In pratica questo sistema usato nei vecchi revolver quando il tamburo era fisso;il suo funzionamento era quello di scollegare il cane dal sistema di scatto rendendo la leva di scatto libera e un certo modo sicura, così da poter caricare il tamburo premendola attivandone la rotazione, senza il pericolo che partisse un colpo.
VEDO CHE CE’ MOLTA CONFUSIONE NELL’ARGOMENTO E SOPRATTUTO TANTI FAMIGERATI ESPERTI NE PARLANO COME LE TERRIBILI CARTUCCE..MA DAI COMUNQUE LA LORO STORIA E’ QUESTA.
Per parlare di queste cartucce bisogna risalire al diciannovesimo secolo quando un capitano di nome B.CLAY a comando del esercito coloniale inglese di DUM DUM; al fronte della scarsità di resa balistica terminale delle cartucce dei fucili decise di ordinare ai sui armaioli di limare la punta dei proiettili cal.303 MarkII di circa un millimetro; in pratica questi proiettili non sono altro che palle FULL METAL JACKETED ROUND NOSE O COME LE CHIAMANO ADESSO FULL PROFILE JACKETED; si espandono e hanno un energia cinetica maggiore di altre, poi ne esistono di diverse esempio la JHP O JACKETED HOLLOW POINT.
i sistemi di chiusura per i fucili si possono dividere in due grandi famiglie: di tipo MAUSER cioè a otturatore girevole scorrevole, e di tipo STEYER solo scorrevole. Tra i più antichi sistemi di chiusura abbiamo il sistema CHASSEPORT che utilizzava un sistema di scorrimento ad ago, un fucile che utilizzava questo sistema è il modello 1866 a cui veniva impiegata una cartuccia che non permetteva la dispersione dei gas. Uno dei fucili più famosi, ideati nel 1898 è il modello 98; che aveva un otturatore di tipo Mauser ,a caricamento fisso, e poteva pure essere caricato a cartucce sciolte direttamente nella camera.
Un altro sistema di chiusura può essere quello brevettato da JACOB SNIDER cioè il sistema di blocco con otturazione esterna. Con l’applicazione del brevetto nacque il fucile per la fanteria MOD 1866, che utilizzava una cartuccia a percussione centrale di tipo boxer.
Questa soluzione venne adottata per trasformare i vecchi fucili ad avancarica in fucili a retrocarica, che poi si ricollegano ai sistemi del XVI secolo. I meccanismi di chiusura presentano una svariata tipologia di congegni in specie al arma usata. TALE CONGEGNO ANCHE SE COMPLICATO RAPPRESENTA SECONDO ME L’IDEA DI ARMA STESSA , DI CUI SENZA QUELLO L’ARMA NON FUNZIONA. RIASSUMENDO: IL SISTEMA DI CHIUSURA NON E’ ALTRO CHE, QUEL SISTEMA CHE PERMETTE DI CHIUDERE LA CULATTA AL MOMENTO DELLO SPARO, E RIAPRIRLA OGNI VOLTA SI CAMERA UNA NUOVA CARTUCCIA
Questo tipo di bossolo è nato per risolvere i problemi di alimentazione nei bossoli rimmed e semi-rimmed; anche in questa tipologia la scanalatura è rimarcata e il fondello è rinforzato e l’appoggio in camera è netto che va a rappresentare la misura del Handspace e poi le pressioni essendo elevate il rischio di incollaggio in camera è alto. UN ESEMPIO DI BOSSOLO CINTURATO E’ IL 7MM REMIGTON MAGNUM.
LE CARTUCCE SIA PER ARMA CORTA CHE PER ARMA LUNGA SONO NORMATE DAL C.I.P; SOPRATTUTTO PER CHI RICARICA NELLE VARIE TABELLE CI SONO PRESSIONI MINIME E MASSIME IN BASE ALLA CARTUCCIA CHE RICARICHIAMO, SE PARLIAMO DI JOULE DI MEDIA E’ DAI 1300 AI 1600 JOULE PER ARMA CORTA E OTRE 3000 PER ARMA LUNGA; IL TERMINE MUNIZIONE POI E’ UN TERMINE GENERICO CHE STA AD INDICARE TUTTO CIO’ CHE PER MEZZO DI UN PROPELLENTE E’ IN GRADO DI COMPIERE UN LAVORO.
L’UNITA’ DI MISURA IN CASO DI RICARICA E’ IL GRANO; LA CARTUCCIA APPARTE QUELLE DA CACCIA PER ANIMA LISCIA CHE PREVEDONO UN UNICO FORMATO CHE E’ IL 209 IN QUELLE PER ANIMA RIGATA ABBIAMO FONDAMENTALMENTE 5 TIPI DI CARTUCCE( DI CUI LA SPIEGAZIONE C’E’ GIA’ PER OGNI TIPO); CHE SONO RIMMED, SEMI-RIMMED, RIMLESS, REBATED,BELTED.
OPPURE LE CARTUCCE POSSONO ESSERE DIVISE PER STRUTTURA CIOE’
BLINDATA
SEMIBLINDATA
PUNTA CAVA
SEMIBLINDATA A PUNTA MOLLE
SEMIBLINDATA A PUNTA CAVA
GAS CHECK
MONOLITICA INDEFORMABILE
RAMATA
INFINE PER DEFINIRE UN CALIBRO NELL’ANIMA RIGATA; SI MISURA LA DISTANZA DEI PIENI DI RIGATURA E NE ESISTONO DUE METRICHE CIOE’ IL CALIBRO EFFETTIVO COME PER ESEMPIO 11,43X23MM E QUELLO NOMINALE CHE E’ QUELLO CHE CONOSCONO TUTTI CHE E’ IL 45ACP; ANCHE NELLE ARMI AD ANIMA LISCIA C’E; UNO A CASO IL CALIBRO 12 E’ NOMINALE 18,5 E’ QUELLO EFFETTIVO.
In ogni arma da fuoco sia corta che lunga hanno una camera di cartuccia; dove si sviluppano pressioni molto elevate normate per sicurezza dal CIP; siccome le pressioni come già detto sono elevate la chiusura della camera deve essere stagna e lo spessore del materiale di costruzione deve essere più spesso inoltre la cartuccia deve avere un certo margine di libertà all’interno per evitare alzamenti di pressioni anomale ma oltre a questo un giusto spazio tra fondello del bossolo e testa dell’otturatore(l’otturatore è quel componente meccanico che va a chiudere la culatta per contenere l’espansione dei gas durante il ciclo di sparo), se questo spazio è troppo il bossolo rischia la rottura con conseguenze gravi sia per l’arma che per il tiratore.
I produttori usano un metodo detto PASSA NON PASSA e se non passa le tolleranze sono troppo generose quindi va corretto; inoltre se lo spazio in testa è troppo corto si rischia di non far chiudere correttamente la camera e quindi viene impossibile sparare.
Come ben sappiamo il bossolo è ina parte essenziale della cartuccia, esistono cartucce con un evidente cambio di diametro tra corpo e colletto del bossolo detti a collo di bottiglia; proprio per la loro forma; queste cartucce vengono usate soprattutto in armi lunghe( QUESTA FORMA PERMETTE INOTRE UNA CORRETTA CAMERATURA DEL BOSSOLO ED UN GIUSTO SPAZIO IN CAMERA FONDAMENTALE PER NON AVERE PICCHI PRESSORI ANOMALI ED UN CORRETTO FUNZIONAMENTO); queste cartucce permettono anche un giusto cono di forzamento facendo di che la palla si inoltre tra gli intagli di rigatura in modo corretto.
IN QUESTI BOSSOLI E IN QUELLI CILINDRICI LA SPALLA NON E’ PRESENTE.
L’asfaltica non è altro che una vernice che viene applicata sul fondello e sul colletto del bossolo per proteggerne l’integrità durante l’estrazione, questa operazione può essere fatta anche in maniera “casalinga” applicando dello smalto per unghie che fa da protezione ugualmente.
Questa mitragliatrice fu prodotta dalla Manufacture D’armes De Sant’Etienne, nei primi anni 50 come conseguenza della guerra in Indocina e andò a sostituire la vecchia mitragliatrice Chatellerault. L’arma è prodotta in acciaio e lamiera stampata con un funzionamento a chiusura ritardata, di facile produzione; è dotata sia di canna pesante da 11,37kg e leggera da 9,97, ha un rateo di fuoco di 700 colpi; al minuto con una velocità di 840m/s. Quest’arma adotta un calibro francese che è il 7.5x54mm che ha un innesco di tipo Berdan, come balistica è simile al 308 Winchester, ha una forma a collo di bottiglia, fu consigliata in 2 versioni: il 1924C palla leggera, e 1924D con palla pesante e fu in servizio dal 1929 al 1990 e progettata nel 1924 per la mitragliatrice leggera MAC1929. Tornando alla mitragliatrice in questione soprannominata “nana” e prodotta nella stessa fabbrica in cui fu prodotto il Famas(ci fu anche una variante in 7,62 con raffica più veloce dell’originale); oggi ancora in uso in Afghanistan.
Le munizioni subsoniche sono quelle cartucce che la velocità è inferiore ai 330m/s al secondo; che è in pratica la velocità del suono; la caratteristica fondamentale di queste palle è che sono pesanti cosi che l’energia viene trattenuta dalla munizione e quindi la velocità ‘ inferiore. Queste cartucce vengono utilizzate(ovviamente non in Italia per via della legislazione visto che per la caccia è vietato il 22LR); ma in altri paesi esempio L’America viene usato per il tiro indoor.
Le subsoniche ovviamente sono a carica ridotta, e la loro velocità soprattutto in alcuni manuali di ricarica viene definita soglia di prudenza.
Un esempio di un arma utilizzata nella seconda guerra(di cui c’è l’articolo) è la carabina Lisle che essendo munita di silenziatore( una particolarità è che le munizioni subsoniche sono ideali per armi silenziate); e usando palle 45 subsoniche era molto silenziosa.