivata del 8x57mm infatti è possibile ricavare una munizione 9×57 riadattando e allargando il fondello fino ad accettare il diametro di 9mm; esiste anche un atro calibro che è possibile ricavarlo in modo più semplice e infatti è il più diffuso anche oggi; visto che il 9x57mm è praticamente introvabile; il calibro è il 9,3×57 che basta ridurre di poco il colletto. LA CARTUCCIA FU MOLTA DIFFUSA FINO AGLI ANNI 40 E RIMASE POPOLARE FINO LA SECONDA GUERRA MONDIALE, E’ MOLTO PIACEVOLE DA SPARARE E RISTITUISCE POCO RINCULO. Di questa cartuccia ne esiste pure una versione rimmed e tutte due le versioni hanno una velocità alla bocca dell’arma che va dai 565 ai 700m/s.

    +
  • Questo fucile fu progettato dal capitano dei bersaglieri italiani Amerigo Cei Rigotti alla fine del 1800 inizi 1900; l’arma fu testata tanto dall’esercito italiano nella seconda guerra mondiale; in fase di prototipo era camerato per la munizione 6,5x52mm carcano e funzionava a massa battente per poi essere modificato agli inizi del 1900 con il sistema metastabile a pistone a presa a gas, e camerato per la nuova munizione 7,65x63mm Mauser.

    Il fucile a differenza dei modelli precedenti è leggero e compatto, era molto costoso da produrre anche se il suo funzionamento era accettabile non fu mai adottato da nessun esercito; però a parte la funzionalità del grilletto che come si vede dall’immagine arriva sotto il ponticello, e da quanto ho intuito non agisce come selettore visto che il fucile ha sia la modalità semiautomatica che quella automatica(infatti considerato dai più come il primo fucile d’assalto); ma credo che serva a sparare con i guanti invernali(ma non è certo anzi sconosciuto il suo vero utilizzo pratico).

    L’arma accetta caricatori fino 50 colpi; le mire sono fisse in metallo, in modalità automatica la raffica è abbastanza fluida e durante lo sparo l’arma non scalcia come un puro sangue( comunque il rinculo si sente vesta la munizione).

    +
  • Il 380 a.c.p o 9×17, vide la luce nel 1908 fu un calibro costruito per armi a chiusura a massa(chiusura labile); cioè per armi di piccola taglia solitamente pistole “semiautomatiche”. Questo calibro ebbe un grande successo soprattutto in Italia, dove fino gli anni 80′ segnava un confine di calibro per arma da difesa domestica; il suo successo fu pari a quello del 7,65 BROWNING tanto che Colt decise di farci un modello dedicato in questo calibro cioè il modello 1903. Invece Beretta produsse il modello 34 appositamente camerato per il 9 corto, in dotazione alle forze dell’ordine per tutto il 900′. Il 380 a.c.p  è ritenuto uno dei calibri migliori per la difesa personale; fu usato anche dall’esercito in varie mitragliatrici, e nelle guerre di droga a Miami nella pistola mitragliatrice MAC11.

    QUESTA CARTUCCIA HA ORIGINI BELGA E HA UNA VELOCITA’ ALLA BOCCA DI 270 M/S.

    +
  • Iniziando dal 30.06 che fu il calibro che sostituì il 30.03( o 7,62x65mm nella denominazione europea in millimetri perchè come si può notare la sigla 30.03 è in millesimi di pollici seguita dall’anno in cui fu sviluppata; è una cartuccia di tipo Rimmless di cui venne modificato il corpo della cartuccia dandogli così la forma a collo di bottiglia). Tornando al 30.06 anche lei in millesimi, con la denominazione europea in millimetri 7,62x63mm anche lei di tipo Rimmless; i primi lotti di questa munizioni davano molti problemi per la troppa nitroglicerina usata nel composto della polvere, per questo calibro fu modificato il fucile Springfield M1903 che è un fucile ad otturatore Mauser usato come arma lunga di servizio. Infine il 30.06 fu una delle cartucce in servizio più longeve nella storia, con cinquant’anni di servizio; per poi venire sostituita dal 308 Winchester.

    Ora parliamo del secondo calibro cioè del 7,62x39mm, che è una munizione sovietica frutto degli studi di BORIS VLADIMIROVICH; la munizione si presenta molto simile al 7,92x33mm( cartuccia intermedia di tipo rimmles sviluppata durante la seconda guerra mondiale); il 7,62×39 è una cartuccia di tipo rimmles a innesco Berdan bifocale, con camiciatura in rame con palla in acciaio, ed una pressione massima di oltre 3000 BAR. La cartuccia è regolamentata dal SAAMI e prese notorietà perchè fu camerata nel famigerato fucile d’assalto AK47; INOLTRE DI QUESTA CARTUCCIA NE FU PRODOTTA ANCHE UNA VERSIONE SUBSONICA. Utilizzata anche in campo civile, e nella caccia al cinghiale venne poi sostituita dal 5,45×39 che ha la stessa conformazione cioè Rimmless a collo di bottiglia.

    +
  • QUESTO ESPLOSIVO E’ UNO DEI PIU’ PRODOTTI; FU SCOPERTO NEL 1821 DA TOLLS E WIGLAND, SI PRESENTA COME UNA POLVERE BIANCA CRISTALLINA E SOLITAMENTE VIENE USATO COME ESPLOSIVO SECONDARIO ASSOCIATA COL TNT CHE HA UN URTO MECCANICO ED ESSENDO MOLTO SENSIBILE AD ESSO DETONA FACILMENTE; UNA SUA CARATTERISTICA NOTA E’ CHE LA PENTRITE PERMETTE DI DETONARE PIU’ CARICHE ALLO STESSO TEMPO(NELL’ARIA BRUCIA E PUO’ DETONARE CON MASSE DI POCO DIAMETRO).

    IL BILANCIO DI OSSIGENO DI QUESTO ESPLOSIVO E’ NEGATIVO CIOE’ ASSORBE OSSIGENO QUINDI L’OSSIDAZIONE E’ INCOMPLETA; LA FORMULA BRUTA E’ LA SEGUENTE C(CH2ONO2)4

    LA MICCIA IMPIEGATA E’ IL PRIMACORD, IN CAMPO MILITARE VIENE FATTA DETONARE CON UNA CORDA DI GROSSE DIMENSIONI CHIAMATA(VIPERA BOFOS) CHE VIENE PROIETTATA SUL CAMPO MINATO QUESTO SPECIALE RAZZO CHE ESPLODEVA A CONTATTO DEL SUOLO PER SIMPATIA.

    QUESTA SOSTANZA E’ TOSSICA PER L’UOMO E CAUSA ABBASSAMENTO DI PRESSIONE E NON E’ SOLUBILE IN ACQUA.

    +
  • Gli esplosivi sono miscele oppure composizioni chimiche definiti combustibili che godono di particolari proprietà.  Si distinguono nelle usuali sostanze combustibili , per il fatto che essi contengono legata nella loro molecola che e anche la sostanza comburente, l ossigeno che può essere in eccesso come nelle sostanze a base di nitroglicerina e in difetto come quelle a base di nitrocellulosa. il lavoro compiuto dal esplosivo può essere calcolato dalle sue caratteristiche chimico fisiche, le azioni fondamentali del esplosivo sono: azione di spinta e di urto; la prima dipende dalla massa gassosa e l altra dipende dalla velocità di esplosione. l esplosione è un fenomeno di trasformazione chimico fisico che arriva in un tempo rapidissimo accompagnata da uno sviluppo di energia e di sviluppo dei gas. il sistema del esplosivo si divide in due una e definita da una sola specie chimica  e si chiama omogenea e da più sostanze chimiche viene detta eterogenea. in sostanza gli esplosivi sono  sostanze ad alto contenuto energetico che attraverso l esplosione si trasformano in sostanze stabili a contenuto inferiore di energia . il procedimento si propaga per conduttività termica iniziando dalla superficie interna procedendo verso l esterno è detta deflagrazione invece le miscele e le combinazioni di sostanze può assumere un regime di detonazione. l esplosione può essere data anche delle cariche divise in due gruppi: cubiche o allungate la prima in cui l esplosivo è disposto in modo ammassato e più o meno globulare, il secondo e la carica in cui l esplosivo è disposto in maniera che la lunghezza della carica sia almeno 4 volte la sua sezione minore come ad esempio un foro nella roccia , ma le cariche a sua volta possono essere distinte in interne o esterne. la prima messa al interno come ad esempio la roccia ed esterna appoggiata sul corpo da demolire.

    “maggiore sarà il calore prodotto più alta e la potenza del esplosione”

    Le dinamiti sono esplosivi a base di nitroglicerina( nel senso che la nitroglicerina prevale sugli altri componenti). Queste dinamiti possono avere diverse basi tra cui la nitroglicerina chiamata base esplosiva unita ad altre sostanze ossidanti; una volta che invecchiano soprattutto la dinamite trasuda nitroglicerina che a contatto con l’aria cristallizza, diventando molto sensibile all’urto e dopo averle rimosse l’esplosivo va distrutto perchè troppo instabile.

    Il fenomeno esplosivo può avvenire in due fasi cioè per deflagrazione quindi a velocità subsonica e abbiamo 3 fasi ben distinte: l’accensione( definita anche come parte innescante); la fase in cui si incendia( ma solo esternamente); in fine la combustione che avviene in modo progressivo dall’interno all’esterno. In fine abbiamo la detonazione che un fenomeno supersonico che avviene in millesimi di secondo; quindi poi sommando l’onda di pressione con quella retrograda data in precedenza dalla deflagrazione abbiamo l’onda d’urto. L’ossigeno in un esplosione è fondamentale, infatti in un esplosione possiamo avere un bilancio di ossigeno negativo(quando lo assorbe), positivo (quando viene rilasciato)

    +
  • SI DEFINISCE ESPLOSIVO UNA SOSTANZA O UNA MISCELA DI SOSTANZE ;CAPACI DI UNA AZIONE DIRETTA DI TRASFORMAZIONE SPRIGIONANDO ALTISSIME TEMPERATURE E PRESSIONI ELEVATE.

    L’esplosione può essere suddivisa in 3 fasi cioè

    semplice combustione: come nel caso della polvere nera

    deflagrazione: come nelle armi da fuoco; di cui la velocità di esplosione viaggia a centinaia di metri al secondo

    OPPURE COME NEL CASO DEGLI ESPLOSIVI CIOE’ PER DETONAZIONE DOVE LA REAZIONE ESPLOSIVA VIAGGIA A MIGLIAIA DI METRI AL SECONDO.

    ANCHE GLI ESPLOSIVI POSSONO ESSERE SUDDIVISI IN DUE GRUPPI DI CUI UNO E’ QUELLO PRIMARIO CHE POSSIAMO PRENDERE COME ESEMPIO LA NITROGLICERINA, E POI CI SONO I SECONDARI CHE DIPENDONO DA FATTORI ESTERNI COME PUO’ ESSERE L’UMIDITA’ CHE NE RALLENTA DI PARECCHIO LA REAZIONE ESPLOSIVA.

    Per avere una detonazione, abbiamo bisogno di un sistema innescante chiamato detonatore di cui la loro potenza è numerata nella scala di SELLIER BELLOT; e anche loro possono essere di tre tipi:

    A MICCIA: più elementari dotati di un tubicino cavo per un terzo della sua lunghezza.

    ELETTRICO: dove la miscela innescante è incendiaria il più delle volte e viene azionata tramite un filo di rame all’ interno e una volta che dai corrente a quest’ultimo inizia la reazione.

    l’ultimo è particolare e molto simile a quello a miccia definito NONET.

    +