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32.20 Winchester

Questa cartuccia direi interessante uscì in contemporanea con il 32.21 Marlin, fu progettata e disegnata dalla stessa Winchester, e introdotta nel 1882 come cartuccia a polvere nera e se riadattata poteva essere camerata nel fucile Nagant1895; e anche se oggi viene ancora prodotta, risulta una cartuccia obsoleta e da pistola come scritto nel catalogo Remington.

Il 32.20 è una cartuccia ad innesco centrale di tipo semi-rimmless, il fondello misura 8,13mm e la sua lunghezza complessiva è di 40,4mm; ancora oggi ritenuta una cartuccia degna di nota per la sua affidabilità e camerata in fucili come il Winchester modello 92 e modello 65 anche loro fucili che si commentano da soli(in senso buono ovviamente). Per quanto riguarda la ricarica questa munizione si affaccia ai ricaricatori con esperienza perché non è semplice affatto.

CZ75

Questa pistola semiautomatica, che può vantare di essere l’unica arma che può competere veramente con la Colt M1911 sia a livello meccanico di sistema che è lo stesso cioè metastabile, la differenza è minima sul funzionamento che essendo un alternativa al sistema browning modificato è molto simile; comunque questa pistola non è per tutti e quando dico questo è perché devi avere una certa dimestichezza per smontare l’arma anche se semplice visto che fu la base di molti similari sul mercato, la più famosa è la Tanfoglio infatti le loro armi sono una garanzia.

La CZ75 prodotta dalla Cezka Zbrojovka e progettata dai fratelli Koucki; con corpo in acciaio e canna cromata uscì in Cecoslovacchia in munizioni come 7,62x25mm e 9x18mm; con caricatori a 15 cartucce per i primi modelli poi a 16 cartucce; fu prodotta anche in 9×19 e in 40S&W. L’arma appena prodotta non fu subito messa sul mercato perché agli inizi fu progettata come arma militare ma poi finì per essere consumer nel 1993, e in Cecoslovacchia fu venduta solo verso il 1985.

COME TUTTE LE ARMI FAMOSE FU MOLTO CLONATA O FATTI MODELLI MOLTI SIMILI TIPO LA JERICO 941 O LA SIG210 MA QUESTA SOLO DI ESTETICA PERCHE’ PER IL RESTO ASSULUTAMENTE NO!

HACKLER&KOCH UCP

Questa pistola semiautomatica prodotta in Germania dalla fabbrica d’armi Henckler&koch, e in pratica nasce come diretta concorrente della FIVE-SEVEN infatti come quest’ultima utilizza le stesse munizioni di una mitragliatrice che in questo caso è l’MP7; l’arma si presenta con un peso leggermente superiore alla FIVE-SEVEN il progetto agli inizi prese molto spunto dal P2000 fu pronta nel 2003 con interessanti caratteristiche come il sistema di rinculo ridotto tramite delle modifiche alla molla di ricupero, che lo riduce del 30%circa; un altro grande pregio è la sua versatilità infatti può adottare diverse configurazioni, e anche diverse varianti per un totale di 10 con funzioni che vanno dalla singola, doppia, mista, e leva abbatticane il modello base la USP40 camerata per il 40S&W seguita dalla USP9 e dalla USP45.

Questa semiautomatica è composta da 54 parti con 7 componenti fondamentali per la pulizia, adottando tre calibri ovviamente ha caricatori di diversa portata come il 9×19 che ne ha 15 il 40S&W con 13 e in fine il 45ACP con 12; il sistema di chiusura adottato dall’arma è quello metastabile la canna è filettata in volata per il silenziatore che fu fatto fare apposta per quando usci l’arma.

QUEST’ARMA CORTA ERA CONOSCIUTA COL NOME DI P46 E USCI DI PRODUZIONE NEL 2009.

VP70 H&K

Questa pistola automatica, anche dal abbreviativo di vollautomatische che appunto vuol dire pistola automatica è prodotta interamente in acciaio e polimero; la pistola è in doppia azione e ha l’opzione sia raffica a 3 colpi con cadenza di tiro 220 colpi al minuto, che una modalità semiautomatica, ha un funzionamento a chiusura a massa con caricatore da 13 colpi; dotata di calciolo che all’evenienza può essere usata come fondina; ha un peso di 500grammi è camerata per il calibro 9×19 e fu prodotta dal 1970 alla fine degli anni 80.

barret mrad(multi-role-adaptive-design)

Questo fucile di precisione fu progettato da Chris Barrett per soddisfare i requisiti SOCOM; basandosi su un altro modello cioè il 98B, andando a sostituire il vecchio fucile PGM338.

Il fucile è dotato di canna intercambiabile e facilmente convertibile in 8 calibri diversi tra cui il 308WIN e il 300WINCHESTER MAGNUM, la parte superiore dell’arma cioè il ricevitore è in alluminio monolitico serie7000, sull’asse della canna possiamo vedere(IN FOTO) la slitta piccatiny serie M1903, il punto d’appoggio è regolabile, l’impugnatura classica a pistola tipo AR15; il caricatore può ospitare dalle 5 alle 10 cartucce, il peso non è eccesivo vedendo la mole del fucile si aggira sui 6kg e mezzo, è molto preciso fino a 1500m e ottimo per tiratori destri.

Ovviamente il fucile adotta un sistema stabile(girevole scorrevole di tipo mauser), in Italia è catalogata come arma sportiva e si può trovare sul sito di Bignami a un prezzo di circa 10.000 euro.

REVOLVER PLANT 1863

Questo revolver ora mai oggi introvabile, è molto interessante per la sua particolarità di costruzione che a parere mio è molto intuitiva e ingegnosa. La fabbricazione e costruzione di quest’arma fu affidata alla Plant’s manufactory e finanziato dalla Merwin&Bray, invece il brevetto per la modalità di caricamento nel 1857; ma la sua vera particolarità era nella maniera in cui espelleva i bossoli spenti infatti per la costruzione di questo sistema aggirarono i diritti di Rollin White in quanto la cartuccia doveva essere camerata frontalmente per poi essere espulsi tramite a una levetta posizionata dalla parte opposta della canna(questa modalità di espulsione fu messa appunto anche per la cartuccia che aveva un innesco a tazza); per permettere la percussione in questo caso a spillo venivano leggermente fresate, il fondello era leggermente rientrante ed a colpo d’occhio era molto simile a una a percussione anulare. I materiali usati per la fabbricazione del telaio era di ottone placcata argento e qualcuno prodotto in ferro ma pochissimi, le guancette era in due tipi di legno cioè noce e palissandro le sue dimensioni erano molto simili a quelle di una Colt M-1849.

Il revolver era in azione singola con sicurezza a mezza monta, fu prodotto in tre versioni in 3 diversi calibri (28-38-42), la canna è ottagonale con una lunghezza totale di 272mm; l’utilizzo di quest’arma ci fu nella guerra civile americana come arma secondaria.

SISTEMA BOLT-ACTION

Questo sistema di tipo stabile cioè azionato mediante l’intervento dell’operatore, è conosciuto in gergo armiero come sistema di tipo Mauser a otturatore girevole scorrevole; di questi sistemi azionati manualmente ne esiste un altro che in pratica non gira ma scorre e basta, un esempio di fucile a otturatore solo scorrevole è lo Schimdt Rubin K31. Tornando ai Bolt-Action l’otturatore è composto da un cilindro dove a sede anche il percussore(in questo caso il percussore è lanciato cioè che non ha bisogno dell’ausilio del cane); inoltre questo cilindro impedisce l’apertura dell’arma grazie a delle alette ricavate dal pieno(di solito 3) che si inseriscono nelle sedi apposite della culatta.

Questo sistema è semplice da produrre è molto affidabile anche con cartucce di grosso calibro, essendo stabile in questo caso non c’è un estrattore che spinge fuori il bossolo spento visto che non serve, la cartuccia viene rimossa dal operatore.

L’ESTRATTORE

L’estrattore è quella parte d’arma che ha la funzione di espellere il bossolo spento dopo la sparo( nell’ immagine è rappresentato dove l’unghia estrattrice andrà a lavorare per far si che la cartuccia esca dalla camera).

esempio di estrazione del bossolo.

Gli estrattori possono essere di due tipi cioè quelli usati nei congegni a di culatta a cilindro scorrevole(ESTRATTORI A GANCIO) invece quelli a blocco o a rotazione(ESTRATTORI A LEVA).

GLI ESTRATTORI A GANCIO SONO COSTITUITI DA UNA MOLLA A LAMINA, APPLICATA AL CILINDRO DELL’OTTURATORE LUNGO UNA GENERATRICE.

GLI ESTRATTORI A LEVA HANNO UNA FORMA ANGOLARE IMPERNIATA A GOMITO CON UN BRACCIO INCASSATO NEL TAGLIO PIANO OVE SBOCCA L’OREFIZIO DELL’ANIMA E ALL’ ALTRO BRACCIO A PORTATA DELL’ OTTURATORE L’URTO DELL’ BLOCCO CONTRO QUEST’ULTIMO QUANDO SI APRE LA CULATTA, OBBLIGA L’ALTRO BRACCIO IL QUALE SI TROVA TRA L’ORLO DELLA CARTUCCIA E LA CULATTA E RUOTANDO AVANTI INDIETRO PROVOCA L’ESTRAZIONE DELL’ BOSSOLO.

MOSIN NAGANT

desero

Il Mosin-Nagant è un fucile di origine russa sviluppato verso la fine del 1800; e fu il fucile più prodotto con oltre 30 milioni di copie. Fu la soluzione per sostituire i vecchi fucili Berdan, quest’arma lunga è simile al modello Mauser 1898 tedesco; fu presentato dai due ideatori (IVANOVICH MOSIN E LEON NAGANT) nel 1889, il fucile aveva una rigatura destrosa a 4 linee ed era in calibro 7,62x54mm.Mosin-NagantM91

I russi a quei tempi avevano una misurazione diversa invece dei millimetri usavano la linaya, che equivale a 0,0025M. La prima versione carabina era il modello 1910 per la cavalleria che la usava per scopi speciali.

Usato anche dai Finlandesi; a cui apportarono delle modifiche alla canna e al sistema di puntamento nel modello 1891 che è anche detto (modello a 3 linee)in russo RUSKAIA-LINEJNAJA-VICTOVKA-OBRAZCA. Questo fucile fu in servizio fino al 1959 con anche l’arrivo del AK-47 degno sostituto e anche lui venduto in enorme quantità.

VLOG SULLA NITROCELLOSA E NITROGLICERINA

Queste due sostanze vengono utilizzate per produrre esplosivi o polveri da lancio per armi da fuoco…….. parliamone:

La nitrocellulosa venne scoperta schoben, nella seconda metà del 1800. Per produrre questa sostanza che avviene per nitrazione della cellulosa, a seconda del grado di nitrazione che si vuole ottenere utilizzando composti di acido nitrico e acido solforico; e da li si possono ottenere diversi tipi di nitrocellulosa tra cui quella usata nelle polveri da lancio che poi è quella più ricca di azoto(questo componente che è vicina alla trinitrocellulosa che costituisce fulmicotone) viene usata per esplosivi, detonatori o polveri da lancio; esempio le polveri monobase sono composte dal 95% di nitrocellulosa e l’acido solforico in questo caso funge da mordente. Nella storia delle armi la polvere venne abbandonata per un processo chimico della nitrocellulosa dando il via alla polvere infume; che a differenza della polvere nera produce solo scorie gassose(soprannominata padre B o polvera bianca). La nitrocellulosa si presenta come una sostanza dura e resistente alle pressioni dei gas, infatti utilizzata nelle armi da fuoco che sviluppano pressioni molto elevate al momento dello sparo; infatti in termini di fabbricazione ci sono stati degli sviluppi positivi sia nel tiro molto più preciso e anche perché la palla era più controllabile con una sua traiettoria a differenza della polvera nera che il tiro era meno controllabile e poco preciso.

Ora qualche nozione sulla nitroglicerina: la nitroglicerina è un liquido oleoso che a seconda della purezza, può essere incolore o giallognola; ha molecole molto fragili che tendono a scindere, ed essendo molto instabile è molto suscettibile a esplosione; fu scoperta da Sombrero che la definì follia per i morti che fece all’inizio perché usata nelle miniere per estrarre carbone; ma vista la sua grande instabilità causava infortuni molto gravi a i minatori. Se parliamo di esplosione questa sostanza poteva e può dire la sua si pensi che nel nucleo dell’esplosione si raggiungono temperature fino a 4200 gradi e una velocità di detonazione che raggiunge i 7500 M/S. Alfred Nobel riuscì a rendere stabile la nitroglicerina aggiungendo farina fossile e carbonato di sodio, dando vita alla dinamite.

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