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  • Questo fucile d’assalto fu prodotto dalla fabbrica d’armi FEG(FEGYVER E GEPGYUR); che fu fondata nel 1891 di cui la sua più grossa produzione di armi da fuoco ci fu prima della seconda guerra mondiale; ma tornando al fucile che in pratica è un altra variante del AKM seguito da altre varianti simili che nacquero per rimpiazzare le vecchie armi in dotazione in Ungheria.

    Il progetto parti con il ricevitore superiore di un AK47 con dei pezzi di un clone del AK55, quest’ultima fu rimpiazzata dal AK63 che fu poi la base per il fucile AMD-65 a cui acronimo sta per (MODOS-TOTT-DESZANT); ciò che lo differenzia dalle altre varianti è la canna più corta ed il calcio abbattibile, il fucile camera la stessa cartuccia del ak47 e anche il funzionamento credo sia molto simile(credo sempre metastabile a presa a gas); il difetto più grande sono le impugnature che sono 2 e vengono montate contrarie proprio per non dare fastidio al caricatore, che per l’appunto si fa fatica a togliere e mettere.

    Comunque il caricatore può ospitare fino a 30 cartucce, può ospitare lanciagranate di tipo AMP-69; RIMASE IN SERVIZIO FINO AL 2006.

    (FU USATO NEL SET DEL FILM RAMBO 3).

    SI PUO’ VEDERE SIA IL CALCIO ABBATTIBILE E ROMPIFIAMMA STILE UZI.
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  • Iniziando dalla cartuccia che fu introdotta da Ballard che all’inizio debuttò con la cartuccia 375win che ha pressioni molto più elevate della 38-55 anche se riadattata il corpo della 375 può essere sparata anche se più corta dell’originale; la cartuccia è di tipo rimmed con una nomenclatura molto simile al calibro 38, il fucile per cui fu progettata ideato da Browning nel 1894 ed una cosa curiosa della progettazione che permetteva un alimentazione costante durante il ciclo di sparo, anche con munizioni lunghe un esempio estremo che può camerare quest’arma è il 450Marlin.

    Una variante di questo fucile può essere il modello 55 sempre di casa Winchester che fu prodotto dalla metà degli anni 20 fino quasi la metà degli anni 30, la cartuccia diventò famosa grazie alla caccia all’orso nero ed il fucile invece è riconosciuto per affidabilità anche se con un sistema complesso.

    Volevo introdurre poi due parole sul sistema a blocco cadente in pratica questa azione permette ad un blocco solido di scivolare giù per una guida liberando canna e camera, di solito questo sistema viene azionato dal paragrilletto con un azione a leva; infatti appena il paragrilletto torna in posizione iniziale sigilla la camera; questo sistema è fissato con dei cardini davanti alla leva del paragrilletto( ovviamente l’azione è combinata perché non chiude solo la camera ma spinge su pure la cartuccia, una sorta di ascensore della cartuccia.

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  • Questo fucile con denominazione Kentucky, che è in pratica un termine indiano che significa (regioni oscure); fu sviluppato in Nord America a partire dal 1700 da armaioli tedeschi, e utilizzato a partire da metà del 1820 per la rivoluzione Americana; ma a detta di molti inadatto per la guerra per via della sua bassa cadenza di tiro(anche perché è a colpo singolo), e con caricamento molto brigoso e difficile; ma data la sua precisione impeccabile ne fa un ottimo fucile a canna ottagonale di circa 32 pollici; la canna è rigata appunto per dare una direzione alla palla e farla andare nel punto voluto; quest’arma non era molto economico rispetto ad altri moschetti dell’epoca ma data la sua precisione ne fa sicuramente un fucile leggendario.

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  • VOLEVO SCRIVERE UN MIO PENSIERO SUL IMPATTO PSICOLOGIGO CHE PUO’ AVERE UN ARMA DA FUOCO SE PUNTATA CONTRO, QUANDO QUELLA SENSAZIONE DI SOPRAVVIVENZA PERVADE IL CERVELLO E IL BATTITO CARDIACO AUMENTA FINO A 170 BATTITI, LA SALIVAZIONE SI AZZERA PERCHE’ QUANDO LA PAURA TI AVVOLGE E I PROCESSI COGNITIVI DEL TUO CERVELLO SI APPANNANO, LE COGNIZIONI UDITIVE VANNO PER ESLUSIONE E LE ARTICOLAZIONI SEMBRANO QUASI BLOCCATE TANTO DA NON RIUSCIRE MANCO A CHIAMARE LE FORZE DELL’ORDINE PER IL CALO DI CONTROLLO MOTORIO DATO DALLO STRESS.

    Questa condizione che io direi nera potrebbe farvi smettere di pensare e di conseguenza andare di istinto, tornando alle origini quando uccidere era per fame o per portare a casa la pelle; io purtroppo non sono medico per entrare nello specifico però se guardiamo indietro nella storia possiamo intuire che le armi come balestre, archi anche se molto più performanti delle prime armi da fuoco furono quasi totalmente abbandonate non tanto per funzionalità che erano di certo superiori ma per impatto psicologico nei confronti del nemico che si trovava spiazzato, benché questi primi ordigni fossero tutto meno che efficienti ……….

    SE AVETE COMPETENZE MEDICHE SCRIVETE PURE NEI COMMENTI CHE MI PIACEREBBE APPROFONDIRE.

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  • Questa cartuccia fornita dalla fabbrica RWS in Germania, fu progettata dal artigliere Wilhelm Brenneke e introdotta nel 1927 come cartuccia per otturatori di tipo Mauser e molto adatta per la caccia grossa; il suo bossolo con angolo spalla di 17 gradi e lunghezza del corpo di 64mm, il suo fondello è leggermente ribattuto ma si può classificare tranquillamente come rimmless. Questo calibro è anche la base del 6,5x63mm Messner, che non è altro che la sua versione da 6,5mm che mi ha suscitato interesse per la sua balistica molto simile al 264Win.

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  • COSE’ IL RINCULO?

    IL MOVIMENTO RETROGADO COMPIUTO DELL’ARMA AL MOMENTO DELLO SPARO

    UN INSULTO AGLI OMOSESSUALI

    UN SOPRANNOME

    risposta nei commenti…….

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  • Quest’arma fu la prima semiautomatica prodotta in Russia, per rimpiazzare il vecchio revolver di ordinanza modello 1895; il progettista tale Sergey Aleksandrovich Korovin che per l’appunto lavorò anche per Browning infatti i primi prototipi erano camerati per la cartuccia 25ACP progettata dallo stesso Browning; Korovin poi verso il 1920 lavorò anche per la fabbrica d’armi Tula Arms Factory di cui ne diventò il progettista della prima semiautomatica, nel primo modello che aveva delle fresature ai lati del fusto forse per ridurre il peso, ma fatto in maniera logica con anche la filettatura della vite per il fissaggio delle apposite guancette, questi primi modelli erano molto impegnativi da produrre; l’arma definitiva uscì nel calibro 7,65mm nel 1922 fu adottata col nome ufficiale TK; era molto simile alla pistola semiautomatica Mauser M1910 aveva un funzionamento a massa battente a corto rinculo, con caricatore monofilare a 8 colpi la sicura era posta sopra il grilletto dalla parte sinistra del fusto. Questa pistola usci di produzione nel 1933 perché stroncata dalla TT33 che fu subito adottata.

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  • Questo fucile anticarro nacque da un programma che prevedeva lo sviluppo di un nuovo fucile in grado di contrastare i cingolati e dunque danneggiarli; il progetto durò una cosa come 7 anni l’arma è basata su un fucile tedesco(Gewehr98), con l’otturatore di tipo Mauser che era molto simile a quello del Gewehr88; però le differenze sostanziali tra il fucile in questione e quello che prese spunto sono altre esempio che il fucile in questione è dotato di impugnatura da pistola(come negli shot-gun moderni);un altra differenza è che questo è un blocco unico invece quello da cui presero spunto aveva due pezzi( parlo dell’otturatore ovviamente) comunque il fucile in questione è camerato per la cartuccia 13,2x92mm( e da quanto ho capito fu camerato in quel calibro il fucile che entrò poi in produzione, perché i primi prototipi erano camerati per la cartuccia 7,92 tedesca).

    Il fucile è mono colpo e fu prodotto dalla ditta OBERNDORF AM NECKAR, che ne produceva una cifra impressionate circa 300 fucili al giorno(spaventoso!?); fu uno dei primi fucili anticarro in sevizio durante la prima guerra mondiale.

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  • Il campo dell’artiglieria si affermò nella seconda metà del XIV, in quel tempo le armi da artiglieria erano di dimensioni molto contenute fuse col bronzo in pratica venivano costruiti come una botte di vino con tutti i bacchetti di ferro con tubi di rinforzo o anelli per rafforzare ulteriormente; questa fetta molto grande e poco conosciuta del mondo armiero si sviluppò dopo la scoperta della polvere nera per poi espandersi con l’evoluzione metallurgica, che portò alla realizzazione di pezzi unici; il boom dello sviluppo di queste grosse armi si ebbe tra il 1450 e il 1550 dove si perfezionarono le tecniche di fusione. In principio questo sistema chiamato a botte risultò molto problematico perché la canna risultava aperta in tutte due i poli a cui di solito veniva avvivata la coda dopo aver caricato il cannone; un altro sistema molto avveniristico di quel tempo era in pratica un fascio di canne fissate su un affisso ma il difetto più grande anche li era il caricamento. Non solo l’artiglieria era in miglioramento anche se agli inizi quasi inutile se non per assedi, ma anche le dinamiche di combattimento erano più organizzate infatti l’artiglieria fu suddivisa in due scaglioni quella da piazza e quella da campagna.

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