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  • Questo coltello usato fino alla seconda guerra mondiale, prodotto anche dall’arsenale di Springfield in una versione più dettagliata del coltello perché il fodero fu prodotto de un altra azienda che è la Rock Island; il Bolo cosi chiamato era una variante della baionetta M1892 all’inizio fu usato dal corpo ospedaliero, ma il suo utilizzo principale fatto dai soldati americani era quello di farsi strada nella giungla oppure ripulire il terreno prima di piazzare una mitragliatrice, oggi ci sono in vendita riproduzioni fedeli in acciaio 440 che a chi piace fare collezione di coltelli potrebbe essere un ottimo acquisto.

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  • Questo revolver introdotto dalla Colt manufacturing company a partire dal 1907; non è altro che un miglioramento del modello precedente cioè il Colt New Police allungando il telaio e rendendo il tamburo più grande per poter ospitare calibri maggiori come il 38 special inoltre apportando una sicura al revolver chiamata da COLT positive lock che era in pratica una sicura al percussore che agiva per non far partire colpi accidentali. Il revolver è totalmente in acciaio e carbonio, come tutti i revolver può sparare sia in singola che in doppia azione il tamburo può ospitare fino a 6 colpi e può essere camerato in 3 calibri che sono: il 38;32 ed infine camerato anche in calibro 22, anche la canna può avere una scelta in fatto di misura cioè 4 pollici, 5 pollici, 6pollici. L’impugnatura almeno in questo primo stock di produzione di questo modello è in gomma dura con la scritta colt proprio sotto l’attaccatura tra carcassa e impugnatura. Questo primo stock venne prodotto da Colt fino al 1927 ce ne fu pure un secondo prodotto fino agli inizi del 1940.

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  • Il garand m1 è un fucile che appartiene al gruppo delle armi semiautomatiche, il sistema del garand costituisce un massiccio manicotto prismatico in acciaio ,che nella parte frontale è dotato di 2 alette, quando l otturatore arriva al massimo punto di avanzamento può compiere una piccola rotazione in senso orario la quale fa si che le due alette di cui e dotato si inseriscono cosi nel castello. La pressione della carica di lancio accesa dal innesco tramite azione del percussore costringono il proiettile ad entrare nella canna e iniziare il suo moto giroscopico attraverso la rigatura della canna. Il garand e l evoluzione del fucile Springfield 1903, che adottava 5 carucce contro le 8 del garand . Il sistema di alimentazione del garand non sporge dalla parte inferiore del arma risultando cosi esposto alla sporcizia ,le cartucce sono disposte su due file sfalsate la piastrina è perfettamente simmetrica ciò significa che può essere inserita ambo i lati. Con l adozione da parte della alleanza atlantica nel 1954 della cartuccia 7,62mm ; in molti paesi cominciarono studi volti ad adottare un nuovo fucile di moderna concezione . Il nuovo calibro 7,62mm, veniva impresso dietro alla diottra del fucile insieme al nome del arsenale che ha fatto la trasformazione . Per tiratori scelti adottarono M1D nel 1944, che si differenziava per il suo blocco prismatico presente sulla parte superiore della canna. Il garand che ricevette la denominazione di modello 51 che fu in un primo momento prodotto dagli usa poi più avanti anche in Italia. La costruzione italiana fu affidata alla beretta con la quale produsse il suo BM59 era il risultato di molti studi fatti da beretta ma soprattutto da Domenico Salza per giungere a inconvenienti strutturali che aveva l originale ; i punti di forza del BM59 erano l alimentazione costituita da 20 colpi invece di 8 come il garand, del BM59 ne seguono 3 versioni:
    BM59ital: calcio in legno con impugnatura integrata e canna da 490mm
    BM50italalpin: calcio in metallo pieghevole con impugnatura a pistola
    BM59italparacadutisti:come il precedente ma con canna da 467 mm tromboncino-compensatore asportabile per ridurre l’ingombro.

     

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  • Questa pistola mitragliatrice progettata nel 1972 da TS KIB SOO, e commercializzata per la polizia russa fu sviluppata da N.M AFANASYEV e distribuita credo dal KGB negli anni 90; è un arma in acciaio stampato con impugnatura in gomma dura o plastica dura( molto simile a UZI o similari la minestra è sempre quella); camerata per il 9×18 POLICE con caricatore da 20 o 30 colpi; un pregio come tutte queste armi è che hanno una raffica molto sostenuta e pur essendo a massa battente il peso non è eccessivo( si tiene anche con una mano sola quindi potrebbe essere anche catalogata come arma corta a calcio abbattuto).

    L’OTS-2 come l’UZI nominato prima può montare accessori come punto rosso o silenziatore; è dotata di selettore di tiro in 3 posizioni (sicura/semiauto/auto); a calcio abbattuto misura 375mm e la canna ha una lunghezza di 157mm.

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  • Questo fucile fu ideato da due progettisti, uno era un armaiolo svizzero nato in Argentina l’altro invece aveva una fabbrica d’armi ad Edimburgo; l’arma nacque per sostituire il vecchio fucile Snider(che non era altro che un Patter1853 riadattato); quest’arma fu anche un simbolo dell’era Vittoriana.

    Il fucile è a retrocarica a colpo singolo, il suo sistema a blocco pivotante non era altro che un derivato di quello del sistema Snider infatti Von Martini uno dei progettisti apportò modifiche in fase di progettazione migliorando la culatta che va in apertura grazie a una leva posta dietro il ponticello del grilletto un altra modifica fu apportata al percussore; l’arma era camerata per il 577 Boxer( che fu sviluppata nel 1868 del colonnello Boxer riducendo le dimensioni del 577 Snider); fu adottato dalla British Army nel 1871.

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  • Questo revolver prodotto da Smith&Wesson originariamente nato per camerare la cartuccia 44S&W poi successivamente camerato anche in 44Henry(11x23mm); il nominativo di questa cartuccia prende il nome dal fucile a cui fu camerata cioè il fucile Henry fu brevettata nel ottobre del 1860. Ma tornando al revolver modello 3 che fu messo in produzione sia in America che nel arsenale di TULA; il modello russo non fu di grande successo(almeno in Russia) anche se al progetto ci lavorano numerosi armaioli; al revolver li furono apportate anche delle modifiche nel corso della storia che prevedevano l’abbandono della vecchia azione con un sistema rotante a pistoncino; l’arma in questione fu ampiamente copiata da quello che ho potuto capire io ne esiste un modello (ne esisterà più di ma il conosco questo che è quasi identico); prodotto dalla Merwin&Hulber in calibro 44-40WCF nel 1875; un anno dopo l’inizio di produzione del modello russo che fu prodotto fino al 1878; quello che rimase più in produzione è quello americano che durò fino al 1915.

    IL REVOLVER NEL IMMAGINE OVVIAMENTE NASCE SENZA IL PONTICELLO DEL GRILLETTO; IL TAMBURO PUO’ OSPITARE FINO A 6 CARTUCCE, L’ARMA SPARA AD AZIONE SINGOLA E IL SUO PESO SI AGGIRA INTORNO AL CHILO E MEZZO.

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  • NON ESISTE UNA VERA E PROPIA PROCEDURA PER ESSERE CERTI DI COLPIRE UN BERSAGLIO SEMPRE AL PRIMO COLPO; L’UNICA VERA SOLUZIONE E’ L’ALLENAMENTO COSTANTE PERO’ CI SONO UN PAIO DI CONSIGLI UTILI PER FACILITARE IL RAGGIUNGIMENTO DELL’OBBIETTIVO:

    Il primo consiglio che mi sento di dare è quello di prendere una ottima dimestichezza con la vostra arma, a tal punto che non deve più essere un oggetto ma in caso di arma lunga un prolungamento del vostro braccio.

    il secondo è la accurata scelta del calibro, perché può sembrare una stupidata ma un neofita che non ha mai sparato con calibri troppo aggressivi potrebbe spaventarsi mettendo in pericolo la sua incolumità e quella altrui in caso della partenza di un colpo accidentale.

    il terzo è di non essere troppo sicuri di sé anche se vi allenate da tanto bisogna sempre avere un bricciolo di timore dell’arma che si brandeggia perché la troppa sicurezza può portare ad eventi poco piacevoli.

    QUESTE SONO SOLO MIE RIFLESSIONI PERSONALI….

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  • Quest’arma fu brevettata da Paul Giffard intorno al 1850 il brevetto iniziale prevedeva un sistema ad anidride carbonica compressa contenuta in un cilindro d’acciaio, inoltre il brevetto del produttore afferma che questo sistema oltre che essere avvitato nel sotto-canna la bomboletta contenente il gas; il cuore del sistema a gas era parte integrante dell’otturatore tra l’altro sotto la volata dell’arma si può notare una levetta che ruotandola in senso orario si può accedere alla ricarica del gas. Questa idea di Giffard che diede il via alle armi ad aria compressa, infatti considerato il padre dell’aria compressa di cui il primo impiego risale al XIX secolo quando furono prodotte dalla azienda francese D’ARMES-ET-CYCLES in 3 calibri 4,5/6/8; ma l’idea in se pur essendo buona l’arma risultava un po’ scarsa come potenza; infatti poi il progettista mise appunto un tipo di serbatoio per il gas pressurizzato che permetteva di avere più aria compressa a disposizione(cosi andando ad aumentare i colpi che potevano essere sparati arrivando fino a 60 prima di esaurire il gas a disposizione), oltre a questo Giffard apportò un altra modifica che era tipo un contatore o misuratore per tenere d’occhio il gas rimante.

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  • Questo fucile della Germania nazista, famoso per essere quello con un rateo di fuoco molto alto per essere un fucile semiautomatico aveva la particolarità di poter essere usato sia come fucile Bolt-Action a otturatore girevole scorrevole, che come fucile semiautomatico grazie al caricatore fisso caricato mediante stripper clips; ci furono un po’ di versioni test di cui quella Mauser che fu bocciata quasi subito; ad essere adottata invece fu la versione prodotta da Walther col tempo migliorata per offrire un funzionamento più semplice ma purtroppo l’arma era troppo complessa da produrre e ben poco affidabile rimanendo in servizio solo 4 anni.

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  • La combustione è definita come una reazione chimica che comporta l’ossidazione di un combustibile da parte di un comburente; ok giustissimo ma io parlo di armi da fuoco quindi possiamo parlare di combustione all’inizio di un processo di sparo quando il percussore picchia sul innesco, questo grazie una piccola detonazione(combustione supersonica) incendia la polvere; ma soffermiamoci sul termine deflagrazione che in se è una combustione o più precisamente combustione subsonica caratterizzata dalla diminuzione di densità e anche molto influenzata dagli agenti esterni; per fare un paragone con la detonazione che a differenza della combustione subsonica non è influenzata dall’ambiente circostante ed è anche un processo molto più veloce cosi detto effetto dirompente, anche questo si ha al momento dello sparo prima di avere una vera e propria deflagrazione che anche lei può essere suddivisa in fasi che sono 3, cioè la fase pirostatica quella pirodinamica ed in fine l’espansione.

    Guardando la foto vediamo la fine di un ciclo di sparo cioè quando la palla lascia la canna, con il susseguirsi di una vampa che è appunto il risultato di un processo di combustione della polvere, da un espansione di gas ma soprattutto da una carica di lancio che da la possibilità di proiettare il proietto nel punto mirato.

    Oltre a questo possiamo accennare anche un regime di combustione che tiene conto di due fattori, ma in questo articolo ne citerò solo uno che è la fiamma premiscelata ed in questo processo la combustione avviene all’interno di una miscela(vorrei ricordare che nella combustione abbiamo un processo omogeneo costituito da un reagente che sarà poi l’innesco per avere una combustione).

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