458SOCOM.ORG entomologia a 360°

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    Il modello 29 nasce nel 1955, è un revolver a 6 colpi camerata per il 44 magnum(viene chiamato anche revolver a 5 viti); fu costruito su castello per revolver di tipo N. La storia è anche stata la sua sorella minore, che è in modello 27 nata per camerare il 357(arrivò sul mercato nel 1935).All’inizio il modello29 ( chiamata solo 44 magnum ma poi, nel 1957 fu battezzata come modello29; questo modello fu introdotto con canna da(102,165,e 213mm). Al momento della sua introduzione la numerazione del modello aveva l’iniziale con la lettera S, ma poi nel 1969 fu cambiata con la lettera N; nei primissimi modelli conosciuti come revolver a 5 viti (per sostenere la cartella fino al 1956 che furono prodotti solo in 4 viti).(10,9×33) è una munizione americana progettata da ELMER-KELTH nel 1955 ; questa munizione deriva dal 44 special che all’inizio aveva una carica di 250 grani. Il 44 magnum è una munizione molto conosciuta e molto utilizzata pure oggi per usi venatori, o anche per difesa anche se il più delle volte è preferibile il 357 per quanto molto più gestibile. Questo calibro è molto versatile può essere usato sia per armi corte che lunghe(come il fucile WINCHESTER MODELLO 1894).

    QUESTO CALIBRO HA UN DIAMETRO REALE DI 10,9 E HA UNA VELOCITA’ CHE VA DAI 360 AI 450 M/S ED UN ENERGIA MASSIMA DI 2,413 BAR.

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  • Differentemente dalle altre carabine come lei, prodotte in quel periodo questa presentava un cane esterno e il guardamano non faceva da leva d’armamento;( in quel tempo le armi lunghe, almeno le prime erano basati sul funzionamento dell’revolver quindi di tipo stabile); la maggior parte dei fucili di quel tempo ad esempio il Winchester 1860 il paragrilletto faceva da leva d’armamento, in gergo tecnico viene chiamato a ripetizione ordinaria, nel caso invece del fucile in questione funzionando come un revolver azionando la leva di scatto il tamburo gira, fino ad allinearsi con la canna, la capienza del tamburo sono 6 colpi, il fucile è ad anima liscia quindi essendo uno dei primi e sapendo quanto è difficile produrre anime lisce, non credo sia un campione di precisione anzi. Concludendo dico che di modelli colt 1839 ne furono prodotti pochissimi per il motivo che costava veramente tanto produrli; io so che vennero acquistati dagli Stati Uniti e forse da un altro stato…..

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  • Questo fucile ha una particolarità; che poi è anche un punto forte anche del Garant infatti il sistema di caricamento è molto simile; nel sistema di caricamento Mallincher la clip veniva espulsa dalla parte superiore, e poteva essere inserita solo da un verso a differenza di altri fucili come il Garant;( già citato prima) la clip poteva essere inserita sia dall’alto cioè direttamente dalla culatta o camera di cartuccia, oppure dal basso come qualsiasi altro caricatore. Un altro aspetto interessante era la disposizione delle cartucce all’interno della clip, che erano disposte in maniera da risultare sfalsate e questo permetteva che l’ultima cartuccia esplosa contenuta nella clip veniva espulsa insieme a quest’ultima. Il fucile ha un sistema di tipo stabile( che come da definizione ha bisogno dell’ausilio del tiratore, che si occupa di mettere la cartuccia in camera; in questo caso parliamo del calibro 7,62x63mm o 30-06 SPRINGFIELD e chiudere la camera di cartuccia con un movimento rettilineo agendo sull’otturatore); la corsa dell’otturatore è di tipo Steyer cioè solo scorrevole, a differenza di quello Mauser che è anche girevole.

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  • Partendo dal principio, abbiamo la VZ50( o meglio CZ50 per il semplice motivo che la sigla VZ è già associata al fucile, sempre della stessa fabbrica); il funzionamento di questo primo modello è praticamente uguale a quello della CZ82, a massa battente che in poche parole,( in questo sistema non abbiamo vincolo meccanico, ma si basa sull’energia data dallo sparo che bilanciandosi per inerzia tra canna e carrello ponendo resistenza con una molla, detta di ricupero; quest’ultima ha il compito di portare in chiusura la canna e il carrello alla fine del ciclo di sparo); il progetto della CZ 50 partirono subito dopo la seconda guerra mondiale; furono subito camerate per 32 ACP o 9x17mm, in futuro poi ci fu anche un modello aggiornato della CZ50 che è il CZ70, fondamentalmente era più ergonomico e compatto con un estetica molto simile alla Walter PPK. Un altro modello è la CZ52 arma d’ordinanza( prima dell’arrivo della CZ82 ); questo modello inizialmente fu camerato per il 9x19mm, poi per oscuri motivi, credo politici dovettero ricamerare la stessa in un calibro minore cioè il 7,65×25 Tokarev; infine abbiamo il modello CZ82 che fu una novità che arrivò durante la guerra fredda, il primo prototipo di questa variante aveva una rigatura poligonale, ed era camerato per il 9×18 Makarov( calibro che rimase anche nel modello definitivo); la particolarità di questo modello era il caricatore, infatti proprio come in altri modelli tipo la Browning HP o la Savage 1907 le munizioni sono sfalsate dentro il caricatore, questo permette una maggiore fluidità nel passaggio in camera di cartuccia.

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  • Il sistema di chiusura per definizione è quel vincolo meccanico fra otturatore e vivo di culatta della canna; nelle armi i sistemi di chiusura sono ideati per consentirne il corretto funzionamento.

    In questo articolo farò degli esempi di chiusura metastabile conosciuta anche come a ritardo di apertura, un sistema interessante e abbastanza conosciuto è quello a presa a gas che sfrutta appunto quest’ultimi grazie alla loro pressione che si genera al momento dello sparo mantenendo l’otturatore chiuso, solitamente le armi che adottano questo tipo di sistema li viene praticato un forellino sull’anima della canna ed in base alla pressione che si vuole sfruttare il foro viene fatto più vicino o più lontano dalla camera di cartuccia( ovviamente maggiore sarà la distante il foro dalla camera di cartuccia e minore sarà la pressione), un altro esempio è il sistema a rulli composta da due parti, una libera di muoversi dalla posizione dei rulli l’altra rallenta l’apertura tra otturatore e canna.

    Nelle armi corte invece abbiamo sistemi come quello di Browning modificato che a differenza del primo abbiamo la bielletta sotto la canna che ha il compito di disimpegnarla; un pò come nella Browning Hp35 una delle poche semiautomatiche che non ha bisogno di disconnettore perchè grazie a un gioco di piani inclinati riesce a disimpegnare il percussore dal sistema di scatto così da svincolare il carrello facendolo tornare in chiusura( quindi servirà ripremere il grilletto per espellere un altro colpo).

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  • La Savage 1907, fu progettata per uso civile grazie alla sua praticità nello smontaggio,(senza attrezzi); il caricatore bifilare con un ordine delle cartucce di tipo sfarzato, innovazione che usò anche il progettista della FN in collaborazione con Browning; per la Browning HP. L’arma è composta da 37 componenti, fu camerata all’inizio per il calibro 32ACP(7,65X17mm), su questo c’è da fare un appunto perchè dopo la competizione, che ebbe con COLT per essere adottata come arma d’ordinanza;(dove purtroppo perse); siccome dopo la competizione riuscì ad ottenere un contratto militare per un adozione; l’esercito chiese di modificare l’arma facendola sparare in 45ACP(11,43X23mm). Benché fosse un ottima arma aveva alcuni difetti di progettazione;( mi pare però che i difetti che elencherò in seguito vennero risolti con la modifica del calibro); i difetti erano un pò ad esempio il grilletto era molto pesante per l’arma che era, in un arma corta il peso di scatto arriva di solito fino 6 massimo 8kg( se parliamo di semiautomatiche come DESERT EAGLE e parliamo di un calibro 50A.E); un altro difetto era il carrello che faticava ad andare in chiusura, ma questo credo sia un difetto strutturale perchè anche se c’entra poco il funzionamento che adotta l’arma fu usato anche da Beretta recentemente, quindi valido sotto tutti i punti di vista.

    Nella chiusura a massa ritardata( o chiusura labile); l’otturatore comincia ad arretrare quando la pressione in camera è piuttosto alta, questo per evitare strappi del bossolo stesso; in fasi di estrazione del bossolo spento, di solito in questo sistema sono applicate delle delle leggere scanalature all’interno della camera per il convoglio dei gas, in modo che il bossolo non aderisca alle pareti o alla superficie interna della camera.

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  • UN PICCOLO ACCENNO AL MOSIN NAGANT E AL FUCILE, PRIMA DI ENTRARE NEL VIVO DEL DISCORSO.

    l Mosin-Nagant è un fucile di origine russa sviluppato verso la fine del 1800; e fu il fucile più prodotto con oltre 30 milioni di copie. Fu la soluzione per sostituire i vecchi fucili Berdan, quest’arma lunga è simile al modello Mauser 1898 tedesco; fu presentato dai due ideatori (IVANOVICH MOSIN E LEON NAGANT) nel 1889, il fucile aveva una rigatura destrorsa a 4 linee ed era in calibro 7,62x54mm.

    IL FUCILE: Il modello 1907 è in pratica la variante del modello MOSIN NAGANT1897; fu prodotto nell’arsenale si IZHEVSK dal 1910-1917,(infatti a volte indicato come modello 1910); esiste una versione cinese che è il tipo 53 camerato per la cartuccia 7,62x53Rmm. Il fucile ha un caricatore da 5 colpi ed una rigatura destrorsa a 4 scanalature; questo modello entrò in sostituzione del modello 1897 perchè troppo lungo e pesante, e soprattutto scomodo a cavallo.

    UN PO DI STORIA DELLA NASCITA DEL FUCILE: Nella storia i primi fucili vennero descritti verso la fine del 1400, ma un fucile simile a quello che conosciamo; ora dobbiamo aspettare il 1717 che poi fu anche l’adozione di tale arma da parte dei francesi, ma a parte questo la vera rivoluzione di tale arma avveni proprio col suo funzionamento in questo caso di tipo stabile dotato di un otturatore cilindrico che scorre e gira( in poche parole parliamo del sistema Mauser)..

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  • Diversamente dal anima rigata che il calibro viene ricavato dai pieni di rigatura; nel anima liscia corrisponde al numero di sfere ricavate da una libbra di piombo aventi lo stesso diametro; per quanto riguarda la stabilizzazione del proietto, visto che parliamo di anima liscia quindi la rigatura è assente si possono usare delle alette stabilizzatrici che però peccano un po’ sulla precisione del tiro……. per quando riguarda gli elementi essenziali come la canna, la definizione non cambia cioè rimane sempre il nostro tubo metallico sufficientemente resistente, di cui il diametro ne delimita il calibro( in parte se parliamo di anima liscia); comunque il compito fondamentale della canna è proiettare e dirigere, se quest’ultima viene rivolta contro un bersaglio si dice puntamento. All’interno della canna possiamo trovare i seguenti componenti: LA CAMERA DEL BOSSOLO: pressoché sempre di forma cilindrica( nelle armi ad anima rigata ha una lieve svasatura troncoconica per facilitarne l’estrazione). Parlando di cartucce nel anima liscia abbiamo attualmente un unico formato che è il 209; per ogni tipo di formato ci sono sempre due gradi di potenza che sono: REGULAR E MAGNUM questo va in base alla quantità di carica usata ovviamente; la cartuccia ovviamente è rimmed quindi non ha scanalatura per l’estrattore, ma solo un orlatura permette all’ estrattore di espellerla finito il ciclo di sparo.

    BASCULA:La bascula è un blocco in acciaio, che viene fissato al calcio e successivamente vengono incernierate le canne grazie a dei ramponi, la cosi detta ramponatura è la conformazione dei cosi detti tenoni in relazione alle bascule in cui si accoppiano; questi elementi ne permettono la rotazione ne permettono anche la chiusura, dando una situazione solida e sicura allo sparo. Per fare tutto ciò abbiamo una chiave che permette l’apertura, quindi lo svincolo delle canne che ruotano grazie ad un perno trasversale facendo leva sulla cerniera; oltre a questo nei fucili moderni possiamo trovare i sistemi di percussione e scatto e questa prende il nome di batteria; quello che tiene insieme il tutto è la croce che non essendo visibile dall’esterno perché è incassata nel paramano. Quando si spara le forze che entrano in gioco coi fucili basculanti sono essenzialmente due cioè assiale quando la proiezione è davanti il piano di bascula, e rotativa quando in pratica le canne tendono ad andare verso l’alto. Parlando di congegno di sparo nei fucili baculanti possiamo definire quelli di tipo Anson che stanno nel vivo della bascula, poi abbiamo quelli di tipo Holland&Holland che sono meccanismi riportati all’esterno della bascula; per poi andare al congegno di alimentazione che nei fucili basculanti è definito come tipo Enfield cioè prismatico tubolare; parlando di percussione invece abbiamo la più comune usata anche in molte armi corte cioè quella a battuta. In conclusione abbiamo la sicura che nei fucili ad anima liscia almeno un tempo teneva in blocco solo la leva di scatto o grilletto non permettendo cosi una sicurezza totale in caso di caduta, ma questo nelle armi vecchie però possiamo dire due tipi di sicura che spiegherò prossimamente che sono quello di tipo Greener e quella di tipo Anson.

    SISTEMA ANSON DELEEY: partendo dal cane che è di tipo Hammless(il percussore in questo caso è solidale sia col cane che con le stanghette a cui sono montate due molle, montate sui lati della bascula a lato dei tenoni che poi andranno a chiudere); cioè senza cane, nell’ arma è mantenuto da un perno al quale gira( ovviamente la bascula costituisce il suo asse di rotazione); ciascuno dei grilletti è imperniato sulla parte anteriore( la leva di armamento anche lei trattenuta da un perno che attraversa la bascula per tutta la sua larghezza); quello che da la spinta è una molla fatta a V da cui la parte superiore contro la bascula e quella inferiore c’è il dente che disimpegna il cane al momento opportuno(insomma lavora un pò come un disconnettore in una qualunque semiautomatica).

    SISTEMA GREEENER: La sicura greener usata comunemente usata nei fucili basculanti ad anima liscia, questo sistema di chiusura è posto sulla sinistra dell’arma e grazie a un bottone che scorre avanti e indietro va a bloccare il sistema di scatto e di conseguenza impedisce alla leva di scatto(grilletto) di arrivare a fine corsa dando inizio al cinematismo di sparo.

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  • Questa interessante mitragliatrice, anche se basata sul modello 1941 Johnson infatti se andiamo a guardare il modello Dror è a tutti gli effetti il modello 1944; ma aveva dei difetti uno dei quali era proprio il calibro, che nel primo lotto quando le mitragliatrici era camerate per il 303 British( nasce nel 1888 a polvere nera ma poi modificata a polvere infume; con palla spitzer nel 1910. Questa configurazione permetteva più velocità(superiore ai 700m/s) confronto a quella a polvere nera che ne faceva un po’ più di 600m/s; il 303 British ha un collarino flangiato con un energia cinetica alla bocca di 309 kg e una pressione massima vicina ai 2700 bar, e con un innesco boxer e fu la prima cartuccia inglese con palla blindata; nata per lo più per impiego militare). Ebbe un sacco di problemi soprattutto nella fase di alimentazione, ed il motivo era semplice, in pratica il modello su cui si basava essa non era concepito per tale calibro, infatti poi quando fu camerata per 8mm mauser problemi non ne aveva( anche se non possiamo paragonarla ad altre mitragliatrici come esempio MG34, che come funzionamento era di livello decisamente superiore); i lati positivi di quest’arma erano: sicuramente il cambio rapido della canna, il caricatore laterale( ma solo perchè a me piace molto), inoltre il caricatore era quello dell’ BAR semplicemente riadattato; come costruzione era molto rozza forse perchè costruita in un contesto clandestino, e basta guardare una foto per vedere le saldature in rilievo e altre pecche che denotano la poca finezza in costruzione.

    M240

    progettata prendendo spunto da diverse armi automatiche come l’M42 e il BAR1918 che nasce come arma standard adottata dal esercito americano alla fine degli anni 70; l’arma è affidabile inoltre può essere impostata tramite selettore di tiro che varia la velocità ciclica; il suo sistema di funzionamento è metastabile a presa a gas e spara ad otturatore aperto, i pezzi comprese le parti essenziali d’arma sono intercambiabili con tutte le mitragliatrici FN, ed è capace di sparare e ovviamente camerare quasi tutte le munizioni 7,62(anche se lei nasce con la munizione 7,62x51mm NATO).

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  • La Glinsenti 1910, è una pistola semiautomatica usata nella prima guerra mondiale; era in calibro 7,65x21mm che era simile al 7,65×21 parà. Il sistema d’arma di questa semiautomatica è a blocchetto rotante che era nato per calibri inferiori al 9mm. Per evitare che l’arma fu’ riprogettata, depotenziarono il 9mm per dar vita a una nuova cartuccia: il 9×19 Glinsenti che impiega una cartuccia troncoconica. Questa pistola venne adottata nel 1911. Quest’arma con i difetti che pur essendo sproporzionata dato il carrello troppo leggero per il calibro che doveva camerare all’ inizio, fu la base per un progetto di una nuova semiautomatica ideata da TULIO MERENGONI; quest’ultimo lavorò per dar vita ad un arma del tutto innovativa in calibro 9 Glinsenti, era il brevetto per la Beretta M1915. Da allora tutte le armi corte furono di produzione Beretta.

    La cartuccia fu sviluppata basandosi sul 9 Luger, fu introdotta vista la precedente delusione col 7,65Glinsenti che a conti fatti era nettamente inferiore al 7,65 parà. La munizione 9 Luger condivide sia la palla cilindro-conica che la palla con anima di piombo, il bossolo è identico al 9 parà ma con una potenza il 30% inferiore, inoltre pure l’energia cinetica espressa allo sparo è poca infatti parliamo di appena 30 kgm. Con questa munizione le armi tendevano sempre a incepparsi data la minima potenza; oltre che in armi corte fu camerata anche nella mitragliatrice Villar Perosa.

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