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  • Questo fu il primo modello a doppia azione, firmato colt;( Samuel Colt aveva già sperimentato il funzionamento a doppia azione nel 1850 ma non riuscì mai a concretizzarlo visto che all’uscita del modello in questione lui era già morto, infatti lui morì nel 1862 se non erro); questo revolver prodotto in tre modelli: 32 RAINMAKER(variante più rara); 38 lightning( con un aspetto molto simile alla Peacemaker); e il 41 thunderer( leggermente più pesante degli altri modelli). Il revolver era camerato per la cartuccia 32 long colt; i modelli con canna da 51 e 89mm non avevano la bacchetta di espulsione; il cane lavora in 3 posizioni: sicura, riposo e mezza monta; il revolver in questione è molto più affidabile del modello precedente 1873, ma necessita di riparazioni costanti, ma un suo punto a favore è il porto occulto infatti senza molla di eiezione sta tranquillamente in una tasca. La versione successiva cioè il modello 1878;(Questo revolver all’inizio a singola azione;(poi arrivo la versione a doppia azione progettata dallo stesso Colt), prodotto in calibro 40-40 WINCHESTER che fu una delle prime cartucce a percussione centrale prodotta da WINCHESTER e poi camerata in revolver storici come il modello 3 della Smith&Wesson; il revolver in sé è robusto e affidabile con la sostanziale differenza col modello precedente è la carcassa che è più grande, ma tutte due prendono ispirazione dal modello che conquistò l’west cioè il modello 1873; il tamburo del revolver 1878 è molto simile a quello al modello ejector( il primo modello ejector fu appunto il 32 HAND EJECTOR dove il tamburo basculava fuori dalla carcassa, dalla parte sinistra permettendo l’inserimento delle cartucce). Fu molto popolare e subì alcune modifiche nel tempo per sfruttare la grande quantità di pezzi di ricambio che Colt aveva, inoltre aveva anche un difetto se cosi lo possiamo chiamare, cioè la canna essendo troppo corta no era dotato di asta di espulsione. In fine dopo l’uscita di produzione nel 1882, fu ripreso durante la grande guerra e rintrodotto nei calibri 22LR e 44magnum.); inoltre il modello 1878 era anche camerato per la cartuccia 450boxer.

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  • Questo revolver francese di alta qualità; progettato nel 1973 da Manchin. Oggi viene prodotto dalla ditta francese, CHAPUIS ARMES in scala ridotta in 3 modelli che sono: quello classico fatto interamente in acciaio; la versione brunita; e infine quello della gendarmeria che questa variante a differenza delle altre ha i mirini sia posteriori che anteriori più grandi(il classico è in calibro 38 special invece sia la versione acciaio che la versione brunita è in calibro 357 magnum che genera una pressione massima superiore a quella consentita dal C.I.P).

    MR73 che ha una capacità di colpi nel tamburo uguale a sei; con possibilità cambiando il tamburo di una conversione di calibro in 9x19mm; e capace di sparare 150 colpi a piena carica, con peso di innesco regolabile sia in doppia azione che in singola cosa che nessun altro revolver come lui può fare; forse anche per questo che costa quasi il 50% in più di altri revolver.

    Il revolver ha una lunghezza di 196mm la versione classica; di 204mm quella acciaio o brunito; invece quella della gendarmeria 233mm, il peso varia da: 800g la versione da 2,5 pollici; 890g quella da 3 pollici; 950g quella da 4 pollici ; e 1030g quella da 5,25 pollici. Il telaio è tutto lucidato a mano in circa 12 ore; il grilletto è regolabile in trazione a preferenza del tiratore; sia il telaio che la canna sono realizzati in acciaio( la canna mediante una lavorazione per rotomartellatura a freddo);il telaio in versione K che è il più grande è leggermente più piccolo di un telaio SMITH&WESSON in versione L; il percussore ha un angolo di caduta di circa 42°; i mirini possono essere fissi o regolabili.

    UNA CURIOSITA’ CHE QUESTO REVOLVER NELLA VERSIONE PIU’ GRANDE VIENE USATO PER LA PROTEZIONE DEI V.I.P.

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  • Inizialmente il produttore;( tale colonnello Schmidt ), partecipò attivamente ad alcuni progetti di revolver(perfezionando anche il revolver francese Chamelot- dalvigne; che era un revolver francese adottato anche in Italia nel 1874 in calibro 10,35); finché un giorno si propose per fabbricarne uno suo, per il motivo che voleva dare alla luce un revolver che non avesse i problemi riscontrati nei modelli precedenti che erano:

    RINCULO TROPPO RILEVANTE, CHE DAVA PROBLEMI AL TIRATORE NEL TIRO MIRATO FACENDOLO RISULTARE IMPRECISO

    I REVOLVER ERANO ECCESSIVAMENTE INGOMBRANTI, QUINDI SCOMODI DA PORTARE IN GIRO

    IL PESO ELEVATO

    LE CARTUCCE ERANO GROSSE, E IL CARICAMENTO RISULTAVA LENTO E SCOMODO.

    L’arma del colonnello Schmidt, aveva un funzionamento a singola azione a percussione centrale, la rotazione del tamburo era fluida e comoda nel caricamento; l’arma adottava il sistema abadie;( lo sportellino abadie o chiamato anche sicurezza abadie si ottiene a cane a riposo, o abbattuto in pratica quando questo sportellino è aperto, il tamburo gira senza che il cane si armi di conseguenza; la sicura in un certo senso agevola anche il caricamento, perchè invece di girarlo manualmente basta premere la leva di scatto per passare alla camera successiva e caricarla o scaricarla di conseguenza); il cilindro o tamburo è a 6 camere in calibro 7.5mm. Questo revolver fu pensato per l’esercito svizzero andando a sostituire il vecchio modello 1878.

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  • Questa mitragliatrice non è altro che l’evoluzione della precedente; fu adottata eliminando il raffreddamento ad acqua, sostituendolo con un manicotto forato, per appunto ottenere un raffreddamento ad aria; la mitragliatrice è in calibro 7,92x57mm( la 7,92×57 l mauser (chiamata anche 7,92x57j per l errore di trascrizione dal gotico al italiano . aveva un bossolo in ottone 67/33 presto sostituito dal più duttile 72/28 innesco berdan ed era caratterizzata dal assenza di bordo sporgente e dalla presenza della gola di estrazione da un corpo quasi cilindrico (conicità di 1:43) e da una spalla di 19 gradi con questa cartuccia viene introdotta la conformazione del bossolo con una gola di estrazione benché non fosse del tutto originale essendo stata sperimentata in svizzera dal maggiore Eduard Rubin a partire almeno dal 1985. il proiettile cilindrico ogivale era ricoperta da una camicia d acciaio placcato in copri nichel, aveva un diametro di 8,08mm , una lunghezza di 31,6 mm  ed un peso 14,7 grammi . la palla a cilindro ogivale fu sostituita nel 1905 con una forma ogivale a punta ; spitzgeshob disegnata da Arthur glening  e da questi brevettata negli stati uniti due anni dopo . il nuovo proiettile aveva una lunghezza di 28,3mm e il suo peso da 10 grammi ma soprattutto il suo diametro effettivo fu portato a 8,2mm poiché si decise di aumentare il diametro di foratura da 7,80 a 7,89 e di approfondire i vuoti della rigatura da 0,135 a 0,155 per meglio guidarlo lungo il percorso di canna essendosi ridotta ad un terzo la superfice a contatto delle righe , per distinguere le due munizioni di calibro lievemente e pericolosamente differente alla nuova ; fu aggiunto il suffisso <> ottenendo la denominazione 7,92x57js mauser questo però non fu sufficiente ad impedire il verificarsi di incidenti dovuti allo scambio di cartucce, adottata anche da altre nazioni e caricata con proiettili di ogni tipo per la vita  operativa di questa cartuccia è arrivata ai giorni nostri  essendo stata utilizzata nei conflitti  che hanno insanguinato  i Balcani alla fine del xx secolo). Ovviamente essendo un ottima mitragliatrice, arrivò anche la copia giapponese con il nome TYPE98(questa versione praticamente uguale all’originale tedesca fu fatta produrre da una ditta britannica, la stessa che produsse la Vickers(TYPE89 la versione giapponese);in fine da quella giapponese a quella tedesca cambiava il calibro, 7,92x57mm quella tedesca e 50BMG(12,7x99mm); quella giapponese.

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  • Carlo Bodeo ottenne il primo brevetto per il suo revolver nel 1889; ed in questo progetto Bodeo volle unire idee innovative prendendo spunto da alcuni revolver già in uso. Di base il revolver Bodeo utilizza lo stesso sistema del revolver italiano Glinsenti; questo brevetto che fu il primo riguardava per lo più il sistema di sicura ABADIE ideata dallo stesso Bodeo modificandolo applicandoci una molla a V, questa molla è il risultato del miglioramento dello scatto del revolver CHAMELOT DALVIGNE(ricordo fu il primo revolver adottato dal esercito italiano); la molla era situata nel impugnatura per tenerla ferma quando il braccio spinge contro la superficie del cane, in poche parole il rilascio del grilletto andava on contrasto sia col cane che con la molla a V, interrompendo il collegamento tra il percussore e il sistema di scatto così da non far partire il colpo a sportellino aperto.

    In questo revolver il sistema di espulsione avviene attraverso una bacchetta situata sotto la canna, allineata con la camera del tamburo, e bastava farla scorrere verso l’interno per provocare l’espulsione del bossolo vuoto.

    IL REVOLVER E’ CAMERATO PER LA STESSA MUNIZIONE DEL MODELLO GLINSENTI; CIOE’ IL 10,35X20MM CHE E’ UNA MUNIZIONE A PERCUSSIONE CENTRALE CON INNESCO BOXER, DI TIPO RIMMED(OVVIAMENTE A POLVERE NERA).

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  • Questo fucile come già detto commercializzato per circa nove anni, e venduto in pochi lotti solo in Cile, l’mp48 come forma ricorda molto( almeno a me!); un M3 o anche un famoso fucile in dotazione alle forze dell’ordine italiane(PM12 VE DICE NULLA!?), per via del suo otturatore tubolare e poi anche la sua forma; il peso non è eccessivo essendo un arma che funziona a chiusura labile o a massa, ma ritardata(in pratica la camera tende a tardare ad aprirsi finché le pressioni al suo interno non scendono a livelli ottimali di sicurezza, per poi espellere il bossolo a vuoto e camerare una nuova cartuccia grazie al suo peso e alla forza del rinculo( RINCULO: il movimento retrogrado compiuto dell’arma al momento dello sparo). Il suo calibro è il 9×19,( Questo calibro ideato da George Luger alla fine dell’800 e deriva dal 7,65 parabellum, il progetto fu di creare un calibro per le forze dell’ordine totalmente camiciato o a punta cava, il suo rinculo è moderato; ha una potenza di circa 520joule e un innesco sia di tipo Berdan (a due fori) e di tipo boxer(a un foro solo). Questo tipo di munizionamento è da ritenersi da guerra ma con le nuove normative lo è ma solo per arma corta; invece per arma lunga può essere usato pure dai civili per scopi ludici; il termine parabellum fu scelto dalla fabbrica DWM che in latino sarebbe ” vice a paceum a parabellum” che tradotto in italiano vuol dire” SE VUOI LA PACE PREPARA LA GUERRA”. Fu di rapida diffusione e adottata da varie nazioni dopo la 1° guerra mondiale e prodotta in 70 paesi(ne fu ideata una variante anche per silenziatore). Quest’arma fu prodotta interamente della SIG l’unico dubbio che mi è venuto, è quello del selettore di tiro perchè non credo abbia una modalità semiautomatica a meno che non sia sul grilletto ma dubito fortemente; in passato prima dell’ m48 ci fu mp46 che meccanicamente era identico, solo che era più un fucile cioè non aveva impugnatura a pistola come nella versione MP48( che è cosa buona soprattutto per la stabilità di tiro, e il controllo dell’arma stessa).

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  • Questa arma lunga, solitamente a canna liscia in uso prima per uso venatorio( per cui è nata); inoltre usata anche come arma di sfondamento dalle forze dell’ordine, per la sua resistenza e affidabilità ma non solo perchè questo fucile utilizza una vasta modalità di caricamento come i proiettili in gomma, la palla asciutta oppure munizione spazzata. Un difetto di quest’arma può essere il suo metodo di caricamento, infatti dato il suo caricatore tubolare le cartucce vanno inserite una per volta, e vista la sua poca capienza può essere una difficoltà.

    IL FUNZIONAMENTO

    Il fucile a pompa così chiamato perchè utilizza questa pompa per portare la cartuccia in camera, e inoltre fa anche da impugnatura per la mano debole; funziona tramite astina che scorrendo permette anche il riarmo, però queste armi possono funzionare anche a pompa invertita in quanto il movimento avanti e indietro, fa avanzare la canna non permettendo all’otturatore di indietreggiare.

    CONCLUSIONI

    Un esempio di fucile a pompa può essere un modello ideato a Browning cioè il modello 1897, che non era altro che l’evoluzione del noto e famoso modello 1893. Metto questo esempio per il motivo che quest’arma era talmente efficace che fu uno dei primi fucili con questo sistema a prestare servizio in una guerra.

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  • Denominati anche COMPOUND i proiettili camiciati sono quelle munizioni che hanno una camiciatura solitamente in rame o acciaio che riveste il nucleo, e nello stesso tempo fissata allo stesso; questa pratica è indispensabile e anche strettamente necessaria per evitare impiombamenti alla canna e spiacevoli soprese durante il THROAD cioè quando la palla è totalmente all’interno della rigatura. Vorrei far presente che in un arma lunga quale fucile; le pressioni all’interno della camera dopo che il percussore ha urtato violentemente contro l’innesco e quindi la polvere inizia a bruciare sono elevatissime e la fase di sparo è una fase apparentemente istantanea ma molto complessa sotto il lato tecnico; anche perchè noi vediamo solo il risultato finale cioè quando il proiettile lascia la volata e si dirige verso il bersaglio. Vorrei fare un appunto: quando si parla di un arma da fuoco si parla di una macchina termodinamica infatti nello sparo la fase di espansione di gas data dalla trasformazione termodinamica della massa gassosa che si espande per effetto della pressione rimante dando cosi la partenza del colpo, e quindi l’uscita dalla volata, e noi come reazione avremo il riarmo dell’arma col arretramento del carrello(questo fenomeno è chiamato anche rinculo cioè il movimento retrogrado del arma al momento dello sparo); ma anche nel rinculo il discorso non cambia perchè abbiamo due fasi: una è quella spiegata prima cioè l’espansione dei gas e l’altra è l’effetto razzo all’uscita dalla volata. Ma torniamo alle munizioni facendo un esempio: in una palla blindata abbiamo una copertura o camiciatura, un nucleo con una percentuale di tungsteno per la durezza inoltre possiamo avere diverse leghe di rame che dipendono dalla destinazione d’uso( esempio se per uso militare sarà acciaio biplaccato), anche i nuclei posso avere diverse conformazioni e qui potrei citarne uno che è quello a piombo nudo che hanno una percentuale di antimonio molto basso. Questo munizionamento è impiegato solitamente in armi a canna rigata quindi come già detto con pressioni all’interno della canna superiore ai 1500 bar, questi bossoli vengono ricavati grazie a lavorazioni come trafilatura e tranciatura con dei dischi in una banda di ottone con uno spessore in base al tipo di fondello; poi essendo una munizione ad innesco centrale avremo una sede di innesco e un foro di vampa( che non è altro che il passaggio che ha il dardo di fuoco generato dalla percussione dell’innesco).

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  • Il brevetto di questa semi-automatica, venne concesso l’8 febbraio con un risultato abbastanza scadente se guardiamo gli standard di oggi; infatti l’arma era priva di leva abbatticane però poi fortunatamente fu introdotta successivamente, grazie alle modifiche apportate nel tempo che non fu neanche l’unica, infatti possiamo notare che l’arma è priva di spigoli vivi perchè furono apposta smussati per agevolare il tiratore visto che a quel tempo erano considerate un pericolo; inoltre fu modificato anche il profilo del carrello. La Radom è un arma basata sulla celeberrima Browning HP e credo anche adotti lo stesso sistema di funzionamento, e anche la canna gli somiglia abbastanza, un altro particolare è la sicura al percussore che fa sì che l’arma non spari se non è impugnata bene;(questa sicura è molto presente anche nelle Colt 1911 dove possiamo trovare lo stesso “pulsante” da premere col palmo della mano, e stringere cosi da impugnare correttamente l’arma); in ultimo abbiamo lo smontaggio, che è un pò diverso a quello di una 1911 per via della modifica apportata cioè l’eliminazione dell’asta guida molla.

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  • Come già detto nel articolo che feci anni fa, questo fucile d’assalto prodotto dalla fabbrica d’armi Pietro Beretta; prodotto in lamiera stampata con un funzionamento metastabile a ricupero a gas( il pistone è posizionato sopra la canna, a sua volta collegato a un gruppo otturatore collegato a una molla di ricupero). Il fucile può essere attrezzato con lanciagranate, esempio M230 da 40×46; oppure la nuova versione GLX-160; ma non solo c’è anche un altro lanciagranate che è il GLF-40;( che poi è un diretto derivato del modello CIS-40CL prodotto a Singapore); il particolare più interessante che questo fucile, che prestò servizio fino all’arrivo del ARX-160; e tutto quanto partì con qualche modifica esempio: il calcio abbattibile, la leva di armamento in posizione frontale, infine i ricevitori erano in polimero a differenza di quello del AR70/90 che erano in lamiera stampata credo…..

    Per quanto riguarda le mire del AR 70/90 sono molto simili al fratello SC-70/90 cioè diottra pieghevole e maniglia di trasporto; una curiosità del modello SC, è la sicura meccanica che blocca in posizione d’apertura impedendo al tiratore di premere la leva di scatto evitando così spari accidentali…( anche sé in caso di caduta violenta dubito non parta il colpo però).

    Per quanto riguarda il calibro è il 5,56×45(Il 223 Remington, che poi sarebbe la versione civile del 5,56×45 deriva dal calibro 222 Remington(oppure SS109 con palla camiciata da 62 grani). questa cartuccia F.M.J è una cartuccia standard per mitragliatrici leggere; fu progettata dalla Remington nel 1977 e adottata dalle forze dell’ ordine come munizione NATO nel 1980).

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