Questo calibro molto potente venne ideato per essere camerato nella semiautomatica, AUTOMAG M-180( che è una semiautomatica a presa a gas con sistema metastabile, quest’arma ha una particolarità molto simile al fucile d’assalto AR-15, questa similitudine sta nel sistema di bloccaggio del otturatore, che come detto poco fa è quasi uguale). La cartuccia venne commercializzata nel 1971; l’idea del creatore era di ridurre di 33 cm la lunghezza di un bossolo 7,62×51 in modo da metterci una palla di calibro 44 magnum, cosi facendo venne alla luce un 44 rimless a differenza del famoso 44 magnum ideato da ELMER KEITH (10,9X33R), che era rimmed.
-
+
+
+
+
+
+
Questa parola o termine viene usato per definire un oggetto o uno strumento che potrebbe essere usato per offendere qualcuno, può avere diverse coniugazioni esempio armamenti (questi usati da un esercito che includono diverse tipologie di armi con il corrispettivo munizionamento); infatti questa parola può comprendere diversi gruppi il primo che può venire in mente è l’arma da fuoco cioè una macchina termobalistica che grazie all’energia cinetica ed all’espansione dei gas è in grado di espellere un proietto; inoltre le armi da fuoco vengono catalogate per calibro che da una misura della potenza dell’oggetto che abbiamo davanti; infatti ogni arma da fuoco sia corta che lunga viene progettata intorno al calibro che andrà a camerare, ed il perchè è molto semplice l’azione di sparo è indiretta cioè il tiratore tramite un oggetto in questo caso una pistola semiautomatica che andrà a compiere l’azione di sparo per poi far partire il proietto che colpirà il bersaglio prescelto, inoltre potremmo anche definire la munizione che è un termine generico, usato per definire tutto ciò che per mezzo di un propellente è in grado di svolgere un lavoro. Come già detto lo sparo è un azione indiretta però noi come armi non abbiamo solo quelle da fuoco giusto? se noi prendiamo un esplosivo esempio qui l’azione diventa diretta visto che qui non ci sono tramiti, oppure un pugnale o coltello che sia uguale;( anche se qui entriamo in un discorso parallelo perchè il coltello può nascere per altri scopi, se no tutti gli chef sarebbero serial killer; però rimane il fatto che può offendere e anche bene). Poi potremmo parlare di armi camuffate esempio il bastone animato o un anello revolver; anche se questi esempi possono risultare banali ma l’arma camuffata non è legalmente accettata;( a parte il bastone animato che c’è anche tanto di licenza ed è anche l’unica che permette il porto di coltello). In conclusione vorrei dire che l’arma fino agli inizi della storia viene usata per difendersi, che poi venga usata impropriamente è un altro discorso!?
-
+
+
+
+
+
+
Questa munizione di cui oggi sono molto difficili da trovare e abbastanza costose; nacque nei primi 900′ e fu prodotta da un azienda in Inghilterra( di cui la denominazione metrica è 11x84mm); nasce per essere camerata in fucili con otturatore Mauser(girevole scorrevole); infatti molti fucili camerati per la munizione 7x57mm, furono convertiti nella cartuccia in questione, ma nella maggior parte avevano problemi di alimentazione dato il tipo di cartuccia ribassata ed essendo molto pesante la molla del caricatore non aveva abbastanza forza per farla salire in camera di cartuccia; dato questo difetto l’azienda si mobilitò per sistemare il difetto mettendo il caricatore sulla parte superiore del ricevitore facendo in modo di accompagnare la molla e consentire il suo ingresso in camera. Con questa modifica il fucile poteva essere alimentato con un massimo di 5 cartucce e motivo di discussione per la poca autonomia siccome veniva usata in africa contro animali feroci.
-
+
+
+
+
+
+

Questa cartuccia sviluppata tra il 1920 e il 1922 nata esclusivamente o quasi per la caccia grossa, e fatta apposta per essere camerata in fucili con un funzionamento di tipo stabile( cioè che serve l”ausilio del tiratore); per intenderci un otturatore di tipo Mauser(girevole scorrevole); infatti la cartuccia è di tipo ribassato(rebauted) cioè il collarino ha un diametro inferiore al corpo della cartuccia stessa, questa soluzione permette di usare sempre lo stesso otturatore infatti come si può notare dall’immagine il bordo è di tipo troncoconico l’ideale per armi lunghe(perché quelle di tipo cilindrico sono appunto usate per armi corte un esempio il 9×21 che però essa è rimmles). Una cartuccia poco nota ma basata sul 11,2×72 è il 440 Mcfalance che per l’appunto è anche più veloce.
Un piccolo appunto che c’è da fare è sui bossoli di tipo ribassato che grazie alla loro forma e al collarino più piccolo del corpo della cartuccia sono fatti apposta per adattarsi ad armi con otturatore di tipo Mauser.
-
+
+
+
+
+
+
Questo termine deriva dal tedesco ed il significato è fucile a gancio, questo nome venne dato perchè il fucile presentava una sporgenza a forma di gancio sulla parte inferiore della volata. Quest’arma ad anima liscia era tutto al di fuori che precisa, il caricamento ad avancarica cioè dal vivo di volata era abbastanza scomodo; il primo sistema fu adottato al inizio del XV secolo il suo funzionamento tramite una miccia a lenta combustione intrisa di salnitro funzionava più o meno cosi: la culatta era una sorta di scodellino che comunicava con la canna grazie il focone, caricata la munizione( che poi munizione non era ma una sorta di cartoccio), veniva messa la povere nello scodellino, la miccia era tenuta dal tiratore e accesa al momento di fare fuoco, lo svantaggio di queste trappole perchè questo sono! era che il tiratore non poteva prendere la mira inoltre la palla rimbalzando sulle pareti della canna era completamente priva di precisione, infatti si preferiva l’arco che non solo era più preciso ma aveva una gittata molto superiore cioè 200mt a paragone dei 50 dell’ archibugio. Il calibro di queste armi primitive era di 15-18mm e le dimensioni, almeno quelle standard del esercito inglese erano che l’arma doveva avere una lunghezza totale di 90cm e una canna di 75cm.
-
+
+
+
+
+
+
Questa cartuccia fu sviluppata in Danimarca nel 1888, e camerata a sua volta nel fucile M89. La munizione è di tipo rimmed( cioè il diametro del fondello è maggiore di quello del corpo e la scanalatura per l’estrattore è assente); il bossolo presenta un cambio di diametro tra il corpo della cartuccia e il fondello della stessa, quindi è detto a collo di bottiglia, in questo tipo di munizioni la spalla è presente( la spalla in poche parole è l’evidente cambio di diametro tra il colletto e il corpo della cartuccia uniti da un raccordo troncoconico; inoltre nel 8×58 ha un innesco di tipo berdan cioè bifocale, in questo tipo di innesco a differenza del innesco a percussione centrale, la sede viene ricavata dal pieno( quindi anche per questo che fu sostituito; la sua produzione voleva molto più lavoro per presentare il prodotto pronto all’uso). Nel 1900 gli fu apportato una modifica a questa cartuccia, rendendola più appuntita.
CURIOSITA’: Remington alla fine della guerra civile progettò un fucile monocolpo con il sistema rolling block ( ideato da BROWNING: che col suo brevetto nel 1884, che si differenziava da gli altri per una azione pulita e precisa e anche per la facilità di utilizzo. Browning perfezionò un sistema basato sul blocco cadente, per azionare questo sistema bisogna procedere con l’azione di una leva sotto il corpo dell’arma in avanti questo viaggia in maniera verticale verso il basso; la chiusura è determinata da un robusto chiavistello esse scorre dentro due solchi posti sulla camera di culatta , che una volta che viene spinto verso l’alto ferma la leva di comando che a sua volta porta in chiusura l’otturatore contrastando i gas prodotti dallo sparo); il fucile è a colpo singolo ovviamente in 8x58mm, e la curiosità sta che il modello 1867 fu il primo fucile a poter camerare una cartuccia metallica; e indovinate quale fu la cartuccia?
-
+
+
+
+
+
+

La bascula è un blocco in acciaio, che viene fissato al calcio e successivamente vengono incernierate le canne grazie a dei ramponi, la cosi detta ramponatura è la conformazione dei cosi detti tenoni in relazione alle bascule in cui si accoppiano; questi elementi ne permettono la rotazione ne permettono anche la chiusura, dando una situazione solida e sicura allo sparo. Per fare tutto ciò abbiamo una chiave che permette l’apertura, quindi lo svincolo delle canne che ruotano grazie ad un perno trasversale facendo leva sulla cerniera; oltre a questo nei fucili moderni possiamo trovare i sistemi di percussione e scatto e questa prende il nome di batteria; quello che tiene insieme il tutto è la croce che non essendo visibile dall’esterno perché è incassata nel paramano. Quando si spara le forze che entrano in gioco coi fucili basculanti sono essenzialmente due cioè assiale quando la proiezione è davanti il piano di bascula, e rotativa quando in pratica le canne tendono ad andare verso l’alto. Parlando di congegno di sparo nei fucili baculanti possiamo definire quelli di tipo Anson che stanno nel vivo della bascula, poi abbiamo quelli di tipo Holland&Holland che sono meccanismi riportati all’esterno della bascula; per poi andare al congegno di alimentazione che nei fucili basculanti è definito come tipo Enfield cioè prismatico tubolare; parlando di percussione invece abbiamo la più comune usata anche in molte armi corte cioè quella a battuta. In conclusione abbiamo la sicura che nei fucili ad anima liscia almeno un tempo teneva in blocco solo la leva di scatto o grilletto non permettendo cosi una sicurezza totale in caso di caduta, ma questo nelle armi vecchie però possiamo dire due tipi di sicura che spiegherò prossimamente che sono quello di tipo Greener e quella di tipo Anson.
-
+
+
+
+
+
+
Questa azienda venne fondata nel 1835 da Harris Holland, nel 1835 ed è un marchio molto pregiato nel mondo armiero per via del loro valore artistico, e lavorazioni su bascule e acciarini fatte a mano e ricavate dal pieno con tolleranze strettissime di pochi millesimi. I fucili basculanti in genere possono avere due caratteristiche essenziali; nella prima i congegni di sparo vengono ricavati dal vivo della bascula denominata di tipo ANSON, oppure a cartelle esterne di tipo HOLLAND&HOLLAND a cartelle esterne, per fare un esempio simile al sistema H&H possiamo citare quello di Westey Richard con l’unica differenza che il congegno è fisso e non staccabile; ma entrando nel discorso possiamo dire che nei sistemi H&H viene perfezionato e montato su una cartella molto simile a quella usata negli acciarini solo con la molla in avanti con percussori all’interno della bascula e grani temprati; queste cartelle laterali ovviamente sono incorporate al dispositivo di sicura che agisce in doppia grazie alle stanghette, una sul fulcro del azione di sparo cioè il grilletto e in simultanea con la leva di sicura che con un maggiore spostamento della sua estremità si troverà a diretto contatto col sistema di scatto.
375HOLLAND&HOLLAND:

Il 375H&H è un calibro da fucile per la caccia grossa; quando fu introdotto fu caricato su un bastone lungo a cordite, la prima forma inglese senza fumo. Fu anche il primo calibro con nominativo magnum; questo calibro nasce nel 1912 in Inghilterra e fece un rapido successo per la sua versatilità, e anche perché il fucile subiva poco stress a livello meccanico(il 375 H&H per via della sua flangiatura ne facilita l’espulsione del bossolo dopo lo sparo e anche l’estrazione. ANCORA OGGI RIMANE UNA DELLE CARTUCCIE MIGLIORI IN CIRCOLAZIONE.
IN ALTERNATIVA AL COSTOSO SISTEMA HOLLAND E HOLLAND CE’ IL SISTEMA ANSON DELEEY SPIEGATO QUI(NUOVAMENTE)!!
Questo sistema fu brevettato nel 1875 da due tecnici di una ditta celebre cioè la Westley Richard; il sistema è relativamente semplice anche perchè basato su un sistema BOXBLOCK a differenza di un sistema SIDERLOCK come può essere quello Holland&Holland che tutta la meccanica è montata su cartelle laterali, inoltre questo sistema ha pure un grande difetto: in pratica le stanghette a V di sicurezza vanno a intercettare il percussore e questo fa si che il colpo parta senza che quest’ultimo venga sollecitato. Ma tornando al sistema ANSON&DEELEY che permette di realizzare fucili solidi e in maniera semplice, questo sistema monta batterie a molla o a lamina ed essendo dietro i piani della bascula quest’ultima può risultare un pò indebolita e questo potrebbe essere un difetto; ma i lati positivi sono molti uno tra tutti è che può essere assemblato anche da piccoli artigiani senza bisogno di grandi macchinari iper-costosi, ma come lo riconosco? beh…semplice se il sistema è a mezze cartelle è per forza questo.
IL SUO FUNZIONAMENTO: partendo dal cane che è di tipo Hammless(il percussore in questo caso è solidale sia col cane che con le stanghette a cui sono montate due molle, montate sui lati della bascula a lato dei tenoni che poi andranno a chiudere); cioè senza cane, nell’ arma è mantenuto da un perno al quale gira( ovviamente la bascula costituisce il suo asse di rotazione); ciascuno dei grilletti è imperniato sulla parte anteriore( la leva di armamento anche lei trattenuta da un perno che attraversa la bascula per tutta la sua larghezza); quello che da la spinta è una molla fatta a V da cui la parte superiore contro la bascula e quella inferiore c’è il dente che disimpegna il cane al momento opportuno(insomma lavora un pò come un disconnettore in una qualunque semiautomatica).
-
+
+
+
+
+
+
Nella storia i primi fucili vennero descritti verso la fine del 1400, ma un fucile simile a quello che conosciamo; ora dobbiamo aspettare il 1717 che poi fu anche l’adozione di tale arma da parte dei francesi, ma a parte questo la vera rivoluzione di tale arma avveni proprio col suo funzionamento in questo caso di tipo stabile dotato di un otturatore cilindrico che scorre e gira( in poche parole parliamo del sistema Mauser)……..
OTTURATORE MAUSER: L’otturatore girevole scorrevole di tipo Mauser, è rappresentata come una realizzazione molto evoluta di un sistema visto per la prima volta nel fucile ad ago Dreyse nel 1841; il bello di questo sistema a parte la semplicità di utilizzo è nel riuscire a disarmare il percussore e la sua molla tramite la leva (in pratica l’otturatore è cavo proprio per alloggiare il percussore e la molla di scatto; la sua forma è cilindrica, in pratica una barra piena con particolari trattamenti termici. La leva agisce direttamente sull’ otturatore esse porta tre alette ricavate dal pieno(ci può essere anche una terza chiusura a parte le solite due che è ricavata dalla parte posteriore del cilindro) , che permettono la chiusura grazie alla rotazione e scorrimento dell’otturatore.
OTTURATORE DI TIPO STEYER: Questo sistema stabile, differisce da la sistema mauser perchè invece che scorrere e girare, questo scorre e basta ma la funzione rimane la medesima cioè un otturatore cilindrico e parte essenziale d’arma per portare la culatta in chiusura. Quando fu progettato a detta anche degli stessi soldati che lo trovavano più veloce; proprio perchè invece di girare e scorrere come nel Mauser il movimento era solo avanti e indietro, la sua introduzione risale ai tempi antichi( più precisamente nei fucili ad ago come il CHASSEPORT); e più avanti usato nei fucili STEYR MANNLICHER M1895, che poi credo siano tutti passati al sistema Mauser visto che anche il sistema di alimentazione o a pacchetto oppure a stripper clips, di Mauser sempre parliamo( e poi secondo me il tempo di caricamento non è che sia poi cosi lento; a meno che non si metta un bradipo a sparare….). Questi otturatori sono anche detti a percussore lanciato (percussore interno) e non necessitano del cane( un congegno di sparo come può essere definito il medesimo è un organo di comando( in questo caso la leva che chiude e apre la camera seguita poi da una molla e dal sistema di scatto). Prima ho accennato il caricamento quando ho parlato del sistema mauser perchè? c’è da sapere che in un congegno di alimentazione(quale il caricatore) possiamo averne di tre tipi: quello che troviamo nei revolver cioè a camere multiple; quello fisso definito anche di tipo Mauser; quello staccabile( cioè Enfield) e poi per ultimo quello usato nelle armi ad anima liscia cioè prismatico tubolari.
IL CALCIO: In un fucile il calcio è quella parte d’arma con una superfice più ampia, che funge come punto d’appoggio e in un certo senso assorbe il rinculo per poi cederlo alla spalla del tiratore;(ricordo che nel rinculo se l’asse della canna passa per il punto d’appoggio e quest’ultimo è sopraelevato, parte del rinculo provoca la rotazione dell’arma attorno il punto d’appoggio; e questo fa si che le canne durante lo sparo tendono ad andare verso l’alto). Il calcio ha lo scopo fondamentale di decretare la distanza tra la spalla e la culatta e inoltre decretare il baricentro dell’arma, l’avvicinamento della linea di mira è detto anche angolo di calcio e quando quest’angolo diminuisce subentra l’effetto del rinculo e maggiore sarà la distanza fra l’asse della canna e il punto d’appoggio e maggiore sarà il rilevamento da contrastare, a parità di energia espressa dall’arma. Nei fucili si tende ad avere un punto d’appoggio più alto dell’asse della canna perchè allineare la pupilla con tacca e mirino risulta scomodo e difficoltoso; inoltre una volta i primi fucili nati per lo più in Francia nel 1777 erano assenti di rinculo perchè dritti.
LA CANNA: Questa è una parte fondamentale che ha la funzione di proiettare e dirigere il nostro proiettile ed è in effetti un tubo metallico sufficientemente resistente. In un arma da fuoco, la canna è la parte più importante perché è li che avviene tutto il procedimento di sparo prima che il proietto esca dalla volata; è considerata sotto aspetto giuridico come parte essenziale d’arma le caratteristiche principali durante lo sparo sono la traiettoria e l’effetto giroscopico dato dalla rigatura per la stabilizzazione del proietto. All’interno della canna ci sono dei solchi(detti principi) che formano la rigatura, che può essere elicoidale o progressiva; elicoidale quando è costante per tutta la lunghezza della canna, invece si dice progressiva quando è crescente verso la volata(esistono anche rigature poligonali che in poche parole hanno un solo bordo); in genere le linee di rigatura in un arma variano da 3 a 6 per arma corta e da 6 a 12 per arma lunga; può essere destrorsa o sinistrorsa ma questo dipende dal produttore dell’arma stessa. In genere l’interno della canna è chiamata ANIMA che può essere suddivisa in due gruppi essenziali che sono: ANIMA LISCIA che vediamo in ambito venatorio; o per usi delle forze dell’ordine esempio REMIGTON 870(il calibro delle armi a canna liscia è dato dal numero di biglie sferiche dello stesso diametro della canna ottenute da una libbra di piombo); poi ci sono le ANIME RIGATE DI CUI NE ABBIAMO PARLATO PRIMA. li calibro nelle anime rigate e dato dalla distanza tra i pieni di rigatura , e ne esistono due sistemi di calibro che sono quello EUROPEO che si misura in millimetri ricavato dal bossolo a vuoto; e quello ANGLOSASSONE che si misura in millesimi di pollice (es il 338 Lapua).
LA RIGATURA: La rigatura è formata da solchi elicoidali, detti principi che si trovano all’interno della canna; che possono essere divisi in pieni di rigatura che permettono il forzamento del proiettile e incidono il proiettile coi bordi taglienti; poi ci sono i vuoti di rigatura che sono solchi impressi durante la lavorazione per mettere in evidenza i pieni. La distanza tra pieni di rigatura è detta calibro(la rigatura in qualche modo è proporzionata al peso del proietto e la sua lunghezza) esistono sostanzialmente 3 tipi di rigatura che sono: PROGRESSIVA quando le righe sono decrescenti verso la volata, e in questo caso l’intaglio di rigatura è meno marcato. ELICOIDALE quando la rigatura è costante per tutta la lunghezza della canna(esistono pure rigature poligonali che in pratica hanno un solo bordo). La rigatura viene caratterizzata dalle righe e dal passo di rigatura, che può essere destrorso o sinistrorso e questo dipende dalla scelta del produttore; il numero delle righe può andare da 3 a 6 per arma corta e in casi eccezionali fino a 16 per arma lunga(un calcolo sbagliato delle righe può incidere sulla stabilità del proietto). In un arma da fuoco la lunghezza della canna influisce sulla velocità del proietto, che grazie al suo asse dato dal moto giroscopico; dando al proietto una traiettoria (maggiore sarà la lunghezza della canna, e maggiore sarà la gittata perché il proietto potrà gestire al meglio; la spinta del propellente e acquistare maggiore stabilità).
-
+
+
+
+
+
+
Gli esplosivi sono miscele oppure composizioni chimiche definiti combustibili che godono di particolari proprietà. Si distinguono nelle usuali sostanze combustibili , per il fatto che essi contengono legata nella loro molecola che e anche la sostanza comburente, l ossigeno che può essere in eccesso come nelle sostanze a base di nitroglicerina e in difetto come quelle a base di nitrocellulosa. il lavoro compiuto dal esplosivo può essere calcolato dalle sue caratteristiche chimico fisiche, le azioni fondamentali del esplosivo sono: azione di spinta e di urto; la prima dipende dalla massa gassosa e l altra dipende dalla velocità di esplosione. l esplosione è un fenomeno di trasformazione chimico fisico che arriva in un tempo rapidissimo accompagnata da uno sviluppo di energia e di sviluppo dei gas. il sistema del esplosivo si divide in due una e definita da una sola specie chimica e si chiama omogenea e da più sostanze chimiche viene detta eterogenea. in sostanza gli esplosivi sono sostanze ad alto contenuto energetico che attraverso l esplosione si trasformano in sostanze stabili a contenuto inferiore di energia . il procedimento si propaga per conduttività termica iniziando dalla superficie interna procedendo verso l esterno è detta deflagrazione invece le miscele e le combinazioni di sostanze può assumere un regime di detonazione. l esplosione può essere data anche delle cariche divise in due gruppi: cubiche o allungate la prima in cui l esplosivo è disposto in modo ammassato e più o meno globulare, il secondo e la carica in cui l esplosivo è disposto in maniera che la lunghezza della carica sia almeno 4 volte la sua sezione minore come ad esempio un foro nella roccia , ma le cariche a sua volta possono essere distinte in interne o esterne. la prima messa al interno come ad esempio la roccia ed esterna appoggiata sul corpo da demolire. Le dinamiti sono esplosivi a base di nitroglicerina( nel senso che la nitroglicerina prevale sugli altri componenti). Queste dinamiti possono avere diverse basi tra cui la nitroglicerina chiamata base esplosiva unita ad altre sostanze ossidanti; una volta che invecchiano soprattutto la dinamite trasuda nitroglicerina che a contatto con l’aria cristallizza, diventando molto sensibile all’urto e dopo averle rimosse l’esplosivo va distrutto perchè troppo instabile. Il fenomeno esplosivo può avvenire in due fasi cioè per deflagrazione quindi a velocità subsonica e abbiamo 3 fasi ben distinte: l’accensione( definita anche come parte innescante); la fase in cui si incendia( ma solo esternamente); in fine la combustione che avviene in modo progressivo dall’interno all’esterno. In fine abbiamo la detonazione che un fenomeno supersonico che avviene in millesimi di secondo; quindi poi sommando l’onda di pressione con quella retrograda data in precedenza dalla deflagrazione abbiamo l’onda d’urto. L’ossigeno in un esplosione è fondamentale, infatti in un esplosione possiamo avere un bilancio di ossigeno negativo(quando lo assorbe), positivo (quando viene rilasciato).
Si definiscono esplosivi quelle sostanze o miscele di sostanze capaci di un azione diretta( ricordo che lo sparo è un azione indiretta); di trasformazioni chimico fisiche sprigionando pressioni e temperature molto elevate.
POSSIAMO DIVIDERE QUESTA REAZIONE IN 3 FASI:
LA COMBUSTIONE: La combustione è definita come una reazione chimica che comporta l’ossidazione di un combustibile da parte di un comburente; ok giustissimo ma io parlo di armi da fuoco quindi possiamo parlare di combustione all’inizio di un processo di sparo quando il percussore picchia sul innesco, questo grazie una piccola detonazione(combustione supersonica) incendia la polvere; ma soffermiamoci sul termine deflagrazione che in se è una combustione o più precisamente combustione subsonica caratterizzata dalla diminuzione di densità e anche molto influenzata dagli agenti esterni; per fare un paragone con la detonazione che a differenza della combustione subsonica non è influenzata dall’ambiente circostante ed è anche un processo molto più veloce cosi detto effetto dirompente, anche questo si ha al momento dello sparo prima di avere una vera e propria deflagrazione che anche lei può essere suddivisa in fasi che sono 3, cioè la fase pirostatica quella pirodinamica ed in fine l’espansione.
DEFLAGRAZIONE: reazione chimica che a differenza della detonazione è molto più lenta; infatti l’esempio più classico è l’atto di sparo.
DETONAZIONE: abbiamo invece una detonazione quando la reazione chimico fisica che viaggia a centinaia di migliaia di metri al secondo senza l’influenza del del posto in cui è.